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#2 giorni al campionato di calcio in Arabia Saudita
► LA SERIE A ha completato la prima giornata con il pareggio tra Udinese e Verona [1-1] e soprattutto con i cinque gol segnati dall’Inter al Torino. I nerazzurri hanno raggiunto in testa alla classifica Como, Cremonese, Juventus, Napoli e Roma.
◇ Agli Us Open Flavio Cobolli ha vinto il derby con Francesco Passaro, avanti anche Mattia Bellucci, fuori Elisabetta Cocciaretto. Venus Williams ha strappato un set a Karolima Muchova ma è stata eliminata in tre, Carlos Alcaraz ha disinnescato il servizio di Reilly Opelka [14 ace] e ha passato il turno. Fuori Svitolina, Mboko, Garcia e Kvitova: per le ultime due è stato l’ultimo match della carriera. A casa McDonald [sembra la réclame del cibo da asporto]. Cerimonia in onore di Maria Sharapova, appena entrata nella Hall of Fame.
◇ Compravendita. Il Milan ha preso Conrad Harder dopo aver restituito Victor Boniface al Bayer Leverkusen, il Napoli conta di chiudere presto per Hojlund del Manchester United, la Roma è a Londra per Sancho, la Cremonese sta facendo un tentativo per Vardy.
◇ Nel posticipo della Premier League, il Liverpool ha vinto 3-2 a Newcastle con un gol del 16enne Rio Ngumoha al decimo minuto di recupero. È in testa alla classifica a punteggio pieno con Arsenal e Tottenham.
◇ Il francese David Gaudu ha vinto la terza tappa del Giro del Piemonte che stiamo chiamando Vuelta di Spagna. Ha appaiato Vingegaard in classifica generale, ma il danese si tiene la maglia roja per i piazzamenti.
◇ Massimo Stano salterà i Mondiali di Tokyo per un infortunio. Ha una lesione al bicipite femorale. Era l’unico italiano accreditato di una medaglia d’oro dalla rivista specializzata Track & Field.
Il mio lavoro è ciò che lascio in eredità
Patrick Swayze
Venus Williams non ha ancora finito il suo lavoro
Se è vero che le sorelline Williams da Compton fecero la rivoluzione nella comunità afro-americana da giovani, bisogna cominciare a considerare che la signora Venus all’età di 45 non ha ancora smesso di seminare orme nelle quali posare i piedi. È del tutto evidente da un lungo articolo che la scrittrice Alexandra Moe ha pubblicato su The Atlantic, rivista americana di cultura, letteratura e politica vicina ai 170 anni di vita.
Moe racconta di come per gran parte della sua vita le sia capitato di usare la racchetta una volta ogni dieci anni, “mirando a casaccio – dice – e arrangiandomi con una versione rustica del tennis”. È stato un paio di anni fa che invece ha deciso di imparare a colpire “un dritto pulito che non volasse verso il cielo”. Ha iniziato a prendere lezioni, di quelle fisiche, sul campo, con il maestro. Ma si è pure messa a studiare le lezioni digitali e virtuali che Venus Williams tiene su YouTube. È stata lei a insegnarle come a muovere le spalle, “così – scrive – quando è apparsa con una wild card al D.C. Open di Washington il mese scorso, ho comprato un biglietto e mi sono presentata due giorni dopo che aveva servito nove ace e sconfitto una donna con la metà dei suoi anni. Ho visto il suo dritto tagliare l’umidità di luglio, le sue spalle sprigionare velocità e angoli ancora più sorprendenti dal vivo. Quante centinaia di migliaia di dritti avrà colpito nel corso della sua vita? Guardandola, potevo immaginare di giocare anch’io per tutto questo tempo”.
Che cosa stanno leggendo in Europa
🟨 In Inghilterra la vittoria del Liverpool a Newcastle – In Spagna il duello tra Real Madrid e Barcellona – In Francia la vittoria di Gaudu alla Vuelta di Spagna – In Italia i cinque gol dell’Inter contro il Torino e il calciomercato
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I temi del giorno
L’impatto di Sucic nella nuova Inter
‘O fatto – dicevano i vecchi del mestiere invitando a guardare il nocciolo dell’albicocca sotto la polpa. Sotto la polpa dei cinque gol dell’Inter e dei due stratofisici di Thuram, ‘o fatto stamattina si chiama Petar Sučić, il 22enne della Nazionale croata che Marotta ha preso dalla Dinamo Zagabria. Ha avuto una maglia da titolare per l’assenza di Calhanoglu, ma il rientro del regista non gliela toglierà. Sučić giocherà spesso al posto di Mkhitaryan, forse definitivamente perché nell’impressionante risposta al Napoli arrivata dalla squadra di Chivu contro il Torino, ha piazzato un assist senza dover guardare dove fosse Thuram né i difensori avversari, sapeva dov’era lo spazio e tanto gli è bastato. Sa fare tutto. IL Corriere della sera gli ha dato 7,5 in pagella per “qualità, sostanza, personalità” e perché nel suo esordio è stato “solido, attento, pericoloso”.
