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SABATO  13 LUGLIO 2024

#13 GIORNI ALLE OLIMPIADI

 

              COSA LEGGERE, COSA SAPERE, COSA VEDERE

  • IN CIMA AI PENSIERI. Jasmine Paolini e il caos di Wimbledon Perché l’erba di Londra non ha più padrone [QUI Cosa si dice in giro di lei e della semifinale persa da Musetti contro Djokovic [QUI]
  • TOUR DE FRANCE. La non-quiete prima della tempesta dei Pirenei [QUI I Pirenei raccontati da Jacques Sedenteur [QUI] – Per gli appassionati del genere: QUI c’è tutto il Tour 2020 di Jacques Sedenteur 
  • EURO 2024. La rivalutazione della moneta Southgate: gli editoriali inglesi in cui adesso spuntano frasi carine e coccolose [QUI– Fermi tutti: anche Jorge Valdano vuol dare il Pallone d’oro a Rodri [QUI Perché i calciatori italiani non parlano di politica, ne ha scritto Maurizio Crosetti su Repubblica [QUI]
  • TOUR DE FLAMME. La fiaccola olimpica nell’Aube. A Gianni Mura piaceva tradurla con Alba [QUI]
  • LA TOMBOLA DELL’ATLETICA. Com’è andato il meeting di Monte-Carlo: un record del mondo, uno europeo e un pugno di primati nazionali nel mezzofondo Le ambizioni di Sebastian Coe al CIO [QUI A proposito di mezzofondo a ritmi folli. Ieri L’Equipe parlava di questo gel che non fa sentire l’acido lattico e fa volare. Così si spiegano molte cose [QUI
  •  Le prime pagine dei giornali sportivi di tutta Europa di stamattina
  • La guida allo sport in tv, gli orari e i canali delle dirette.

  QUELLO CHE STA SUCCEDENDO

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  • SPOILER. Colpo di scena: c’era Federer al concerto dei Coldplay a Roma  |  Il colpo finale di Barbora Krejcikova per la vittoria a Wimbledon |  Il colpo grosso di Pogacar, primo sui Pirenei in maglia gialla  |  La riapertura del caso Pantani alla Procura di Trento  |  Il tuffo della ministra Amélie Oudéa-Castéra nella Senna: fra quattro giorni lo farà la sindaca Hidalgo | La versione della difesa nel caso dei rugbisti francesi arrestati per violenza sessuale. Secondo il legale dei rugbisti Jegou e Auradou, la versione della donna che denuncia si presta a delle obiezioni | Com’è andato il test match Australia vs Galles di rugby | È cominciata la simulazione dei tre turni olimpici in due giorni da parte di Marcell Jacobs a Rieti. Ha corso la batteria controvento (-0.3) in 10.17 battendo il canadese Jerome Blake (10.23). Il cinese Xie Zhenye ha fatto 10.05, il canadese De Grasse 10.13 | Henry Patten ha vinto il doppio maschile insieme con Harri Heliovaara battendo in tre set gli australiani Max Purcell e Jordan Thompson, salvando tre match point. Sono i primi campioni non testa di serie dal 2014 | Il 15esimo Slam di fila di Diede De Groot in carrozzina, 162 vittorie nelle ultime 164 partite giocate

  IN CIMA AI PENSIERI

Sono passati 26 anni dal titolo a Wimbledon della sua defunta allenatrice, Jana Novotna. Barbora Krejcikova ha cercato con gli occhi il cielo subito dopo aver visto cadere sui fili d’erba alti 8 millimetri l’ultima palla giocata contro Jasmine Paolini [6-2, 2-6, 6-4] per il suo secondo titolo di Slam dopo il Roland-Garros 2021.

Per l’ottava volta dall’inizio dell’era Open, una giocatrice ha raggiunto la finale del Roland-Garros e di Wimbledon nella stessa stagione perdendo entrambe le finali. Jasmine è in ottima compagnia. Era accaduto a Evonne Goolagong (1972), Chris Evert (1973), Olga Morozova (1974), Chris Evert di nuovo (1984), Arantxa Sanchez per due anni di fila (1995 e 1996) Venere Williams (2002). 

Barbora Krejcikova è la quarta giocatrice dell’era Open per maggior distanza tra il suo primo e secondo Slam [13] dopo Mary Pierce [20], Arantxa Sanchez [19] e Svetlana Kuznetsova [18].

