La NBA si aspetta una quadrupla-doppia da Wembanyama

Nella NBA che ogni notte celebra un record, comincia a farne gola uno in particolare. La quadrupla-doppia. L’ultima risale al 1994, quando David Robinson uscì dal campo con 34 punti, 10 rimbalzi, 10 assist e 10 stoppate. Il primo a fare l’impresa era stato ufficialmente Nate Thurmond vent’anni prima di lui, 1974, con 22-14-13-12. Eppure qualcuno ha il sospetto che ai tempi di Bill Russell e Wilt Chamberlain, quando le stoppate non venivano conteggiate, qualcosa del genere con loro fosse già successo. È solo impossibile provarlo. Alvin Robertson si è aggiunto alla lista nel 1986 ma con una voce differente: 20 punti, 11 rimbalzi, 10 assist, 10 palloni rubati. E prima di Robinson ce l’aveva fatta Hakeem Olajuwon con 18 punti, 16 rimbalzi, 11 stoppate e 10 assist. Dal 1994 più nulla.

I trent’anni d’attesa possono finire con Victor Wembanyama che sembra avere il potenziale per raggiungere una prestazione del genere. Così almeno ritengono a Eurosport France, in considerazione del suo 5 su 5 visto nei giorni scorsi – aver riempito cioè la casella in cinque voci statistiche. 

Una delle caratteristiche comuni ai più grandi atleti – dice Antoine Pimmel – è la loro capacità di banalizzare l’eccezionale. Fino a renderlo quasi una routine. Victor Wembanyama continua a scioccare. Sera dopo sera. È un alieno nel panorama NBA, una lega popolata da giganti e umani che rappresentano una piccolissima parte della già esigua popolazione di giocatori di basket professionisti. Stupisce perché è diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto nel miglior campionato del mondo. Lui innova. Rivoluziona. Rende possibile ciò che sembrava impossibile. Così è diventato immaginabile pensare che un giorno farà una quadrupla-doppia”.

Draymond Green ci andò vicino nel 2017, in una notte chiusa con 11 rimbalzi, 10 assist, 10 palle recuperate ma solo 4 punti. Nessun altro è mai andato più vicino di lui a rompere l’attesa. 

Wembanyama adesso, un centro da 2,24 metri sfida costantemente i canoni. È gigantesco, sì, ma anche molto agile, abile, intelligente e sicuramente talentuoso. La combinazione perfetta per dominare il mondo del basket per un decennio se il suo fisico glielo permetterà

Gli sono bastate 53 partite in NBA per raggiungere un 5 by 5 e una tripla-doppia con diverse combinazioni: punti-rimbalzi-stoppate oppure punti-rimbalzi-assist, quest’ultima in soli 21 minuti. 

Sono state appena 6 le partite in cui San Antonio lo ha utilizzato per 34 minuti o più. È probabilmente la condizione necessaria per la quadrupla-doppia. Secondo Eurosport France è quasi l’unico candidato per una simile impresa. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.