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Le analisi
Mezz’ora sola ti vorrei: la nuova vita di Simone Pafundi
Mezz’ora in campo. Che bellezza. Chi se la ricordava più com’era fatta mezz’ora in campo, quanto fosse lunga. Per avere almeno mezz’ora in campo, negli ultimi quindici mesi Simone Pafundi ha dovuto aspettare la chiamata di una Nazionale. Una qualsiasi. La Under-19, la Under-20, la Under-21. L’ultima occasione in cui aveva visto il campo per più di uno spezzone nel calcio dei club era stato per Losanna-Grasshoppers [21 maggio 2024], lasciamo stare le amichevoli. In tutto il campionato scorso, l’Udinese non lo ha mai utilizzato per più di 20 minuti, l’ultimo quarto d’ora risale a una dozzina di giorni fa in Coppa Italia contro la Carrarese, poco prima del passaggio alla Sampdoria. Dove ieri sera è stato mandato in campo al 61’ della partita di B contro il Modena.
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Dai campi
Diario thailandese
L’infortunio a Tijana Boskovic
La Serbia è in ansia. Le campionesse del mono si sono assicurate ieri la qualificazione all’eliminazione diretta con una vittoria facile facile sul Camerun, ma la loro stella Tijana Bošković ha dovuto lasciare la partita per un infortunio alla caviglia durante il secondo set. È stata la MVP delle ultime due edizioni dei Mondiali, una delle tre prodigiose meraviglie mondiali in schiacciata [con Paola Egonu e la turca Vargas]. Bošković aveva segnato sei punti prima di accusare dolore per un cattivo atterraggio dopo un muro. È rimasta in panchina per il resto della partita ed è stata applaudita dalle compagne di squadra dopo la vittoria. Si vedrà.
I primi Mondiali a 32 squadre non sono in grado di generare capovolgimenti alle gerarchie nei gironi, ma tra le pieghe delle partite in corso si possono scorgere segnali di qualcosa. Due giorni dopo aver perso sorprendentemente un set contro il Vietnam, alla Polonia è accaduto lo stesso ieri con il Kenya, squadra al numero #25 delle classifiche mondiali. L’altro dato inatteso è che il Kenya ha messo a terra più muri della Polonia: 7-6. Martyna Czyrniańska ha messo a segno sei ace.
Vicini alla sorpresa ci siamo comunque andati ieri un paio di volte. La prima: con la Spagna contro il Canada di Giovanni Guidetti. Per due volte le nord-americane sono state indietro di un set, hanno rimontato in entrambe le occasioni e hanno vinto al tie-break. La seconda: con l’Ucraina contro il Giappone. Sotto di due set, le giapponesi hanno vinto gli altri tre con 74 punti in attacco, 29 personali di Mayu Ishikawa e un muro finale, rabbioso, di Nichika Yamada. Qualificate agli ottavi la Germania, la Repubblica Dominicana, la Turchia con 20 punti di Melissa Vargas.
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Interpreti
Ode a Olivier Giroud che non smette di segnare
L’Equipe dedica stamattina la sua tradizionale vignetta in ultima pagina a Olivier Giroud, rientrato in Ligue 1 all’età di 39 anni dalla pensione anticipata in MLS. Con la maglia del Lille ha segnato due gol in due giornate. Quello di domenica: una giravolta delle sue dentro l’area. Se fosse una donna, ci staremmo domandando quanto basso sia il livello di un campionato che consente a un 39enne eccetera eccetera [è successo / sta succedendo nel tennis con Venus Williams]. Invece la Francia celebra la sua longevità e nella vignetta Didier Deschamps è travestito da attempata cheerleader felice di ritrovare la sua vecchia fiamma.
Stop al voto per il Pallone d’oro: inizia l’attesa per Dembélé
Sembra di sentire la voce di Carlo Conti da Sanremo. Stop al televoto. Le ultime schede con le preferenze per il Pallone d’oro sono state consegnate ieri, ma girano già i primi exit poll. Diego Torres su El Pais ha raccontato l’attesa, i palpiti e i tumulti del cuore con cui la France aspetta il primo vincitore dai tempi di Papin – anno 1991. Il deputato della nazione è Ousmane Dembélè, indicato dal giornale spagnolo nella terzina dei finalisti insieme con Vitinha e con Lamine Yamal.
