La Premier, Sinner e Inter-Napoli: la guida ragionata allo sport in tv di oggi [domenica 10 novembre] | Lo Slalom

    IL TELECOSLALOM..

LO SPORT OGGI IN TV

LA GUIDA ALLA GIORNATA

FRONTIERE

7.00 Snooker, International Championship: finale – EUROSPORT

VITE OLIMPICHE

7.30  Golf: DP World Tour, Abu Dhabi Championship – SKY SPORT

20.00 Golf, Los Cabos Championship – EUROSPORT

RUOTE

8.50 Ciclismo su strada: Tour de France Prudential Singapore Criterium – EUROSPORT

L’ultima corsa in carriera di Mark Cavendish

E l’ha pure vinta: le immagini della sua volata e il live della giornata di sport

13.40 Ciclocross, X20 Badkamers Trofee a Lokeren – EUROSPORT

TENNIS

11.30 Masters ATP, doppio: Koolhof/Mektic vs Purcell/Thompson – SKY SPORT

14,00  Masters ATP: Medvedev vs Fritz – SKY SPORT

Per la prima volta dal 2001, nessuno dei Tre Re Maghi è al Masters, nell’anno in cui neppure un trofeo dello Slam si è fermato sui loro scaffali o nei loro caveau, chissà dove li tengono accatastati. Nonostante fosse rimasto a secco di tornei per inseguire e afferrare l’oro olimpico, Djokovic era riuscito ugualmente a qualificarsi ma ha preferito staccare. Consideratelo un altro piccolo segno del ricambio generazionale nel tennis maschile, scrive la rivista Tennis. Stamattina è quasi clamoroso far caso che Nadal non ha mai vinto il Masters, un po’ perché il finale di stagione per superficie si addice meno al suo tennis che nei mesi precedenti già lo aveva prosciugato, un po’ forse perché non ci ha mai davvero provato, altrimenti chi lo sa. Federer ha vinto sei volte, Djokovic lo ha superato con sette.

La finale del 2003 segnò il precedente cambio della guardia, quando Roger batté Agassi e chiuse l’età del dualismo con Pete Sampras a Houston, mentre la vittoria di Djokovic su Federer nel 2012 a Londra fu un momento chiave nella sua ascesa.

Jannik Sinner e Carlos Alcaraz si sono divisi i quattro Major e sono gli ovvi favoriti di questa settimana a Torino. Sono finiti in due gruppi diversi. Significa che dovremo aspettare almeno il prossimo week-end per vederli di fronte, ma significa pure che esiste l’insidia di trovarseli uno contro l’altro in semifinale. Il terzo incomodo – si dice così – è Sasha Zverev – che ha già vinto il titolo a Londra nel 2018 e a Torino nel 2021, quando pareva aver suonato lui la campana dell’ultimo giro dei Tre Re Maghi. Non fu così. Il Masters ha spesso lasciato aperto dei varchi che negli Slam invece si chiudevano. Se ne sono giovati anche Dimitrov nel 2017, Tsitsipas nel 2019, Medvedev nel 2020, tutti maestri al torneo dei maestri, e di nuovo improvvisamente alunni quando il gioco agli Slam si faceva duro, e i duri cominciavano a giocare: sul duro, sull’erba o sulla terra.  

Sia Zverev sia Medvedev sono stati nel 2024 a un set di distanza da uno Slam: Medvedev a Melbourne e Zverev a Parigi. La domanda stamattina è se ci sono altri possibili protagonisti tra le pieghe del torneo, uno fra Taylor Fritz, Casper Ruud, Alex de Minaur, Andrey Rublev. Ruud ha già giocato una finale e una semifinale a Torino, Rublev è stato in semifinale qui nel 2022. Secondo Tennis, la figura più intrigante è quella di Fritz: 0-1 contro Medvedev e 1-2 contro Sinner negli scontri diretti. È stato in finale a NY, cerca di muovere un altro passo avanti nella sua crescita. 

Alcaraz vs Zverev e Sinner vs Fritz rischiano d’essere le partite più interessanti dei gironi, quelle che di sicuro definiranno la classifica e gli accoppiamenti in semifinale. Per Tennis, in ogni caso, Sinner è il chiaro favorito in un torneo che non ha mai vinto. Ma è così che è andata a Melbourne e a New York. Perché questa stagione dovrebbe concludersi con qualcosa di diverso dalla vittoria di Sinner a Torino?

