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MARTEDI 8 OTTOBRE 2024 #4 GIORNI AL GIRO DI LOMBARDIA EUROGOL L’altro Johan del calcio totale Viene facile pensarlo come l’altro Johan, come l’ombra del più grande Cruyff. In realtà Neeskens era una figura vistosa e rumorosa, sia nell’Ajax delle tre Coppe dei Campioni sia nell’Olanda due volte in finale ai Mondiali, ‘74 e ‘78, dietro la schiena lui portava il numero 13. Vincent Duluc su L’Èquipe lo ricorda stamattina come “l’altro sole, i capelli lunghi, il cuore che batte, un tiro giusto come una campana a morto, le guance mangiate dalle basette e un’attività instancabile che non riusciva a nascondere una tecnica da sogno – o forse era il contrario”. È morto domenica all’età di 73 anni in Algeria e rimarrà “la figura di una trinità che rivoluzionò il gioco: Rinus Michels aveva ideato il calcio totale, Johan Cruyff era il direttore d’orchestra e il solista a seconda dei tempi e dei suoi umori, ma Johan Neeskens era l’orchestra intera, il primo giocatore completo della storia, era il metronomo e il tamburo di un gioco legato al genio di Cruyff, ma che andava al ritmo suo, il ritmo di un giocatore brillante e instancabile, che difendeva come se da quella difesa ne dipendesse la sua vita e che attaccava cercando la grazia, distribuendo fulmini”. Un giorno disse che aveva avuto un destino meraviglioso, essere stato il secondo miglior giocatore del mondo al suo apice, il secondo miglior Johan della Nazionale, e anche dell’Ajax, e poi anche del Barcellona, dove vinse una Coppa delle Coppe. Sette stagioni condivise con Cruyff fra Amsterdam e la Catalogna. Aveva già 18 anni quando Rinus Michels in persona aveva percorso 20 km per andare a vederlo giocare a Heemstede, non lontano dalla costa. Lo chiamò in Nazionale nel mese di novembre, a 19 anni, in una stagione che Neeskens avrebbe concluso vincendo la Coppa dei Campioni a Wembley, giocando contro il Panathinaikos da terzino destro perché Ruud Krol era infortunato. “La carriera e l’eredità di Neeskens – ha scritto Duluc – vanno considerate anche alla luce del suo rapporto con Johan I, un rapporto fatto di ammirazione e lealtà, un pizzico di amarezza, tanta nostalgia. L’ammirazione per il genio, mai negata, era arrivata fin dai primi incontri”.
Neeskens raccontato da Neeskens
In Francia hanno ripubblicato in queste ore una sua lunga intervista rilasciata da Johan Neeskens a France Football nel 2005, dove spiegava che se l’Ajax anni ’70 è rimasto nella memoria collettiva, si deve al fatto che la squadra ha dato priorità allo spettacolo. L’intervista era stata pubblicata per la prima volta su un numero speciale che celebrava i cinquant’anni della Coppa dei Campioni. ➣ Johan, in quali circostanze sei stato portato a firmare per l’Ajax? Giocavo dall’età di sedici anni all’RC Heemstede, un club di Serie B dei sobborghi di Harlem, a una ventina di chilometri da Amsterdam. L’Ajax stava sviluppando da tempo il proprio settore scouting e io ero già stato selezionato per la Nazionale giovanile. Ricordo un torneo internazionale in cui giocammo la finale in Scozia, all’Hampden Park, contro la Germania dell’Est. Perdemmo con la monetina. Quattro club erano interessati a me. Feyenoord, Ajax, L’Aja e Twente. L’Ajax era il mio club preferito. Giocava meravigliosamente con Cruyff, Keiser, Swart, Vasovic. Mi fece venire voglia. ➣ E chi era il reclutatore inviato quel giorno per convincere il giovane Neeskens? Rinus Michels in persona. Mi aveva già supervisionato diverse volte. Era molto gentile ma io avevo paura di lui. Il modo in cui mi guardava, il modo in cui mi parlava, il modo in cui ha detto cosa si aspettava da me e dagli altri giocatori. ➣ Qual era il tuo atteggiamento quando sei arrivato all’Ajax? Da ragazzino andavo regolarmente a vedere le partite dell’Ajax in campionato e in Coppa dei Campioni. Ricordo molto bene la vittoria per 5-1 sul Liverpool nel 1966. Non avrei potuto immaginare allora che tre anni dopo il signor Michels in persona sarebbe venuto a cercarmi. Ecco perché ero tanto emozionato e intimidito
