Lo Slalom del 20 ottobre | Cosa leggere, sapere e vedere

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  • TENNIS L’ultima partita dell’età dell’oro: il 61esimo Djokovic vs Nadal che non esisterà mai ufficialmente – E adesso loro: Sinner vs Alcaraz
  • RUOTE. Certe vite che girano in bicicletta su pista: la gloria di Lavreysen e la commozione per Chris Hoy – Marquez the Penguin, lo spin-off del Mondiale
  • EUROGOL. Ode a Enzo Maresca che ha cambiato il Chelsea – L’Arsenal è ancora immaturo – Kylian Mbappé segna e gioca come se nulla fosse – Il turnover felice di Luis Enrique
  • L’ULTIMO SCROLL. Le giostre della domenica. LA RUOTA PANORAMICA : Cassandre Beaugrand campionessa del mondo di triathlon in prima pagina su L’Equipe. TOZZA-TOZZA: Félix Lebrun e la racchetta spaccata – IL CALCINCULO: Le nuove regole del rugby non piacciono neppure agli inglesi
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domenica 20 ottobre 2024

#2 giorni alla Champions League

Comme si’ bello

A cavallo a stu cammello

[Renato Carosone, Caravan Petrol]

IN CIMA AI PENSIERI

L’ultima partita dell’età dell’oro nel tennis

  Così è finita l’età dell’oro toccata in sorte e in dono al tennis, arrivata quasi a sorpresa, quando Roger Federer aveva finalmente sbloccato il livello Slam e intorno a lui, negli immediati paraggi, il panorama pareva sgombro di rivali veri. Fra l’estate del 2003 e l’estate del 2006, aveva giocato e vinto sette finali di Slam contro sei avversari differenti: Mark Philippoussis, Marat Safin, Lleyton Hewitt, Andre Agassi, Marcos Baghdatis, due volte Andy Roddick. Nel luglio del 2006 avrebbe vinto l’ottavo a Wimbledon contro un settimo antagonista nuovo, Rafa Nadal, ma quel ragazzino vestito con uno smanicato e un pinocchietto lo aveva battuto il mese prima nel match per il titolo al Roland-Garros. A settembre dello stesso anno sarebbe arrivata la prima finale Slam della sua storia contro Novak Djokovic, pure quella portata a casa. E poi è successo. 

I tre sono diventati dello stesso livello, una volta stava meglio uno, una volta stava meglio l’altro. Ancora fino all’estate del 2014 Roger ha perso finali di Slam solo contro Nadal, con l’eccezione di un Del Potro newyorchese nel 2009. È stata l’ascesa di Djokovic a trasformare un duello [Roger vs Rafa] in una età dell’oro: Novak 24 titoli, Nadal 22, Federer 20. Se non fossero mai nati gli altri due, Federer avrebbe vinto 10 Slam in più, Nadal 7, Djokovic 6. Se Roger e Rafa ne hanno lasciata solo una a testa a rivali fuori dal circolo [Del Potro-Federer a US Open 2009, Wawrinka-Nadal a Melbourne 2014], Novak è quello che più spesso si è lasciato battere da chi non era fra i Tre Re Maghi: due volte Murray [NY 2012, Wimbledon 2013], due volte Wawrinka [Parigi 2015, NY 2016], una da Medvedev [NY 2021], due da Alcaraz [Wimbledon 2023 e 2024]. 

Così è finita l’età dell’oro, con un ultimo Djokovic vs Nadal sul campo di un Paese senza tradizione, quell’Arabia Saudita che ha avuto il suo miglior giocatore della storia in Fahad Al Saad, numero 1.303 al mondo nell’ottobre di vent’anni fa. È finita con un contrappasso, l’interruttore di tanta luce brillata così a lungo è stato spento per sempre in un match fantasma,  un’esibizione, un match che per le statistiche non esiste e non esisterà mai, una partita contro natura, la finale per il terzo posto in uno sport che non ne ha previste mai. Il 61esimo capitolo della partita più vista nella storia di questo sport aveva tutto per non dover essere visto mai. È stata una bonus track, ce la siamo giocata male.