    Medvedev vs Fritz

 

LA VITTORIA DI CORI GAUFF AL MASTERS FEMMINILE

    La finale che sommava 42 anni e 271 giorni, l’età più giovane dal 2004, è finita con una vincitrice che stabilisce nuovi record di precocità. Cori Gauff ha impiegato tre set e tre ore di partita per battere  la numero 7 al mondo Zheng Qinwen. È la giocatrice più giovane ad aver vinto le finali WTA negli ultimi 20 anni, da quando Maria Sharapova de la fece a 17 anni nel 2004. Gauff aveva otto mesi. Ha vinto le sue ultime sette finali di fila e ha un record complessivo di 9-1 nelle partite per il titolo: la sua unica sconfitta in carriera è arrivata contro Iga Swiatek al Roland-Garros 2022. Dopo ne ha vinte sette di fila. Forse la cosa più impressionante di tutte è che ha già vinto un titolo WTA a ogni livello: quattro del circuito 250, uno nei 500, due nei 1000, uno Slam, ora il Masters. a vent’anni.

18.00 Masters ATP, doppio: Granollers/Zeballos vs Heliovaara/Patten  – SKY SPORT

20.30 Masters ATP: Sinner vs De Minaur – SKY SPORT

Alex De Minaur, 25 anni, australiano di Sydney, detto Demon. Parla inglese, spagnolo e francese. Se vi pare bizzarro il suo soprannome, forse un’inquietudine scenderà lungo la schiena nel sapere che suo padre invece si chiama Anibal. È uruguaiano. La mamma di Alex è spagnola: la signora Esther. La sua è una storia di immigrazione in uno dei paesi dove è più difficile vedersi aprire le porte. Se ci sai fare con una racchetta in mano, la cosa può aiutare. Una delle case del tennis non vince uno Slam da 22 anni. Il ricordo glorioso più recente rimane il Wimbledon 2002 di Lleyton Hewitt.

De Minaur ha portato tre quarti di finale, due gradini sotto la finale Slam giocata sui prati londinesi da Nick Kyrgios, il linguacciuto bad boy che una volta se la prende con Sinner e un’altra vola espone strane teorie sugli alieni. De Minaur ha iniziato a giocare a tennis all’età di 4 anni, era stata sua madre a iscriverlo a lezione. Presto si è trasferito ad Alicante e ha diviso il suo tempo tra la Spagna e l’Australia. Lui stesso attribuisce a questa doppia educazione il merito di aver plasmato il suo gioco. Ha fatto le elementari in Spagna e il liceo in tour, a distanza. Ha un tatuaggio con il numero 109 sul petto perché è stato il centonovesimo giocatore [o si dice il centonono?] a rappresentare la squadra australiana in Coppa Davis.

Ecco. Quando Jannik Sinner incrocia i passi con questo ragazzo e con questa storia, spesso è il presagio di qualcosa di profumato in arrivo. Sinner vs De Minaur fu la finale della NextGen nel novembre di cinque anni fa. Sinner vs De Minaur fu l’ultimo singolare prima della festa, finale di Coppa Davis un anno fa a Malaga, l’insalatiera riportata in Italia a 47 anni di distanza dalla maglietta rossa in Cile di Panatta e Bertolucci. Sinner e De Minaur sono 7-0 nei precedenti, prima del Masters che si apre a Torino. Stefano Semeraro su La Stamopa racconta che l’australiano nell’ultimo anno ha iniziato a verticalizzare il suo tennis orizzontale, scendendo di più a rete, aggredendo di più invece di attendere l’errore altrui, e la strategia ha pagato

Paolo Bertolucci sulla Gazzetta ha detto ieri che “Jannik scenderà in campo forte di uno squillante 7-0 nei precedenti contro l’australiano, una fotografia perfetta della differenza di valori. Alex è indubbiamente un ottimo tennista, con uno stile di gioco del tutto analogo a quello dell’azzurro, ma con una cilindrata decisamente inferiore. La sua spinta da fondo, la sua capacità di appoggiarsi al ritmo dell’avversario per indurlo all’errore trova nella potenza e nella velocità dei colpi di Sinner un muro invalicabile, come se si trovasse a difendersi da un maglio d’acciaio con uno scudo di cartone. Sarà interessante capire se De Minaur proporrà fin dall’inizio nuove letture tattiche, ad esempio un atteggiamento più aggressivo anche a costo di sbagliare di più, o se invece attenderà l’evolversi della partita per mutare il suo modo di stare in campo. A ogni modo il giocatore australiano rischia di finire fuori giri se il numero 1 proporrà il suo consueto, asfissiante pressing unito a una bassa percentuale di errori gratuiti”.

