Diario del 9 giugno. Lo sport oggi in tv

 

COSA STAI PER LEGGERE

 

     DI CHE COSA SI PARLA I migliori Europei di atletica leggera nella storia dello sport italiano. Da dove sono sbucate queste ragazze e questi ragazzi.

EUROGOL Spalletti parte per la Germania con una vittoria e qualche indicazione su Scamacca La Francia invece cerca ancora un paio di risposte. Ma tanto ha Mbappé

TENNIS Carlitos Alcaraz riempie vuoti. L’erede peRFetto per gli oRFani di RF [QUI]

RUOTE Verstappen primo anche in Canada senza avere la macchina migliore. Un predatore. Anzi un [P]Red Bull [QUI] Il Giro del Delfinato ci lascia due dubbi: cosa vuol fare Evenepoel da grande, e perché Roglic prende sempre gli stessi rischi

VITE OLIMPICHE Il Tour de Flamme: la fiaccola olimpica si è fatta in tre per solcare tutti i mari


VITE OLIMPICHE

I MIGLIORI EUROPEI DI SEMPRE PER L’ITALIA

ATLETICA LEGGERA

Cosa poteva venire dopo un Super-venerdì e un Super-sabato? Una domenica italiana all’altezza, con una doppietta nella mezza maratona [Crippa e Riva], il sesto e il settimo record italiano con Luca Sito sui 400 metri e Zaynab Dosso sui 100, altri due bronzi, sempre con Dosso e con Tecuceanu nei 1.500. A metà del cammino, con 15 medaglie, è già la migliore edizione di sempre dell’Italia agli Europei. 

Lunedì sei finali: Bruni e Molinarolo nel salto con l’asta, Sara Fantini nel lancio col martello, Luca Sito nei 400, Bouih e Osama Zoghlami nei 3.000 siepi, Tortu e Desalu nei 200m.

Leggi tutto >

EURO 2024 | -5 GIORNI

SPALLETTI PARTE PER LA GERMANIA CON UNA VITTORIA

Embed from Getty Images

Un gol di Frattesi consente all’Italia di partire per la Germania con una vittoria e non con due pareggi di fila nello zaino. Alessandro Bocci sul Corriere lo accoglie dicendo che l’Italia trova il centravanti, anzi ne trova due in un colpo solo: Scamacca lotta, sgomita, aggredisce la difesa e apre gli spazi per gli inserimenti dei compagni. Sempre acceso, anche se resta all’asciutto. L’altro, di professione fa il centrocampista, ma da quando c’è Spalletti ha un feeling speciale con la porta: il quinto gol azzurro, il quarto con il nuovo c.t. in dieci partite, stende la Bosnia e oggi ci permette di salire sul charter verso la Germania con l’animo più lieve e qualche sorriso in più.  

Il secondo centravanti è appunto Frattesi che riempie i mezzi spazi, proprio come vuole il c.t. anche se Chiesa, assist a parte, gioca troppo largo. Bravi gli esterni, Bellanova e Cambiaso, timida la regia di Jorginho, un po’ meglio Fagioli. Qualche pesante errore individuale in difesa. Lavori in corso è il giudizio finale del Corriere. 

In effetti, ma non sono in corso neppure così da tanto, fa notare Paolo Condò su Repubblica. La verità è che avremmo bisogno di un altro po’ di tempo. Mezza stagione. Diciamo cinque partite. Quasi tutte le grandi nazionali iscritte all’Europeo sono il frutto di cicli almeno biennali, se non molto più lunghi: quest’Italia è nata invece meno di un anno fa dall’emergenza dell’addio di Mancini, si è dovuta impegnare subito a fondo per strappare la qualificazione al torneo senza ricorrere agli spareggi, e nel contesto della solita stagione affollata (se non soffocata) da troppe partite, Luciano Spalletti ha avuto a disposizione soltanto le due amichevoli americane di marzo per costruire qualcosa. Con meno di una settimana di lavoro a Coverciano, Scamacca ha riempito di cose i suoi 83 minuti come piace al ct, che ai suoi giocatori chiede di rendersi utili in più di un modo, e almeno in linea di principio assegna pari dignità a un gol e a una palla recuperata

ITALIA  1

(3-4-2-1): Donnarumma; Darmian, Buongiorno, Calafiori; Bellanova (65′ Dimarco), Jorginho (65′ Pellegrini), Fagioli (65′ Cristante), Cambiaso; Frattesi (76′ Folorunsho), Chiesa (76′ Raspadori); Scamacca (84′ Retegui). Ct: Spalletti.

