Lo Slalom del 6 settembre | Cosa leggere, sapere e vedere

 

 

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#1 giorno a Italia vs Slovenia di basket

     

►  JANNIK SINNER ha lasciato il secondo set a Félix Auger-Aliassime ma ha portato a casa la quarta qualificazione alla finale nel quarto Slam dell’anno. Domani alle 20 giocherà per il titolo contro Alcaraz: la Casa Bianca ha fatto sapere che in tribuna ci sarà Donald Trump. Stasera Sabalenka-Anisimova, finale femminile. 

◇  La Nazionale italiana di calcio ha battuto l’Estonia con cinque gol. Due li ha segnati Retegui nel suo ex stadio di Bergamo. 

◇  Segnali di orgoglio anche dalla Nazionale rossa. Lewis Hamilton è stato il più veloce nelle prime prove libere di Monza, Charles Leclerc secondo alle spalle di Lando Norris nella seconda sessione di prove. Oggi le qualifiche, domani la corsa. 

◇   Sulla sommità dell’Angliru ha vinto il portoghese Joao Almeida. Ha battuto la maglia roja Jonas Vingegaard in una volata a due ma il danese è ancora abbondantemente leader della classifica generale. Ciccone è arrivato nono a oltre due minuti di distacco. Anche oggi arrivo in salita. 

◇  Al circuito classico di Montmeló, Brad Binder e la Ktm sono stati i più veloci [con record della pista] nelle pre-qualifiche della MotoGP. Acosta e l’altra Ktm al secondo posto, poi i fratelli Alex e Marc Marquez. Bagnaia solo 21esimo. Dovrà passare dal Q1 come pure gli altri campioni del mondo presenti nell’albo d’oro dal 2020 in poi: Fabio Quartararo e Jorge Martin. 

   

Nel deserto nasce un fiore / Fiore della vita la speranza non è finita

Pino Daniele

 

  

I cinque fiori di Bergamo che bisogna coltivare

    Cinque gol contro l’Estonia non entreranno nei libri delle memorabili imprese del calcio italiano, ma non si scrive ogni volta per consegnare un capolavoro. Questo serviva, questo è arrivato. Non è poco, non si sa quanto basti. Fine dell’analisi, altro non possiamo permetterci.  Non sappiamo quanto i cinque gol dipendano dall’Estonia e non dall’Italia. La distanza misurata tra Inter-Torino e Inter-Udinese è così fresca da indurre alla prudenza. Non sappiamo se il sussulto dal torpore è stato temporaneo o si rivelerà stabile, non sappiamo ancora se sotto l’energia nervosa bolle un’idea di squadra, una mappa per arrivarci, se insomma siamo sulla strada che a suo tempo batté Roberto Mancini. 

Undici riconosce che siamo di fronte solo a una piccola dose di entusiasmo e di calore, negli ultimissimi minuti di gioco si sono sentiti distintamente dei cori inneggianti al ct, e persino una dose – ancorché minima – di fiducia, aggiunge che l’Italia aveva semplicemente bisogno di ricominciare a costruire[alla Niccolò Fabi] e cheGattuso ha agito esattamente come doveva. Anzi, forse ha addirittura esagerato con la semplicità” ma è bastato questo, cioè molto poco.

Tutto il resto è un panorama visto di corsa dal finestrino. Sono segnali intravisti in un gruppo di calciatori più forte di come viene dipinto dagli osservatori occasionali. Magari in questo gruppo non ci saranno due o tre fuoriclasse generazionali come succede ad altre Nazionali – considerano a Undici – ma in ogni caso stiamo parlando di una squadra che non poteva esprimersi come successo a Oslo, o contro la Moldavia

Paolo Condò sul Corriere della sera considera che c’è voluta quasi un’ora per stappare l’era Gattuso, ma le bollicine che ne sono scaturite, pur non dando ancora alla testa, promettono una discreta qualità. Il paesaggio più incoraggiante: la coppia di centrali Bastoni e Calafiori, con l’uomo dell’Arsenal regista aggiunto, i cambi di gioco di Tonali, il doppio centravanti per riempire l’area. E la personalità della ripresa, per dire a se stessi che forse il peggio è passato.

