I MONDIALI DELLE ACQUE
Quando a pallanuoto giocano gli uomini, anche i Mondiali sono degli Europei. Sessanta medaglie su sessanta in 20 edizioni non sono mai uscite dal continente. Ci sono al massimo un quarto posto di Cuba nel 75, uno dell’Australia nel 98, tre degli USA nell’86, nel 91 e nel 2009. Eppure, in un simile contesto così claustrofobico, così segnato da un’egemonia, i campioni in carica sono riusciti a ripetersi solo due volte nella storia.
Ci riuscì la Jugoslavia tra 1986 e 1991 cambiando nell’arco di quel quadriennio otto giocatori su tredici, conservando come base la classe di Perica Bukić, Igor Milanović, Dubravko Šimenc, Aleksandar Šoštar e Mirko Vičević. Ci riuscì poi la Spagna fra 1998 e 2001, con l’ultima nazionale di Manuel Estiarte e la prima senza, con il leggendario Jesús Miguel Rollán in porta. E poi basta. Da vent’anni non accade più.
Ci prova adesso l’Ungheria, francamente un compito più agevole, da un torneo all’altro sono passati appena 200 giorni. È il paese che attualmente dispone della maggiore profondità di giocatori, una volta attraversata una crisetta fra la seconda metà degli anni Ottanta e inizio anni Novanta: senza podi olimpici nel periodo 1988-1996, senza podi europei fra 1985-1991. Le nazionali d’élite non hanno oggi più di tre-quattro giocatori di livello internazionale. Il cittì Zsolt Varga può scegliere tra 20 campioni.
Con la qualificazione olimpica al sicuro, il mese scorso l’Ungheria ha portato agli Europei una squadra-B, la più giovane di sempre con un’età media di 23 anni e mezzo. Aveva sei Under-20 tra i convocati. È arrivata in semifinale. Nove dei campioni del mondo di Fukuoka erano nel frattempo a casa, riposo, palestra, piscina. Un privilegio che può fare la differenza in Qatar e soprattutto in estate a Parigi.
È questo il mondo che si è messo sulla strada del Settebello verso i Giochi. Lo scenario olimpico è il seguente. Otto squadre sono già qualificate: Francia [paese ospite], Ungheria e Grecia [finaliste ai Mondiali 2023], Giappone [campione d’Asia], USA [campioni delle Americhe], Spagna [campioni d’Europa], Sudafrica [campioni d’Africa], Australia [campioni d’Oceania]. Le migliori quattro ai Mondiali a parte queste staccano il biglietto per Parigi. L’Ungheria è nel girone dell’Italia. Batterla e finirle davanti, chiudere il gruppo al primo posto, potrebbe servire a disinnescare il pericolo di trovare Serbia o Montenegro agli ottavi. Se tutto va secondo le previsioni, passano tre ex-jugoslave [anche la Croazia] con gli azzurri.
Arianna Ravelli sul Corriere della sera ha scritto che “Campagna ha continuato nella sua costruzione pezzo per pezzo di un gruppo vincente, anzi come dice lui «di un organismo, perché siamo un organismo, non un’organizzazione», la cui ossatura è quella della squadra che ha vinto tutto a livello giovanile, con i vari Di Fulvio (il bomber, 30 anni, diventato anche capitano al posto di Del Lungo, il portiere, 33 «perché così penso possa crescere e far crescere gli altri, ma Del Lungo resta un leader») che sono diventati grandi, e l’inserimento di qualche giovane che non è più una speranza come Francesco Condemi, 20 anni, e Matteo Iocchi Gratta, 21, (mamma montenegrina, papà romano), «che sono il sangue fresco». Passano gli anni, ma tra i 20mila tesserati, dal cilindro esce sempre un’ Italia vincente. «È un po’ come la scherma, ci sono centri come la Liguria, la Sicilia, Napoli, in cui si giocherà sempre a pallanuoto». Non resta che esportare il made in Italy”.
Il compito del Setterosa passa da un imbuto più stretto. Le carte per Parigi sono soltanto due, da aggiungere alla Francia [paese di casa], Olanda e Spagna [prima e seconda ai Mondiali], Australia [campionesse d’Oceania], Cina [Asia], USA [Americhe], Sudafrica [Africa], Grecia [terza agli Europei]. Le migliori non qualificate sono Ungheria e Canada. Bisogna arrivare davanti a una di loro. Ravelli sul Corriere: “La squadra, dalla veterana Roberta Bianconi alla capitana Valeria Palmieri, è la stessa costruita dopo la mancata partecipazione alle scorse olimpiadi e che a Fukuoka ha saputo battere le stelle Usa tre volte campionesse olimpiche”. La prima avversaria è la Gran Bretagna – una nazionale che ha questa storia qua
IL PROGRAMMA DI DOM 4 FEB
7.30 Kazakistan-Brasile [donne] | 7.30 Preliminari solo libero femminile [con Susanna Pedotti] | 8 Preliminari piattaforma 10 m femminile [con Maia Biginelli, Sarah Jodoin di Maria] | 8.30 Cina-Spagna [donne] | 8.30 Finale 10 km maschile [con Domenico Acerenza, Dario Verani] | 10 Grecia-Francia | 11.30 Australia-Singapore [donne] | 12 Finale routine acrobatica [con Italia] | 13 Ungheria-Nuova Zelanda [donne] | 13.30 Finale trampolino 3 m sincro maschile [con Lorenzo Marsaglia, Giovanni Tocci] | 14.30 Gran Bretagna-Italia [donne] | 17 Stati Uniti-Paesi Bassi [donne] | 18 Finale duo tecnico misto [con Susanna Pedotti e Giorgio Minisini] | 18.30 Sudafrica-Canada |
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