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# 1 giorni a Chelsea vs Barcellona
► LA NAZIONALE di tennis ha vinto la terza Coppa Davis consecutiva. Non succedeva dagli anni Settanta e certe cose se le potevano permettere gli USA. Così da ieri sera il paese reale è impegnato in una corsa a cancellare i vecchi post in cui c’era scritto che in fondo questa Coppa non conta più niente, ha fatto bene Sinner a non andare.
◇ Il Milan ha vinto il derby per 1-0 con un gol di Pulisic e con un rigore parato da Maignan a Calhanoglu. Così ha scavalcato l’Inter, l’ha fatta scivolare al quarto posto e ha permesso alla Roma di restare in testa da sola con la vittoria di Cremona. Anche nell’anno dello scudetto di Pioli risultò decisivo un derby vinto con un rigore parato [da Tatarusanu a Lautaro].
◇ E sì, dopo l’invio di Slalom ieri le due McLaren sono state squalificate. Max Verstappen ha fatto bingo e adesso si trova a 24 punti di distanza da Lando Norris con gli stessi punti di Oscar Piastri. Da questo comodo divano viene da pensare che ora i Papaya metteranno l’australiano a marcare l’olrnadese per far vincere il titolo al britannico, ma poi alla fine noi che ne sappiamo.
◇ Mikaela Shiffrin ha vinto lo slalom di Gurgl ed è la gara numero 103 della sua carriera. Mai come in questo momento pare azzeccata la scelta di rinunciare alla velocità pura. Seconda Lara Colturi, la diciannovenne torinese che gareggia sotto la bandiera albanese per conservare la libertà di farsi allenare da chi vuole. Flavio Vanetti sul Corriere la definisce “l’Antonelli dello sci”. Nel senso di Kimi, non Laura.
E se diventi farfalla | nessuno pensa più | a ciò che è stato | quando strisciavi per terra | e non volevi le ali
Alda Merini
La corrida della nuova Coppa Davis
Ripetiamo insieme e diciamo: la Coppa Davis è fatta così. La Coppa Davis è stata spesso fatta così. È la casa dei Cobolli e dei Berrettini oggi, come lo è stata del tedesco Marc-Kevin Goellner quando Becker non andava, di Michael Chang se Sampras o Agassi se ne stavano in vacanza. Per vincere la quarta, la terza consecutiva e la prima in casa, dentro un’arena riempita dai bolognesi che avevano comprato i biglietti per vedere Alcaraz e Sinner, la migliore generazione di sempre del tennis italiano non ha dovuto affrontare neppure uno dei primi-10 al mondo, anzi neppure uno dei primi-20. Non ha neppure dovuto mandare in campo il doppio perché sono bastati i due singolaristi, e ovviamente non gliene si può fare una colpa: né dell’una né dell’altra cosa.
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I temi del giorno
Il mago Allegri e il derby del sorpasso
Paolo Condò sul Corriere della sera considera che “gli episodi hanno recitato un ruolo enorme, ma dal portiere ritrovato ai difensori accesi, dai tempi sospesi di Modric al coltellino svizzero Saelemaekers, alla puntualità in area di Pulisic, Allegri ha costruito un meccanismo che sa interpretare i momenti del match, e questa è una forma di sensibilità collettiva che porta lontano”.
Luigi Garlando sulla Gazzetta fa notare che il Milan ha vinto tre scontri diretti (Napoli, Roma, Inter), l’Inter ne ha persi tre (Juve, Napoli, Milan). “E su questo Chivu dovrà riflettere molto. Mai nella storia recente i nerazzurri avevano calciato così tanto verso la porta del Milan (20 tiri) senza segnare un gol. Due pali, tante occasioni, il 60% abbondante di possesso. Ma è inutile dominare se non si porta a casa nulla. Non è la prima volta che succede. La sensazione di essere più forti degli avversari, confermata anche ieri, è gratificante e alla lunga dovrebbe pagare, ma Chivu deve trovare il modo per far fruttare tanta qualità di gioco. Ieri, hanno tradito Lautaro, sostituito, Sommer e Calha, rigore sbagliato a parte. Ma, in generale, negli snodi più caldi, in questa stagione, come in quella scorsa, non si sono mai visti occhi da tigre”.

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Le analisi
Il Mondiale riaperto da un coso che si chiama plank
Che cosa c’è dietro [o sotto] la squalifica delle McLaren
DI ROBERTO LIBERALE
① MEDUSE Chi non salta è un porpoising
La McLaren aveva fatto un pezzetto alla volta tutto ciò che in tanti non credevano riuscisse a fare. Aveva discretamente designato Norris come futuro campione del mondo, aveva praticamente tagliato fuori Verstappen dalla corsa verso il mondiale dopo il GP del Brasile, aveva preparato delle strategie sufficientemente conservative per consentire a Lando di vincere il mondiale già da domenica prossima. E il risultato in pista aveva confermato tutto, con Norris che, grazie al secondo posto a Las Vegas, aveva accumulato 42 punti di vantaggio su Max, un distacco francamente incolmabile.
Invece alle ore 1:42 di Las Vegas è arrivata la doccia ghiacciata che nessuno si aspettava. Il famigerato fondo piatto delle macchine papaya era troppo basso. Il consumo eccessivo del cosiddetto plank, che è un tavolato fatto di materiale composito posizionato sotto il fondo della auto, ha rivelato che le due McLaren erano più vicine all’asfalto rispetto a quanto previsto dai regolamenti.
Le ragioni per cui il fondo non può essere troppo attaccato a terra sono molteplici, le più importanti sono di tipo sportivo, una macchina più bassa produce più carico aerodinamico e più prestazione, ma anche di sicurezza, in quanto c’è più rischio di toccare l’asfalto, e con questo innescare il famoso porpoising (che è un’oscillazione verticale), che fa perdere aderenza se la vettura tocca il suolo, rendendola meno controllabile.
CHE COSA SI DICE IN GIRO
▥ CATTIVI PENSIERI Daniele Sparisci, Corriere della sera: “Possibile che gli ingegneri del team britannico, i primi della classe, abbiano completamente sbagliato assetti e simulazioni per cercare prestazione su un circuito cittadino velocissimo (media di 229,201 km/h: più si marcia bassi e più si va forte) e pieno di sconnessioni? … Una doppia esclusione instilla dubbi all’interno della McLaren e timori sui metodi di lavoro, nonostante i numeri restino a favore di Lando (deve uscire da Losail con altri due punti guadagnati su Verstappen e Piastri ormai scoppiato a livello di tenuta mentale, per prendersi il titolo). La Ferrari, dopo il flop di Shanghai, ha dovuto alzare la macchina e non è mai più stata competitiva.
▥ PEGGIO DEL FUORIGIOCO Umberto Zapelloni, Il Giornale: “Norris sono stati cancellati i 18 punti del secondo posto perché (con un minimo consentito di 9 mm) il lato anteriore destro del suo pattino è stato misurato in 8,88 mm e il lato posteriore destro di 8,93 mm, vale a dire un’irregolarità di 0,12 e di 0,07 mm. Provateci voi a misurarlo senza il micrometro Mitutoyo con una precisione di 0,001 mm acquistato a maggio, come specifica la comunicazione Fia”.
▥ LA FERRARI, CHE TORMENTO Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: “La Ferrari è quarta tra i costruttori, mostra i tratti di un dissesto che mortifica il passato, amareggia il presente, preoccupa il futuro. Viene difficile considerare ancora cieca la fiducia di Leclerc e pare quasi impossibile rilanciare il «matrimonio del secolo» con Hamilton, in stereofonica insofferenza”.
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