EUROGOL
La nuova finestra europea s’è aperta con tre punti per l’Italia, uno per la Germania e l’Olanda, nessuno per la Spagna. Oggi torna in campo l’Inghilterra, nel frattempo scivolata alle spalle dei tedeschi nel ranking UEFA stagionale che assegna alle prime due una wild card in più per la prossima Champions formato XL. La serie A è in testa con 15.000, seguono Germania con 14.071, Inghilterra con 13.875, Spagna con 12.937. Ma è presto, prestissimo. Italia e Francia sono i due paesi che non hanno ancora perso pezzi per la strada, Inghilterra e Spagna hanno due squadre in meno rispetto a settembre, trenta dei cinquantacinque paesi affiliati all’UEFA sono già fuori da tutte le Coppe. Tra le nazioni solo spettatrici del metà settimana ci sono Serbia, Svezia e Romania.
Dai, che si rimonta, scrivono in Spagna, lo scrivono quasi dappertutto. Marca lo dice proprio così, dritto in prima pagina. As quasi, in copertina promettono che a Madrid sarà un’altra cosa. Questo si vedrà. Intanto Alfredo Relaño, decano dei giornalisti calcistici di Spagna, giurato del paese per il Pallone d’oro, ha scritto che l’1-0 non è un brutto risultato per l’Atlético, “che non ha giocato bene tranne che per un tratto non lungo del secondo tempo”. Parla di “regali inutili” e di “una partita molto studiata e tirata, in cui entrambe le squadre erano alla ricerca di un varco. L’Atlético ne ha offerti almeno tre molto netti, di cui fortunatamente solo l’ultimo è stato punito”.
| As trova che Simeone sia stato coraggiosissimo nel riproporre Llorente dopo la doppietta al Las Palmas, “ma non è stata la stessa cosa. L’Atlético ha avuto una certa capacità di minaccia solo quando Morata è entrato come riferimento, per tenere un po’ il pallone e permettere alla squadra di accorciare. L’Inter attacca bene e contrattacca meglio. Ha solo sbagliato le conclusioni. Di una cosa possiamo essere sicuri: al ritorno sarà una grande partita”.
| El Mundo riconosce che l’Inter è stata superiore, anche Orfeo Suarez si aspetta altri 90 minuti accesi, perché – ha scritto – “l’Atlético non è la squadra che ha raggiunto le due finali di Champions League, nel 2014 e nel 2016, non risponde alle stesse logiche, improntate alla forza difensiva, alle accelerazioni e alle decelerazioni” così come oggi “l’Inter non è quella del catenaccio o l’Inter di Mourinho. È una squadra allenata in modo eccezionale da Simone Inzaghi. Non è mai tra le favorite per la vittoria nel torneo, ma l’anno scorso fece andare in iperventilazione Guardiola”
Ladislao J. Moñino su El Pais la chiama una sconfitta all’italiana e parla di un Atlético battuto ma ancora vivo.
| Domenico Calcagno sul Corriere della sera riconosce: “Non è detto che un gol sia abbastanza per uscire dal Metropolitano con i quarti in tasca, ma è in ogni caso un buon punto di partenza anche perché la speranza che Thuram torni al suo posto è consistente. Resta da sottolineare una cosa importante, un indizio che è già il secondo dopo la rimonta con la Roma. L’Inter di Inzaghi sa anche sporcarsi le mani quando ce n’è bisogno, sa vincere anche le partite difficili, sporche. E questo è un sintomo tipico delle grandi squadre”.
| Luigi Garlando sulla Gazzetta parla di un Cholo tradito dalle sue prime stelle: Griezmann, De Paul, Morata. Considera: “L’Atletico è piaciuto per spirito nel primo tempo, ma ha concesso troppe ripartenze e questo fa ben sperare Inzaghi per il ritorno. E, soprattutto, ha creato solo un mezzo pericolo con Samuel Lino, ma ha chiuso senza un tiro in porta. Sommer imbattuto in 21 partite su 34. La forza dell’Inter è anche questa. Al Metropolitano sarà battaglia. L’Atletico ha toccato con mano che l’Inter è più forte e che fa male quando riparte. Giocherà con questo tarlo in testa. Quest’anno il Cholo non aveva ancora perso in Europa. Ha lasciato San Siro senza fare un solo tiro in porta. Come la Salernitana”.
| Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport-Stadio, conviene: “L’Inter ha graziato l’Atletico: la prestazione avrebbe meritato il premio di tre, quattro gol, la differenza di una sola rete è quasi irritante. Ma la squadra di Inzaghi è assolutamente in grado di battere questo Atletico anche a Madrid: gioca a un’altra velocità e quando riparte risulta spesso imprendibile per la versione tendenzialmente palleggiante dei madrileni. Ieri esclusivamente Simone ha provato a vincere: Simeone ha fatto il possibile per non perdere, e non solo per via del dimezzamento di Morata. Temendo in particolare la superiorità e il ritmo del centrocampo di Inzaghi, Il Cholo ha chiesto un superlavoro a Griezmann e Marcos Llorente (mezzala di ruolo, talvolta adattato a punta), i quali raramente hanno occupato l’area di Sommer: in più di un’occasione il francese ha addirittura frenato il potenziale contropiede, preferendo la gestione del pallone”.
GIUDIZI UNIVERSALI
Nelle sue pagelle Paolo Tomaselli ha dato 7 a Barella: “Dopo 3’ si toglie i guanti per provare a prendere la partita in mano: le giocate migliori sono quasi tutte sue, compreso un salvataggio in area nel finale. Non è male anche quella di Simeone, che appena lo vede a terra chiama il cambio. «Bare» fa paura anche al Cholo”. Stesso voto anche a Frattesi perché “entra indemoniato, recupera la palla che cambia la serata. E non solo quella. Decisivo”
Anche Garlando sulla Gazzetta ha trovato “un Barella gigantesco. Prestazione mostruosa, per intensità e qualità”.
I rumori della Champions
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Il rigore che a Dortmund contestano
In Germania si stanno dannando per il rigore che ha consentito al PSV di acchiappare il Borussia Dortmund. Hummels soprattutto non si dà pace. Il fallo è stato fischiato a lui e non se ne capacita, dice che era fallo allo zero per cento.
«Sono entrato in scivolata. Ho preso la palla in modo molto chiaro, la palla ha cambiato traiettoria. Tillman si è messo a ridere a crepapelle quando ha visti che gli è stato dato il rigore, Bakayoko lo stesso, tutti mi hanno sorriso per minuti. In area si fischiano falli che a centrocampo non verrebbero fischiati, stessa cosa per i falli di mano. Siamo finiti su una strada completamente sbagliata. La VAR ha peggiorato il livello degli arbitri. Penso che prima ce ne fossero di migliori. Ora ho la sensazione che prendano una decisione per farla controllare». [letto su Kicker]
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