 

L’ANTEPRIMA | JASMINE PAOLINI E IL CAOS DI WIMBLEDON

PERCHE’ L’ERBA DI LONDRA NON HA PIU’ PADRONE

 

  Nei 17 anni trascorsi tra il 2000 e il 2016, sei donne hanno vinto il titolo di Wimbledon, e le due vincitrici con più trofei portavano lo stesso cognome: Venus e Serena Williams, Petra Kvitova, Maria Sharapova, Marion Bartoli e Amélie Mauresmo. Da allora, compreso l’ultimo titolo di Serena, sette donne diverse hanno vinto Wimbledon in sette edizioni [Williams, Garbine Muguruza, Angelique Kerber, Simona Halep, Ash Barty, Elena Rybakina e Marketa Vondrousova] e oggi fanno otto con Jasmine Paolini o Barbora Kreicikova. 

Paolini non aveva mai vinto una partita sull’erba fino al mese scorso, Krejcikova non era mai andata oltre il quarto turno a Wimbledon. Sono arrivate a questo sabato di luglio attraversando un tabellone nel quale le migliori al mondo sono cadute una dopo l’altra. Si sa quali sono le migliori, lo dicono gli albi d’oro degli Slam. Le prime quattro della classifica WTA – Swiatek, Gauff, Sabalenka e Rybakina – hanno messo le mani su 8 degli ultimi 9 tornei. Una tra Sabalenka, Swiatek e Rybakina è stata almeno in semifinale in tutti gli ultimi 13 major. Ma tra loro quattro solo Rybakina ha giocato una finale sull’erba. Così, in questa analisi davvero interessante, The Athletic scrive che Wimbledon in campo femminile sta diventando quel che era il Roland-Garros in campo maschile tra la fine degli anni ’90 e l’inizio o la metà degli anni 2000, quando ha premiato tre diversi vincitori [Albert Costa, Juan Carlos Ferrero e Gaston Gaudio] che non hanno mai più vinto un altro Slam nella loro carriera. L’olandese Martin Verkerk non è mai andato oltre il secondo turno in un torneo dello Slam, tranne a Parigi, dove nel 2003 ha giocato la finale.

[TUTTO QUI] Con una intervista de L’Équipe a Barbora Krejcikova. 

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TITOLI SU JASMINE PAOLINI   

▥  Corriere della sera: “Rivoluzionaria e solare. Paolini all’assalto del trono con la spinta di Billie Jean

▥  La Stampa: Appuntamento con la storia” – Intervista a Flavia Pennetta: Paolini con due finali ha fatto più di Sinner

▥  Repubblica. Intervista a Flavia Pennetta: Paolini con due finali ha fatto più di Sinner

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TITOLI SU LORENZO MUSETTI    

▥  Corriere della sera: “Il vecchio leone ferma Musetti” – Gaia Piccardi ha scritto: Quando la bellezza è effimera, il diavolo non la teme. I due punti più spettacolari della semifinale di Wimbledon li firma Lorenzo Musetti — un rovescio in back strettissimo, tirato da Trafalgar Square, e un dritto in corsa che passa largo rispetto al paletto della rete, e poi atterra nel sette accarezzando il gesso —, però a giocarsi il titolo con Carlos Alcaraz, domenica nella rivincita dell’anno scorso, va il vecchio leone ancora capace di ruggire, a caccia degli ultimi scampoli d’immortalità

▥  Repubblica: Musetti da applausi, ma contro Djokovic non basta ancora

▥  La Stampa: Musetti è bello, Djokovic impossibile. C’è sempre lui a spegnere i sogni

▥  La Gazzetta dello sport: “Nole tornato al top contro Super Alcaraz, finale giusta e aperta” – Paolo Bertolucci ha scritto: “Nole ha tenuto un rendimento al servizio eccezionale, in risposta ha trovato profondità e precisione con grande continuità, da fondo ha spinto dal primo all’ultimo punto, si è mosso con l’agilità di un felino e ha lucrato alla grande sulle tante discese a rete di cui si è reso protagonista, una variazione rispetto ai canoni classici del serbo che lo rende ancor più micidiale e concreto. Lorenzo non poteva fare di più, ha provato a contrastare il formidabile avversario con tutto il notevolissimo arsenale tecnico di cui dispone, e la sconfitta non rappresenta certo una bocciatura. Nell’altra semifinale, Alcaraz ha confermato di possedere una varietà di soluzioni che alla lunga si è rivelata indigesta per Medvedev, che si esalta se può giocare sul ritmo appoggiandosi ai colpi degli avversari, ma finisce fuori giri se deve contrastare uno sfidante che gli mette dall’altra parte una palla diversa ad ogni scambio. E Carlos ha sciorinato il meglio del repertorio, dalla palla corta agli attacchi in controtempo, fino ai tagli maligni seguiti da frustate improvvise