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E adesso loro

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È questo il modo in cui finisce un mondo. Non già con uno schianto ma con un fruscio di denaro. Forse questo volevano i sauditi che possono prendersi tutto quello che desiderano, forse questo volevano, una finale per il terzo posto che fosse Amarcord e una finale per il primo posto che fosse Una Finestra sul Cortile. Il tennis che è stato e il tennis che è già. Anche codesto Sinner vs Alcaraz non apparirà nei conteggi ufficiali, sarà un asterisco che aggiungeremo ogni volta ai conteggi, soprattutto perché l’asterisco è di colore azzurro. Alcaraz era scappato verso una quarta vittoria consecutiva nel 2024 contro il numero uno. Dopo aver gettato via un vantaggio di 4-1 nel set di apertura per perderlo al tie-break, Sinner ha anche visto lo spagnolo pareggiare il secondo set sul 3-3 da 3-1. Poi ha tolto il servizio a Carlitos altre due volte e nel terzo set non ha mai dovuto fronteggiare una palla-break, lungo la strada di una vittoria in rimonta. Discorso di Sinner: «Mi sveglio la mattina cercando di capire come batterlo. Questo tipo di rivalità spinge i giocatori oltre i limiti. Ma il motivo per cui siamo venuti qui – ha detto – era per mostrarvi cosa è il tennis. A volte può essere lungo, come oggi. Spero che vi siate divertiti». Alcaraz ha commesso un doppio fallo sulla palla-break nell’ottavo gioco del terzo set, spianando la strada a Sinner, definito da Vincenzo Martucci sul Messaggero “l’indiscusso numero 1 del tennis”. 

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RUOTE

Certe vite che girano in bicicletta su pista
La gloria di Lavreysen e la commozione per Hoy

 

La famiglia del ciclismo su pista celebra Harrie Lavreysen e si commuove per Chris Hoy, L’olandese è diventato l’uomo di maggior successo di tutti i tempi ai Mondiali su pista. All’età di 27 anni è pure abbastanza lontano dagli sgoccioli del suo regno. Due mesi dopo le tre medaglie d’oro olimpiche, in Danimarca ha raggiunto il traguardo della 15esima medaglia d’oro in un velodromo, una in più del francese Arnaud Tournant [14 titoli tra il 1997 e il 2008]. La superfetazione dei programmi non esisteva al tempo dei sensazionali Daniel Morelon e Koichi Nakano, meravigliose biglie di vetro sulle curve paraboliche delle piste costruite con cartone e mollette, ma forse l’inganno è questo. Di Lavreysen, Tournat dice che è tatticamente intoccabile, padroneggia ogni schema di corsa e incarna il nuovo volto dello sprint con i suoi sforzi molto lunghi e molto intensi. «Ma quello che mi infastidisce – ha detto il francese a L’Équipe – è che per lui il ciclismo è un gioco. Sembra che si diverta. In pista vediamo volti segnati, tesi, lui quasi sorride. Anche quando si allena è felice»

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LA MOTOGP

Marquez the Penguin, lo spin-off del Mondiale

 

Sulla pista di Philipp Island, a qualche km di distanza dal posto dove di sera deportano i turisti di tutto il mondo a vedere la parata dei pinguini che escono dall’acqua e si rifugiano in massa a dormire tra i cespugli, Marc Márquez è uscito dal mucchio col suo ghigno da Penguin, stavolta non da Joker, come in un perfetto spin-off del duello tra Bagnaia e Jorge Martín. Così già viene voglia di far cominciare il Mondiale del 2025. Bagnaia si è piazzato terzo e ha lasciato altri 4 punti al capoclassifica, scivolando adesso a 20 punti di distanza, quando mancano tre GP alla conclusione.

Eppure a Márquez è toccata quella che Paolo Lorenzi chiama su Sky Sport la partenza più sfortunata del secolo, la pellicola di protezione della visiera, buttata via per liberarsi di un grosso insetto spiaccicato sopra, è finita sotto la ruota posteriore della moto che ha pattinato al via

Da allora in avanti è stato tutto un sorpasso e controsorpassi, per quella che il quotidiano catalano Sport arriva a definire la strepitosa rimonta del miglior Marquez della storia. Considerato che si parla di un tipo da 8 Mondiali e 88 GP vinti, 149 podi, 94 pole position, 78 giri veloci, 4.017 punti, 16 anni trascorsi a piegarsi nelle curve, l’editoriale più consono è: Gulp. Fine dell’editoriale. 