Che cosa significa questa sentenza sugli sponsor del Manchester CityÈ arrivato il verdetto sulla battaglia legale tra Manchester City e Premier League a proposito delle transazioni tra parti associate (APT), in sostanza sulla possibilità di avere come sponsor dei marchi e delle aziende legate alla proprietà. Al Manchester City è stato ingiustamente impedito di concludere due accordi di sponsorizzazione. La Premier League non poteva farlo. E’ la conclusione a cui è giunto un collegio indipendente dopo il ricorso del club che batte bandiera emiratina, “una decisione storica – secondo Calcio e Finanza – che potrebbe avere enormi ripercussioni”. La giuria ha concluso che le regole sono illegali perché non tenevano conto dei prestiti senza interessi che gli azionisti concedono ai club. La decisione – spiega il Times – suscita grande preoccupazione anche tra i club rivali del Manchester City, perché su tali prestiti fanno ampio affidamento. Probabilmente arriveramo a un cambiamento delle regole. Dei 4 miliardi di sterline di prestiti complessivi che girano in Premier League, 1,5 miliardi provengono dai proprietari e dagli azionisti dei club. Se le dovessero essere applicati tassi di interesse commerciali ai prestiti, molti club si troverebbero fuori dalle regole del Fair Play Finanziario inglese. Le regole APT sono state introdotte quando il Newcastle è stato comprato dal Public Investment Fund (PIF) dell’Arabia Saudita. Sono state immaginate come una forma di tutela della competitività, così da impedire ai club di gonfiare gli accordi commerciali con le aziende dello stesso gruppo. È buffo, sottolineano in Inghilterra, che sia la Premier sia il Manchester City si ritengano soddisfatti e vincitori della battaglia. La Premier dice di esserlo perché “la frase più accattivante nel ricorso del City – spiega il Telegraph – riguardava la cosiddetta “tirannia della maggioranza” , in base alla quale la maggioranza appunto di due terzi può imporre regole. Il City affermava di essere vittime di discriminazione. Il tribunale non ha invece “ritenuto che le regole APT fossero mirate specificamente ai club di proprietà di aziende nella regione del Golfo, ma erano destinate ad applicarsi a qualsiasi club che potesse utilizzarne””. Le conseguenze di questa sentenza sull’altro procedimento che contrappone Manchester City a Premier League erano già state immaginate qualche settimana fa dalla stampa inglese, e Slalom aveva riassunto tutto qui
Che altro succede nel calcio inglese ▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔ ▥ L’ASCESA DI COLE PALMER: PREVEDIBILE O NO? Cole Palmer era destinato a essere così bravo? Il Manchester City si pentirà di averlo lasciato andare al Chelsea? Sono le domande che si pongono in Inghilterra quando vedono i progressi del ragazzo in Blue [quattro gol segnati al Brighton una decina di giorni fa]. Ne ha scritto The Athletic: “L’ascesa di Palmer è stata così rapida da quando ha lasciato il City per il Chelsea, con un accordo del valore di 42,5 milioni di sterline, che molti si chiedono se qualcuno nel mondo del calcio si aspettasse che fosse così bravo. La risposta non è del tutto semplice, perché deve tenere conto di come la crescita fisica nell’adolescenza possa alterare le traiettorie anche dei ragazzi più talentuosi, nell’ambiente spietato del calcio d’élite delle accademie. Il City aveva colto in Palmer qualità evidenti quando lo presero nelle loro giovanili all’età di nove anni. Ma sarebbe esagerato affermare che fosse nettamente superiore ai tanti altri brillanti talenti dell’accademia in quel periodo. La maggior parte di loro è cresciuta molto prima e più velocemente, il che significa che Palmer ha dovuto sopportare un mucchio di giornate frustranti mentre aspettava che il suo corpo si adeguasse al suo talento. Il City era convinto del suo potenziale quando il Southampton chiese di ingaggiarlo nell’estate del 2022: quell’interesse fu respinto. Il Southampton giudicava Palmer il perfetto numero 10 nel sistema 4-2-2-2 dell’allenatore Ralph Hasenhuttl, ma si sentirono rispondere che che Palmer e Foden erano incedibili. La storia è stata diversa quando il Chelsea si è presentato un anno dopo, pronto a fare un investimento significativo su Palmer e a offrire un percorso più chiaro verso una maglia da titolare, così desiderata da Palmer dopo aver tanto lottato per averne una in prima squadra al City.
