Il predatore Max. Un Pred-Bull

Embed from Getty Images

 

SETTE CILINDRI | Ma chissà qual è la vera Red Bull

DI ROBERTO LIBERALE

 

ARTEFICI  Non è la Red Bull, ma un Pred[atore] Bull

Verstappen è tornato Super Max, come un predatore a cui non devi lasciare l’occasione di azzannarti. Uno dei pochi piloti a non commettere errori durante il Gran Premio del Canada, al netto di un “lungo” senza troppe conseguenze al 17esimo giro. Ancora una volta la vittoria è più sua che della Red Bull, viste le prestazioni generali delle due monoposto di Milton Keynes durante tutto il weekend. Max si è mantenuto dietro Russell a inizio gara, quando la Mercedes era più veloce, per poi accodarsi anche a Norris, quando la McLaren ha alzato il ritmo.

Nell’unica occasione possibile, ovvero al primo ingresso della Safety Car al 25esimo giro, Max è passato in testa grazie all’indecisione del box McLaren nel far rientrare Lando. Norris è riuscito poi a scalzarlo dalla testa della gara dal giro 45 al 47, ma solo perché la McLaren ha deciso di non farlo rientrare ai box e tentare l’overcut disperato mentre Verstappen e Russell cambiavano le gomme. Mossa che sarebbe quasi riuscita, se la bretella di uscita dai box non fosse stata così umida da impedire a Lando di accelerare a sufficienza e sopravanzare di nuovo la Red Bull. 

La sfida per il primo posto è finita lì, con Max arrivato alla vittoria 60 su 194 gare disputate, quasi il 31%. Nel frattempo il suo compagno di squadra Perez, fresco di rinnovo, ne faceva una più di Bertoldo. Al sabato si è fatto eliminare in Q1 per la seconda volta consecutiva. Poi la domenica è rimasto nelle retrovie fino all’incidente al giro 54 quando è finito nel muro. Altri danni costosi alla sua Red Bull, altri punti mancati e nuovi cattivi pensieri nella mente di Horner e Marko, proprio dopo aver confermato Checo. I suoi punti sono poco più della metà di quelli di Verstappen, e adesso è difficile capire quale sia il reale valore della monoposto, se un lampo a disposizione di Max o una carretta tra le mani di Perez. 

 

MEDUSE  Mettiamo un gambero nel simbolo al posto del Cavallino

La Ferrari ha conosciuto il suo peggior weekend da Baku 2022, l’ultima volta con un doppio ritiro, 45 Gran Premi fa, il 12 giugno 2022. Che le cose fossero radicalmente cambiate rispetto a Monaco si era capito sin dal venerdì, con la macchina che era diventata sorprendentemente lenta. Poi l’azzardo dei box durante la Q2 del sabato, con la decisione di risparmiare la gomme a mescola morbida per la Q3 successiva, Q3 alla quale le due rosse non sono proprio arrivate.

Così la partenza in sesta fila, la pioggia con temperature poco gradite dall’assetto Ferrari e la difficolta di far entrare in temperatura gli pneumatici, fino ai problemi al motore di Leclerc e l’incidente finale di Sainz causato da un suo errore.  Con le due monoposto che comunque quasi mai erano state in zona punti. Di tutto un po’, tanto che Vasseur è tornato al “dobbiamo capire” di binottiana memoria.

Come ha detto qualcuno, un bel bagno di umiltà dopo il bagno nel porticciolo di Monaco. Sembra che ogni volta che la Ferrari si avvicina alla testa della classifica, cominci una sarabanda di errori, di decisioni bizzarre e di anomalie tecniche che la riallontani prontamente dall’idea di essere in lotta per qualcosa di importante. Lo zero di Montreal porta a 49 punti il distacco dalla Red Bull in classifica costruttori e riavvicina la McLaren ad appena 40 punti. Mentre tra i piloti Leclerc è braccato da Norris ad appena 7 punti dal suo secondo posto. “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”, avrebbe detto Gino Bartali.