Sorpassi e controsorpassi sono esattamente quel che abbiamo raramente visto nel 2024 fra i primi due del Mondiale. Il testa a testa fra Martín e Bagnaia è solo virtuale. La loro lotta in classifica si basa principalmente sugli errori. Si combattono soprattutto a distanza, i corpo a corpo sono rari: a memoria. La stagione è stata segnata da fantastici duelli. Bagnaia spalla a spalla con Marquez a Jerez. Martin con Bastianini a Misano, Martin, Marquez e Bagnaia nel triello di Le Mans. Ma la lotta frontale tra i due pretendenti al titolo non è mai esistita. Alla sintesi della stagione aggiungiamo l’alba di Phillip Island. 

È una curiosità che ne riflette un’altra: Bagnaia ha vinto otto Gran Premi nel 2024, quasi il triplo di Martin [3]. Anche nelle gare sprint è davanti [6 contro 5]. Eppure non è in testa al campionato. L’errore è negli errori, diceva ieri mattina L’Équipe. Bagnaia ne commette di tanto in tanto, un po’ più spesso dello spagnolo, tre volte nelle sprint, tre nella corsa lunga. Martin è stato più incline a sbagliare strategia e i fallimenti si sono compensati a vicenda.

  EUROGOL

Ode a Enzo Maresca che ha cambiato il Chelsea

    La partita del giorno in Inghilterra. Liverpool: sei vittorie, una sconfitta, due gol subiti, 18 punti. Chelsea: quattro vittorie, due pareggi, una sconfitta, tre gol in più segnati, sei gol in più subiti, 14 punti, sesto posto. Due buoni inizi a confronto, ma è per Enzo Maresca allenatore del Chelsea che l’ex red Jamie Callagher spende le sue lodi da opinionista del Telegraph. 

Nelle ultime 22 partite di Premier League, il Chelsea ha perso solo due volte, contro Arsenal e Manchester City. Carragher riconosce che Maresca ha iniziato il suo lavoro in modo impressionante, con una riduzione enorme delle spese. “Uno degli aspetti più impressionanti dei primi tre mesi dell’italiano – si legge – è che il Chelsea assomiglia di nuovo a una squadra. Uno dei primi compiti di un manager è garantire che la cultura dello spogliatoio sia quella giusta. Troppi giocatori infelici e troppi contratti importanti possono contaminare l’ambiente. Forse il fatto che il club sia in Conference League è una benedizione, significa che Maresca può tenere tutti coinvolti”. 

Bisogna pensare al Chelsea sganciandosi da quel che c’è dentro il suo nome. “Non è passato molto tempo – scrive Carragher – da quando “periodo di transizione” allo Stamford Bridge significava accontentarsi della vittoria di una Europa League o di una Coppa d’Inghilterra. La vendita di Roman Abramovich a Todd Boehly e Behdad Eghbali ha messo fine a tutto questo. Quando Tuchel se n’è andato, il Chelsea è tornato indietro di un paio d’anni. L’attuale traiettoria ascendente è iniziata con Pochettino, il suo addio la scorsa estate minacciava di bloccare di nuovo il processo di crescita. Ecco perché Maresca merita credito, soprattutto per aver ottenuto il meglio da Cole Palmer, un calciatore che cambia le regole del gioco”. 

L’hype di inizio Premier, direbbero i Pinguini Tattici Nucleari [Oggi è il giorno dei pinguini su Slalom]. Pochettino aveva iniziato a sbloccare il suo immenso talento. I direttori sportivi del Chelsea Laurence Stewart e Paul Winstanley hanno fatto una mossa intelligente, sottolinea Carragher, quando hanno chiamato in panchina un allenatore che lo conosceva per averci lavorato insieme ai tempi del Manchester City. 

“Pensavo che fosse troppo presto per vedere il Chelsea finire tra le prime quattro – dice Carragher – perché lo spirito di squadra e il legame con i tifosi non c’erano. Palmer è il motivo principale per cui la mia opinione è cambiata.  Se Palmer fosse del Liverpool, Arne Slot avrebbe più probabilità di chiudere la sua stagione d’esordio vincendo il titolo. Qualunque squadra vinca oggi, il suo buon inizio verrà ridefinito come eccellente”.