▥ OGGI TEN HAG SI PUÒ ALZARE LA CARTELLA The Athletic: “L’incontro del Manchester United in cui si discuterà del ruolo di Erik ten Hag come allenatore” – Saranno presenti i comproprietari Sir Jim Ratcliffe e Joel Glazer, e si prevede un esame del mandato di Ten Hag. Saranno presenti anche i leader dello United per esaminare i problemi che hanno colpito la squadra, 14esima in classifica con il più basso numero di punti nella storia del club in Premier League dopo sette partite. Lo United ha sempre sostenuto Ten Hag nonostante le difficoltà, ma la rovinosa sconfitta per 3-0 contro il Tottenham e i pareggi con Porto e Aston Villa lo hanno rimesso in discussione [QUI]
▥ IL LAVORO ECCELLENTE DI SLOT A LIVERPOOL SENZA AVER FATTO MERCATO The Athletic: “Il Liverpool ha abbastanza soldi per sfidare il City?” – Nell’estate del 2016, quando Pep Guardiola arrivò al Manchester City, la società spese circa 135 milioni di sterline in nuovi giocatori, tra cui Nolito, Ilkay Gundogan e il portiere Claudio Bravo. Nella stessa estate il Liverpool ne sborsò poco meno di 70, ingaggiando tra gli altri Sadio Mané e Gini Wijnaldum. Nello stesso anno il Chelsea ha aiutato Antonio Conte ad ambientarsi spendendo 120 milioni di sterline, di cui 32 per N’Golo Kanté. Potremmo continuare a tornare indietro negli anni, ma questi sono gli ultimi tre allenatori ad aver vinto la Premier League, e questo dimostra chiaramente come gli allenatori che accettano incarichi importanti, trovano di solito club disposti a spendere un sacco di soldi. Non è stato così quest’estate al Liverpool. Il compito di Arne Slot di succedere al loro manager più influente dai tempi di Bill Shankly sarebbe stato in ogni caso arduo, ma dopo aver speso a malapena qualche spicciolo, senza prendere nemmeno un giocatore chiave, sembrava ancora più arduo. L’unico acquisto è stato Federico Chiesa, più un’occasione che un grande piano. Ma le sette partite di Slot difficilmente sarebbero potute andar meglio. L’unica avvertenza è che il suo calendario è stato favorevole, l’avversario più quotato finora è stato il Forest, decimo in classifica.
▥ LA VERITÀ SUL TOTTENHAM, PER FAVORE The Athletic: “Qualcuno può dirci la verità sul Tottenham?” – Nick Miller ha scritto: “È facile pensare che tutti siano assolutamente certi di tutto al giorno d’oggi. Le opinioni stridono, le prese di posizione sono roventi, la paura di non avere una posizione chiara su qualcosa può spesso essere interpretata come una debolezza. Ma se qualcuno riesce ad avere un’opinione definitiva, chiara e certa sul Tottenham, allora tanto di cappello, avete la mia ammirazione. Perché sembra una squadra di calcio profondamente, profondamente confusa. La partita contro il Brighton è stata la prova. Nel primo tempo fluidi, clinici, sicuri, pieni di determinazione. Nel secondo, tutto si è capovolto. Quindi qual è il vero Tottenham? La squadra alfa dei primi 45 minuti o la squadra cucciola del secondo tempo? Forse è entrambe le cose. Due cose possono essere vere contemporaneamente”
Il calcio altrove ▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔ Il Real Madrid fa un po’ come gli pare. È il senso della tradizionale vignetta nell’ultima pagina de L’Équipe di stamattina, dove si vede Carlo Ancelotti che stringe la testa di Vinicius sotto il braccio, gliela tira come a un pollo e poi dice che il brasiliano ha problemi alla cervicale. Insomma. Ogni scusa è buona per non mandare i calciatori in Nazionale. È successo in questi stessi giorni pure con Kylian Mbappé, invitato a riposare durante la sosta per recuperare meglio dall’ultimo infortunio al bicipite femorale, eppure mandato in campo sia nella partita che ha preceduto le convocazioni di Didier Deschamps sia in quella immediatamente successiva, a dispetto dei medici che avevano fissato in tre settimane il periodo di stop. “Disponibile per il suo club, indisponibile per la sua Nazionale. C’è una sensazione di disagio” scrive L’Équipe, spiegando stamattina che Mbappé godrà dei tre giorni liberi fissati da Ancelotti, “prima di svolgere un lavoro fisico piuttosto intenso, a partire da lunedì” insieme con una lunga lista di compagni di squadra esonerati dalla convocazione in Nazionale: dallo stesso Vinicius ad Andreï Lounine, a Éder Militao. “Non è nemmeno detto che partecipi ad allenamenti collettivi. O lo farà in modo molto leggero”. “Questa assenza di Mbappé solleva molte domande sul suo ruolo nel gruppo, sul suo rapporto con la fascia da capitano della Nazionale, sui suoi legami con Deschamps e sul rapporto tra il Real e la federazione francese, ma nessuno può ancora avere tutte le risposte”. Meglio far parlare le vignette – che possono prendersi maggiori libertà. In un’altra analisi, il giornale francese sottolinea come in generale i rapporti tra lo staff del club e quello della nazionale siano diventati tesi. “Le questioni di calendario e finanziarie non hanno fatto altro che rafforzare il fenomeno di erosione dell’influenza del calcio internazionale”.
