Lo Slalom del 9 settembre | Cosa leggere, sapere e vedere | Cosa succede LIVE

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  • US OPEN  Questo tennis è un lavoro per Jannicinik Sinner Cosa dicono i giornali di lui La ragazzina britannica da Slam jt che domani torna a scuola
  • VITE OLIMPICHE. Bisognerà inventarsi qualcosa per cercare bellezza dopo queste Olimpiadi La disabilità nella società
  • EUROGOL.  La Spagna in 10 ha battuto la Svizzera che agli Europei eccetera eccetera
  • LETTURE  Lea vita tragica delle donne che corrono in Africa
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LUNEDÌ 9 SETTEMBRE 2024

#GIORNO-1 DOPO IL MESE OLIMPICO

«L’Olimpiade non è fatta per costruire numeri che portino onore alla Patria, è uno strumento potente che espone le vite dei ragazzi che ci partecipano, soprattutto in quest’epoca di fragilità estrema»

[Niccolò Campriani, campione olimpico]

    US OPEN

Questo tennis è un lavoro per Jannicinik Sinner

 

  Il pathos sarà durato – boh – dieci minuti, nel cuore dei più scaramantici pessimisti al massimo venti. Ma al terzo cambio di campo era già abbastanza chiaro che gli USA avrebbero dovuto farsi bastare la prima finale maschile in uno Slam dopo 15 anni, senza riuscire a prendere il primo titolo dopo 21. L’altro Taylor della serata di Flushing Meadows – la prima vera Taylor era seduta in tribuna – ha fatto la fine di Jessica Pegula, pure lei americana, anche lei battuta da chi aveva vinto il titolo su cemento in Australia a gennaio [Aryna Sabalenka]. 

È stato quel tipo di partita che separa a occhio nudo i buoni giocatori dai grandi. L’uscita di Djokovic e Alcaraz, la caduta forse non casuale o forse sì di chi aveva speso energie nervose ai Giochi olimpici, ha reso monca la finale degli US Open. Come spiegavano Elena Pero e Stefano Pescosolido in telecronaca su Sky, Sinner avrebbe giocato una partita simile a quella affrontata con Daniil Medvedev, per spartito scelto e per inclinazione, non certo per il valore oggettivo dell’avversario – comunque il #7 al mondo da stamattina. «Non sarà mai un giocatore stiloso» [Pero] e nel momento più alto della sua carriera fin qui, ormai 28enne, non è stato neppure sé stesso, non dall’inizio, contro un avversario che Tuttosport stamattina ribattezza JanniKing Sinner ma che ieri a New York è stato soprattutto Jannicinik Sinner. 

Secondo L’Équipe un Djokovic 2.0, Quentin Moynet scrive che di fronte a un giocatore alle prime armi in una finale del Grande Slam, l’italiano ha usato la sua esperienza e la sua capacità di non sbagliare nei momenti decisivi. Non è certo un caso che Jannik Sinner abbia scelto, dopo aver vinto il sorteggio, di iniziare la partita alla risposta: è subito saltato alla gola dell’americano, quando non era ancora aiutato dalla sua prima di servizio. Dopo la sua partenza difficile, Fritz non ha mai più veramente preso il controllo della partita, né è riuscito a rilassarsi del tutto e liberarsi dalla presa di Sinner, molto più sicuro di sé.

 

TENNIS..

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La ragazzina da Slam che domani torna a scuola

Adesso possiamo la racchetta e prendiamo la penna, prendiamo la calcolatrice, prendiamo ogni oggetto che sia utile a prendere il GCSE, il General Certificate of Secondary Education, una specie di prerequisito per il diploma di scuola secondaria superiore nell’istruzione britannica.  Mika Stojsavljevic si presenta domani sui banchi con un volo diretto da NY e il trofeo degli US Open jr, all’età di 15 anni. È arrivata in America con il 33esimo posto nella classifica mondiale giovanile, una posizione rispettabile per una della sua età nel circuito under 18, annota il Times, e se ne torna a casa come la più giovane vincitrice del torneo da quando Anastasia Pavlyuchenkova aveva i suoi stessi 15 anni nel 2006.