Ma il Chelsea non ha né Wesley Fofana né Marc Cucurella, entrambi alla quinta ammonizione nel pareggio con il Nottingham Forest prima della sosta. Il duello di Mohamed Salah con Renato Veiga, potenziale sostituto di Cucurella come terzino sinistro, potrebbe essere decisivo. Alisson è fuori gioco fino alla sosta per le partite internazionali di novembre: si tratta del secondo infortunio al tendine del ginocchio in questa stagione. Tuttavia Caoimhín Kelleher si è già dimostrato un buon sostituto e secondo Andy Hunter sul Guardian “possiede il temperamento per mettersi subito alle spalle l’errore di domenica in Nazionale contro la Grecia”.

L’Arsenal ancora immaturo

  Tutto d’un tratto il coro, diceva quel carosello di Carlo Dapporto. Tutto d’un tratto i guai, dentro la casa felice dell’Arsenal di Arteta. L’imbattibilità è finita sul campo del Bournemouth perché la Premier League è una competizione spietata e ci sono solo poche occasioni in cui puoi sopravvivere giocando con un uomo in menodice Sam Dean sul Telegraph. In questa stagione era già riuscito a cavarsela in 10 contro 11 per lunghi periodi contro il Brighton e il Manchester City, non contro un Bournemouth impressionante e pericoloso.

Arteta è rimasto per più di un’ora senza William Saliba e il problema disciplinare sta diventando sempre più dannoso, anche se questo cartellino rosso è stato diverso dagli altri presi da Declan Rice e Leandro Trossard all’inizio della stagione. Resta il fatto che l’Arsenal ne ha ricevuti in tre delle sue otto partite di campionato. Chiaramente, non è così che si vince il titolo

Saliba non era mai stato espulso in 157 presenze di campionato tra Francia e Inghilterra, per giunta non sarà disponibile la prossima settimana contro il Liverpool, quando l’Arsenal sarà anche privo di Martin Odegaard infortunato, mentre ci sono dubbi sulla forma di Bukayo Saka, ieri escluso. Improvvisamente, per l’Arsenal sono tempi difficili

Anche Jonathan Wilson, storico del calcio, stamattina è preso dai dubbi e dalle domande che ci assillano la mente, anche lui si sta chiedendo se tutta questa negligenza è compatibile con la capacità di essere un serio contendente al titolo.  Sul Guardian dice che i tifosi possono anche lamentarsi e vedere delle cospirazioni ma il cartellino rosso di Saliba è il sogno di una straordinaria tendenza all’autodistruzione, in mezzo a passaggi scadenti, mancanza di disciplina, mentalità confusa, tutti quei difetti che ancora così spesso affliggono l’Arsenal nei momenti chiave. Forse gli standard attesi sono irrealistici, ne conclude, sottolineando che questa è la squadra da 89 punti nella scorsa stagione, un numero enorme in valore oggettivo, non nel calcio contemporaneo, quando 90 punti sono il minimo richiesto per vincere il titolo

Una frase che riecheggia una vecchia cosa che tanto girava tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, quando si attribuiva a Dan Peterson l’affermazione per cui Oscar Schmidt segnasse 40 punti quando ne servivano 41. Un’altra versione diceva che Nando Gentile era uno specialista nel passare la palla quando avrebbe dovuto tirare e uno specialista nel tirare quando avrebbe dovuto passarlo. Ma forse era solo vittimismo casertano negli anni della rivalità con Milano per lo scudetto del basket. 

Comunque. Wilson sostiene che l’Arsenal ha ceduto, ancora una volta, alla sua strana abitudine di complicarsi la vita. Rimonte spettacolari, vittorie tardive e snervanti vanno benissimo, ma le squadre che vincono il titolo devono vincere partite di routine, in serie, partite in cui senza spendere troppa energia nervosa accumulano punti quasi inosservati. Da quando ha battuto i Wolves nel weekend di apertura della stagione, l’Arsenal non ne ha avuta più nemmeno una

A Wilson insomma l’Arsenal sembra una squadra apparentemente incapace di gestire le avversità

 

  SPAGNA

Non datevi pena per lui. Sappiate che Kylian Mbappé sta bene. Didier Deschamps non ha potuto convocarlo in Nazionale, sebbene lui avesse giocato la partita precedente la chiamata e pure quella successiva, un paio di giorni dopo. Il real voleva che riposasse, lui se n’è andato a una festa a Stoccolma, al ritorno in campo ha segnato un bellissimo gol al Celta. Per giunta nel mezzo della tempesta mediatica, con un’accusa di stupro che lo riguarda. 

