L’anno che decide la carriera di Wout Van Aert

Gli obiettivi del belga

È colpa del gran maestro T.S. Eliot. Ciò che diciamo principio – pensava – spesso è la fine, e finire è cominciare. Così stiamo al momento immaginando davvero che i fuochi d’artificio in cielo fra il 31 dicembre e il 1° gennaio possano segnare un passaggio, uno scarto brusco da qualcosa a qualcos’altro. Non è vero. Tranne che per Wout van Aert [sembra l’inizio di un oroscopo di Rob Brezsny]. 

Sono passati undici giorni dall’inizio dell’anno e le cose sono completamente diverse per lui. Forse solo per lui. Ha iniziato il 2025 non con una ma con due vittorie nel circuito di ciclocross, sempre che si possa dire circuito di ciclocross: prima al Superprestige Gullegem e il giorno dopo a Dendermonde nel fango. Non arrivava primo in qualcosa dal mese di settembre. A meno che dentro casa non abbiano fatto una partita a Scarabeo. Doveva riprendersi dall’incidente che a marzo gli fece saltare Fiandre e Roubaix e dal successivo guaio al ginocchio che ha messo fine alla Vuelta in settembre. Si è preparato per un anno che considera cruciale, dopo due stagioni in cui la sua stella si è un po’ affievolita per una serie di motivi [la definizione è della rivista Rouleur]. Non solo per gli incidenti del 2024. Il suo 2023 non è stato tormentato da cadute o altro, eppure ha faticato per ottenere risultati ragguardevoli. Non ha vinto tappe al Tour per la prima volta in carriera. Ha contato un solo successo nel World Tour. 

C’è ancora la fastidiosa sensazione – scrive Rouleur – che il palmarès di Van Aert non rifletta del tutto il suo straordinario talento. Era considerato alla pari con Mathieu van der Poel, prima che l’olandese vincesse sei classiche monumento e un titolo mondiale. Avendo compiuto 30 anni lo scorso settembre, sarà consapevole che non ci saranno molte altre stagioni da passare all’apice.

Farà le classiche del Nord, il Giro, il Tour. Niente Sanremo. L’ha già vinta e secondo Rouleur se ne è disinnamorato, alla stessa maniera delle Strade Bianche, altra corsa che pare tagliata da un sarto su misura per lui. Punta tutto su Fiandre e Roubaix. Si sta imbarcando in un programma pieno di corse sul pavé, dalla Omloop Het Nieuwsblad alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne, alle successive Harelbeke, Gand-Wevelgem e Dwars door Vlaanderen. Andrà a Tenerife per allenarsi in quota perché che riesca o meno a vincerne una – scrive Rouleur – sarà uno dei fattori principali da pesare quando si valuterà la sua carriera

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