 

PROSPETTIVE  I bicchieri della McLaren

In McLaren non sanno se gioire per il podio di Norris ed i 28 punti messi insieme o se recriminare per la mancata vittoria. In effetti la monoposto arancione ad un certo punto della gara sembrava quella più in forma, con la capacità di restare nelle prime posizioni con entrambi i piloti in attesa di sferrare il colpo decisivo.

È difficile stabilire se l’indecisione del giro 25, con Norris rimasto fuori un giro di troppo in regime di Safety Car, è costata davvero la vittoria. Ad un certo punto Norris e Piastri erano virtualmente sul podio, sfuggito poi a Oscar negli ultimi 5 giri. L’insieme di tutte queste considerazioni fa pendere la bilancia dalla parte del rimpianto, anche se apparentemente la McLaren si mostra quasi sempre pubblicamente soddisfatta dei risultati ottenuti. Probabilmente il bicchiere mezzo pieno è figlio delle aspettative. Non tutti pensavano che a un terzo della stagione la Ferrari sarebbe stata a un tiro di schioppo, con la possibilità di diventare la seconda forza in Formula Uno.

 

DISCUSSIONI Il chiacchiericcio nella Casa Grigia

Anche in casa Mercedes la distanza tra la soddisfazione e il rimpianto è minima. Forse Toto Wolff, abituato a ben altri risultati negli anni passati, si aspettava qualcosa in più di un terzo e quarto posto, soprattutto dopo la pole position di Russell. Comunque il bicchiere mezzo pieno è tutto nel primo podio stagionale e nella vittoria di tappa con 28 punti, a pari merito con la McLaren. È presto per dire se la Mercedes stia tornando ai vertici, ma le prestazioni generali del weekend fanno ben sperare. C’è stato un po’ di chiacchiericcio intorno al presunto atteggiamento del team nei confronti di Hamilton. Si è parlato di “separati in casa”, un po’ quello che sta succedendo anche a Sainz in Ferrari. L’annuncio così anticipato del divorzio di entrambi i piloti dalle proprie scuderie non poteva non lasciare traccia. Le conseguenze future sono imprevedibili, anche se non sembra così illogico che i due team finiscano per favorire i piloti che resteranno in futuro. L’unica verità è che Hamilton una macchina per il 2025 ce l’ha già, mentre Sainz rischia di rimanere appiedato. Ma questa situazione merita un cilindro tutto suo. 

 

ORIZZONTI Le strade di Ricciardo

Il KO delle due Ferrari e di Perez consente ad altre scuderie di mettere insieme qualche punto in più. Quella che fa meglio è la Aston Martin, che con il sesto e settimo posto di Alonso e Stroll fa il suo “personal best” stagionale con 14 punti. L’Alpine va di nuovo a punti, stavolta con entrambi i piloti. La RB Honda RBPT entra per la quarta volta consecutiva tra le prime 10, stavolta con Daniel Ricciardo. A proposito, le parole di Jacques Villeneuve circa la presenza di Ricciardo in Formula Uno solo per la sua immagine, sono sembrate un po’ dure quanto fuori luogo. L’ottavo posto di Daniel in Canada sembra una risposta in pista alle critiche inopportune di Jacques. Il resto della stagione chiarirà se davvero Ricciardo è un pilota sul viale del tramonto oppure no.

 