 

0  BOSNIA

(3-5-2): Piric; Ahmedhodzic, Katic (88′ Muharemovic), Bicakcic; Gazibegovic, Hajradinovic (66′ Burnic), Tahirovic, Saric (66′ Huseinbasic), Mujakic (80′ Hadzikadunic); Gigovic (88′ Sosic), Demirovic. Ct: Barbarez

GOL Frattesi, 38’

Cartellini gialli  Huseinbasic

Statistiche Possesso: 64 a 36, Passaggi 647 a 377, Tiri 17 a 8

 


LA FRANCIA CERCA ANCORA UN PAIO DI RISPOSTE

  VERSO GLI EUROPEI

La leggenda vuole che l’unico Francia-Canada mai giocato nella storia del calcio, al caldo afoso di Leon, per l’esordio della generazione Michel Platini ai Mondiali del 1986 in Messico, avrebbe potuto consentire a un 22enne Jean-Pierre Papin di diventare il capocannoniere dell’intera competizione con una sola partita. Invece si mangiò tali e tanti di quei gol che lasciamo stare. Lo ricorda stamattina L’Équipe, in un intervento di Vincent Duluc alla vigilia di una riedizione amichevole di quel confronto, stasera a Bordeaux, nell’imminenza degli Europei. 

JPP fece un gol e si trovò sui piedi almeno altre sei occasioni, una grandissima, a cinque metri dalla porta vuota. Duluc fa tutto questo paraustiello per dire che come in ogni leggenda, si esagera un po’, ma quel che si sente di escludere è che tra vent’anni o trenta si parli ancora di questa seconda Francia-Canada. 

La vittoria contro il Lussemburgo per 3-0) di mercoledì ha fornito alcune risposte a due grandi domande, dice, sul livello di forma e sulla gioia di Kylian Mbappé, sulle scelte degli uomini e sull’organizzazione di gioco di Didier Deschamps. Poiché non avrebbe avuto molto senso adattarsi al gioco del Lussemburgo – spiega Duluc – possiamo considerare che il tecnico continua ad avere intenzione di vedere un 4-3-3 modulabile in un 4-4-2, ma soprattutto che mira a movimenti meno prevedibili, e si prepara a formalizzare una difesa a quattro tenendo fermo il terzino destro, che si tratti di Jules Koundé o di Benjamin Pavard, per liberare meglio Theo Hernandez a sinistra

È l’ultima partita di Giroud con la nazionale in Francia, tredici anni dopo il debutto [11 novembre 2011] contro gli Stati Uniti. Mbappé sarà risparmiato, ma ci sono altre risposte, anche provvisorie, da cercare. La Francia deve chiarire se al centro della difesa William Saliba riuscirà a scalzare Dayot Upamecano dalla coppia che forma con Ibrahima Konaté, o se il difensore dell’Arsenal potrà essere riciclato a sinistra. Sarebbe anche utile – dice L’Équipe – vedere se N’Golo Kanté, al suo crepuscolo, riesce a mettere insieme due partite a tre giorni di distanza, o se sarà risparmiato, in attesa di sapere quando Aurélien Tchouaméni potrà scendere in campo. E se un attaccante stavolta dovesse mangiarsi sei gol, lo promettiamo, non ci preoccuperemo più di tanto, anzi, prenderemo per buona addirittura l’idea che a se li sia risparmiati per l’esordio di Düsseldorf contro l’Austria.