|Stefano Semeraro ha intervistato ieri per La Stampa Simone Vagnozzi, il coach che ha seguito Jannik Sinner dopo la separazione da Riccardo Piatti. Pensando al prossimo anno e più in generale al futuro, Vagnozzi dice che «la parola più importante è “equilibrio“. Quando le cose vanno bene bisogna cercare di stravolgere il meno possibile, inserendo qualcosa di nuovo. Rispetto a due anni fa Jannik è più completo, più forte fisicamente, ha più esperienza. Il piatto è quasi pronto, ma non ti puoi adagiare. Ed entrare in campo sapendo di fare qualcosa di nuovo aiuta, è fondamentale per le motivazioni. Jannik non sarà mai Alcaraz, il suo è un tennis diverso. Ma può variare di più il servizio, migliorare lo slice di rovescio. Ha aggiunto la smorzata di diritto, poi verrà quella di rovescio, può leggere meglio i momenti del match. I Tre Grandi si sono sempre evoluti, lui deve fare lo stesso. Ci sono altri che possono bene. Penso a Zverev: se si sblocca e trova l’acuto diventerà un pretendente. La cosa di cui sono certo è che Jan e Carlos resteranno lassù per tanti anni».

EUROGOL

12.15 Eredivisie: Almere City vs Feyenoord – MOLA

14.00 Liga: Betis vs Celta – DAZN

14.30 Eredivisie: Twente vs Ajax – MOLA

    Nella sua rubrica domenicale per Repubblica, lo scrittore Gabriele Romagnoli si dedica al lavoro di Francesco Farioli all’Ajax. Racconta degli uomini spompati e rivitalizzati [Henderson tornato dall’Arabia Saudita, Klaassen dall’Inter], dei giovani lanciati [Mike Godts, 19 anni, belga, ala furente, e Jorrel Hato, 18 anni, olandese, difensore che esordì all’età di Camarda] e del 41enne portiere Remo Pasveer, comprato per fare il terzo e diventato titolare, parando di tutto, soprattutto rigori. Un assist, però, non l’aveva fatto mai. Fino a Farioli. E nel Klassiker, poi. Scrive Romagnoli che ad Amsterdam non è rinata una squadra, è rinata una comunità. I tifosi dell’Ajax vivono per i lancieri e si fanno seppellire allo stadio. Il video del discorso di Farioli, sul predellino (pure lui…) del pullman tornato da Rotterdam è stato condiviso da mezzo mondo: la folla tace a un suo gesto, come fanno i sudditi nell’arena. Ci sono allenatori estetici. Alcuni, anche etici.

15.00 Premier: Manchester United vs Leicester – SKY SPORT

    La partita del congedo di Ruud van Nistelrooy, chiamato in panchina come traghettatore fra Erik ten Hag e Rubén Amorim, al lavoro da domani. L’olandese sta ripetendo da giorni che gli farebbe piacere rimanere in qualche modo, vorrebbe restare come collaboratore del portoghese, ma non è ancora chiaro se una vittoria sul Leicester possa aiutarlo a ottenere il lavoro.

The Athletic ha scritto che lo United è sembrato tutt’altro che convincente nelle ultime due partite, ma ha ottenuto risultati di cui c’era un disperato bisogno. In verità, tutto questo periodo sembra quello strano interludio presente tra Natale e Capodanno”. Per una bizzarra coincidenza, l’ultima partita di Van Nistelrooy alla guida temporanea dello United sarà contro gli stessi avversari della prima partita in panchina: era Coppa di Lega. I giocatori risposero alla partenza di Erik ten Hag con una vittoria per 5-2 , doppietta di Casemiro e di Bruno Fernandes.

15.00 Premier: Tottenham vs Ipswich Town – SKY SPORT

    Dopo due vittorie consecutive in casa per 4-1, Ange Postecoglou aspetta la seconda peggior difesa del campionato . Dice il Guardian che Kieran McKenna avrà bisogno di qualcosa di simile a un piano serio, se vuol portare l’Ipswich fuori da quello stadio tutto intero. Dovrà prendere decisioni di un certo peso a centrocampo perché Kalvin Phillips è stato espulso durante la partita pareggiata con il Leicester. L’ex napoletano Jens Cajuste è la scelta più ovvia. Lo svedese ha iniziato due volte da titolare, questa è una bella opportunità di dimostrare che si può fare affidamento su di lui”. 