Régis Testelin su L’Équipe scrive che ci si chiedeva come lo avremmo ritrovato, colpito, turbato,  diverso. Invece non ha mostrato alcun disagio. Come se l’affare Stoccolma gli stesse scivolando addosso. Come se l’accumulo delle sue preoccupazioni extra-sportive – tra cui l’inchiesta prima, il processo poi se sarà necessario distinguere il vero dal falso – e le accuse per un comportamento dilettantesco che gli vengono mosse non potessero avere alcuna influenza sulla la sua determinazione a farsi strada nel suo nuovo club. È insensibile ai tormenti, il capitano dei Blues? Certamente no. Ma il modo migliore per cercare di convincere il mondo esterno che tutto è diceria e macchinazione, era rimanere indifferente a tutta questa agitazione. Oppure finge benissimo

 

  FRANCIA

Avevamo lasciato il PSG sottosopra prima della sosta per le Nazionali, in un mare di dubbi dopo la sconfitta europa contro l’Arsenal [0-2] e il pareggio con il Nizza [1-1], con un Luis Enrique in stato di tensione. La partita con lo Strasburgo, scrive L’Équipe stamattina, poteva avere le sembianze di una trappola, ficcata tra i ritorni dalle Nazionali e la prossima grande settimana che attende i campioni di Francia, con l’impegno in Champions e lo scontro diretto con il Marsiglia. La formazione scelta da Luis Enrique tradisce il suo senso delle priorità ha scritto il giornale francese. La metà dei titolari erano in panchina [Marquinhos, Hakimi, Nuno Mendes, Ousmane Dembélé], il pareggio concesso venerdì dal Monaco al Lille [0-0] gli ha dato la forza per decidere più a cuore leggero. 

Ha spiccato Barcola. Che dolcezza vederlo giocare quando è così etereo. La sua velocità e i suoi colpi hanno fatto molto male alla difesa dello Strasburgo. Sulla fascia sinistra, ha assunto il ruolo di agitatore capo dice la pagella. Voto: 8. Skriniar, finalmente in campo, ha preso un 6. Come Donnarumma.  

 

 L’ULTIMO SCROLL

 

LA RUOTA PANORAMICA  Cassandre Beaugrand

L’Equipe è quel posto dove mettono in prima pagina Cassandre Beaugrand che vince i Mondiali di triathlon. Non è che la mettono in prima pagina in un tondino o in un riquadrino. La mettono in prima pagina a tutta pagina, con la fotona e il titolone, stringendo il PSG, il Real Madrid di Mbappé e la religione del rugby in tre francobolli. Venerdì c’era il nuoto con Marchand, domenica scorsa il ciclismo con Pogacar. Succede regolarmente con il rugby, con la pallamano, con il judo. Cassandre Beaugrand. Il triathlon. Di domenica. 

Cassandre Beaugrand è la donna dell’oro olimpico nella Senna, ma mai una francese era stata campionessa del mondo prima di lei. Non si è ammalata, ecco, dopo il bagno nel fiume. 

TOZZA-TOZZA Félix Lebrun

Oh, L’Équipe stamattina dedica anche due pagine agli Europei di tennis tavolo. Due pagine. Il tennis tavolo sta vivendo un boom fuori scala in Francia dopo le Olimpiadi, con la nuova popolarità di Félix Lebrun, il ragazzino che se la gioca coi cinesi. È arrivato al torneo di Linz da favorito, ma ieri è stato eliminato ai quarti di finale e ha pure spaccato una racchetta per la frustrazione. 