TRACCE Le domande su Sainz

E, a proposito di piloti, la situazione di Sainz appare davvero surreale. Troppi indizi lo darebbero appiedato per il 2025. Come scrive Vincenzo Borgomeo su Formula Passion ecco quindi confezionata la grande trappola che in sei mesi ha portato Sainz da pilota in massimo spolvero in casa Ferrari, l’unico capace di dare filo da torcere a Leclerc nella lotta casalinga, a un quasi trentenne senza una vera scelta per il futuro. Sainz: un pilota capace di vincere in modo convincente a Silverstone 2022, a Singapore ‘23 con una magistrale interpretazione personale degli ultimi giri di gara, in Australia quest’anno al termine di un’altra giornata maiuscola. Un pilota che fino a oltre l’80 per cento della stagione scorsa era davanti a Charles nel Mondiale Piloti, e se fosse riuscito a rimanerci avrebbe centrato il risultato di chiudere due campionati con più punti del compagno. Un collaudatore del quale molti, nel team, magnificavano le doti, anche meglio di Leclerc. E poi, il tombino di Las Vegas. Perché senza quel tombino che il primo giorno di prove gli demolì il fondo della sua Ferrari, costringendolo a partire dal fondo in gara, difficilmente Leclerc sarebbe riuscito a superarlo in classifica e coronare quindi la volata in campionato con i soli sei punti di vantaggio con i quali in effetti l’ha chiuso. Ed ecco la domanda: con due arrivi su tre, fra 2021 e 2023, davanti a Leclerc in campionato, la Ferrari avrebbe deciso comunque di fare fuori Carlos per fare posto a Hamilton?

Una domanda, quella di Borgomeo, che resterà senza risposta. Almeno da parte della Ferrari.

 

PAGINE BIANCHE Cosa sarà

La bozza di nuovo regolamento per il 2026 è stata presentata al pubblico. Tante novità, soprattutto dal punto di vista delle potenze e del peso. Si tratta solo di linee guida generali, ma la riduzione delle dimensioni ed il tentativo di rendere la Formula Uno più sostenibile sono punti apprezzabili. Dal punto di vista sportivo, le nuove regole potrebbero favorire maggiore spettacolo, con il progetto di aumentare le possibilità di sorpasso in pista grazie all’aerodinamica attiva e soprattutto all’introduzione di un meccanismo simile al push-to-pass in uso nella Formula Indy. Un incremento di potenza che potrà consentire a chi insegue di provare a superare in pista i propri avversari e che sostituirà il DRS, che sfrutta invece la riduzione di resistenza aerodinamica. Con la controindicazione, da parte di quest’ultimo, che l’aria “sporca” e le turbolenze delle macchine che stanno davanti bloccano gli inseguitori, soprattutto quando si trovano immediatamente negli scarichi di chi li precede. Un cambiamento auspicato da queste pagine sin da novembre e che si spera porti effettivamente più spettacolo in futuro. 

   PUZZLE  CHE COSA SI DICE IN GIRO

 

  TUFFI A CUFANIELLO

Daniele Sparisci, Corriere della sera: Dal tuffo celebrativo nel porto di Monaco la Ferrari non è più riemersa e ieri ha osservato dal garage Verstappen restaurare l’ordine davanti a Norris e Russell nello spettacolare caos canadese innescato dal maltempo. Incidenti, duelli ruvidi, svarioni, azzardi con le strategie. E alla fine ha vinto il fenomeno, e non guidava la migliore macchina.

 

  L’ORDINE NEL CAOS

Alessandra Retico, Repubblica: Nel disordine di una gara tra luci e ombre, sotto la pioggia e a sprazzi in un tiepido sole, incidenti e sorpassi, il campione del mondo riporta disciplina. Nel caos, è perfetto.

 

  TRISTEZZA ROSSA

Jacopo D’Orsi, La Stampa: Troppo brutta per essere vera, la Ferrari di Montreal. Un black-out addirittura inspiegabile se con la memoria si torna solo a un paio di settimane fa, allo champagne e al tuffo nel mare di Montecarlo.  Doppio ritiro pesantissimo, alla Rossa non accadeva da 27 gare (Baku 2022).  La Ferrari è costretta a ripartire da un doppio zero proprio nel momento in cui la concorrenza accelera: con la McLaren, pasticciona nella strategia (Norris poteva vincere), sul podio è salita anche una ritrovata Mercedes

 

  DOLCIFICANTI INSUFFICIENTI

Umberto Zapelloni, il Giornale: La domenica nera delle Rosse. La grande illusione della Scuderia è durata due settimane. In una domenica in cui in tanti hanno provato a buttarlo giù dal trono, Verstappen è stato l’unico a non sbagliare nulla. Neppure un podio dell’uomo del futuro ha addolcito la domenica più amara della Ferrari di quest’anno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.