16.15 Liga: Maiorca vs Atlético Madrid – DAZN

17.30 Premier League: Chelsea vs Arsenal – SKY SPORT

    La sconfitta per 1-0 della scorsa settimana a St. James’ Park ha messo all’angolo l’Arsenal di Mikel Arteta, solo sette punti nelle ultime cinque partite di campionato, uno svantaggio sempre di sette rispetto alla capolista Liverpool prima dell’undicesima giornata. Solo Manchester City e Liverpool hanno battuto il Chelsea da quando c’è Enzo Maresca in panchina. Sfilate le prime tre di un anno fa dai conteggi, il Chelsea risulta imbattuto nelle ultime 21 partite contro tutte le altre, con 14 vittorie e una media di 2,7 gol a partita. Nella sua  analisi prepartita Opta giudica luminoso Il futuro per la giovane squadra di Maresca, schierata con una formazione dall’età media di 23 anni e 96 giorni all’Old Trafford la scorsa settimana. Giovedì hanno segnato 8 gol in Conference League. Da quando Cole Palmer è al Chelsea, nessun altro giocatore in Premier ha segnato quanto lui nelle partite in casa [21], ma nei derby londinesi ha il piede caldo Nicolas Jackson [12 gol]. 

È da tre anni che l’Arsenal non perde tre trasferte di fila, e dopo Bournemouth e Newcastle bisogna aggiungere che è caduto pure a San Siro in Champions. Il ritorno di Ødegaard dopo due mesi di stop per un infortunio alla caviglia può essere una spinta importante. L’anno scorso fu il migliore in Premier per capacità potenziale di assist e per occasioni create in campo aperto. Il Chelsea ha vinto solo una delle ultime nove partite di campionato contro l’Arsenal, fu una vittoria esterna per 2-0 nell’agosto 2021.

17.30 Bundesliga: Stoccarda vs Eintracht Francoforte – SKY SPORT

18.30 Liga: Getafe vs Girona – DAZN

18.30 Liga: Valladolid vs Athletic Bilbao – DAZN

19.30 Bundesliga: Heidenheim vs Wolfsburg – SKY SPORT

19.45 Portogallo: Braga vs Sporting – DAZN


LIONE-SAINT ETIENNE Nessuna tv italiana trasmette la Ligue1, mentre L’Equipe Tv ha preso i diritti in Francia per la Serie A. Comunque. Proprio il giornale francese presenta il Derby tra Saint-Étienne e Lione con un reportage dalla valle del Gier, devastata dalle inondazioni. Una partita che ritorno a distanza di due anni, dopo il ritorno in Ligue 1 dei gloriosi Verdi, negli anni Settanta anche finalisti in Coppa dei Campioni. C’è divieto di trasferta per i tifosi [QUI]


21.00 Liga: Real Sociedad vs Barcellona – DAZN

21.45 Portogallo: Benfica vs Porto – DAZN

PODEMI 

COSA SI DICE IN GIRO DEGLI ANTICIPI DI SERIE A

         Come se non sapessimo che il calcio è questo, che una sera vai a vincere a Madrid e quattro giorni dopo ne prendi tre sul campo del Cagliari. Come se non sapessimo che c’era del serio nel faceto di Paulo Fonseca, quando diceva che è più facile giocare al Bernabéu contro il Real che a Monza. Disboschiamo foreste e usiamo quintali di carta per ripetere che il calendario è fitto, gli impegni, lo stress, la fatica sono componenti del calcio contemporaneo: poi come se non sapessimo che le endorfine calano, e le energie fisiche pure, da ieri sera stiamo a chiederci come possa il Milan avere due facce così distanti, sulla rotta Castiglia-Sardegna.
Un Milan difensivamente inguardabile – lo chiama Carlos Passerini sul Corriere della sera – irriconoscibile nel gioco e nell’atteggiamento rispetto alla notte dell’impresa di Madrid, torna da Cagliari con un pareggio amarissimo, più ancora per la prestazione che per il risultato in sé, che comunque rischia di pesare parecchio nella rincorsa allo scudetto. Provare a non far spegnere la fiamma che si era accesa al Bernabeu: sarebbe un peccato mortale. Nel suo commento, ancora sul giornale milanese, Daniele Dallera dice che è l’allenatore del Milan che deve intervenire con forza e autorevolezza correggendo certi errori (sperando che non nascano nella sua testa) e alcuni atteggiamenti fastidiosi e sicuramente pericolosi. A naso, torna a salire il fuoco lento sotto il pentolone nel quale a Milano hanno messo a cuocere Paulo Fonseca sin dal primo giorno. Zappa sui piedi titolano sia Repubblica sia il Corriere dello sport-stadio, giocando con il nome dell’autore della doppietta per il Cagliari. 

