Spagna o Inghilterra, guida alla finale degli Europei: il campo, i paesi, la politica, la società

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Nella sua guida molto nerd all’ultima partita dopo 80 ore di calcio, 28 giorni in cui 24 squadre sono state ridotte a due, The Athletic si domanda come si possano fermare due frecce come Williams e Yamal, sottolinea i tagli di Fabian Ruiz, le rotazioni sulla fascia sinistra con Cucurella, l’energia di Bukayo Saka per proteggere la fascia destra, la capacità di Dani Olmo di ritagliarsi uno spazio fra le linee, l’ordine di Rodri [403 passaggi nel torneo, con una percentuale di riuscita del 94 percento], la scarsa velocità in attacco degli inglesi, il 3-4-2-1 di Southgate nel quale Foden e Bellingham si trovano meglio, la solitudine di Kane e le sue 642 partite da professionista senza mai un titolo [su El Mundo c’è un pezzo dedicato solo a questo elemento]. 

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GLI INGLESI

L’Inghilterra è in piena, totale luna di miele con la sua squadra. O meglio: con i risultati della sua squadra. Le critiche al gioco non sono scomparse dalle analisi, sono solo finite tra le righe, messe tra parentesi, nell’attesa di vedere e capire come stasera va a finire. È una squadra resiliente e gioiosamente diversa, questa che si trova a una partita dall’immortalità, ha scritto Jonathan Northcroft sul Times: E se avesse perso contro la Slovacchia? Come sarebbe stata ricordata? Come una vergogna nazionale? Come il simbolo definitivo di coloro che amano denigrare calciatori come sopravvalutati e strapagati? Pochi secondi di differenza da una vita di infamia. E ora può essere immortalità. A Berlino, la Città Grigia, l’Inghilterra arriva con la profonda consapevolezza che nel calcio la differenza tra il nero assoluto e il bianco brillante è data un attimo

Di immortalità parla pure Jason Stoltenberg sul Guardian: Non c’è spazio per la paura contro la Spagna. I due aggettivi scelti da Martin Samuel, sempre sul Times, sono genuina e unica – così gli pare la squadra di Southgate: Non date ascolto ai cinici. Gareth Southgate ha creato un’atmosfera nella quale i suoi giocatori lo amano, e anche quelli che vengono messi da parte non lo criticano. Samuel si propone come segretario del partito southgatiano quando scrive che se pure in panchina ci fosse stato Guardiola, siamo certi che l’Inghilterra avrebbe ottenuto di più? Avrebbe potuto garantire un miglioramento che ha condotto a due finali, una semifinale e un quarto di finale? Dopo aver lasciato Barcellona nel 2012, le successive nove campagne di Guardiola in Champions sono state semifinale, semifinale, semifinale, ottavi di finale, quarti di finale, quarti di finale, finale, semifinale. E poi ha vinto. Al decimo tentativo lontano dal Nou Camp

Sam Wallace dal Telegraph prova a contendere a Samuel la tessera numero 1 del partito e scrive che Gareth Southgate è il moderno Bobby Robson, un uomo che ha affrontato i suoi critici e ha vinto. È stato oggetto di feroci contestazioni, ma ora è sull’orlo della grandezza. Steve Cooper, ancora sul Telegraph scrive che il cittì ha rovesciato l’Inghilterra da capo a fondo e nessuno merita un trofeo più di lui. Addirittura Cooper pubblica una foto nella quale sta abbracciato col cittì. Niente da fare, oggi non si trova un obiettore di coscienza verso Southgate neppure mettendo un premio in palio. 

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GLI SPAGNOLI

C’è un elemento di unanimità anche nell’altra metà del campo, la Spagna, dove stamattina si registra un altro affondo in favore di Rodri Pallone d’oro. Dopo il basco Aritz Gabilondo su AS, l’argentino Jorge Valdano su El Pais, stamattina è il turno del catalano Santi Nolla, direttore del Mundo Deportivo. Scrive che merita un elogio personalizzato. È una delle chiavi del City di Guardiola. Con lui il Manchester ha spiccato il volo e con la Nazionale, in tante occasioni con Fabián come doble pivote, è riuscito a unire la squadra. Mentre il Barça ha subito la perdita di Busquets, la squadra di Luis de la Fuente ha trovato in Rodri il quarterback perfetto, capace di dettare il ritmo della partita. Rodri ha reso solida questa squadra. È il motore. Gli avversari lo sanno e cominciano a dedicargli marcature particolari, ma lui ha tanto talento.

