Lo sport in mezzo al divieto di abbracciarsi

lo sport e il coronavirus

Il ministero pronto a fermare tutto per 30 giorni

 

    Il governo è al lavoro per un nuovo decreto che prevederebbe, su indicazione del comitato scientifico, di fermare gli eventi a porte aperte per un mese, comprese le manifestazioni sportive: “O porte chiuse o niente gare”, ha dichiarato il viceministro della Sanità, Pierpaolo Sileri. 

 

Le nuove raccomandazioni. Il «divieto» di abbracci e strette di mano, il pressante suggerimento a chi ha più di 75 anni (e a quelli oltre i 65 che sono ammalati) di non frequentare luoghi affollati, l’invito anche a chi ha una semplice febbre a rimanere a casa e quello a osservare una distanza di almeno un metro nei contatti sociali fra le persone. Una serie di misure che naturalmente fanno a pugni con l’idea di riempire uno stadio. C’è poi il punto interrogativo che riguarda Napoli-Inter di Coppa Italia di domani: porte aperte o già chiuse? Le porte chiuse diventeranno l’unico verbo possibile in tutta l’Italia. Uno scenario che sembrava improbabile ed estremo fino a poche ore fa, ma che oggi sta per diventare una scelta inevitabile. | Valerio Piccioni, la Gazzetta dello sport

 

Un rigore in più. Non si può pretendere di avere un Paese in emergenza e un calcio che litiga per essere normale. Non tocca al calcio trovare una decisione che riguarda tutti. Tocca al governo e ai suoi medici. Giocare a porte chiuse è già un privilegio in un mondo dove Valentino Rossi resta fermo in Qatar, il Louvre scompare e da New York non si alza più un aereo per Milano. In serie C quattro giocatori della Pianese si sono contagiati semplicemente giocando a calcio contro la Juventus under 23. E la Juve ha mandato i suoi ad allenarsi in altra sede. Sono centinaia peraltro gli addetti coinvolti in una partita di serie A senza pubblico. Nessuno può recriminare qualcosa, si chiude per malattia, per farci un favore reciproco. Non per avere un calcio di rigore in più. | Mario Sconcerti, Corriere della sera 

 

  Le borracce personalizzate. Ventidue borracce, tutte numerate, a ognuno la sua: il virus è un pericolo da non sottovalutare e il Napoli ha diffuso un vademecum, è una specie di decalogo, affinché sia possibile prevenire qualsiasi rischio di contagio. Una chiacchierata illustrativa dietro l’altra, del dottor Canonico, per spargere tranquillità, ma anche per adottare misure «normalissime», utili in situazioni del genere. Ai calciatori sono state suggerite una serie di raccomandazioni: limitarsi con gli spostamenti nel giorno di riposo; evitare possibilmente – luoghi affollati, come possono esserlo un ristorante o anche un cinema o un teatro; ridurre persino, per quanto possibile, le visite dei parenti. E poi, chiaramente, lavarsi le mani ripetutamente ma anche, nel corso degli allenamenti e delle partite partite, servirsi di una borraccia personale. Ce ne vorranno (almeno) ventidue, domani sera: una per ogni calciatore. E poi altre per lo staff. | Antonio Giordano, Corriere dello sport-Stadio

 

Le squadre di ciclismo ancora in quarantena a Dubai

 

A distanza di cinque giorni dalla cancellazione delle ultime due tappe del Giro degli Emirati Arabi per due casi sospetti di coronavirus nella carovana, tre squadre sono ancora in quarantena in hotel ad Abu Dhabi. Ottanta persone in tutto. 

 

  Stanno crollando. La pazienza di corridori e personale delle francesi Cofidis e Groupama FDJ e della russa Gazprom Rusvelo è agli sgoccioli. Qualche corridore è stato trasportato in ospedale per un ulteriore accertamento. Tra questi Imerio Cima, il cui secondo tampone non è risultato né positivo né negativo, probabilmente perchè non è stato svolto correttamente, come ci conferma con un po’ di preoccupazione il suo compagno di stanza Cristian Scaroni: «Alcune persone in mascherina lo hanno prelevato e dovrà sottoporsi ad un terzo tampone. Sembra una comica, ma la situazione è tutt’altro che divertente». | Giulia Di Maio, Tuttobici

 