La malinconia del Toro di Cairo

    L’amico geniale di Slalom scrive in chat che pure stavolta il derby di Torino era una partita a sé. Questo ci diciamo da almeno un decennio, forse un ventennio, un trentennio, forse di più, forse ce lo ripetiamo da quella volta del 1975 che il derby ribaltò le gerarchie del calcio cittadino cominciando a portare lo scudetto sulla maglia che ha il colore del sangue. E invece gli amici che hanno il cuore dalla parte del Toro, da ieri sera vanno pregando libera nos a malo, per il solito dolore provato, la timidezza, il vuoto, la vittoria disinvolta della Juventus: libera nos a malo lo dicono al loro presidente Urbano Cairo, perché di tanto in tanto emerge in modo chiaro e netto la medietà del suo ventennio alla guida del club, un arco di tempo nel quale Bologna Fiorentina Lazio e Atalanta sono state in Champions, il Napoli ha perfino vinto uno scudetto: tutti club con i quali il suo Torino è partito alla pari, o perfino da un gradino più su.
Il Torino di Cairo non ha mai giocato neppure una semifinale di Coppa Italia, si tiene a misura di distanziamento sociale dal sesto posto, non vince un derby dal 2015, ora è alla sesta sconfitta nelle ultime sette di serie A.

Emanuele Gamba su Repubblica ricorda che era dalle prime due giornate (3-0 al Cagliari, 3-0 al Verona) che la Juventus non trovava un avversario così docile e quindi una vittoria così facile, ma d’altronde questo è il derby – salvo sporadiche eccezioni – da quando il Torino è in mano a Cairo e ogni volta la squadra ne asseconda l’obiettivo della mediocrità. Sono 24 le sconfitte del Torino su 31 derby (una sola vittoria, dieci anni fa, quando la Juve aveva già vinto matematicamente lo scudetto): non c’è avversario dei bianconeri che in questo lasso di tempo abbia uno score peggiore né presidente granata che abbia fatto peggio di Cairo. Alla Juve per vincere è servito poco, all’inizio quasi soltanto le sgroppate di Cambiaso sulla sinistra, Vanoli è perlomeno riuscito a evitare che il suo primo derby scadesse nell’umiliazione. Adesso Thiago Motta tiferà per un pareggio tra Inter e Napoli che le stanno davanti: qui lo scudetto per quest’anno è considerato un miraggio, ma non si sa mai. Questo non è mica un deserto“. 

Giulia Zonca su La Stampa considera che questa partita non si gioca più: il Toro la diserta, la Juve la gestisce e il pubblico la accetta così come è, una formalità. I tifosi del Toro atterriti, quelli della Juve a cantare «salta con noi Urbano Cairo» e la provocazione purtroppo rende l’idea. Il derby di Torino ha spesso vissuto di ovvie e marcate differenze, fin dalla formazione, è comunque, a lungo, stato una questione di territorialità, di zolle, di centimetri da trovare su un campo magari impossibile, però comunque aggredibile. Si poteva chiamare tremendismo o testardaggine o volontà, anche solo orgoglio e lentamente ogni sentimento da contrapporre ad avversari di qualità è stato spolpato di significato. Non si vince con la determinazione, però non presentarsi a un appuntamento che dovrebbe esaltare una stagione è un modo sicuro di perdere. E male. E sempre peggio

Non ci sono invece foto di Urbano Cairo oggi sulle pagine della Gazzetta, anzi, di più, il suo nome non è mai citato, mai, non solo nei titoli, non è mai citato nemmeno in una sola riga in nessuna delle 56 pagine del quotidiano. tranne che nella gerenza 

Massimiliano Nerozzi sul Corriere della sera tesse l’elogio di Cambiaso. Scrive che “la Juve è una repubblica fondata sul palleggio e sul possesso palla — 55% alla fine — finché, a un certo punto, arriva Andrea Cambiaso che, dritto per dritto, spacca in due l’assetto nemico e arriva in area, scaricando al compagno (a Lille) o tirando (ieri sera). Pareva di sentire il professor Scoglio: «Io non faccio poesia, io verticalizzo». Insomma, combina sempre qualcosa di buono”. 