Si aspettava una maratona, si è visto regalare un giro sulle montagne russe. Tre vittorie, una al mattino, due al pomeriggio, poi l’incubo della sconfitta in serata, nei quarti di finale del singolare. Seguito da un cartellino rosso brandito davanti al suo volto, già arrossato dalle lacrime, dal braccio di un arbitro, venuto a dirgli che il dispetto non lo autorizzava a gettare la racchetta a terra. Anche se non ha colpito né ferito nessuno, si è subito scusato

Per una trentina di minuti ha temuto la squalifica che gli avrebbe impedito di giocare oggi la finale di doppio con suo fratello Alex. «Ho fatto una cosa di cui mi pento e che non farò mai più». Un po’ come Foster Wallace con la settimana in crociera ai Caraibi. 

 

IL CALCINCULO  Le nuove regole del rugby

Ora. sarà perché ci son rimasti male per l’America’s Cup, sarà perché le regole degli sport vogliono scriverle sempre loro, pure gli inglesi dopo i francesi si stanno sollevando contro le nuove proposte che i neozelandesi avanzano per cambiare il rugby. 

Charles Richardson lo dice sul Telegraph con quella maniera garbata che spesso si rintraccia sui fogli oltre la Manica: Nessuno sano di mente può sostenere che il tempismo delle nuove regole sul rugby sia giusto.  Due giorni fa è arrivato l’annuncio che le Autumn Nations Series sperimenteranno a novembreil Rugby-Sportify con il cartellino rosso da 20 minuti, il conto alla rovescia da 30 secondi per le mischie e le touche. Il Telegraph scrive che i neozelandesi hanno già testato le nuove norme e gli inglesi no. La domanda è: ci poteva essere un momento migliore per cominciare? Il prossimo aprile, presumibilmente, ma sarebbe stata un’attesa troppo lunga per alcune federazioni messe sotto pressione da parte degli stakeholder che vogliono garantirsi uno spettacolo più attraente e coinvolgente possibile in questo momento. Inoltre, in aprile non avrebbero potuto essere introdotte nei tornei per club dell’emisfero nord, perché Francia e Irlanda ne hanno pubblicamente contestato alcuni elementi. Tutto questo prima ancora di discutere se queste introduzioni siano anche necessarie. Un cronometro per accelerare i calci piazzati è senza dubbio un passo positivo per lo sport, ma si fa fatica a vedere un beneficio dalle altre due novità. Il tempo ci dirà se accelerare l’impostazione delle mischie e delle touche funzionerà. C’è il sospetto invece che tutto ciò potrebbe accelerare gli infortuni alla spina dorsale. Speriamo di no. Inoltre, come vi dirà qualsiasi statistico del rugby, i cartellini rossi hanno avuto molto meno impatto sul risultato delle partite di rugby di quanto molte persone, tifosi e dirigenti inclusi, vi faranno credere. Solo che la Nuova Zelanda ha perso una finale mondiale per un cartellino rosso e si sta impuntando. 

REWIND

LE IMMAGINI DI IERI


      IL TELECOSLALOM..

LO SPORT OGGI IN TV

LA GUIDA ALLA GIORNATA

VITE OLIMPICHE

8,15  Atletica leggera, Roma Ostia Half Marathon –  su Sky Sport

Dal sito della FidalDoppietta del Kenya sul traguardo di fronte al Colosseo con il successo tra gli uomini di Emmanuel Wafula in 59:58. Aveva già trionfato quest’anno sulla stessa distanza alla RomaOstia di inizio marzo in 1h01:10 e stavolta dopo essere andato in fuga al tredicesimo chilometro scende sotto il muro dell’ora, soglia dell’eccellenza internazionale. Notevole anche il crono della vincitrice Nancy Sang che domina in 1h06:52 staccando l’etiope Fantu Worku (1h07:30) e l’altra keniana Evaline Chirchir (1h07:47). Finisce settima Sofiia Yaremchuk (Esercito) con 1h13:28 in un test di rientro agonistico per la primatista italiana che ha ripreso da poco la preparazione dopo l’esperienza olimpica

8.45 Atletica leggera, Maratona di Amsterdam – su Eurosport

10.30 Tennistavolo, Europei – su Ettu tv

11.00 Golf, Andalucia Masters: 4° giro – su Sky Sport 

12.30  Coppa del mondo di nuoto in vasca corta da Shanghai – su Eurovision Sports

DALLE 12:30 | 100m stile libero donne, finale | 800m stile libero donne, finale | 200m dorso donne, finale | 50m rana donne, finale | 100m farfalla donne, finale | 200m misti donne, finale | 200m stile libero uomini, finale | 100m dorso uomini, finale | 200m rana uomini, finale | 50m farfalla uomini, finale | 400m misti uomini, finale