Ecco dov’era finito Lampard: sta ricostruendo il Coventry
Nella serie B inglese c’è una squadra che ha vinto le sue ultime due partite per 5-3 e per 7-1. La squadra è il Coventry City e non è allenata da Zeman. Il pilota di questi 12 gol in 180 minuti si chiama Frank Lampard – ecco dov’era finito con il suo “calcio offensivo, fulmineo e costantemente pericoloso, che non fa del possesso palla il suo mantra (mai oltre il 55%), ma che è piuttosto finalizzato a creare più occasioni da gol possibili” [la sintesi è della pagina facebook Sottoporta]. Il centravanti statunitense Haji Wright ha segnato 3 gol, l’esterno offensivo Thomas-Asante due con due assist, il fantasista Jack Rudoni si trova a 2+1, ne ha fatti tre anche il centrocampista Victor Torp e tre sono gli assist del terzino destro Milan van Ewijk.
Il Coventry vinse la sua prima storica Coppa d’Inghilterra nella stessa primavera in cui il Napoli vinceva il suo primo storico scudetto [1987]. Ha fatto parte del gruppo di squadre fondatrici della Premier League, ma non si è mai piazzato fra le prime-10 in classifica e dal 2001 non è mai più risalito tra l’élite, anzi, nel 2017 è scivolato in Quarta Divisione.
Solo quattro anni fa, Frank Lampard doveva essere il Ferguson del Chelsea. O il suo Guardiola. O tutt’e due le cose assieme, un poco Sir e un poco Pep. Riuscì a resistere in panchina un anno e sei mesi, prima che al suo posto arrivasse Thomas Tuchel e poco prima che Roman Abramovich fosse spazzato via dalla guida del club per le sanzioni del governo britannico agli oligarchi russi.
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Oggi
La Champions che promette inclusione
Tre squadre stasera si prenderanno un posto per la fase campionato della nuova Champions e rischiano di essere tre storie inattese. La più probabile passa da Graz, Austria, dove lo Sturm dovrebbe ribaltare lo 0-5 subito all’andata in Norvegia per impedire al Bodø/Glimt di qualificarsi per la prima volta ai gironi del torneo. Non è un campo facile per nessuno. Sarà meglio schivarlo al sorteggio di giovedì.
Francesca Milano su Domani lo ha raccontato tempo fa: “Le luci verdi e blu che fluttuano nel cielo sono l’attrazione più popolare di questa regione della Norvegia, che ha trasformato i suoi lunghi mesi di buio in una nuova stagione turistica. I cacciatori di aurore arrivano da ogni luogo, portano in valigia abbigliamento termico, scarponcini caldi, macchine fotografiche e la speranza di catturare l’aurora. Nell’era delle certezze, in cui tutto è pronosticabile con un margine di errore minimo, questa resta ancora una scommessa. Le luci fluorescenti che illuminano i cieli del nord sono il risultato di complesse interazioni tra il vento solare e il campo magnetico terrestre: esistono siti e app per le previsioni, ma chi arriva a caccia di aurore sa che, più che nella fisica, deve sperare nella fortuna”.
Toma Junior e Christo Popov
A Parigi soffia una certa aria olimpica perché la città ospita i Mondiali di badminton, un anno dopo i Giochi all’Arena che nel frattempo ha preso il nome dell’Adidas [no, non è product placement: sul serio]. Ieri il palazzetto non aveva nemmeno un posto vuoto per il primo turno del torneo di doppio femminile e per l’esordio della coppia francese Lambert-Pognante . Pare che la sorpresa più grossa sia stata la sconfitta della testa di serie numero 4, il cinese Li Shi Feng per mano del giapponese Yushi Tanaka. Lo dice il sito ufficiale del torneo, e chi siamo noi per metterlo in discussione.
Guida allo sport in tv di oggi
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L’ultimo scroll
Sarrazin ha perso l’olfatto a una narice
Otto mesi dopo la terribile caduta di Bormio, Cyprien Sarrazin racconta a l’Equipe come procede il suo recupero e dice che gli pare già un miracolo poter avere ancora una vita normale. Pensa di poter tornare anche a gareggiare, ma non accadrà prima della stagione 2026-27. A dicembre Sarrazin finì nelle reti dopo essere stato lanciato in aria da un sobbalzo sul terreno della pista dove si terranno le Olimpiadi, picchiando più volte sulla neve ghiacciata [“Le accuse alla pista di Bormio” – si legge qui], nella stagione ancora precedente aveva vinto due volte sulla Streif arrivando quasi dal nulla e spingendo tutti a chiedersi da dove fosse sbucato e come fosse stato costruito questo prodigioso discesista [se ne parlava qui].
Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30.
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