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La prospettiva Baldini per la Under-21

Ha vinto la sua prima partita sulla nuova panchina anche Silvio Baldini, l’altro allenatore scelto da Gigi Buffon su delega del presidente Gravina. Si è insediato alla guida dell’Under-21 carico di luminose prospettive [dice che si può vincere l’Europeo e che si può andare alle Olimpiadi], dopo 4 minuti stava perdendo con Montenegro, alla fine l’ha raddrizzata coi gol di Lipari e Koleosho su rigore. Anche Silvio Baldini, one Gattuso, si porta dietro il suo racconto. Sulla pagina Facebook Calcio da dietro, Gabriele Anello lo definisce un tecnico fuori dal giro, personaggio assurto a “santone” in tempi recenti per via di quella combo letale che tanto affascina il tifoso medio italiano, dove risultati sportivi ottimi (2 promozioni in B in 3 anni tra Palermo e Pescara) si fondono alla faciloneria di dichiarazioni anacronistiche per il loro contenuto demagogico e populista. Trentacinque anni da allenatore professionista, ma a guardare la carriera c’è da dire che non si capisce quale sia la traiettoria lavorativa seguita (e voluta?)

Calcio da dietro ricostruisce i suoi passi, la sua carriera e pure il pensiero che mette al centro la rendita del campo. E invece no -si legge – la vita è fatta di evoluzioni e l’Italia continua ad essere un Paese che vive nel passato. Forse per questo Baldini – che avrebbe potuto avere una carriera migliore senza quel carattere burbero e focoso – è la perfetta rappresentazione fisica di ciò che la FIGC vuole adesso. Accontentare nella paura di fallire nuovamente anziché andare avanti

Il PSG è furibondo per l’infortunio di Dembélé

    In Francia la Francia è piaciuta. Didier Deschamps ha aperto la sua ultima stagione alla guida della Nazionale con una vittoria per 2-0 sull’Ucraina. LeMonde parla di debutto riuscito ma con qualche nuages che è come dire con qualche nuvola, ma in francese fa molto più chic, ci sono dentro lo spleen di Baudelaire e la musica di Debussy. Mettete nuages nei vostri cannoni.

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Le cicatrici di Benito

Jorge Valdano è regolarmente al suo posto con la sua rubrica del sabato su El País e stamattina scrive di Álvaro Benito, calciatore che debuttò nel Real Madrid nello stesso periodo di Raúl e Guti. Era un’ala veloce, abile e con un buon tiro; tutti attributi che potevano trasformarlo non solo in un grande giocatore, ma in un grande giocatore del Real Madrid, che è un’altra storia. Aveva una passione per il calcio, amava il club e al contrario di tante altre ali era pure responsabile e disciplinato. Essere un giocatore del Madrid sembrava far parte di un piano tracciato con suo padre, un uomo severo. Ma a volte, nella vita, il calcolo più studiato e meticoloso perde la battaglia contro il caso. Ancora di più se parliamo del mondo del calcio.

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Spagna, l’ascesa del centravanti operaio

Dopo la vittoria in Bulgaria, El País racconta come Mikel Oyarzabal abbia conquistato la maglia da centravanti tra Nico Williams e Lamine Yamal. Mentre Nico firma il contratto della sua vita con l’Athletic fino al 2035, dopo aver flirtato con il Barcellona, e mentre Lamine costruisce la sua immagine mondiale – anche Marcelo Bielsa lo ha paragonato a Messi – Oyarzabal lavora in silenzio, sempre sostenuto dai suoi gol, per diventare il terzo anello dell’attacco della Spagna, per compensare con la fatica il talento degli altri due.

