Lo Slalom del 3 ottobre | Cosa leggere, sapere e vedere

 

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# 2 giorni a Juventus-Milan

 

     

►  LA FINESTRA di Coppa del giovedì non è andata bene come la Champions. La Roma è stata battuta dal Lille sbagliando un rigore calciato tre volte, il Bologna ha pareggiato in casa con il Friburgo, la sola Fiorentina è riuscita a vincere sul Sigma Olomouc. Il ranking stagionale sta prendendo una forma più vera e ora vede in testa il Portogallo [6.800] davanti all’Inghilterra [6.772], seguono Danimarca [6.625] e Polonia [6.375]. La serie A con i suoi 5.857 punti è scivolata di nuovo dietro la Spagna [6.000] e resta dietro la Germania [6.142].

◇  Fabio Cannavaro ai Mondiali ci va. Sarà il Ct dell’Uzbekistan

◇  Anche in Eurolega è arrivata una sconfitta. La seconda trasferta di Milano a Belgrado è andata male: 80-78 dal Partizan con un parziale di 4-22 subito nella fase centrale della partita. Shields si è fatto male negli ultimi minuti. Stasera la Virtus Bologna a Valencia.

◇  Marc Marquez e Francesco Bagnaia saranno costretti a passare dal Q1 nelle qualifiche del GP di Indonesia. I due piloti Ducati Factory hanno chiuso 11° e 17°, con lo spagnolo protagonista di due cadute. Primo tempo per Bezzecchi, con più di 4 decimi di vantaggio su Aldeguer 2°.

◇  Dopo l’oro di Federica Venturelli nella crono Under-23 e l’argento di Ganna nella prova élite uomini, un altro argento agli Europei di ciclismo per la staffetta mista con gli stessi Ganna e Venturelli, e poi Lorenzo Milesi, Marco Frigo, Vittoria Guazzini, Elena Cecchini. Ha vinto la Francia, più veloce di 6″. Marco Bonarrigo sul Corriere della sera ha scritto che però il futuro della gara è a rischio per il numero scarso di partecipanti. 

Tra viaggi e miraggi, domani mattina Slalom non arriverà in mail ma potrebbero esserci degli aggiornamenti al sito durante la giornata. Domenica mattina ci siamo. 

 

  

Singapore, vado a Singapore

I Nuovi Angeli

Qui Marina Bay Street Circuit. Singapore. Dove si corre di giorno e di notte, con il sole e con il buio. Se sopravvivi a Singapore, sei pronto per qualsiasi altra cosa in Formula Uno scrive Madeleine Coleman su The Athletic. Non è un’esagerazione: caldo umido, circuito cittadino, il ritmo della gara, Tutto è estremo, tutto è unico.



Il business del campionato femminile

Non c’è simulazione, sarà tutto vero per altre donne a Singapore, dove si corre il penultimo appuntamento dell’Academy Championship, la F1 femminile. La francese Doriane Pin della Mercedes è la favorita per il titolo e ha la possibilità di chiudere il campionato. Ha un vantaggio di 20 punti e ce ne sono 39 ancora in palio. La sua rivale è la cinese Weug della Ferrari. Ci sono due debutti: Lisa Billard e Megan Bruce con il team Hitech TGR. Con i suoi 16 anni, Billard diventa la più giovane di sempre in una corsa. Entrambe avevano impressionato al Rookie Test.


   

Quattro romanzi ambientati a Singapore

Il cielo di Singapore – Sharlene Teo

Un romanzo del 2018 che esplora solitudine e identità attraverso la vita di due giovani donne, con un tocco di realismo magico. [E/o]

Storia della nostra scomparsa– Jing-Jing Lee

Ambientato durante l’occupazione giapponese, racconta le storie di donne che affrontano le atrocità della guerra e le cicatrici emotive che ne derivano. [Fazi]

La presa di Singapore– J.G. Farrell

Satira storica della società coloniale britannica durante la Seconda Guerra Mondiale, con un’analisi ironica delle dinamiche di potere e delle disuguaglianze sociali. [Neri Pozza]