Appestati. «Quando incontriamo qualcuno nell’hotel del corridoio, scappa. Siamo trattati come appestati; le nostre camere non vengono riordinate da quando siamo arrivati, ​​cinque giorni fa, per cambiare lenzuola, saponi e asciugamani dobbiamo andare di fronte all’ascensore, dove c’è un carrello». | Thierry Vittu, presidente Cofidis. Facebook

 

I contagiati sono aumentati. Ieri sera, dopo cinque giorni di test e tamponi, ripetuti più volte per chi aveva dato esito incerto (né completamente positivo né del tutto negativo), il numero dei contagiati è salito. Ci sono almeno 12 positivi: sei italiani, quattro russi, un tedesco e un colombiano. Di questi dodici, i corridori sarebbero quattro: due russi, un italiano e un colombiano. C’è pure un turista-accompagnatore. | Luca Gialanella, la Gazzetta dello sport

 

Al lavoro le ambasciate. «So che il ministro ci sta lavorando. So che c’è stato un intervento e so che le ambasciate francese e russa stanno lavorando per rimpatriare i loro cittadini. La cosa più difficile è questo yo-yo. Li hanno testati, erano negativi, pensavano di andarsene, all’improvviso è di nuovo cambiato tutto. Quello che voglio oggi è che tutti possano tornare a casa dalle loro famiglie». | Marc Madiot, general manager di Grouporama a le Parisien

 

Chi è fermo. Una quarta squadra, la locale UAE Team, ha scelto volontariamente la quarantena, secondo alcune fonti perché i due casi di positività la riguarderebbero. Aspettano un secondo giro di test prima di tornare alla normalità. Tra i corridori in quarantena ci sono tre dei migliori 30 corridori al mondo secondo la classifica UCI: lo sloveno Pogacar (numero 7), l’italiano Ulissi (21) e il francese Gaudu (29). Altri nomi di spicco sono il velocista colombiano Gaviria (5 tappe vinte al Giro e 2 al Tour), lo spagnolo Herrada (una tappa alla Vuelta nel 2019), il francese Démare (vinse la Sanremo nel 2016), gli italiani Guarnieri, Formolo e Attilio Viviani. 

 

  La richiesta di fermare le corse in Italia. Alcuni team di ciclismo, tra cui la statunitense EF Pro Cycling (la squadra del colombiano Uràn, dei belgi Vanmarcke e Keukeleire, dell’italiano Bettiol) stanno esercitando pressioni affinché non si corrano in Italia le Strade Bianche (sabato), la Tirreno-Adriatico (dall’11 marzo) e la Milano-Sanremo (il 21). In alternativa la squadra statunitense fa sapere che non ci sarà e chiede di non subire penalizzazioni per questo. Ha pubblicato una lettera aperta su Wall Street Journal e ne ha spedita una all’UCI e a RCS chiedendo se l’organizzazione abbia “una solida strategia di contenimento e prevenzione in atto per la protezione dei team e della comunità”, prima di proporre un “accordo reciproco” per la mancata partecipazione alle gare italiane. “Tutti i nostri ciclisti e il nostro staff sono entusiasti e pronti a gareggiare. Tuttavia, dobbiamo mettere da parte questi sentimenti e fare ciò che riteniamo giusto per la nostra comunità globale”. Il manager Jonathan Vaughters ne ha parlato a Cyclingnews: “Settantadue ore fa non ci avrei pensato, ma grazie ad alcuni esperti abbiamo iniziato a considerare l’impatto di una squadra che viaggia da una città all’altra in un’area colpita. Forse i nostri atleti e il nostro staff resterebbero in buona salute, ma che dire delle persone anziane in strada per guardarci o raccogliere una borraccia? Non si tratta di panico. Si tratta di essere responsabili. Faremo molte gare quest’anno, e se queste verranno riprogrammate, o se escogiteranno dei modi per eliminare i rischi, noi ci saremo”.

 

Il caos del calcio

 

    Rinviata Juve-Milan di Coppa Italia. Fino a ieri pomeriggio, la situazione a Torino era paradossale: i bambini non potevano andare a scuola al mattino ma in teoria potevano essere allo stadio la sera: per Juve-Milan c’erano ancora le porte aperte, con divieto solo per i tifosi di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il prefetto di Torino Claudio Palomba a sera ne ha disposto il rinvio dopo una riunione fiume a cui erano presenti la sindaca Appendino, i rappresentanti della Questura e della Juventus e in conference call il governo e la Lega Serie A. | Matteo Pinci, la Repubblica

 