TOUR DE FRANCE  

LA NON QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA SUI PIRENEI

A leggere il risultato dalle cinque righe di Televideo, come si faceva trent’anni fa per l’Etoile des Besseges senza internet, uno direbbe yawn, che noia, uno sprint di massa vinto da Jasper Philipsen, il solito Tour che va da un posto all’altro della Francia nella canicola di luglio. Routine, ecco. Invece no, invece è stata una giornata che L’Équipe sbatte in prima pagina per tutta la tensione che ha messo in scena sotto il sole, una giornata pazzesca dall’inizio alla fine, agitata come lo sono i lupi sotto la luna piena, una battaglia incessante, tra velocisti e fuggiaschi, tra i rivali per la classifica generale che stupidamente pensavamo fossero a riposo, in accappatoio bianco durante questa tappa pianeggiante verso i Pirenei, tutto questo a una media di 48,8 km/h, che ci fa chiedere come abbia fatto questo sciame di uomini a soddisfare anche solo un bisogno naturale.

Sono le parole con cui l’immaginifico Alexandre Roos racconta sul giornale francese la corsa arrivata a Pau, il posto dove il Tour per tradizione si ferma a dormire prima di attaccare le montagne aspre al confine con la Spagna. Una giornata straripata – dice – l’anacronismo del Tour de France ha colpito ancora e per anacronismo si deve intendere la bellezza, questo rifiuto di sottomettersi alle esigenze dei tempi, ai formati condensati leggibili su schermi larghi 10 cm, alle conclusioni facili in bianco o nero.

Prima si è ritirato Roglic, poi Pogacar ha mandato all’attacco Adam Yates per infilare una banderilla nel corpaccione della Visma. Una prima ora di corsa vissuta dai corridori come se fosse stata l’ultima commenta Pierre Carrey su Le Monde. La follia ha nomi, parole e gesti, scrive. Un’idea con cui la Emirates ha messo alla frusta la squadra di Vingegaard e che “lascerà tracce” secondo Roos, fino a vedere Tadej sprintare per un nono posto, solo per alzare lo sguardo negli occhi del rivale e dirgli io ci sono, io sono qua, andiamo a risolvere questa faccenda sulle montagne. 

Un grande dispendio di energie ribadisce L’Équipe in un’analisi successiva di Régis Dupont, mentre Yohann Hautbois si domanda se la maglia gialla deve correre in modo diverso, magari forzarsi un po’, violare la sua natura di attaccante, proteggersi in vista della terza settimana. 

 LA CORSA PRIMA DELLA CORSA

I PIRENEI

DI JACQUES SEDENTEUR

Sui Pirenei a settembre ci vanno gli spagnoli. Portano la loro Vuelta fra le montagne povere come sul dorso di un asino, mentre noi francesi che ci siamo sempre andati a luglio, in piena estate, quando il sole è più sole che qua, ci arriviamo con la luce che di solito accompagna gli eroi e i loro cavalli bianchi.

Los Pirineos dicono loro. Les Pyrénées scriviamo noi. Sono strade che ci dividono o ci uniscono, la verità è sempre nell’occhio di chi guarda. Eppure per loro sono montagne maschili, vette virili d’autunno come un Banderas o un Javier Bardem, per noi sono femminili, sono le promesse tradite della bella stagione. 