12.30 Serie A maschile: Atalanta vs Udinese – DAZN

12.30 Serie A femminile: Como vs Napoli – DAZN

15.00 Serie A maschile: Roma vs Bologna – DAZN

    L’esperienza di Ivan Juric a Roma non può che essere finita. Ieri per tutto il giorno girava l’indiscrezione di un contatto fra la proprietà dei Friedkin e Roberto Mancini, senza che neppure una mosca in tutto l’ambiente avanzasse perplessità sul fatto che stiamo parlando di un simbolo dell’ultimo scudetto laziale. A questo siamo, nel grado di sofferenza e insofferenza dei romanisti verso la situazione che vive la Roma. L’esperienza deve essere per forza finita, se Juric ne ha combinata una così grossa in conferenza stampa. Ha detto che Dybala sta male e che «Paulo non ci sarà contro il Bologna. Ha avvertito un problema in Belgio e per i tanti infortuni che ha avuto, a volte sente fastidi che non lo lasciano tranquillo. Non sono veri e propri infortuni. Ci ha provato, ma non se la sente».

Luca Valdiserri sul Corriere della sera racconta però che lo staff dell’argentino ha chiesto spiegazioni al club per queste dichiarazioni. Il motivo? Perché sono arrivate prima dell’ultimo provino che doveva avvenire alle 13.30. Fastidio vero o anticipazione del verdetto, in ogni caso Dybala è ritornato una caso aperto. Il problema ha radici che arrivano al no della Joya, quest’estate, alle offerte che venivano dall’Arabia Saudita e che la Roma aveva accettato. Fin qui Dybala non è stato schierato titolare in 6 partite e nel suo contratto c’è una clausola che prevede il rinnovo automatico se raggiungerà il 55% delle presenze con almeno 45’ giocati nel triennio giallorosso. Per lo staff di Dybala le parole di Juric hanno scatenato i tifosi sui social, che hanno descritto l’ennesima assenza come fuga dalle difficoltà. La sintesi di Valdiserri: Juric potrebbe saltare anche battendo oggi il Bologna. La conferenza stampa di ieri testimonia che i suoi rapporti con la squadra sono ai minimi storici

Il campetto pubblicato dal Corriere dello sport-stadio

15.00 Serie A maschile: Fiorentina vs Verona – DAZN

    Il Corriere dello sport-stadio dedica il suo pezzo di vigilia a Comuzzo, fresco di convocazione in Nazionale. Viene paragonato a Vierchowood. Utilizzato già da Italiano, in questa stagione ha nove gare da titolare. A Corvino dissero: non va separato dal gemello. Acquistò entrambi

15.00 Serie A femminile: Inter vs Lazio – DAZN

18.00 Serie A maschile: Monza vs Lazio – DAZN e SKY SPORT

Il campetto pubblicato dal Corriere dello sport-stadio

20.45 Serie A maschile: Inter vs Napoli – DAZN 

    Scudetto, sorpasso o fuga. Sono le tre ipotesi che il Corriere della sera ha previsto per lo scontro al vertice di stasera. Antonio Conte ha una quarta idea, lo stallo, restare con un punto di vantaggio in classifica. Lo ha indicato come un obiettivo e chi legge tra le righe pensa si tratti di una dichiarazione che guarda allo 0-0 come a un sollievo. Monica Scozzafava però rivela l’esistenza di un piano per non lasciare l’iniziativa ai campioni d’Italia, Lukaku e Kvara più vicini con Mc Tominay mezz’ala e non attaccante aggiunto come è stato schierato nelle ultime partite: può essere questa la novità tattica di Conte per avere ragione dell’area di rigore avversaria e cercare il gol. Di certo il Napoli non avrà un atteggiamento attendista, andrà a prendere l’Inter sul suo terreno con la consapevolezza di poter giocare la partita alla pari.