Scorpion Orchid – Lloyd Fernando

Ambientato negli anni ’50, segue le vite di quattro giovani uomini di etnie diverse durante i disordini razziali a Singapore, esplorando tensioni sociali e formazione dell’identità nazionale. [Epigram Books]

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Nessuno se la sente di escludere Israele 

Dice Gianni Infantino, il presidente della FIFA che ogni tanto porta la Coppa nello studio ovale di Donald Trump, che la sua federazione «non può risolvere i problemi geopolitici, ma può e deve promuovere il calcio in tutto il mondo sfruttandone i valori unificanti, educativi, culturali e umanitari». Giusto. Lo dice per disinnescare l’eventuale esclusione di Israele dalle competizioni di cui si parla da qualche settimana all’UEFA, in coerenza con le decisioni prese sul conto di Russia e Bielorussia. «Alla Fifa ci impegniamo a utilizzare il potere del calcio per unire le persone in un mondo diviso», ha detto il dirigente. Giusto. In effetti la FIFA è quella federazione che ha ammesso ai Mondiali di beach soccer la Bielorussia con la sua bandiera, ma che però continua a tenere fuori sia Bielorussia sia Russia dalle qualificazioni per i Mondiali e gli Europei di calcio. 

Chi ci capisce niente più. Se sei un centrocampista russo dello Zenit non fai la Champions, se sei un portiere russo del PSG puoi giocarla. Se sei un pallavolista russo non puoi giocare le Coppe e i Mondiali con Yuri Romanò, ma Yuri Romanò può venire a giocare nel tuo campionato. L’unica certezza è che Italia-Israele del 14 ottobre si gioca regolarmente. Nel paese dove Catania-Siracusa e Sorrento-Cavese sono un problema di ordine pubblico. Buon lavoro al prefetto di Udine. 




Il libro delle foto di Maradona con i napoletani

Per testimoniare la follia che fu il soggiorno di Diego Maradona a Napoli, il fotografo Carlo Rainone ha avuto la geniale idea di raccogliere in un libro un centinaio di foto scattate da napoletani anonimi in compagnia del loro idolo. Una cosa che L’Equipe Magazine definisce kitsch, commovente e iconica. Così succede che la signora Maria Bellotti, la nonna di un amico di Dalmita si ritrovi invitata a una festa di compleanno e posa con lui. Le commesse del negozio Mariorita a Capri gli chiedono egghià Diego, facciamoci una foto. Il pasticciere napoletano Vincenzo Cafiero è incaricato di preparare una torta per celebrare l’arrivo a Napoli e allora clic. E certamente quelle che stavate aspettando:  la famiglia Giuliano prenota un ristorante intero per festeggiare un compleanno e Maradona c’è.




|  testimoni Il nipote di Pianelli e il Toro di Cairo

➣   Torneranno i tempi d’oro come canta un vecchio inno granata?

«Se vendi ogni volta i migliori come fai? Sono stupito della perseveranza di questa società a voler andare avanti, non credo di aver mai visto una contestazione per così tanto tempo. Anche la mia famiglia l’ha subita». intervista di francesco manassero, La Stampa

   

La rivolta delle giocatrici WNBA contro la ceo

La WNBA ha un grosso problema e quel problema porta il nome della donna che credeva di averne risolti tanti. Cathy Engelbert  ha lasciato la sua posizione di amministratrice delegata di Deloitte per guidare la lega con il suo know-how aziendale nel 2019. Da quando ha preso il comando, il valore delle franchigie è aumentato del 180% su base annua secondo Sports Business Journal, i ricavi sono cresciuti e l’ultimo accordo sui diritti tv di 11 anni ha un valore di 2,2 miliardi di dollari. Ma Cathy Engelbert se la sta passando male, accusata di scarsa empatia, una qualità notoriamente carente in molti dirigenti di successo spiega peraltro il Washington Post in un pezzo di Ava Wallace. 

