| EURO 2024
L’INGLESE CHE HA BRUCIATO L’OLANDA DOPO AVER BRUCIATO IL PESCIOLINO NELL’ACQUARIO
Ollie Watkins aveva raggiunto la doppia cifra di gol e assist in campionato già nel mese di gennaio, il primo giocatore dell’Aston Villa a farcela dai tempi di Dwight Yorke nel 1995-96. Unai Emery lo ha trasformato in un attaccante completo all’età di 28 anni. Torna indietro a legare il gioco, va in profondità per suggerirlo, pressa alto, di testa è una minaccia, calcia con entrambi i piedi. Il suo gol è stato definito da Giulia Zonca su la Stampa come “un colpo di teatro più che di fortuna, il diagonale di un uomo fuori dai radar”. Watkins dice di dovere il suo successo a Dean Smith che lo ha ingaggiato a Brentford dall’Exeter. Insieme al contratto, Smith gli regalò un acquario, pensando che fosse l’oggetto giusto per stimolarlo ad assumersi delle responsabilità. L’acquario si è bruciato. Watkins l’ha sovralimentato, un giorno è rientrato dall’allenamento e ha trovato il pesciolino in superficie, galleggiava a pancia in su.
PERCHE’ DIDIER DESCHAMPS NON PUO’ PIU’ ESSERE INTOCCABILE
Davvero Didier Deschamps è un intoccabile? Davvero bisogna considerarlo ancora così, dopo questo Europeo nel quale la Francia ha partecipato con un mucchio di giocatori che portavano la stessa maglia, portavano lo stesso nome, senza essere una squadra? Oppure davvero è finito il tempo del suo non-calcio, come hanno scritto ieri in Inghilterra? Stamattina è la riflessione che Vincent Duluc pone al centro del tavolo con il suo editoriale su L’Équipe, definendolo “un dibattito essenziale”.
OLANDA. SI DICE: OLANDA, DIBATTITO SUL NOME DI UN PAESE
Insomma, come bisogna dire? Olanda o Paesi Bassi? La nazionale color Slalom è stata eliminata, ma la faccenda ci può tornare utile per le Olimpiadi. La matassa è stata sbrogliata da Álex Grijelmo, scrittore e linguista. Olanda e olandese, avverte, non sono vietati. Il pasticcio nasce da un’interpretazione indiscriminata [“a occhi chiusi”] della campagna intrapresa nel 2020 dal governo del paese, per imporre il nome ufficiale Nederland a quello non ufficiale Holland.
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| TOUR DE FRANCE
CHISSA’ SE E’ PIU’ BIONICO VINGEGAARD O DJOKOVIC ![]() È stato il primo duello vero, il primo punto di svolta. Jonas Vingegaard ha battuto Tadej Pogacar in una volatina di coppia. Ha recuperato un solo secondo alla maglia gialla, ma infiniti lutti addusse al suo morale, secondo Alexandre Roos, l’immaginifica firma che segue il Tour de France per L’Équipe con “i suoi pezzi che danno il succo della corsa ma sono pieni di rimandi, giochi di parole, incastri, con frequente ricorso all’argot e ricordano un po’ il Quéneau di Zazie e il Dard di Sanantonio”, scrisse Mura nel 2019, il suo ultimo Tour, aggiungendo che da lui aspettava un romanzo.
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LA FIACCOLA OLIMPICA TRA LE VIGNE CHABLIS L’Yonne è un posto dove si va per ricaricare le pile, godersi la bellezza dei paesaggi o lasciarsi affascinare dal suo eccezionale patrimonio culturale. Così dice il sito olimpico per illustrare le bellezze della regione toccata oggi dalla staffetta olimpica. La fiaccola parte da Avallon, cittadina medievale, e prenderà la strada per Vézelay, considerato uno dei villaggi più belli di Francia. Attraverserà il puntuale castello e la puntuale basilica romanica, in questo caso Sainte-Marie-Madeleine, una delle tappe principali per i pellegrini sulla strada verso Saint-Jacques-de-Compostela. Poi si dirigerà verso Sens e il suo centro città, successivamente verso Saint-Fargeau e un altro castello. Il percorso toccherà Migennes, sulle rive dell’Yonne, e i vigneti di Chablis per poi ritornare nel centro della città e omaggiare la Cité des Climats et des vins de Bourgogne inaugurata di recente. Infine Auxerre, l’ultima città della giornata, dove al Roscoff Park sarà acceso il calderone e dove si terranno luci, colori, giochi di bandiere, ricchi premi e cotillon. Le mani che porteranno il sacro fuoco di Olimpia sono quelle di Guy Roux, per 44 anni di fila allenatore dell’Auxerre, dal 1961 al 2005; Séan Garnier, calciatore campione del mondo 2008 di freestyle; Emmeline Ndongue, ex giocatrice di basket e medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Londra 2012. Oh, il fuoco lo porteranno con una torcia, eh, senza scottarsi. L’attraversamento delle vigne di Chablis era giudicato da Gianni Mura uno dei cardini del Tour de France, insieme con i campi di patate del Pas de Calais, quelli di lavanda della Provenza, le spiagge di Dunkerque, pascoli pirenaici e i campi di girasoli del Gers. “È per questo che il Tour – diceva – non chiuderà e non morirà mai”. È singolare e fa impressione che la nostra guida nel Tour de Flamme associasse nel 2007, diciassette anni fa, questa regione alla data di oggi, la data del passaggio della fiaccola, come un momento da cerchiare. “Da un punto di vista gastronomico scrisse – un Tour che parte da Londra e poi sconfina in Belgio non mi provoca brividi particolari, lì si gioca per limitare i danni. Tanto vale saperlo prima, poi magari succede come a Eros Poli sul Ventoux, ma è meglio non farci troppo conto. A occhio, si comincia a ragionare verso l’ 11 luglio, dalle parti di Chablis, la solita pollastra a Bourg-en-Bresse, attenti e arroccati in Savoia, saltare Marsiglia perché c’è troppa confusione e comunque le migliori bouillabaisse si mangiano a Parigi. Possibili sorprese nella zona Castres-Albi, a Orthez vediamo se hanno tenuto in carta l’insalata di manzo bollito, patate (con la buccia) e scalogni e poi di corsa a Parigi”.