E POI

In effetti la Francia deve esserseli proprio risparmiati. O la vivi così, oppure si casca con tutt’e due i piedi nel pessimismo. L’Equipe non vuole. Meglio sperare. Nell’editoriale dopo-partita Vincent Duluc parla di  Blues lenti, privi di fantasia e poco interessanti. Non è necessariamente preoccupante, ma bisogna fare di più. La partita è stata meno bella di Francia-Lussemburgo, quattro giorni fa, e già non era stata fantastica: senza intensità, senza velocità, Senza Mbappé per 74 minuti, tutto era fiacco e senza lampi. La notizia più bella di questa serata arriva dal buon ingresso di Coman, recuperato, tutto dribbling e intraprendenza: avrebbe messo a segno un assist decisivo se Kolo Muani avesse potuto continuare la sua bella serie di gol in azzurro.

La Francia vola in Germania per il debutto contro l’Austria, in termini di pericolosità – scrive L’Equipe – e di intensità, due o tre piani sopra quanto visto la scorsa settimana. È quasi sempre così, ma questa volta è chiaro: a Düsseldorf si dovrà fare molto, molto di più.


PODEMI .

IL TIFOSO BUFFON PER LA CARRARESE IN B DOPO 76 ANNI

MAPPE


IL TOUR DE FLAMME

LA FIACCOLA OLIMPICA SI E’ FATTA IN TRE PER SOLCARE TUTTI I MARI

  PARIS 2024 | – 47 GIORNI

Via da Brest verso i territori d’oltremare. La fiaccola si è imbarcata venerdì poco dopo le 20, a bordo della Maxi Banque-Populaire XI, un trimarano di 32 metri per una traversata di otto giorni. Deve raggiungere la Martinica.

È un’altra dimostrazione di grandeur che la Francia ha messo in programma. Il sacro fuoco di Olimpia, anzi, si fa in due, in tre, si moltiplica. Fiamme e fiammelle partono verso la Guyana, Reunion, la Polinesia. Ci sono tre squadre da 13 persone per la cosiddetta Relais des Océans, ha spiegato Grégory Murac, il responsabile della staffetta dei tedofori verso Parigi. È stata invece cancellata da tempo la tappa in Nuova Caledonia, prevista per l’11 giugno, a causa della situazione eccezionale – come la chiama il governo. Se la fiamma può essere in più posti, ovunque, è perché si trova conservata in diverse lanterne, ma con l’imperativo di non essere mai visibile in due luoghi contemporaneamente. Tornerà in Francia il 18 giugno a Nizza.

Sulla Maxi Banque-Populaire sono imbarcati l’ex miss Francia Marine Loiseau, oggi medico, lo chef Hugo Roellinger e Tanguy Conq, intenti a cantare a cappella la Marsigliese alla partenza, quando Laury Thilleman, ex Miss Bretagna, ha portato a bordo la fiaccola. Poche ore prima, Marie-Jo Pérec aveva ammesso di sentire un po’ di apprensione, nonostante il mare liscio come il petrolio e il sole splendente ha scritto L’Équipe.

Deve trattarsi di mal di mare, perché poi dice che «stare con i migliori al mondo mi rassicura». Marie-José Pérec sarà la prima tedofora in Guadalupe. Armel Le Cléac’h è lo skipper del trimarano. Gli è stato chiesto di attraccare alle 7.30 del 15 giugno al molo di Pointe-à-Pitre.  Lo chef Hugo Roellinger, figlio d’arte, sognava da tempo di fare un viaggio in barca a vela transatlantica. A vela, poi. Anche l’America’s Cup la chiamano vela, ma vela non è più. Il Maxi Banque-Populaire sorvola le onde a più di 40 nodi. Ecco perché lo chef dice che quassù «la sfida è cucinare senza scottarsi». Dopo essere sbarcata in Guadalupe, la fiamma partirà quindi per la Martinica. 

Libération dice che considerati i conflitti armati in corso, le difficoltà economiche prevalenti e le tensioni politiche in Francia non era assolutamente scontato il successo di questo Tour de Flamme.

Per ottenere il passaggio della fiaccola, ogni territorio ha dovuto pagare 180.000 euro, ma il conto complessivo oscilla fra i 300.000 e i 500.000 euro a seconda delle attività. Un prezzo accettato da 60 dipartimenti su 101. Lione no. Sotto la guida degli ecologisti, è l’unica grande città che ha rifiutato l’accordo. Un altro no è arrivato dal dipartimento del Rodano, amministrato dai repubblicani. Gli argomenti: principalmente il bilancio, la convinzione che le Olimpiadi non portino benefici economici.