Mika torna nelle aule della Loughborough Amherst School, dove frequenta qualcosa che in Italia chiameremmo liceo tennistico, un programma che unisce scuola e sport alla National Academy della federazione. Una volta passato il Certificate, si aprirà la discussione su cosa fare con Stojsavljevic, la famiglia e gli allenatori dell’accademia dovranno stabilire come far evolvere studi e carriera, come tenerli insieme. La scuola dovrà tenere in considerazione non solo i tornei juniores, ma probabilmente anche le wild-card che le arriveranno dai tornei professionistici di livello inferiore. Nel ranking WTA la ragazzina è al numero 641, la seconda giocatrice più quotata al mondo sotto i 16 anni — alle spalle di un’altra quindicenne britannica, Hannah Klugman, che si trova al #518. Le regole di ammissibilità per le minori stabiliscono che potrà giocare un massimo di 12 tornei professionistici nel 2025, Il Times fa notare che le vittorie nel Grande Slam jr sono sempre accompagnate da un avvertimento: non c’è garanzia di successo nel tour professionistico. La Gran Bretagna ha avuto tre precedenti campioni jr a NY. Uno è stato Andy Murray nel 2004, e vabbè. Cinque anni più tardi è arrivata Heather Watson, con una successiva carriera solida ma non spettacolare[numero #38 al mondo all’apice] e nel 2011 titolo per Oliver Golding, ritirato nel 2017 senza mai essere andato oltre il numero #327. Perciò se Mika Stojsavljevic continua a studiare, di certo male non fa. 

AVREMO SEMPRE PARIGI..

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GRAZIE PARIGI, LE TUE Olimpiadi CI MANCHERANNO

Merci, Paris. Grazie per questo mese d’aria che ci hai dato e che ci siamo presi lungo i muri del cortile per guardare, chiacchierare, misurare con i passi il mondo in fiamme. Grazie per aver soddisfatto la nostra attesa che era cominciata a Tokyo, con una mascherina davanti al naso e alla bocca, quando l’aria mancava pure se volevi prenderne. Vedrai che sarà bello nel 2024 ci eravamo detti per darci coraggio, vedrai che il virus ci avrà lasciato, e invece abbiam dovuto mettere dei sacchi di sabbia vicino alla finestra. Le tue Olimpiadi non solo sono sopravvissute al nostro cinismo e al nostro scetticismo, hanno fatto il miracolo di mettere al centro della scena e dei nostri occhi la bellezza. La bellezza dei luoghi, la bellezza dei gesti, la bellezza delle persone. 

I tuoi cittadini sono fieri di te e del prodigio che hai realizzato. Stamattina L’Équipe dice che siete un paese di brontoloni, un paese che ogni tanto sente alzarsi una voce che parla di scarsa cultura sportiva. Lo hanno fatto Florent Manaudou e Teddy Riner, insieme a molti osservatori raramente felici scrive Jean-Philippe Leclaire, condirettore del quotidiano sportivo, autore di una bella biografia critica di Michel Platini e di un documentario definitivo in sei puntate sull’Heysel purtroppo non ancora distribuito in Italia. L’Équipe fa un po’ di ragioneria sportiva sul numero delle medaglie francesi vinte dal 26 luglio a ieri [139 in 25 discipline] sul numero dei biglietti venduti [12,1 milioni], sul numero di spettatori in tv, con il picco di 14,5 milioni toccato il 2 agosto, quando Léon Marchand ha vinto la sua quarta medaglia d’oro. 

Se tra i vostri cari – scrive Leclaire – conoscete qualcuno che non ha assolutamente alcun interesse per le Olimpiadi, che non ne ha visto nemmeno un secondo in TV, che pensa che Léon Marchand sia un marchio alimentare, segnalatelo con urgenza a un reality show

 

  Sette medaglie e tutte d’oro. Come Mark Spitz nel ‘72 a Monaco di Baviera. L’impresa delle Paralimpiadi di Parigi porta il nome di Yuyan Jiang, cinese, nuotatrice che ha vinto i 50, i 100 e i 400 stile libero, i 50 farfalla, i 100 dorso, le staffette 4×50 stile libero e 5×50 misti, nelle categorie S6 e S7, quelle che comprendono persone con grave menomazione degli arti o amputazione, paralisi cerebrale, nanismo [qui la classificazione funzionale]. Jiang ha 19 anni, è di Shaoxing, portabandiera del suo Paese alla cerimonia di chiusura dei Giochi Paralimpici Asiatici 2022 ad Hangzhou. Studia all’Università dello Sport di Pechino e prima di gareggiare ascolta musica. Ha iniziato a praticare nuoto all’età di otto anni. A quattro le avevano dovuto amputare un braccio e una gamba dopo un incidente d’auto. A Cyol ha detto: «L’acqua è meravigliosa perché non hai bisogno di stampelle o protesi. Puoi decidere dove andare in base alla tua forza».