Le nuvole basse sono tende dietro le quali les Pyrénées si nascondono, ma tutti sanno che non si sono mai mosse di là. Avrebbero bisogno di un buon ufficio stampa per competere con lo charme delle Alpi, che la decadenza della cultura francese in favore di quella anglosassone spinge tutti adesso a definire glamour. Les Pyrénées in luglio profumano generalmente di resina, scrosciano di cascatelle fresche. Godono di una luminosità d’atmosfera che avvicina le cime. Sono scalate tra falchi e poiane, qualche volta si riesce ancora ad avvistare qualche avvoltoio, o tra le pietraie vipere. Le strade sono rugose e malandate, i nomi che portano sono aspri, pieni di spigoli, come facce di taglialegna, si tratti di Ossau, di Bigorre, o di Gazost. Offrono in qualche caso come le Alpi resort multi stelle e stazioni sciistiche. Si sono convertite a un’accoglienza di lusso stonata come Jannacci, eppure la loro anima autentica resiste in un cassoulet o in una garbure, la zuppa asciutto dentro la quale annegano i fagioli bianchi di Tarbes, ossa di prosciutto, pezzi d’oca e d’anatra, verze, porri, carote, rape, aglio, cipolle. Sulle Alpi si vanteranno sempre di poter portare in tavola le costolette di cervo e i canederli. Les Pyrénées hanno accenti problematici, le Alpi hanno la erre moscia. Sont invincibles. 

[TUTTO QUI]

[TUTTO IL TOUR 2020 DI JACQUES SEDENTEUR]

EURO 2024

LA RIVALUTAZIONE DELLA MONETA SOUTHGATE

Siamo pronti? Sono pronti. Loro sì. Spagna e Inghilterra. Noi meno. La finale degli Europei di calcio è sulla Gazzetta a pagina 26, dopo le prime venticinque di calciomercato. In realtà viene il sospetto che abbia guadagnato qualche posizione nella griglia solo perché nella partita di domani sera a Monaco, si legge dal titolo, Williams piace al Barça, Calafiori e Zirkzee volano in Premier.

Supermarket europeo, si infiamma la Gazzetta. La partita è un fastidio. Che noia, ‘sto calcio che ogni tanto si gioca, invece Mamardashvili è un obiettivo del Bayern, il prezzo è 50 milioni. Siamo pronti? Sono pronti. Spagna contro Inghilterra. Il paese che giocherà la terza finale nelle ultime cinque edizioni contro un altro alla seconda finale di fila. Gli inventori del calcio contro quelli che hanno vinto più Coppe dei Campioni. Eppure, mai si erano sfidati nella storia per un titolo finora.

Sul Guardian stamattina Jonathan Liew firma un lungo intervento che prova a tenere insieme più suggestioni, come spesso accade nei suoi pezzi, la sfera sentimentale, la sfera tecnica, il significato politico di questa partita e questa squadra per l’Inghilterra attuale. Scrive che nessuno sa davvero come siamo arrivati ​​fin qui. Nessuno sa cosa succederà dopo. Nessuno, e dico nessuno, ha la più pallida idea di cosa significhi tutto questo. L’editorialista del Guardian ricorda che questa è la quarta finale dell’Inghilterra in altrettante estati. Berlino 2024 (maschile) arriva subito dopo Sydney 2023 (femminile, sconfitta) , Wembley 2022 (femminile, vittoria) e Wembley 2021 (maschile, sconfitta, appendice razzista) . È una delle serie d’oro dello sport britannico, un trionfo non solo per le persone coinvolte, ma anche per i sistemi e i processi che li hanno generati. Allora perché siamo così nervosamente divisi?. [TUTTO QUI]

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ANCHE VALDANO VUOL DARE IL PALLONE D’ORO A RODRI

Se non vi bastava la petizione di Diario As, stamattina dalla Spagna arriva l’endorsement nobile dell’hidalgo Jorge Valdano, il signore delle parole del sabato. Nella sua colonna settimanale per El Pais, scrive  anche lui che si aspetta di veder finire il Pallone d’oro tra le mani di Rodri. O meglio, dice che “se la Spagna vince gli Europei e Rodri non riceve il Pallone d’Oro, penserò che il calcio, oltre a essere confuso, è anche cieco”. 

È il trofeo che molte volte ha distolto lo sguardo dalla realtà per posarlo sulle celebrità. Si è consegnato mani e piedi a CRMessi, il mostro a due teste, senza premiare spesso il migliore della stagione [alla rinfusa mancano dall’albo d’oro: un Iniesta 2010, un Neuer 2014, uno Xavi di qualunque annata, uno del LIverpool 2019-2020, un Lewandowski 2021, un Haaland 2023]. Valdano stamattina incorona Rodri come solo fuoriclasse indiscusso in un gruppo di notevole livello. Non sembrava abbastanza rispetto all’esperienza della Croazia, all’artigianalità dell’Italia, alla fiducia della Germania o alla personalità della Francia. Si sono arrese tutte alla Spagna, armata del più semplice degli argomenti: gioca bene. Molto meglio di tutti. Attorno a quel genio della ragion pura che è Rodri, diversi giocatori hanno allungato il loro passo fino a primeggiare. [TUTTO QUI]