Embed from Getty Images


RUOTE

EVENEPOEL, DICCI COSA FARAI DA GRANDE

▬▬▬▬▬

    GIRO DEL DELFINATO

Il Delfinato finisce in montagna, un arrivo in cima come ieri e l’altr’ieri. Il profilo giusto per mettere la corona sulla testa di Primoz Roglic, a questo punto lanciato verso un Tour dove si presenterà come avversario principale di Tadej Pogacar.

Alexandre Roos su L’Équipe si fa però qualche domanda sui due grandi sconfitti della corsa, il francese  David Gaudu e il belga Remco Evenepoel. C’è spazio per migliorare fino alla partenza da Firenze, dice, sebbene non si sale di uno o due piani in così poco tempo. Roos è più severo con Evenepoel perché maggiori erano le aspettative. Sabato il belga ha ingrippato il motore a 8 km dalla vetta. È arrivato con 1’46” di ritardo al traguardo, e di nuovo si è detto poco preoccupato per le sconfitte in cima di questi giorni. Dice che non è successo niente di strano, se lo aspettava. Il giornale fiammingo Het Nieuwsblad scrive che non esclude di puntare al successo nell’ultima tappa. Boh.

Non abbiamo dubbi che migliorerà durante il ritiro sulle Alpi – ribatte invece L’Équipe – perdendo quei due o tre chili che sembra avere in più, la questione principale è sapere a cosa punterà, e a cosa potrà puntare, alla Grande Boucle. Le due settimane che separano il Delfinato dal Tour de France sono generalmente quelle dell’affinamento, i corridori cercano quella piccola percentuale di forma che gli manca. Non si può ottenere nessuno sconvolgimento in così poco tempo, tutti rincorrono gli ultimi progressi, non solo Evenepoel. In questo momento, lo scenario più ottimistico per il leader della Soudal-Quick Step sarebbe quello di presentarsi in Italia con l’obiettivo di salire sul podio. È Primoz Roglic che si posiziona come l’avversario di Tadej Pogacar al Tour, almeno finché non avremo notizie concrete da Jonas Vingegaard  e in attesa di vedere gli altri contendenti in Svizzera da questa domenica. Sabato lo sloveno ha vinto un po’ come il suo connazionale al Giro, senza volere veramente la tappa

 

LA TAPPA DI OGGI  |  THÔNES > PLATEAU DES GLIÈRES

 

E  POI

QUEL RAGIONIERE DI ROGLIC CI STAVA LASCIANDO LE PENNE

Carlos Rodriguez colpisce sempre al tramonto. Non è un western. È il riassunto della stagione del 23enne della Ineos. A inizio aprile vinse l’ultima tappa di Eibar al Giro dei Paesi Baschi, qualche settimana più tardi prese la maglia di leader del Romandia a Leysin, penultima giornata, Oggi è arrivato in cima al Plateau des Glières con Matteo Jorgenson e l’ha battuto, risalendo pure una posizione nella classifica generale vinta da Primoz Roglic. Uno spagnolo non arrivava primo al Delfinato da due anni [Carlos Verona 2022]. Remco ha preso altri 10 secondi di distacco da Roglic. Ha 20 giorni di tempo prima del Tour per colmare la distanza. Lorenzo Fortunato ha vinto la classifica del GPM della montagna, Matteo Jorgenson quella dei giovani.

Solo che. Ecco. Solo che Matteo Jorgenson stava per fare il colpaccio. Roglic si è fatto mangiare quasi tutto il vantaggio che aveva, 62 secondi, gliene sono avanzati 8. Ha vinto con quelli. Christophe Haudot su Eurosport France ragiona sul fatto che lo sloveno rischia di perdere le corse sempre nello stesso modo. Aspettava da quasi 15 mesi un successo in una corsa a tappe del World Tour e quasi la buttava via in questa domenica mozzafiato, frutto di uno dei suoi più grandi errori, uno di quelli che non lo abbandona mai.

