L’anno cruciale per Osaka
In una conferenza stampa tenuta il giorno prima del torneo di Auckland, una delle tre-quattro tenniste per le quali Slalom desidera felicità ha detto: «Gioco a tennis da quando avevo tre anni, gran parte di questo lo devo ai miei genitori, non ho mai pensato di fare altro nella mia vita. Quando ci sono arrivata e ho avuto l’opportunità di fare altre cose, ho capito che preferivo il tennis. È stato un momento di consapevolezza. Pensavo di essere stata costretta a fare qualcosa, in realtà mi piaceva davvero molto».
Sono parole che hanno un suono familiare. Sembrano venire dal passato e dalla bocca di ANdre Agassi, fa notare la rivista Tennis. Tutt’e due hanno incrociato la strada con un disagio e con la tentazione di scappare altrove. Tutt’e due hanno capito il senso della frase: non sai cos’hai finché non lo perdi. Scrive Steve Tignor su Tennis che è “la storia dei pesci che nuotano lamentandosi di come l’unica cosa che non funzioni nell’oceano sia tutta quella dannata acqua”.
Agassi ha riconosciuto il pericolo e ha ridefinito la sua carriera in un anno. Osaka sta affrontando una sfida simile. Il 2025 è cruciale. All’Associated Press ha detto di non sentirsi quel tipo di giocatrice che resta in giro sul circuito accorgendosi di non essere all’altezza del passato. «Ho molto rispetto per tutte le giocatrici del tour, ma per il punto della vita in cui mi trovo adesso, se non sono al di sopra di una certa classifica, preferisco trascorrere del tempo con mia figlia». Questa è la differenza con Agassi. Andre era ancora single quando si è lanciato a capofitto nel tentativo di riprendersi il comando del tennis. A 27 anni, gli stessi anni di Osaka oggi, aveva tre Slam, un matrimonio finito con Brooke Shields, lo svago della metanfetamina. Chiuse quella stagione con 12 partite vinte e 12 perse. Era sceso al numero 141 al mondo. Chiese aiuto a Brad Gilbert e Gil Reyes. Ha vinto altri cinque titoli, tornò al #4 nel 1998, ebbe una seconda carriera.
Osaka ha lottato contro la depressione, ha sentito il peso di essere diventata una Serena Williams dopo Serena Williams. Una giocatrice e un simbolo. Era troppo. È stata una figura decisiva per mettere il tema della salute mentale al centro delle discussioni nello sport contemporaneo. È stata la più esposta alle critiche e alla derisione, prima che la questione diventasse ordinaria. Un’apripista e allora eccola qua. Come si fa a non desiderare che sia felice?
L’anno scorso ha vinto 20 partite su 36. Non ha mai giocato una finale, né ha superato il secondo turno in nessun appuntamento importante. Ha lottato con i nervi e con gli infortuni. Ha cambiato diversi allenatori, fino a decidere di farsi seguire da Patrick Mouratoglou. All’inizio del mese ha rotto con il rapper Cordae, il padre della sua bambina.
“Il tennis – scrive Tennis – è uno sport molto diverso da quello degli anni Novanta. La qualità del campo competitivo, lo stress, i soldi e i media sono tutti aumentati. Non parliamo dell’impatto dei social media, un aspetto nel quale Osaka è profondamente coinvolta, mentre Agassi non ha mai dovuto averci a che fare. La differenza più evidente è la stabilità di cui Agassi ha goduto con Reyes e Gilbert a bordo campo. Cosa possiamo aspettarci allora da Osaka agli Australian Open e in futuro? Riconoscere di aver perduto qualcosa di prezioso, desiderare di rivolerlo è un passo da giganti nella giusta direzione”.
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Sono una fan di Naomi, dalla sua apparizione nel circuito. Ho seguito le varie fasi della sua carriera, dai brillanti risultati degli inizi alla depressione. Ho fatto il tifo per lei, perchè riuscisse a trovare le motivazioni per un ritorno in grande stile. La scelta di Mouratoglu ( allenatore di quella Serena Williams, sua musa ispiratrice che lei riuscì a battere!!!) è stato il primo importante step sulla strada della rinascita. Sì, ha dovuto ritirarsi in finale, ma dopo aver battuto la sua pecora nera Garcia!!! Se la sua mente ora è pronta per le sfide che l’attendono, il suo corpo non lo è ancora. Ma sono sicura che US Open quest’anno sarà suo!! Glielo auguro