TITOLI    

▥   Repubblica: Niente da dichiarare, siamo italiani. Perché gli azzurri snobbano la politica” – Si conclude domani a Berlino un torneo segnato dall’impegno di Mbappé e molti colleghi. La Nazionale? Anche qui senza idee. Ne scrive Maurizio Crosetti, con il contributo di alcune testimonianze.

Paolo Sollier:  «Credo che alla maggioranza di loro la politica non importi per niente A parte il fatto che pure io ero una mosca bianca, a quel tempo di politica un po’ ci si occupava. In fondo, Rivera è stato eletto deputato quattro volte». 

Damiano Tommasi: «Una nazione che manda all’europarlamento Vannacci, non può pretendere che dei giovani calciatori salvino la baracca. Diciamo che, a volte, i nostri atleti non vengono aiutati ad esprimersi».

Il sociologo Filippo Barbera: «Si tratta di un mondo storicamente orientato a destra, e si sa che la destra considera marginali molti temi sociali. Schierarsi politicamente è divisivo, e il calciatore lo teme i ragazzi che praticano altri sport sono più calati nella realtà che li rappresenta, insieme alle loro famiglie. Dunque, la sensibilità ai temi sociali è tutt’uno con la propria storia. Il calcio no, è refrattario. Con Balotelli è stata sprecata un’enorme occasione».

▥   Gasperini prende una percentuale sui giocatori che Percassi vende. Lo ha raccontato lui stesso in una intervista con Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello sport-stadio.

> Gian Piero, è vero che l’Atalanta ti riconosce una percentuale sulle vendite?

«Ehm… Alla fine del primo anno, quello del boom, furono ceduti Caldara, Kessie, Conti, Bastoni, Gagliardini. Avevo uno stipendio basso (altra risata), Percassi premiò il merito, integrò. Questa felice tradizione si perpetua ogni anno».  

▥   Alessandro F. Giudice, firma economica del Corriere dello sport-stadio, interviene sulla vicenda dell’emendamento Mulé e spiega: Se con questa iniziativa si voleva lanciare un sasso nello stagno, si è fatto. Ma siamo ben lontani da quell’alba di un nuovo giorno e dalle aspirazioni di autogestione che una parte dei club di A, forse, sognava. Se si fosse voluta rafforzare la centralità della Figc, esito migliore non avrebbe potuto immaginarsi ma se si intendeva invece minarla, la montagna ha partorito il proverbiale topolino.

▥   L’Équipe:  Un nuovo incontro andato a vuoto nella telenovela per i diritti tv della Ligue 1” – Incapaci di scegliere tra il lancio di un canale privato al 100% e il trasferimento dei diritti a DAZN con un’altra emittente, i presidenti del campionato francese sono chiamati finalmente a prendere una decisione domenica sera.  Uno scenario critico a un mese dall’inizio della stagione, senza precedenti nella storia dei maggiori campionati europei. DAZN è l’unica azienda che promette di offrire fondi immediati ai club. In questo caso 375 milioni di euro di media a stagione per otto partite su nove, ma le garanzie fornite dalla piattaforma britannica sono impegni di DAZN Europe e non garanzie bancarie. Una formula non proprio rassicurante dopo il precedente di Mediapro” [QUI]

▥   Corriere della sera: La prima mossa di Inzaghi. Voglio un’Inter spietata – Contratto fino al 2026, il più ricco della A. 

TOUR DE FLAMME 

LA FIACCOLA GUARDA L’ALBA

La fiaccola oggi se ne va a spasso per l’Aube, alle porte di Parigi, iniziando il suo viaggio da Ervy-le-Châtel e le sue strade medievali, puntando verso Nogent-sur-Seine nota per il suo museo Camille Claudel, successivamente virando su Ville-sous-la-Ferté dove visiterà l’Abbazia di Clairvaux. Il resto si svolgerà a Romilly-sur-Seine, a Nigloland, a Mesnil-Saint-Père, dove il sacro fuoco di Olimpia visiterà la spiaggia del Lago d’Orient, 23 ettari ideali per il nuoto, le attività nautiche e il birdwatching. La giornata si chiuderà sulle tracce del Tour de France a Troyes, per luci, colori, giochi di bandiere, ricchi premi e cotillon. Tedofori di giornata: Gaëtane Thiney, calciatore francese, quarto alle Olimpiadi di Londra 2012; Monsieur Poulpe, conduttore televisivo francese; Claude Gamot, ex schermidore francese, in gara ai Giochi di Melbourne 1956 e di Roma 1960.