Paolo Tomaselli, sempre sul Corriere della sera, ha scritto invece che Inzaghi chiede ai suoi di andare oltre la fatica, la fatica della Champions, l’1-0 pieno di grande sofferenza ottenuto su rigore contro l’Arsenal. Scrive Tomaselli , Inzaghi ha bisogno della difesa di Champions (0 gol subiti in 4 partite) ma anche quella dell’Olimpico con la Roma può andare bene: Acerbi è assente da quella sera e oggi dovrebbe tornare al suo posto, in tempo per il corpo a corpo con Lukaku. Gli altri due pilastri della colonna vertebrale, Calhanoglu e Lautaro come stanno?

Tomaselli fa notare che grazie a un utilizzo scientifico del turnover, Inzaghi arriva nel modo migliore a questa sfida: l’unico ballottaggio è Dumfries-Darmian con l’olandese favorito. Con l’Arsenal, Simone ha fatto riposare per un’ora Barella, Dimarco, Thuram e Mhikitaryan e Bastoni non ha messo piede in campo; ha dato ulteriore ritmo proprio a Lautaro e Calhanoglu e ottenuto conferme dalla fase difensiva: quando è concentrata e «cattiva», la sua Inter sa benissimo come vincere

Alberto Polverosi sul Corriere dello sport-stadio passa in rassegna le frasi della vigilia di De Laurentiis [«il nostro obiettivo è l’Europa, non lo scudetto»] e di Antonio Conte [«l’Atalanta è più forte di noi»], aggiungendo i suoi dubbi alle versioni ufficiali, alla strategia mediatica che ormai da anni accompagna il calcio italiano col fine di scaricare su altri ogni tipo di pressione.  Nella parte tecnica della sua analisi, aggiunge che c’è un dubbio che Conte si porta dietro, un dubbio che stride col suo calcio: quando il Napoli prende gol, ne prende tanti tutti insieme, tre dal Verona al debutto, tre dall’Atalanta nell’ultima partita. Nelle altre dieci gare appena due reti. Ma se parliamo di stranezze, ce ne sono anche sull’altro fronte: in Champions, dopo quattro partite, solo Inter e Atalanta non hanno preso gol, in campionato, come detto, i nerazzurri ne hanno incassati 13, più di uno ogni 90′ per una difesa (oggi all’ottavo posto) che nel campionato scorso dopo 11 giornate aveva subìto 6 reti, meno della metà di oggi. Inzaghi parte con un vantaggio sul piano tecnico: Calhanoglu, il miglior regista del campionato scorso, non potrà confrontarsi con Lobotka, il miglior regista di due campionati fa, che andrà in panchina. Gilmour non ha la padronanza del gioco dello slovacco. Il vantaggio di Conte sta invece nel riposo settimanale“. 

PALAZZETTI E DINTORNI

13.45  Basket, Qualificazioni Europei femminili: Grecia vs Italia – SKY SPORT

    Sono 26 i precedenti contro la Grecia, 17 i successi azzurri, l’ultimo è stato quello di Vigevano, in occasione della gara di andata dello scorso anno. Sono rimaste a casa Silvia Pastrello, Carlotta Zanardi e Olbis Andrè, fermata da un leggero problema fisico già nell’allenamento di venerdì pomeriggio nel Centro Sportivo di Novarello. A Chalkida dunque esordiranno Sara Toffolo e Sara Scalia [Corriere dello sport-stadio]

15.20 Pallavolo, Serie A femminile: Chieri vs Conegliano – RAI SPORT

16.00 Pallavolo, Superlega: Civitanova vs Piacenza – DAZN

16.30 Basket, Serie A maschile: Milano vs Venezia – EUROSPORT

    L’Olimpia è dentro la spirale del Milan. Ha battuto il Real Madrid in Eurolega e ha interpretato quella serata come un bivio, come un passaggio che scaccia la crisi. In realtà le crisi non si scacciano in una sera sola, serve continuità, Ettore Messina deve cercarla contro Venezia. Giuseppe Sciascia sul Corriere della sera scrive che l’esordio in campionato di Nico Mannion avverrà contro una Reyer in affanno per gli infortuni (out il play titolare Ennis, in dubbio l’ex McGruder e il pivot Kabengele). Oltre all’aggiunta del Red Mamba, Milano potrà far rientrare il centro McCormack. In mattinata Messina deciderà a quale tra i 7 stranieri disponibili (sempre out Shields e Nebo, oltre a Diop) concedere un turno di riposo in vista del doppio turno esterno di Eurolega (martedì a Berlino, venerdì a Belgrado contro il Partizan).  