Hanno chiuso con 6 medaglie a testa Stefano Raimondi [Italia], la svizzera Catherine Debrunner e Jincheng Guo sempre per la Cina.

Debrunner è la prima non nuotatrice nel medagliere personale, con cinque ori nell’atletica, nei 400, negli 800, nei 1.500, nei 5.000 e nella maratona, oltre a un argento nei 100 metri, nelle categorie T53 e T54, atleti con forza muscolare delle braccia nella norma, senza attività muscolare addominale e inferiore, in carrozzina. 

 

   PROSPETTIVE  

This photograph shows fireworks fired on the roof of the Stade de France at the end of the Paris 2024 Paralympic Games Closing Ceremony, in...
La disabilità nella società

E ora? Se lo domanda Libération in un editoriale di Paul Quinio, nel quale si ricorda che un mese fa le Olimpiadi venivano definite una parentesi, una parentesi accompagnata dall’aggettivo enchantée. Ora che sono state un successo sportivo e popolare che cosa ci lasciano? Il giornale della sinistra francese scrive che questo slancio deve tradursi in una reale inclusione delle persone con disabilità nella società francese. Nei giorni scorsi diversi media si sono occupati della complicata vita cittadina a cui sono costretti nella capitale francese. La parola inclusione prende la scena, spiega Quinio, proprio perché la parola parentesi è quasi scomparsa dai commenti. Se ne può dedurre che i Giochi Olimpici siano stati preziosi per dimenticare la politica, e che le Paralimpiadi siano state altrettanto preziose per riportarci alla politica.  Così, la questione del cosa succede adesso viene fuori dal cilindro. Cosa accadrà alle persone con disabilità? Cosa accadrà nelle federazioni sportive per rispondere all’entusiasmo suscitato dai Giochi, in particolare tra i giovani con disabilità? Dopo questa quindicina di giorni di inclusione in mondovisione, cosa accadrà per accelerare finalmente gli investimenti necessari per facilitare l’accessibilità in tante scuole, in tanti locali del servizio pubblico, tante infrastrutture di trasporto, tante aziende?

Le Parisien dedica la sua prima pagina di stamattina al più grosso bene che si possa ereditare, la fierezza, chiedendosi però che altro si possa conservare di questa estate come nessun’altra: monumenti e simboli, sicurezza, trasporti, pulizia. La Francia cercherà di tenere viva la fiamma dei Giochi

 

  TITOLI

▥   Le Monde: Dal caos alla parentesi incantata: storia del 26 luglio, il giorno in cui tutto è cambiato.   ➔  Patricia Joll ha scritto: La rete SNCF paralizzata dai sabotaggi, il tempo pessimo per la cerimonia di apertura, le preoccupazioni per la sicurezza. Le Olimpiadi, iniziate così nell’oscurità, si sono trasformate in ventiquattr’ore in un momento di gioia collettiva che passerà alla storia

▥   Le Figaro: Parigi 2024: più audace, più commovente, più grande

 

EUROGOL

Geneva, Switzerland Robin Le Normand of Spain looks dejected during the UEFA Nations League 2024/2025 League A - Group 4 match between Switzerland...

La Spagna in 10 ha battuto la Svizzera che agli Europei eccetera eccetera

La Spagna è rimasta in dieci ma alla Svizzera ne ha fatti lo stesso quattro, due a parità di uomini e due quando aveva perso Le Normand per espulsione. Una Spagna da 10, titola allora Marca con ironia e stupore. Una doppietta è venuta da quel magnifico incantatore di serpenti a passo lento che è Fabiàn Ruiz. José Luis Hurtado ha scritto che la squadra di De la Fuente non c’è mai il pericolo della pancia piena”. Nella sua analisi Le Normand è un difensore che non vorrebbe perdere un duello neppure nelle partite di calcio in strada nel suo quartiere, spesso si mette a rischio di un cartellino rosso, e stavolta ce l’ha fatta, gliel’hanno dato. De La Fuente ha dovuto togliere Pedri, la Spagna non ha smesso di funzionare. Non c’è squadra – scrive Marca – che disponga di un duo come quello formato da Lamine e Nico Williams. Così, quello che per la svizzera sembrava un tappeto rosso si è trasformato in terreno di sabbie mobili

Fa impressione, quest’immagine. Non riusciremo mai più a vedere una cerimonia da red carpet senza pensare che Tilda Swinton e Julianne Moore possano essere inghiottite da un momento all’altro [pare che Tilda Swinton e Julianne Moore siano spettacolari nelle loro interpretazioni per l’ultimo Almodóvar: chi ne sa dice che dovrebbero essere candidate a tutti i premi possibili].