Una volta Gianni Mura scrisse che gli piaceva tradurre Aube con Alba, come se da qui potessero partire altre cose, altre vite. Suggestione lirica di cui mi scuso. Gli abitanti si chiamano troiani, e già questo è un tratto di classicità. Poi l’Aube, intesa come zona, è specializzata in Champagnes da Pinot nero.

Però da qualche giorno, scrive Libération, intorno alla fiaccola olimpica c’è meno entusiasmo di prima, si è spento qualcosa. È stato Macron. Difficile rendere questo silenzio più eclatante. Sul sito dell’Eliseo, i Giochi Olimpici di Parigi 2024 sono inseriti in una scheda “Orgoglio”, ma scritto al plurale, perché si sovrappongono all’80esimo anniversario dello sbarco in Normandia, con la francofonia e con Notre-Dame. E anche se in home page appare il countdown olimpico, l’ultima pubblicazione nella sezione Olimpiadi risale all’8 maggio. Due mesi fa, quando tutti ai vertici dello Stato si fregavano le mani ammirando la pattuglia francese che disegnava cerchi olimpici nel cielo di Marsiglia e la fiamma olimpica sbarcava dalla Bélem. Uno spettacolo popolare e di successo che ha messo Parigi 2024 sulla migliore strada possibile. È un eufemismo dire che il passaggio è stato brutale la sera del 9 giugno. Quando Emmanuel Macron ha deciso di sciogliere l’Assemblea

L’ex deputato socialista Régis Juanico, oggi consulente in politiche sportive pubbliche, parla di una pallottola sparata ai piedi delle Olimpiadi. Sì, dice, c’è sempre stata di mezzo la politica, ma questa cosa fatta da Macron è stata enorme. Ha sprecato tutto il fervore popolare. Mathieu Hanotin, sindaco di Saint-Denis, dice che nelle fiere gli abitanti gli hanno parlato più della paura di vedere il Rassemblement salire al potere che delle Olimpiadi. Ma il comitato organizzatore giura che non è mutato nulla. Il primo mese della staffetta si è chiuso con un milione di spettatori in strada, i primi due mesi hanno portato il totale a 4,5 milioni. 


   LA TOMBOLA  DELL’ATLETICA

COME E’ ANDATO IL MEETING DI MONTE-CARLO

Nella casa del mezzofondo, sulla pista di Monte-Carlo, sono arrivati il record del mondo di Jessica Hull sui 2.000 metri, il primato europeo di Jacob Ingebrigtsen nei 1.500, un’altra gara spaziale sugli 800 metri.

Proprio ieri mattina Slalom aveva ripreso da L’Équipe un pezzo profetico a proposito delle performance che su queste distanze migliorano grazie all’assunzione di un magico gel che stempera gli effetti dell’acido lattico.

Così l’australiana ha battuto il primato dei 2.000 [5:19.70] cinque giorni dopo essere diventata la quinta di ogni tempo sui 1.500 metri e la più veloce di sempre fra le oceaniche.

Dietro di lei pure 7 record nazionali, di cui uno pure continentale in Sudamerica Djamel Sedjati ha rafforzato il suo terzo crono nella classifica mondiale degli 800 metri con il nuovo primato algerino, mentre Attaoui ha fatto battuto quello spagnolo, Kramer il record svedese e Tecuceanu si è piazzato nono con il primato personale, a sei centesimi dal record italiano del leggendario Marcello Fiasconaro, mezzo secolo fa. Il decimo e ultimo arrivato è rimasto sotto 1:44. Gulp. 

