Via agli US Open: cosa manca ancora agli States per tornare a vincere

Il tennis americano visto da qui è uno di quegli impasti di lievito messi nell’altra stanza a riposare, all’ombra, senza nulla attorno che possa disturbarli, ricoperto da uno strofinaccio. Non si entra, non si tocca, non si parla. L’impasto sta crescendo da più tempo di un qualunque casatiello e qualcosa si intravede. Gli USA sono di nuovo il paese con il maggior numero di giocatori fra i primi-100 in classifica. Ne hanno 14, uno in più della Francia, cinque in più dell’Italia, sette in più della Spagna. Ma non hanno Sinner, non hanno Alcaraz. Non c’è un americano che vince uno Slam dai tempi di Andy Roddick [Flushing Meadows 2003], mentre le donne ne hanno avute quattro da quando Serena Williams ha smesso di aggiungere il suo nome negli albi d’oro. Solo nel 2025 Madison Keys è tornata a casa con la coppa da Melbourne, Cori Gauff ha preso quella di Parigi, Amanda Anisimova è arrivata in finale a Wimbledon prima di accorgersi che la stava giocando senza giocarla [0-6 0-6 da Iga Swiatek]. Ma gli uomini?
Taylor Fritz ha battuto Sinner nel 2021 prima di perdere quattro partite consecutive vincendo solo un set. Davanti alla tv per la finale degli US Open 2024, dopo cinque-sei game avemmo la sensazione che di quel match non avremmo dovuto guardare il cosa, ma il come; non il risultato ma il cammino [la finale di un anno fa].
Fritz ha messo alle strette anche Alcaraz a Wimbledon, ma è 0-3 nel bilancio contro di lui. Il dettaglio non trascurabile è che Fritz – il miglior americano, il numero 4 del mondo – ha 27 anni, rispetto ai 24 di Sinner e i 22 di Alcaraz.
Ben Shelton è il numero 6 al mondo. Anche lui ha dato qualche rovello ad Alcaraz al Roland-Garros prima di perdere quattro set, ma pure lui è sotto 0-3 contro lo spagnolo. Come Fritz, pure Shelton ha battuto Sinner una volta, ma da allora Sinner gli ha inflitto ferite e sfregi, sei sconfitte consecutive. Se non altro Shelton ha 22 anni e lo stesso orizzonte dei due che stanno dominando il tennis contemporaneo. Si sono divisi gli ultimi sette Slam senza intromissioni. Hanno vinto 16 degli ultimi 17 tornei a cui hanno presa parte insieme. Il tennis pare non desiderare altro che vedere un altro Alcaraz-Sinner, un altro Sinner-Alcaraz, ancora lontano sembra il giorno in cui l’epifania di un terzo uomo sarà indispensabile al movimento per battere la banalità di un pronostico.
Ai pronostici si sono dedicate le firme di The Athletic chiedendosi quando verrà quale giorno, quando potrebbe finalmente accadere di rivedere uno statunitense con una coppa dello Slam tra le mani. Risultato del sondaggio: Matthew Futterman dice che accadrà con Shelton entro il 2027, Charlie Eccleshare ha risposto con Shelton nel 2028, Sam Settleman è rassegnato ad attendere che capiti con “qualcuno di cui non abbiamo ancora sentito parlare, in un futuro lontano”, perché Shelton è senz’altro vicino al livello superiore, senz’altro in grado di competere presto per uno Slam, “ma diciamo la stessa cosa di Alexander Zverev da anni, e invece potrebbe non vincere mai uno Slam di questo passo. Finché ci saranno Alcaraz e Sinner, ci vorranno un paio di rimbalzi fortunati perché Shelton – o qualsiasi altro americano – arrivi a sfondare il tetto”.