Alfredo Relano scrive su AS che De La Fuente ha gestito con sicurezza delle difficoltà impreviste. La squadra ha mostrato fiducia e sacrificio, e ha avuto anche l’ottimo piede di Raya per i passaggi lunghi. Ora senza sminuire la portata della fiducia, e per carità neppure l’importanza del sacrificio, ma quando si gioca a calcio quasi sempre aiuta avere dalla propria parte qualcuno con ottimi piedi. Succede. 

 

VITE OLIMPICHE

Le donne che corrono in Africa

 

  Correre in Africa non è una favola: non allunga la vita, anzi la spezza. Ha scritto così Emanuela Audisio, così ha chiuso sabato la sua newsletter settimanale S-Print per Repubblica raccontando la fine tragica di Rebecca Cheptegei, 33 anni, ugandese, due figlie di 9 e di 11, rientrata nella sua casa alla Rift Valley, dove si allena, dopo essere andata a messa. C’era il suo ex fidanzato, Dickson Ndiema Marangach. Le ha rovesciato addosso della benzina, quattro litri precisa Audisio, e le ha dato fuoco. È stata quattro giorni in agonia con l’80 per cento del corpo ustionato. È morta giovedì mattina all’alba. Scrive Audisio che la baronessa Karen Blixen con La mia Africa ha illuso tutti e anche Ernest Hemingway con Le nevi del Kilimangiaro, qui invece ci sono storie di donne ammazzate da uomini, donne che hanno creduto di poter trovare nella  corsa e nell’atletica “un traguardo di vita, scrive Audisio, un’esistenza al di fuori della nuova e della vecchia famiglia, basta stare a casa ad accudire il gregge. Anche perché vincere una gara garantisce ricchezza, l’acquisto di una mucca non è più il solo investimento. Ma se sei una donna è pericoloso, sarà sempre un uomo a firmare i contratti per te. A te la fatica, a lui il premio. Per questo molte atlete d’élite si trasferiscono all’estero, lontano da casa. È lungo l’elenco delle vittime: Agnes Tirop, Edith Mutoni, Damaris Mutua. Stamattina Manuel Jabois su El Pais fa lo stesso elenco e la stessa riflessione: Vincere è la cosa meno importante, la cosa difficile è sopravvivere. Le atlete che stavano per lasciare nella memoria i loro record, la loro carriera, le loro medaglie, vanno dritte ai necrologi per essere ricordate come vittime, legate per sempre ai nomi dei loro assassini

 

IL TELECOSLALOM

LO SPORT OGGI IN TV

LA GUIDA ALLA GIORNATA

ACQUE

14.00  Louis Vuitton Cup: round robin, ultima giornata  – su Italia 1, Canale 20, Sky Sport

INEOS Britannia-Orient Express

Alinghi-Luna Rossa

American Magic-Team New Zealand

TENNIS

17.00  WTA Monastir: primo turno – su Supertennis e Sky Sport

18.00  WTA Guadalajara: primo turno – su Supertennis e Sky Sport Tennis

EUROGOL

18.00  Nations League, Serie C: Cipro vs Kosovo – su UEFA TV

20.45 Nations League, Serie A: Francia vs Belgio – Serie B: Montenegro vs Galles, Norvegia vs Austria, Slovenia vs Kazakhistan, Turchia vs Islanda- Serie C: Romania vs Lituania – tutte su UEFA TV

20.45  Nations League, Serie A: Israele vs Italia – su Rai 1

VITE OLIMPICHE

20.00 Atletica, meeting di Bellinzona – su Sky Sport

20.03  GETTO DEL PESO MASCHILE


20:07  400 OSTACOLI MASCHILI


20.20  800 FEMMINILI


20.25  SALTO IN ALTO MASCHILE


20:30  100 MASCHILI


20.37  100 FEMMINILI


20:47  400 MASCHILI


21:00 800 MASCHILI


21.08  400 FEMMINILI


21:20 110 OSTACOLI MASCHILI


21.28  100 OSTACOLI FEMMINILI


21:38 200 MASCHILI


21.45  200 FEMMINILI

 

IL LIVE DI SLALOM..


  IL CANALE WHATSAPP

 

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RASSEGNA..

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