E poi tre primati personali nei 400 di Adeleke, due primati personali e il miglior crono dell’anno nei 400 maschili, corsi in 43.80 da Quincy Hall. Warholm battuto da Benjamin nei 400 ostacoli. Un Simonelli di nuovo confortante, tornato su crono d’eccellenza [13.08], a tre centesimi dal primato italiano dopo il deludente 13.33 di Parigi. Solo Grant Holloway davanti a lui. Nadia Battocletti quinta in un 5.000 molto tattico. Filippo Tortu di nuovo deludente in 20.43 dietro un Letsile Tebogo da 19.87. Fa capire quanto lontano sia il mondo ha scritto Marco Bonarrigo sul Corriere della sera.

LE AMBIZIONI DI COE

A che gioco sta giocando Sebastian Coe? Ha annunciato un bonus da 50.000 dollari per i campioni olimpici di Parigi, gettando un sasso in uno stagno. È la sua strategia per porre la candidatura alla successione di Thomas Bach alla guida del CIO, scrive L’Équipe Magazine nel numero di questo fine settimana. In copertina Wissam Ben Yedder e una cupa vicenda: nel 2023, prima di essere incriminato per stupro in un altro caso, ha pagato 1,6 milioni di euro affinché una donna non sporgesse denuncia contro di lui. Il denaro è transitato sul conto di Jérôme de Bontin, ex presidente del Monaco. Il calciatore giura di essere stato manipolato da chi gli sta intorno.

Il magazine del giornale francese scrive che la speranza di Coe di succedere a Thomas Bach alla guida del CIO è un segreto di Pulcinella. Ma da buon politico, da ex membro conservatore del parlamento britannico negli anni ’90, Coe lancerà ufficialmente la sua campagna solo se avrà la possibilità di vincerla. Bach non può ricandidarsi dopo i suoi due mandati, a meno che la Carta Olimpica non venga modificata. Il comitato etico del CIO ha avvertito che tale proposta non potrà essere presentata prima della fine dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi. Dovrebbe essere adottata a maggioranza qualificata. Se così fosse Bach, 70 anni, sarebbe imbattibile. E Coe, 67 a settembre, supererebbe il limite di età per poter ambire un giorno al Graal. 

Anche se ufficialmente non è candidato a nulla – continua L’Équipe Magazine – nella sua sede di Monte-Carlo si dice che il capo stia aumentando la frequenza dei suoi viaggi al ritmo di un uomo in campagna elettorale. A metà giugno ha deciso all’ultimo momento di andare ai campionati africani di atletica leggera. Tuttavia, l’Africa non è un territorio neutrale. Durante la 140esima sessione del CIO tenutasi a Mumbai lo scorso ottobre, è stato proprio Mustapha Berraf, presidente dei comitati olimpici africani, a lanciare l’idea di prolungare il mandato di Bach


  IL CANALE WHATSAPP

 

Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde uno-due aggiornamenti su temi, discussioni, rubriche pubblicate durante il giorno. Non vi impressionate. È una cosa poco invasiva, riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30. 

Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. A cosa serva non si sa, però pare che fa molto fico. 

 

     

  IL TELECOSLALOM 

LO SPORT OGGI IN TV

LA GIORNATA

 

RUOT

12.40 Giro d’Italia femminile, tappa-7: Lanciano-Blockhaus – su RaiSport, dalle 14 su Rai 2

14.00 Tour de l’Ain, tappa-1: Laiz-Bourg en Bresse – su Discovery+

14.45 Tour de France, tappa-14: Pau-Saint Lary Soulan Pla d’Adet – su Eurosport 1 e Rai 2

VITE OLIMPICHE

11.45 Amichevole di rugby: Australia vs Galles – su Sky

12.00 Scottish Open di golf, terzo giro – su Sky

18.30 Meeting Rieti – in streaming sulla pagina facebook di Studentesca Rieti

21.00 Test match rugby:  Argentina vs Francia – su Sky

TENNIS

15.00 Wimbledon, finale torneo femminile: Paolini vs Krejcikova – su Sky

PALAZZETTI E DINTORNI

15.00 Europei femminili pallavolo Under-22, semifinale: Italia vs Polonia – in streaming sul canale YouTube EK Volleybal U22

15.00 Europei maschili pallavolo Under-18, finale terzo posto: Italia vs Polonia – in streaming sul canale YouTube di FRV

15.30 Europei maschili basket Under-20: Italia vs Germania – in streaming sul canale YouTube della FIBA

19.30 Europei femminili basket, Under-20, semifinali: Italia vs Spagna – in streaming sul canale YouTube della FIBA)


RASSEGNA..

CHE COSA SI DICE STAMATTINA IN GIRO

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