IL RIASSUNTO DELLA GIORNATA SU SWIM SWAM

TUTTI I TEMPI DI OGGI SU OMEGA TIMING

18.05 Pattinaggio artistico, Skate America: libero maschile – su Discovery+

20.20 Pattinaggio artistico, Skate America: free dance sul ghiaccio – Discovery+

RUOTE

11.00 Superbike, GP Spagna: Superpole Race – su Sky Sport

13.30 Ciclismo su pista, Mondiali: 5a giornata – su Eurosport 2, Rai Sport

CARNET   IL PROGRAMMA DI OGGI

11:00 Velocità uomini, semifinali | 11:08 Keirin Donne, Primo turno | 11:53 Keirin Donne, Primo turno | 13:30 Velocità Uomini, Finali | 13:32 Keirin Donne, Quarti di finale | 13:56 Corsa a Punti Donne | 14:33 Keirin Donne, semifinali | 14:42 Eliminazione Uomini | 15:2 Keirin Donne, finali | 15:50 Madison uomini

14.00 Superbike, GP Spagna: gara 2 – Sky Sport TV8

15.00 Veneto Classic: Soave–Bassano del Grappa – Rai 2 

21.00 F1, GP Stati Uniti: gara – Sky Sport

Corriere della sera: Rodeo Ferrari, l’assalto di Sainz va di traverso a Leclerc” – In Texas Carlos sempre davanti a Charles in qualifica e nella Sprint. Norris beffa Verstappen per la pole

TENNIS

11.00  WTA Ningbo: finale – su Sky Sport e SuperTennis

12.00   ATP Almaty: finale – su Sky Sport

15.00  ATP Stoccolma: finale – Sky Sport

16.30  ATP Anversa: finale – Sky Sport 

PODEMI

12.00  Serie A femminile: Inter vs Juventus – su RAI SPORT e DAZN

12.30  Serie A maschile: Empoli vs Napoli  – su DAZN

Corriere della sera: Il Napoli cambia la regia e sfida la storia «maledetta»” – Conte vuole difendere il primato in casa dell’amico D’Aversa: Kvara sorvegliato speciale. 

Al Napoli si dedica stamattina anche L’Équipe, con un titolo che echeggia quel famoso aforisma di Goethe e dice: “Vedi Conte e poi vinci”. Mélisande Gomez sottolinea l’inversione di rendimento rispetto alla squadra che aveva lo scudetto sulla maglia e si è piazzata a 41 punti dall’Inter, a 22 dal Milan, a 18 dalla Juventus. L’Équipe racconta “l’inferno dei sette minuti” con cui si chiudono gli allenamenti, sette minuti in cui i calciatori sono chiamati a correre i 100 metri in 20 secondi, i 75 metri in 15 secondi, i 50 metri in 10 secondi, “qualunque sia il sole e la temperatura della giornata. Il clima di lavoro – si legge sul giornale francese – non è più lo stesso al centro sportivo di Castel Volturno, dove Conte, fedele alle sue abitudini, non vuole nessuno intorno al gruppo: in campo ci sono solo lui e il suo staff, nessun dirigente è accettato, e De Laurentiis se ne sta in disparte, discreto e silenzioso da inizio stagione”. E dunque c’è Conte, “leccese, tornato al suo Sud, sempre pronto a spargere un po’ di dialetto napoletano in conferenza stampa, pur di sedurre un po’ di più tifosi che gli perdonano il passato juventino” che “approfitta del suo tempo libero per visitare la città, va a giocare a padel, cena nei buoni ristoranti della zona con tutto il suo staff e, soprattutto, vince le partite. Resta da vedere se il reggerà il ritmo”.