PARIS 2024 | -15 GIORNI Giannis Antetokounmpo non avrebbe potuto aspettarsi niente di meglio per la sua prima partecipazione alle Olimpiadi. Tre giorni dopo la vittoria della Grecia nella finale del preolimpico al Pireo contro la Croazia [80-69], la sua delegazione ha annunciato che sarà lui il portabandiera. Ecco il motivo di cotanta attesa. Lo stavano aspettando. Lo accompagnerà la marciatrice Antigónī Ntrismpiōtī, 40 anni. Antetokounmpo sarà il 26 sera a bordo dei battelli sulla Senna per la parata e la sera successiva in campo al palazzetto di Lille per l’esordio contro il Canada. La Grecia è la nazione che per tradizione apre la sfilata, la prima di 205, seguita dal team di rifugiati: per ultima la Francia. Tra i nomi già annunciati in tutto il mondo, Antetokounmpo è finora l’unico giocatore di basket. Il Venezuela è il solo paese che affiderà la bandiera a un’atleta fuori dalle gare, la triplista Yulimar Rojas primatista del mondo, infortunata.
Der Spiegel: “Improponibile per degli atleti. Secondo i bagnanti, le incertezze che circondano la Senna a Parigi sono un problema. Non è la prima volta che gli organizzatori olimpici antepongono il profitto allo sport”. [QUI]
IL REPORTAGE DEL NEW YORK TIMES SULLA GENTRIFICAZIONE DI PARIGI La Francia ha fatto salire su un autobus gli immigrati senza fissa dimora e li ha portati via da Parigi. Ci sono le Olimpiadi, non vorrete mica farvi fotografare mentre dormite brutti, sporchi e cattivi sulle rive della Senna. Il governo aveva promesso un alloggio altrove, la gentrificazione dei quartieri toccati dal grande festival dello sport è un grande classico. Il New York Times ha mandato Sara Hurtes e Ségolène Le Stradic a visitare strade, edifici abbandonati, rifugi di emergenza nella capitale e a Orléans. Hanno parlato con decine di senzatetto, con funzionari governativi, fornitori di alloggi di emergenza. “Abbiamo seguito gli autobus e ci siamo trovate in una situazione disperata” scrivono nel loro reportage da una città in cui nell’ultimo anno, la polizia e i tribunali hanno sfrattato circa 5.000 persone, la maggior parte delle quali uomini single, secondo Christophe Noël du Payrat, funzionario parigino. Vanno via, li portano a Lione oppure a Marsiglia. Mohamed Ibrahim, del Ciad, sfrattato da una fabbrica di cemento abbandonata vicino al Villaggio olimpico dove dormiva, si trova adesso in una località a due ore di bus, fuori Orléans. Ti danno un biglietto a caso, dice Oumar Alamine della Repubblica Centrafricana, dove capiti capiti. Perché Macron trasporta la gente in autobus? Perché non ci sono abbastanza spazi abitativi per i 100.000 homeless di Parigi e dintorni, la metà del totale della Francia. Il governo aveva allestito 10 rifugi temporanei in tutto il paese e oggi nega che questo via-via sui pullman sia collegato alle Olimpiadi. Il New York Times riferisce però di aver letto una e-mail indirizzata al quotidiano L’Équipe, in cui un funzionario governativo per l’edilizia abitativa afferma che l’obiettivo era identificare le persone che vivono in strada nei siti vicino alle sedi olimpiche, e spostarle prima dei Giochi. L’e-mail intercettata ha tutta l’aria – come dire – di essere un inoltro. Il cuore delle Olimpiadi è peraltro Seine-Saint-Denis, dove una persona su tre è immigrata, la percentuale più alta del paese. Il governo ha speso miliardi per riqualificare l’area e contemporaneamente la polizia ha aumentato le retate nei campi e negli edifici abbandonati. Yussuf Ahmed, dal Sudan, dice che gli era stato promesso un alloggio e un aiuto sociale: lui lavora alla pulizia degli aerei all’aeroporto Charles de Gaulle. Molti non sapevano neppure di essere entrati a far parte di un programma governativo per un potenziale asilo fuori città, in altri termini: una deportazione. Il signor Ahmed per esempio ha lo status di rifugiato e non dovrebbe essere incluso nel programma. Ma molte persone coinvolte in questa vicenda riferiscono al giornale americano di non aver avuta altra scelta, se non salire sull’autobus. Il reportage completo è QUI |
RASSEGNA..
CHE COSA SI DICE STAMATTINA IN GIROEDICOLA
Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa.
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