16.30 Pallavolo, Serie A femminile: Scandicci vs Bergamo – DAZN

17.00  Basket, Serie A maschile: Treviso vs Scafati – DAZN

17.30  Basket, Serie A maschile: Cremona vs Brescia – DAZN

18.00 Pallavolo, Serie A femminile: Milano vs Busto Arsizio – DAZN

18.00 Pallavolo, Superlega: Trentino vs Verona – RAI SPORT

18.00  Pallamano, Qualificazioni Europei maschili: Italia vs Serbia- SKY SPORT

18.15 Basket, Serie A maschile: Trapani vs Napoli – DAZN e DMAX

19.00 Pallavolo, Superlega: Taranto vs Perugia – DAZN

19.00  Basket, Serie A maschile: Varese vs Virtus Bologna – DAZN

20.00 Basket, Serie A maschile: Sassari vs Pistoia – DAZN

OVALITA’

14.40  Test Match: Galles-Fiji – SKY SPORT

17.10  Test Match, Scozia-Sudafrica –  SKY SPORT

 

L’ESORDIO DELL’ITALIA CONTRO L’ARGENTINA

    Il risultato è stato pesantissimo. Tra l’Italia reduce dal miglior Sei Nazioni della sua storia e l’Argentina reduce dal miglior Championship non c’è stata partita. I Pumas hanno segnato 7 mete e hanno vinto 50-18. L’analisi di Domenico Calcagno sul Corriere della sera: L’Italia non è male, ma l’Argentina è meglio. Sono due squadre che fanno cose simili, i Pumas però le fanno sempre un po’ meglio e un po’ più rapidamente. Gli azzurri hanno difeso e attaccato senza risparmiarsi e si sono probabilmente fatti fregare dalla foga, dall’impazienza che li ha portati a essere frenetici, a commettere errori gravi che l’Argentina, squadra di alto livello (in estate ha battuto Nuova Zelanda, Sudafrica e Australia), ha regolarmente punito senza pietà.

Il rientro di Antoine Dupont nella Nazionale francese

    Per l’intera stagione scorsa Antoine Dupont ha messo in disparte gli impegni con la Nazionale a XV per dedicarsi al rugby nella versione a sette. L’obiettivo era l’oro olimpico: fatto. Ieri è tornato con i Bleus nella partita stravinta contro il Giappone, otto mete e 40 punti di scarto [52-12] dopo 80 minuti francamente poco emozionanti – ha scritto Alex Bardot su L’Equipe – e tuttavia seri, come devono essere le squadre francesi. Non lo ripeteremo mai abbastanza, ma misuriamo le grandi squadre anche dalla loro capacità di mettere da parte la compassione quando calpestano l’avversario, soprattutto il più modesto”.

Tredici mesi dopo la sua ultima partita, Antoine Dupont ha brillato per la sua capacità di giocare con gli attaccanti, in un sistema molto organizzato. L’Equipe ricorda che all’inizio della carriera ci si domandava se Antoine Dupont, mediano di mischia atipico, più disposto ai duelli rispetto alla media, sarebbe mai riuscito a trovare un equilibrio tra palloni portati e passaggi. Ci si domandava se avrebbe dovuto risparmiarsi qualche contatto e ci si chiedeva come sfruttare meglio gli spazi aperti dall’attenzione dei difensori su di lui. Ora, fa notare Bardot, siamo al cospetto di una partita giocata senza essersi mai fatto rubare la palla. Il giocatore del Tolosa è stato placcato ma il più delle volte ha ceduto la palla prima di essere messo a terra. Ci sono stati tre ultimi passaggi prima della meta con questo tipo di azioni, compreso quello che ha mandato a segno Jean-Baptiste Gros all’inizio della partita. 

LE IMMAGINI NEL LIVE DELLA GIORNATA DI IERI

AMERICHE

21.15 Argentina: River Plate vs Barracas Central – SPORTITALIA e MOLA

21.30 NBA: Milwaukee Bucks vs Boston Celtics – SKY SPORT

23.00 MLS: Columbus Crew vs New York Red Bulls – APPLE TV

1.00 NBA: Minnesota Timberwolves vs Miami Heat – SKY SPORT

LETTURE

1.30 Argentina: Sarmiento vs Boca Juniors – SPORTITALIA e MOLA

 

 

 

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