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Gli espatriati del Congo non vogliono più tornare in nazionale

Dieci mesi dopo la sua ultima partita in casa, la Nazionale della Repubblica Democratica del Congo è tornata in campo a Brazzeville per giocare una partita di qualificazione ai Mondiali contro la Tanzania, con la certezza che ai Mondiali comunque non andrà. Ha perso le ultime due per rinuncia. Non si è presentato in campo e pure la partita di ieri è stata a lungo a rischio. Per mancanza di calciatori. Gli espatriati non vogliono tornare. Dopo il licenziamento del Ct Isaac Ngata, l’italiano Fabrizio Cesana è stato incaricato di fare le convocazioni. Era il responsabile della Under-17 e gli hanno messo fra le mani la patata bollente. Il rifiuto di tornare a Brazzaville viene spiegato dagli internazionali congolesi con condizioni di lavoro che ritengono inadatte a una nazionale.

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I temi del giorno

 

      

Il romanzo di Sinner-Alcaraz

In fondo è quello che desideravano tutti. La stessa finale di Wimbledon. La stessa finale di Parigi. La stessa finale di Roma. La stessa finale di Pechino. La stessa finale da quando Sinner e Alcaraz possono incrociarsi solo in finale. Il numero 1 e il numero 2 del mondo. Domani nel piatto c’è anche questo: il primato nella classifica ATP.

Poi verrà il giorno in cui ci stuferemo del profumo della stessa pietanza. No, non gli italiani. Gli italiani di questo stesso menu non ne avrebbero mai abbastanza, e neppure gli spagnoli [forse]. Probabilmente verrà il giorno in cui sarà il movimento a domandarsi se un torneo con lo spoiler incorporato, un torneo che finisce sempre nello stesso modo, fa del bene alla crescita, all’interesse, alla curiosità. In fondo siamo incontentabili. Se c’è una Serena Williams, divora la scena. Se c’è equilibrio, manca una Serena Willians. Perfino dei sette anelli diversi in NBA c’è chi si lamenta.

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Interpreti

 

  

Bianca Nannucci se ne va in Francia

Bianca Nannucci è la diciassettenne che a luglio ha vinto i 200 stile libero gli Europei jr, la graa di Federica Pellegrini, ma molto prima di Federica Pellegrini ha  preso la decisione di andare a migliorarsi lasciando casa. Dal 15 settembre si allenerà ad Antibes, in Francia, sotto la guida di Fred Vergnoux, l’ex allenatore di Mireia Belmonte e più recentemente di Summer McIntosh. Lo dice Swim Swam.

▥   Un’atmosfera tipicamente americana, scrive Stefano Arcobelli sul suo blog Questione di stile per raccontare l’esibizione del Recco a New York, la partita di pallanuoto giocata e persa ai rigori con gli ungheresi del Ferencvaros con il pienone nell’arena di Manhattan. Durante l’intervallo, riferisce Arcobelli, il pubblico newyorkese è diventato protagonista: alcuni spettatori si sono tuffati in acqua per cimentarsi nei rigori davanti a Nicosia e Vogel, in un momento di puro divertimento e spettacolo. Buffalo Bill aveva un impegno e all’ultimo momento non ha potuto partecipare. 

 

Pensieri e parole

Il Corriere della sera ha intervistato Fred Vasseur nel week-end di Monza. Il team principal della Ferrari ha detto a Daniele Sparisci che il suo lavoro è «andare nella direzione opposta rispetto al mood.Bilanciare l’umore dei piloti e della squadra. Aiutarli a stare su di morale dopo un quinto o sesto posto, o farli restare con i piedi per terra in altre situazioni. Siamo una squadra un po’ emotiva, e quando si arriva a Monza bisogna restare calmi. L’obiettivo principale è tenere tutto sotto controllo in gare come questa». Di Leclerc dice che è «molto passionale nelle reazioni via team radio e in alcune risposte che dà ai media. Ma lo posso capire: esiste un altro sport che mette i microfoni agli atleti mentre sono nel pieno della loro attività? I piloti vanno a oltre 300 km/h, sfiorano i muretti e devono anche parlare, e a volte chi manda in onda i dialoghi cerca lo show. Cosa sentiremmo se facessimo lo stesso con i calciatori?».