A proposito di talento, anche Luigi Garlando si domanda chi sia la più bella d’Europa, e chi vedremo trionfare stasera. Lo fa dalle retrovie di pagina 26 della Gazzetta, felice di informarci in precedenza che Chiesa sposa la sua Lucia, che c’è un rinnovo super per Theo al Milan, un ingaggio da top, che Taremi è già pronto, che per Vincenzo Iaquinta sarà la Juve la vera anti-Inter, che Osimhen ritrova il sorriso, che per Brescianini domani può essere il giorno, che c’è il sì di Varane per il Como, e che esiste un amore senza confini per il Torino, addirittura in tremila al Filadelfia. Garlando a pagina 26 spiega che è fuori strada chi enfatizza la rivoluzione della Spagna verticale che ha sepolto il Tiqui-Taka. E’ vero il contrario. La Spagna è rifiorita perché è rimasta sempre fedele alla sua identità storica: palleggio sicuro, idea collettiva, ossessione offensiva, allegria tecnica infantile. Cucurella non ha mai avvicinato il ricordo di Paolo Maldini, ma, inserito nel bel meccanismo di De La Fuente, va oltre i suoi limiti. La Spagna vince perché passa, stoppa e calcia meglio degli altri.

TITOLI    

▥   La Stampa. Intervista di Giulia Zonca a Marcos Senna: I tifosi razzisti sono degli idioti. Yamal un simbolo, ma di bravura” - Il regista, nato in Brasile, della Spagna campione 2008: "Fui il primo segnale di integrazione Lui e Nico Williams straordinari, ma è la meritocrazia che porta alla multiculturalità”

▥   Corriere della sera: Fate il vostro gioco” - Spagna e Inghilterra, due modelli che si sfidano per il dominio I giovani maestri Yamal-Williams la new generation Bellingham-Saka 

▥   Repubblica: Yamal e Williams, un gioco da ragazzi per alzare la Coppa” - Emanuele Gamba ha scritto: Nico ha avuto la torta il 12 luglio, Lamine ieri, con tante fragole e due candeline. I ragazzetti che giocano a fare le ali della Spagna hanno festeggiato i loro compleanni in fila, un giorno dopo l’altro: i compagni, come sempre, li hanno presi in giro e loro, come sempre, hanno riso come dei pazzi, facendosi dispetti l’un altro. Li lasciano fare, perché poi in campo sono rigorosamente seri

▥   Domani: La finale di Lamine Yamal, il ragazzo che ha fatto invecchiare il calcio” - Marco Ciriello ha scritto: Ha bisogno solo di giocare e divertirsi, giocare e perdere. Abilità e cervello, senza perdere di vista quella lucina in fondo all’orizzonte di ogni sportivo: l’umiltà. Yamal ha strada, sentimento e tradizione. Ha mondo, cuore e piede (sinistro). Incarna l’arte e il conflitto che vivono nel gioco del calcio. Deve solo lasciar rimbalzare e correre la palla.

▥   Corriere della sera: Luis contro Gareth, contestati e amati. Non dovevano nemmeno esserci

▥   La Stampa: Sfida fra corone: Felipe contro William

 

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I PAESI, LA POLITICA, LA SOCIETA’

Ecco. Questi sono i temi tecnici. Ma ce ne sono altri. La Spagna si sta godendo questa sua squadra nella quale è bello vedere qualcosa in più di un gruppo di calciatori, come fa per esempio Xose Hermida su El Pais. La Nazionale più diversificata di sempre, dice il giornale del progressismo spagnolo. Quando ancora nelle nostre orecchie era presente l’eco cupa delle parole del leader dell’estrema destra spagnola, che proclamava ai quattro venti come i minorenni immigrati portano rapine, machete e stupri, un minorenne dalla pelle nera, nato in Catalogna da padre marocchino e madre equatoguineana, è stato celebrato in Germania come un eroe nazionale. Il calcio ha una capacità ineguagliabile di produrre queste favole: un adolescente appena uscito dall’ESO, cresciuto nella cintura di Barcellona in uno di quei quartieri che Santiago Abascal e i suoi chiamano letamai multiculturali, ha stupito l’intero pianeta con un gol prodigioso contro i campioni della Francia

Secondo un sondaggio di 40dB, riferito ancora da El Pais, nove spagnoli su dieci guarderanno la finale trovando lo stile di gioco coraggioso, affascinante, mentre l’80,5% degli interpellati ritiene che il multiculturalismo della società spagnola abbia migliorato la squadra. Il 76,4% afferma di identificarsi con la squadra, il 71,3% afferma che la Nazionale contribuisce a unire il Paese, un 63,1% dichiara perfino di identificarsi più con la Nazionale che con il proprio club. Addirittura. Nel paese della faida mediatica quotidiana fra i giornali sportivi di Madrid e quelli di Barcellona. 

Una unione che manca nel Regno Unito, così pare di capire e forse sarebbe sorprendente il contrario. Ma Oliver Brown se ne risente. La firma più conservatrice del conservatore Telegraph è abbastanza stizzito dal fatto che gli scozzesi faranno il tifo per la Spagna: La ridicola mentalità del chiunque tranne l’Inghilterra non danneggia nessuno tranne la Scozia. È una forma greve di nazionalismo, obsoleta da almeno un quarto di secolo, ancora spacciata come buona da alcuni a nord del confine. Eh, solo che la maggioranza a nord del confine così piena di ridicola mentalità greve e obsoleta voleva rimanere nell’Europa unita, e gli inglesi invece no. 

ORE 21  su Rai 1 e Sky

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