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Le palestre scolastiche USA come teatro di scontro nazionale

Battaglia dopo battaglia, stato dopo stato, il presidente Donald Trump sta trasformando lo sport femminile in un terreno di scontro culturale. Secondo Inside the Games, l’amministrazione ha lanciato l’ennesima accusa di violazione del Title IX contro il Minnesota, accusando le autorità di permettere alle transgender di competere nelle categorie femminili. Craig Trainor, vicesegretario ad interim per i diritti civili del Dipartimento dell’Istruzione, ha dichiarato: «Per troppi anni la leadership politica del Minnesota si è trovata dalla parte sbagliata della giustizia, del buon senso e del popolo americano». Il messaggio è chiaro: la legge federale anti-discriminazione sessuale non deve piegarsi all’«ideologia di genere radicale».



 

È diventato difficile allenare anche in Inghilterra

Ange Postecoglou ha vinto l’Europa League nella stagione scorsa con il Tottenham, ma aver portato in questo modo la squadra al bancomat della Champions non gli è bastato per conservare la panchina. È stato licenziato in estate e ha trovato un nuovo lavoro meno di un mese fa, era il 9 settembre, quando ha preso il posto di Nuno Espirito Santo al Nottingham Forest, il quale aveva qualificato la squadra per una coppa europea dopo oltre trent’anni, ma pure a lui evidentemente non era bastato.

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Il portiere che ha parato tre volte lo stesso rigore

Parare un rigore nel finale di una partita accesa, con uno stadio contro, è già un’impresa. Farlo tre volte è irreale. Berke Özer è arrivato quest’estate nel Nord della Francia dalla Turchia e ha scelto Roma per scavarsi un posto nella memoria dei tifosi del Lille. È sulla prima pagina de L’Equipe. È tornato titolare dopo un fastidio al psoas che lo aveva tenuto fuori contro il Lione domenica. Aveva dato segnali preoccupanti: errori con i piedi, interventi approssimativi. Tutto è stato scordato in quei tre minuti di grazia tra l’82’ e l’85’. Il suo show è iniziato con un tocco di mano di Aïssa Mandi in area, festeggiato come un gol quando il VAR l’ha confermato.

 

 

Il campione e gli assassini

Certe volte  la voce si spezza per un istante e gli occhi si riempiono di lacrime, allora l’uomo smette di guardare la tv che sta trasmettendo una tappa del Tour de France in un caffè di Bogotá. «Parlare è un dolore», si scusa Pastor Rodriguez Martinez «ma è anche una catarsi».

Dal 23 ottobre 2002 l’uomo cerca risposte per sé, per il padre quasi centenario che «merita di morire in pace» e per una famiglia il cui lutto «non si è mai concluso». Ventitré anni fa, due dei suoi fratelli maggiori, Victor e José, furono prelevati armati dalle loro case e mai più rivisti. Trentaquattro e quarantuno anni, uno allevatore, l’altro impiegato nell’edilizia; entrambi riservati, padri di cinque figli. «Nei primi sei mesi qualcuno veniva a dirci di averli visti, vivi, morti, in questo o quel luogo», ricorda Pastor a L’Equipe Magazine che ha dedicato la copertina del suo ultimo numero a questa storia. «Un giorno ci dissero persino che Victor era morto in un incidente stradale».

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Andrea Trinchieri e il reclutamento nel basket italiano

➣   Cosa lascia l’estate del basket?

«Segnali incoraggianti. La vittoria dell’Europeo Under 20 ha fatto scoprire tanti ragazzi italiani interessanti. E un concetto che è sempre rimasto ai margini per noi: contaminazione».

➣   Il basket, come l’atletica, si sta allineando all’evoluzione della nostra società?

«È così, abbiamo scoperto un livello di energia, di dinamicità che ci era sconosciuto e questo è il futuro. Il basket è uno sport in cui la componente atletica è sempre più determinante. Ed è importante poter contare su una base più vasta, multietnica, atleticamente evoluta».

➣   È il vento della storia.

«La Germania è un esempio: loro hanno giocatori di origini brasiliane, congolesi. altri che sono figli di ex militari americani. Non pensiamo che in Germania il basket batta il calcio: per un campo da basket si costruiscono cinque campi di calcio. Ma nel reclutamento sono strepitosi. E hanno pensato prima all’hardware, le infrastrutture, i palazzetti, e poi al software, tecnici e giocatori. Ha pagato». – intervista di cosimo cito, Repubblica

     

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