AMERICHE Come prendere CR7 al Barcellona dopo Messi Colpo di scenaaaaa, avrebbe detto Mike. Shams Charania lascia The Athletic e passa a ESPN. Va a prendere il posto del suo rivale Adrian Wojnarowski, ritirato dal giornalismo sportivo poche settimane fa per seguire il programma di pallacanestro della sua ex università [su Slalom la sua storia era qui]. I due avevano avuto tempo e modo di lavorare insieme in passato a Yahoo Sports. Anche NBC Sports e Amazon Prime Video erano interessati a Charania, altro portentoso insider della NBA. Charania ha 2,4 milioni di follower su X, Wojnarowski ne ha 6,5 milioni. ESPN aveva valutato se chiedere ad Adam Schefter di seguire anche la NBA oltre la NFL, oppure di dirottarlo definitivamente dal football alla pallacanestro. Alla fine la decisione è stata quella di puntare su Shams Charania, probabilmente per questo motivo nelle ultime settimane ESPN aveva provveduto a tagliare altri contratti giornalistici. Originario di Chicago, Charania si è laureato alla Loyola University. Nel riferire la notizia, The Athletic sottolinea che Wojnarowski guadagnava circa 7 milioni di dollari a stagione e che ne ha lasciati 20 sul tavolo quando si è ritirato dal giornalismo. Non devono aver avuto grossi margini per un rilancio. LEGGI ANCHE
C’è un campione che lascia la NBA. Ma è un giornalista
VITE OLIMPICHE Le morti misteriose degli atleti in Kenya Tre atleti del Kenya sono morti in circostanze diverse e brutali negli ultimi giorni nella Rift Valley. Il più famoso è Kipyegon Bett, medaglia di bronzo mondiale degli 800 metri nel 2017, aveva 26 anni, un’insufficienza renale ed epatica. La sua carriera si era conclusa per la positività al’EPO in un test antidoping del 2018. Era stato campione del mondo under-20. È morto all’ospedale di Tenwek, nella contea di Bomet, Kenya occidentale. Sua sorella Purity Kirui, campionessa ai Giochi del Commonwealth 2014 nei 3.000 siepi, ha detto a Nation che non si sentiva bene da un mese ed era stato precedentemente curato in un ospedale a Kericho. «Sabato le sue condizioni sono peggiorate ed è stato trasferito a Tenwek per ulteriori esami». Bett aveva iniziato a vomitare sangue. I quattro anni di squalifica lo avevano indotto alla depressione e alla dipendenza dall’alcol.
RUOTE Le valli varesine per preparare il Lombardia Un tempo si chiamava Trittico Lombardo, arrivava a metà agosto e al cittì della Nazionale di ciclismo dava le ultime indicazioni per le convocazioni in vista del Mondiale su strada. Era tutto un batticuore per sapere che Alfredo Martini avrebbe chiamato Chinetti o Masciarelli, chissà se ci sono più compagni di squadra di Saronni o di Moser. Ora che il Trittico viene in calendario dopo la corsa per la maglia arcobaleno, la Tre Valli Varesine di oggi è l’ultima corsa prima della gran chiusura della stagione, sabato al Lombardia. Dopo qualche esitazione sul miglior approccio da tenere, Tadej Pogačar ha deciso di partire e di affrontare il meteo molto, molto piovoso, così piovoso che gli organizzatori potrebbero decidere di modificare il percorso proprio mentre state scrollando. Tadej ha vinto già nel 2022, avrà per avversari Remco Evenepoel e Primoz Roglic, che hanno preferito abbandonare sabato il Giro dell’Emilia per risparmiarsi |
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TENNIS 5.00 WTA Wuhan: primo turno – su Supertennis e Sky Sport 6.30 ATP Shanghai: sedicesimi di finale – su Sky Sport
RUOTE 9.00 Tre Valli Varesine femminile – su Rai Sport ed Eurosport 2
La vittoria di Kerbaol su Bicisport | 12.15 Tre Valli Varesine – su Rai Sport e Rai 2, Eurosport 2
14.00 Simac Ladies Tour: prologo – su Eurosport 2
ACQUE 11.00 America’s Cup femminile: fase a gironi – su Sky Sport e in streaming su YouTube qui EUROGOL 18.45 Champions League femminile: Roma vs Wolfsburg – su DAZN PALAZZETTI E DINTORNI 20.00 Eurocup: Reyer Venezia vs JL Bourg – su Sky Sport e DAZN 20.30 Europe Cup: Sporting CP vs Dinamo Sassari – sul canale Youtube della FIBA |
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