 

 

Il nodo della questione transgender

Da qualche tempo si sta parlando in più luoghi di un libro scritto da Luca Grion, docente di Filosofia morale all’Università di Udine. Il titolo è [S]Confini e sebbene il sottotitolo prometta di occuparsi della lotta delle donne per l’inclusione nello sport, Grion in realtà si occupa della partecipazione alle competizioni femminili delle atlete transgender. Un argomento – dicono le note di copertina – che rientra non solo nell’ambito dell’agonismo, ma anche in quello dell’identità, della giustizia, dell’inclusione e dei diritti.

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Storia di Lia Thomas | La cronologia delle cose scritte su di lei [l’archivio è qui]

Il caso Semenya  |  Cinque anni di interventi raccolti su di lei  [si trova qui]

La questione transgender nello sport  [su Slalom]

In Spagna vogliono correre tutti, e in particolar modo tutte

El Mundo racconta cosa sta succedendo in Spagna, dove stanno vivendo il terzo boom del running, più interessante dei primi due perché ora corrono i giovani. Non è grazie alle influencer, dice Javier Sanchez, casomai bisogna invertire il verso della relazione causa-effetto. Sono le influencer che han subido al carro, che sono salite sul carro. Le gare più popolari esauriscono i pettorali in pochi minuti, i marchi creano nuove linee, gli eventi si moltiplicano: i gruppi di podisti, soprattutto donne, creano un nuovo fenomeno. Si può correre per divertimento, senza pettorale, o finire una gara al ritmo che si desidera

Gout Gout sta facendo lo sviluppo

Gout Gout sta crescendo ancora. Sta crescendo proprio in senso letterale. Sta aggiungendo centimetri alla sua figura allampanata. Gout Gout è quel diciassettenne di passaporto australiano, nato nel Queensland da genitori originari del Sudan del sud, fuggiti dalla guerra, inizialmente in Egitto. Ha già corso i 200 metri in un tempo più veloce rispetto a quanto fece Usain Bolt alla sua stessa età. Ora, dice il Guardian, l’allenatore ha notato dei cambiamenti nell’aspetto. Gout Gout sta raggiungendo Bolt anche in altezza, tanto che Bolt lo chiama il giovane me. Il Guardian ha scritto che lo stile di corsa di Gout ha una strana somiglianza con quello di Bolt, con falcate lunghe e una posizione eretta che supportano la sua capacità di raggiungere un’elevata velocità massima, anche se sta continuando a lavorare sulle partenze.

  I LINK GIUSTI PER I MONDIALI DI ATLETICA

Le entry list per risultati stagionali

Le entry list gara per gara

Le entry list per nazione

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La maratona del nuoto nel mare di Ulisse e Neruda

Storia della Capri-Napoli e dei suoi miti

 

Oggi il mare tempestoso / ci sollevò come un bacio, / così in alto che tremammo / alla luce di un lampo / e, uniti, discendemmo / a immergerci senza scioglierci.

È il mare di Neruda e Matilde, il mare dei loro scambi segreti e della loro unione, il mare dinanzi al quale vivono per la prima volta insieme. L’insurrezione della folla alla stazione Termini di Roma contro l’espulsione firmata dal ministro Scelba, ha consentito al poeta del popolo di strappare altri tre mesi di permanenza in Italia. È andata via solo sua moglie Delia. Lui, in quelle ore intricate, piene di serpenti”, sta sussurrando alla sua donna pulisci quel fucile, compagnae sta gridando al mondo il loro amore, oppure sta gridando a lei e sussurrando al mondo, perché don Pablo I versi del Capitano li pubblica solo in 44 esemplari e in forma anonima, per non dare un pubblico dispiacere a Delia. Sono rime clandestine, come il bambino che Matilde alla fine perderà. 

È il mare di Capri, negli stessi anni in cui due appassionati con una media di trenta bracciate al minuto nuotano in 12 ore fino a Napoli. Si chiamano Aldo Fioravanti e Cesare Alfieri. Stanno inventando la più celebre maratona di nuoto al mondo e non lo sanno. Neruda è da poco rientrato in Cile.