  I recuperi e il paradosso sulle porte chiuse. Uno schema reso paradossale dalle notizie delle ultime ore: nato per evitare le porte chiuse, il piano sarà quasi certamente costretto a tornare alla casella di partenza, cioè agli stadi vuoti. Ma la stragrande maggioranza delle società si è ormai schierata. Fino al punto di dire: vi abbiamo espresso ufficialmente come la pensiamo, non verremo a Roma per l’assemblea straordinaria.  L’agenda su cui si è lavorato in queste ore è ormai nota: sabato Samp-Verona, domenica Udinese-Fiorentina, lunedì 9 marzo tutte le altre saltate: Sassuolo-Brescia, Milan-Genoa e Parma-Spal alle 18.30, Juventus-Inter alle 20.45. Poi lo scivolamento, che risolverà pure un problema su cui si era litigato tanto prima che l’emergenza coronavirus dilagasse: la data di Atalanta-Lazio, che spostandosi di una settimana si potrà giocare di domenica, il 15 marzo. Lo slittamento renderà necessario di occupare anche il 13 maggio. | Alessandra Gozzini e Valerio Piccioni, la Gazzetta dello sport

 

Il “pagliaccio” di Zhang a Dal Pino. È un’offesa non accettabile per stile e sostanza, ma soprattutto per principio. Una regola è indispensabile per lavorare insieme. E davanti alla gente anche un’educazione comune. Se si gioca a mostrare la forza si apre la porta a una tempesta finale. I presidenti sono elefanti miliardari che camminano in stanze di cristallo, non vedono l’ora di misurarsi. Zhang vuol dare il via a questo? | Mario Sconcerti. Corriere della sera

 

Un ragazzino miliardario. Un presidente di una società di Serie A non può dare del pagliaccio al presidente della Lega Calcio. E’ vergognoso. Danneggia il suo club, delegittima il sistema, fa pensare a sostenitori e avversari che alla guida dell’Inter ci sia non una figura di polso ma un ragazzino miliardario che non va lasciato solo nemmeno sui social. | Enrico Mentana, facebook

 

Zhang ci è tornato su. ➣  Perché certi toni così estremi, forti, offensivi, lontani da quelli che solitamente gli appartengono?  «Volevo far sentire forte la mia voce. Perché per me è davvero molto importante che soprattutto in questo momento chi ha la possibilità di decidere metta la salute pubblica e la sicurezza davanti a tutto. La salute è la cosa più importante da considerare, prima di qualsiasi altro interesse. Non si può giocherellare con il calendario e rischiare che le persone si affollino in uno stadio mettendo a repentaglio sicurezza e salute. Tutto questo non è un gioco e non è uno scherzo: non è accettabile che si prenda anche il minimo rischio quando si parla di salute e per questo sento come presidente di un club di calcio e di chi fa parte dell’industria dello sport la missione e la responsabilità di dire alle persone la verità e di accertarmi che passi il messaggio corretto. E di far sapere ai tifosi, siano essi dell’Inter, della Juve, del Milan o di qualsiasi altra squadra in Italia o in giro per il mondo che la salute e la sicurezza sono al primo posto e che dobbiamo prendere tutte le precauzioni e stare molto attenti. Penso che qualcuno invece non lo sappia o qualcun altro non lo stia facendo…». | Intervista di Andrea Di Caro, la Gazzetta dello sport

 

  L’opinione del presidente FIGC Gabriele Gravina ➣  L’ immagine che viene fuori è la solita: troppi presidenti preoccupati solo dei loro interessi… «Ho rinnovato l’invito all’unità e al senso di responsabilità, sia all’interno della Lega che all’esterno. Solo stando tutti insieme si risolvono i problemi e si cresce. È proprio con questo spirito che in estate avevamo chiesto di anticipare l’inizio della serie A di una o due settimane. Se la Lega ci avesse dato retta non ci saremmo trovati in questa situazione».

 Le parole di Zhang sono benzina sul fuoco… «Quello del presidente dell’Inter è un linguaggio che non mi appartiene, né lo condivido. Ognuno è responsabile di ciò che dice. Le proprie ragioni si fanno valere in una dialettica istituzionale corretta. Peraltro l’Inter sia in Lega che in Federazione è rappresentata da ottimi dirigenti (Marotta e Antonello ndr)». | Intervista di Alessandro Bocci, Corriere della sera

 

I venti galletti. Quello che abbiamo capito è che la Lega non può permettersi un presidente con pieni poteri, né un amministratore delegato, anch’egli eletto. Figuriamoci poi un direttore generale, ruolo vacante. I venti galletti ai quali non basta la salute non accettano di subire decisioni prese da altri: tornino al presidente fantoccio e si restituiscano un consiglio direttivo | Ivan Zazzaroni, Corriere dello sport-Stadio

 

  Gli addii. Dopo la pallavolista Harris che ha lasciato Caserta e il cestista Clark che ha rescisso con Varese, ieri la pallanuotista americana Rachel Whitelegge ha chiuso la sua stagione con il Bogliasco. Il club ligure si è detto deluso.