15.00 Serie A maschile: Venezia vs Atalanta – DAZN

15.00  Serie A maschile: Lecce vs Fiorentina  – DAZN

16.00 Serie A femminile: Roma vs Milan  – DAZN

18.00 Serie A maschile: Cagliari vs Torino – DAZN e SKY SPORT

Corriere della sera: Toro in emergenza, Vanoli chiede carattere

20.45 Serie A maschile: Roma vs Inter  – DAZN 

Corriere della sera: La Roma di Juric è il primo test-verità per un’Inter distratta che ritrova Barella” –
Inzaghi deve risolvere il problema dei troppi gol subiti  |  Paolo Tomaselli ha scritto: Chi è pronto al decollo? Arriva il primo ciclo di 7 partite in 3 settimane (per chi fa le coppe) e sia Inter che Roma sono alle prese con un rullaggio meno fluido del previsto. Il manuale dello scudetto dice che i 2 punti di media fin qui ottenuti dai nerazzurri non sono da titolo e tanto meno i 9 gol subiti in 7 gare.

EUROGOL

14.00 Liga: Maiorca vs Rayo Vallecano – DAZN

14.30 Eredivisie: Heracles vs Ajax – MOLA

15.00 Premier: Wolverhampton vs Manchester City – SKY SPORT

16.15  Liga: Atletico Madrid vs Leganes – DAZN

17.30 Premier League: Liverpool vs Chelsea – SKY SPORT 

17.30 Bundesliga: Wolfsburg vs Werder Brema – SKY SPORT 

18.30  Liga: Villarreal vs Getafe – DAZN

21.00 Liga: Barcellona vs Siviglia – DAZN

PALAZZETTI E DINTORNI

16.00  Volley, Superlega: Verona vs Civitanova – VBTV, Rai Play Sport 2, Rai 2

16.00 Volley, SuperLega: Trentino vs Modena – DAZN e VBTV

16.00 Volley, Serie A1 femminile: Milano vs Novara – VBTV

16.30 Volley, Serie A1 femminile: Roma vs Conegliano – DAZN e VBTV

16.30 Basket, Serie A: Brescia vs Sassari – DAZN

17.00 Basket, Serie A: Scafati vs Milano – DAZN

Giuseppe Sciascia sul Corriere della sera ha scritto che l’Olimpia cerca il riscatto a ranghi ridotti sul campo di Scafati. La squadra di Ettore Messina ha bisogno di dare un segnale forte dopo l’inopinato harakiri contro lo Zalgiris. Ma c’è un problema sotto canestro: in attesa di recuperare Josh Nebo, che potrebbe tornare per il doppio turno di Eurolega del 29 e 31 ottobre contro Baskonia e Virtus Bologna, l’EA7 ha perso Ousmane Diop, ed è in forte dubbio anche Zach LeDay a causa di un risentimento all’adduttore. Per sopperire all’emergenza, Milano sonda il mercato in cerca di un rinforzo a termine per due mesi, ma oggi — quarta partita in 7 giorni — il reparto lunghi sarà limitato ai soli McCormack e Caruso“.

17.00 Volley, Serie A1  femminile: Chieri vs Firenze  e Scandicci vs Perugia – VBTV

17.30 Volley, Serie A1 femminile: Bergamo vs Talmassons – DAZN, VBTV

17.30 Basket, Serie A: Pistoia vs Venezia – DAZN

18.00 Basket, Serie A1 femminile: Battipaglia vs Campobasso, Sassari vs San Martino di Lupari, Schio vs Faenza – su Flima tv

18.00 Volley, Serie A1  femminile: Vallefoglia vs Busto Arsizio – Rai Sport e VBTV

18.00 Volley, Superlega: Grottazzolina vs Padova, Perugia vs Cisterna – su VBTV

18.15 Basket, Serie A: Virtus Bologna vs Tortona – DAZN, DMAX, Discovery+

19.00 Basket, Serie A: Treviso vs Trentino – DAZN

19.00 Volley, Superlega: Monza vs Milano – DAZN, VBTV

20.00 Basket, Serie A: Trieste vs Reggio Emilia – DAZN, Eurosport 2, Discovery+

20.45 Basket , Serie A1 femminile: Venezia vs Sesto San Giovanni – Rai Sport


IL LIVE DI SLALOM..

LE IMMAGINI DI OGGI

  IL CANALE WHATSAPP

 

Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde qualche aggiornamento quotidiano su temi, discussioni, rubriche pubblicate durante il giorno. Non vi impressionate. È una cosa poco invasiva, riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30.

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Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. Fa molto fico averne uno.


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