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L’addio di Scariolo alla Spagna

Dopo tredici estati dedicate alle Nazionale e non alle vacanze in famiglia, Sergio Scariolo si è congedato dalla Spagna in modo amaro, senza qualificare la squadra per gli ottavi degli Europei. Se ne va dopo 222 partite di cui 166 vinte. Solo Antonio Díaz-Miguel ne ha vissute di più [433]. Delle 20 medaglie vinte dalla Spagna nei grandi eventi, otto portano la sua impronta. Il 40 percento. Juan Jiménez su As gli ha reso omaggio scrivendo che lascia anche un’enorme impronta nella capacità lavorativa e nella professionalità. Scariolo è riuscito a dare un’impronta alla nazionale, che sotto la sua guida ha raggiunto il primo posto nella classifica FIBA ​​nel novembre 2022. Lui stesso ha ammesso che forse si è trattato di una condizione fuorviante per via della condizione particolare degli Stati Uniti. Ma se l’è meritata. Non c’è mai stato alcun dubbio che, al di fuori dell’universo NBA , la sua Spagna sia stata la regina per almeno un decennio. Un gigante del basket spagnolo se ne va

Le critiche a Pozzecco

Emil Cambiganu su Around the Game dice che Pozzecco ha tanti difetti, ma la sua Italia funziona. I suoi difetti sono alla luce del sole, e ciò lo rende un bersaglio semplice per una marea di critiche, alcune sacrosante altre decisamente più forzate. Ha diramato convocazioni piuttosto discutibili, puntando tutto sui suoi fedelissimi, a scapito, ad esempio, di un giocatore come Nico Mannion. Dopo sole quattro partite si è già beccato un’espulsione delle sue (anche se le responsabilità sono da dividere con gli arbitri), si è reso protagonista dei soliti timeout in cui la tattica non è certo l’argomento privilegiato e la sua Italia appare a più riprese più statica e sterile che mai nella metà campo offensiva.

La maggior parte dei commenti che si leggono in giro per i social sono su di lui. C’è chi gli dà del ‘pagliaccio’, chi si lamenta per il sistema di gioco e chi chiede più minutaggio per questo o quel giocatore (uno su tutti Gabriele Procida, autore di un ingresso di fuoco contro la Spagna). Non è la prima volta che i risultati danno ragione a Pozzecco

Italia vs Brasile oppure Gabi contro Egonu?

Per la sesta volta nella storia e per la quarta consecutiva, l’Italia di pallavolo gioca una semifinale ai Mondiali femminili. Ha già battuto battuto il Brasile poco più di un mese fa nella finale di Nations League a Lodz (3-1) ma mai nella storia di questo torneo. Paola Egonu contro Gabi è il poster della partita. Occupano il terzo e il nono posto nella classifica marcatrici del torneo. Gabi comanda anche alla voce statistica di migliore ricevitrice del torneo, con una percentuale di precisione del 50%. Il Post le ha dedicato un’analisi: Definire Gabi completa è quasi un eufemismo, perché fa tantissime cose con un’eccellenza rara

La prima italiana in ricezione è la libera Monica De Gennaro con il 36%. Altre eccellenze della partita: Diana Duarte Alecrim e Julia Isabella Bergmann, 18 punti a testa a muro, prima e seconda, più di tutte nel torneo. La prima ha cominciato nel Gremio, ha esordito in nazionale sei anni fa alle Universiadi di Napoli è stata la mvp dei Panamericani 2021. Gioca nel campionato turco. La seconda è di padre tedesco e madre brasiliana, nata in Baviera, trasferita in Sudamerica con la famiglia quando aveva 10 anni. Anche suo fratello Lukas è un pallavolista della nazionale. Dopo aver studiato in America, pure lei è nella serie A della Turchia. 