L’errore è strategico, e consiste in questa sua distanza dalla maniera nuova di interpretare il ciclismo. Roglic è un risparmiatore. Per tutta la settimana – dice Eurosport France – i Vlasov, gli Hindley e gli Jungel hanno lavorato per lui, il capo. Se hanno vacillato questa domenica, come il loro leader, è perché hanno fatto un ottimo lavoro nei giorni scorsi, per portarlo davanti. La sua potenza negli arrivi della 6a e 7a tappa gli ha permesso di raccogliere dei secondi di abbuono. Ebbene, senza di essi non avrebbe vinto il Delfinato. È la sua forza più letale ma senza dubbio anche il suo tallone d’Achille. Non volendo correre rischi, Roglic finisce per esporsi a quello di perdere tutto. Lui, il velocista della montagna, non vince mai con un margine significativo e spesso si rifiuta di spaccare la corsa. Al Tour del 2020 non tagliò fuori Tadej Pogacar dai contendenti alla maglia gialla, con le conseguenze disastrose che sappiamo. Su scala più piccola ha rifatto lo stesso errore al Delfinato. Era superiore ai suoi avversari di venerdì e sabato, ma non ha provato a metterli definitivamente fuori gioco“.

Leonardo Piccione, anima di Bidon Magazine, la  vede in modo differente e su X segnala la innata dote (dote? maledizione? destino?) di Roglič di calamitare drammi ciclistici piccoli e grandi, favorevoli e sfavorevoli, compiuti o solo sfioratiche conferisce a ogni sua vittoria/sconfitta un portato emotivo che pochi altri in gruppo possono vantare, forse nessuno. Anche L’Equipe cerca motivi luminosi in questo successo sofferto e difeso fin sulla linea del traguardo. Philippe Le Gars racconta che Roglic non ha risposto alla domanda sulla differenza tra la sua prima vittoria al Delfinato 2022 e quella di questa domenica. Non ha certo dimenticato l’ultima tappa, due anni fa, arrivata al Plateau de Salaison, con caratteristiche simili a quella di domenica, quando aveva avuto bisogno di un serio aiuto da parte di chi era ancora suo compagno di squadra alla Jumbo-Visma, Jonas Vingegaard. La sera della sua prima vittoria al Delfinato, la leadership dello sloveno non era più la stessa, il suo compagno di squadra danese aveva guadagnato dei punti e preso il sopravvento psicologico, prima di andare a vincere il suo primo Tour de France. Domenica invece Primoz Roglic ha potuto contare solo su sé stesso per salvare la maglia gialla e questa è forse la notizia più bella per lui“.


 IL TELECOSLALOM..

LO SPORT IN TV

LA GIORNATA

 

VITE OLIMPICHE

9.00 Canoa slalom, qualificazioni olimpiche – su Olympic Channel 

9.00 Atletica, Europei, sessione mattutina – su Rai 2, Rai Sport e Sky

19.30  Atletica, meeting New York – su Sky

20.05 Atletica, Europei, sessione serale – su Rai Sport, poi su Rai 2 e su Sky

RUOTE

13.05 Giro del Delfinato, ultima tappa – su Eurosport, dalle 13.40 su Rai Sport

15.00 Giro di Svizzera, prima tappa – su Discovery+ 

20.00 F1, GP Canada, la gara – su Sky 

TENNIS

11.30 Roland Garros, finale doppio femminile: Errani/Paolini vs Gauff/Siniakova |  14.30  Finale singolare maschile: Alcaraz vs Zverev – su Eurosport

PALAZZETTI E DINTORNI

17.00 Nations League pallavolo: Italia vs Olanda – su DAZN e VBTV

18.00 Pallamano, finale Champions League: Barcellona vs Aalborg – su Sky

PODEMI

17.30 Serie C, ritorno finale promozione: Carrarese vs Vicenza – su Rai 2 e Sky 

EUROGOL

20.45 Amichevole: Italia vs Bosnia – su Rai 1

21.15  Amichevole: Francia vs Canada – su Sky 

AMERICHE

2.00  NBA: Boston vs Dallas [Gara-2 finale] – su Sky


RASSEGNA..

CHE COSA SI DICE IN GIRO

EDICOLA

Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa.  I titoli sono dedicati agli Europei di atletica leggera, quelli di calcio ormai alle porte e in Italia tanto tanto calciomercato. 

Leggi tutto >

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.