 

  Le squadre italiane. La federazione internazionale di pallavolo ha chiarito che se lo Jastrzebski Wegiel (Polonia) non si presenta domani a Trento per la partita di Champions, perde a tavolino. Le gare delle squadre femminili turche contro le italiane sono state rinviate per il blocco aereo disposto dal governo di Istanbul. La federazione internazionale basket si è regolata in altro modo e la Virtus Bologna dovrebbe giocare la sua partita di Eurocup contro i turchi del Darussafaka sul campo neutro di Belgrado, la città di Djordjevic. Si attende una conferma. Valencia-Olimpia di Eurolega giovedì, come già ieri Olimpia-Real a Madrid, si giocherà a porte chiuse. 

Il ministro della Salute spagnolo ha chiesto che siano giocate a porte chiuse Valencia-Atalanta e Getafe-Inter. Si attende che l’UEFA si pronunci. Per la stampa spagnola anche Siviglia-Roma e Barcellona-Napoli potrebbero giocarsi senza pubblico.

 

L’amuchina a Bolzano. All’interno del Palaonda, grazie al supporto di uno sponsor, verranno messe in atto una serie di misure igienico-sanitarie, come l’installazione di dispenser con soluzioni per le mani, all’esterno e all’interno dello stadio. Il Palaonda è un impianto molto ampio e ventilato, ma durante gli intervalli verranno comunque aperte le porte per garantire un forte ricambio d’aria. | Enrico Capello, Tuttosport, ieri

 

Bollettino. Rinviata la tappa di Superbike in Qatar. Cancellato a Rabat il Grand Prix di judo. I Giochi del Golfo in Kuwait posticipati a fine anno. Annullata la mezza maratona Roma-Ostia di domenica, la maratona di Treviso e gli Assoluti di cross. La Cina si è ritirata dal match di Coppa Davis con la Romania. Il PGA Tour di golf non ha nei suoi piani rinvii o cancellazioni. Venerdì si decide per le finali di Coppa del mondo a Cortina. La Scozia ha vietato le strette di mano in campo. La NBA ha vietato gli high five tra giocatori e tifosi. 

 

Le Olimpiadi. La posizione del CIO è stata espressa dal suo presidente Thomas Bach all’esecutivo di ieri a Losanna. “Le Olimpiadi si terranno con successo, a partire dal 24 luglio”. Una precisazione giunta in seguito all’ipotesi di uno slittamento, cresciuta in giornata per una dichiarazione della ministra Seiko Hashimoto (“Il contratto prevede che si tengano entro il 2020”) riferita da the Independent. Oggi riunione in videoconferenza con gli organizzatori. 

| la torcia  Fermarsi non è mai stata un’opzione. Solo che ci si paralizza un po’ alla volta: la cerimonia in cui si accende il fuoco sarà a numero chiuso, pure gli invitati ridotti al minimo, annullati feste e pranzi. Si parte così, si depotenzia il primo atto, il 12 marzo ad Olympia, in Grecia. Da lì in poi una riunione quotidiana per capire dove si può andare e quanta gente ci può essere, in accordo con l’organizzazione mondiale per la sanità. Si viaggia letteralmente alla luce di una torcia, una tappa per volta, in attesa che tutto vada come previsto. | Giulia Zonca, la Stampa

 

Scontro in vista. Posizioni che lasciano intravedere nelle prossime settimane un duro e lungo braccio di ferro tra Tokyo e Losanna. Da una parte organizzazione e governo del Sol Levante, che non vogliono rinunciare alla mega kermesse a cinque cerchi che alla resa dei conti sarà costata al Paese circa 20 miliardi di euro. A costo anche di far correre la finale dei 100 metri a Natale e i 100 stile libero a San Silvestro. O peggio ancora lasciare tutto così com’è, ma far svolgere gare e partite a porte chiuse, cerimonia d’apertura e maratona compresa. | Franco Fava, Corriere dello sport-Stadio

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.