Pierfrancesco Catucci sul Corriere della sera si dedica a Gabi-Egonu, quella che viene definita la sfida mondiale delle amiche stellari. Quando si incontrano – si legge – una delle due corre sempre incontro all’altra e si abbracciano forte. Quello tra Paola Egonu e Gabriela Braga Guimaraes, per tutti Gabi, è un legame forte, nato e cresciuto nella stagione 2022-23, quando entrambe hanno giocato a Istanbul con la maglia del Vakifbank. Sono due tra le giocatrici più forti al mondo, simboli di due Nazionali che da sempre primeggiano in ogni competizione, e per questo le due osservate speciali della supersfida di oggi. Di Gabi una volta Stefano Lavarini disse che «è la figlia del dio della pallavolo» per la raffinata caratura tecnica e atletica con cui compensa una statura «normale» da 180 cm.

Bentornate streghe del Giappone: le figlie di Mimì ci provano 60 anni dopo

L’altra semifinale sarà Turchia-Giappone. Negli ultimi quarant’anni le giapponesi erano arrivate così lontano solo una volta, anno 2010, medaglia di bronzo. Ma hanno tre ori mondiali e due olimpici fra 1962 e 1976. La storia olimpica della pallavolo debuttò proprio ai Giochi di Tokyo del ‘64. Era stato fino a quel momento il gioco della scuola e dei picnic, il passatempo di Brigitte Bardot e degli inviati di guerra in Vietnam. Diventava come la pallacanestro, con una sua dignità agonistica, e nel corso del tempo altrettanto universale. Il Giappone si avvalse della possibilità lasciata ai paesi organizzatori di introdurre nel programma dei Giochi nuove discipline. Scelsero il judo e quel gioco con la palla e con la rete.

Portarono nel volley preparazione fisica, lavoro di gruppo, la ricerca nella fisiologia. Nel podcast Tokyo 2gether prodotto da 3D, Carmelo Pittera racconta che alla scuola tecnica giapponese si deve l’introduzione di 33 finte diverse o variazioni. [si ascolta qui]. 

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Le conseguenze della pallavolo per le donne turche

SETTEMBRE 2023  |  Le prime donne turche a partecipare a un’Olimpiade furono Suat Aşeni e Halet Çambel, nella scherma, ai Giochi di Berlino del 36. Çambel era nata a Berlino, figlia di un confidente di Kemal Ataturk, nipote dell’ambasciatore turco in Germania. Si era laureata in archeologia alla Sorbona e aveva preso un dottorato all’Università di Istanbul, dove aveva incontrato Nail Çakırhan, poeta, architetto comunista, suo marito per 70 anni. Dopo la seconda guerra mondiale divenne lei stessa famosa nel mondo archeologico, restaurando una tavoletta che aiutava a decifrare i geroglifici ittiti.

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La Macchina del tempo 

 

Il centenario di Camilleri

Il calcio e il commissario Montalbano

 

  Quando uscì postumo Riccardino, l’ultimo romanzo del ciclo del commissario Montalbano, a un anno dalla morte di Andrea Camilleri, il fan club del sito Vigata che analizza le opere dello scrittore siciliano e i temi trattati, scrisse che nei suoi libri “mai uno che giochi al pallone! O che ascolti Tutto il calcio minuto per minuto o sia di cattivo umore perché la sua squadra ha perso”. 

Ssappiamo che Salvo Montalbano nuota, nuota tanto, e che ogni tanto guarda in televisione la Nazionale. Lo ha detto lui stesso in La pista di sabbia a Rachele, che nel bel mezzo di un’indagine su un furto di cavalli, gli ha domandato se all’ippodromo c’era mai andato prima e se il calcio per caso lo appassioni.

 “Quando gioca la Nazionale – le ha risposto il commissario – guardo qualche partita. Ma preferisco vedere le gare di Formula 1, forse perché non ho mai saputo guidare bene una macchina”. 

Così capita che il centenario della nascita di Andrea Camilleri caschi proprio tra la partita della Nazionale con l’Estonia e il GP di Monza. “In una puntata dello sceneggiato televisivo – fanno notare su Vigata – Galluzzo legge la Gazzetta dello Sport e questo è quanto”. 

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Oggi

 


     

Guida allo sport in tv di oggi

 Gli ottavi degli Europei di basket e i Mondiali femminili di rugby

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