Cinquantamila spettatori per una partita di pallamano. In Germania gli Europei iniziano con un record

Se non esistesse la pallanuoto, la pallamano avrebbe il primato dello sport dalla cerchia più ristretta. Sedici bandiere sono salite sul podio nella storia dei Mondiali, quindici sono europee, una è quella del Qatar annata 2015, quando Doha organizzò il torneo in casa e procedette a una massiccia campagna di naturalizzazioni.

Dentro i confini dell’Europa scatta un’ulteriore restrizione. In trent’anni di campionati sono andate a medaglia 11 nazioni in tutto e sei hanno vinto l’oro, Un’apertura e una rotazione si sono intraviste nell’ultimo decennio: cinque paesi campioni diversi nelle ultime sei edizioni. 

L’Europeo che inizia a Düsseldorf e si chiude il 28 gennaio a Colonia nasce per prendersi un altro record. La giornata inaugurale avrà 53.000 spettatori. Si gioca in uno stadio di calcio, alla Mercury Game Arena di Düsseldorf, un impianto multifunzionale, il tetto, l’erba che può essere rimossa. Come succede per i i concerti sono stati posati dei pannelli sul suolo e sui pannelli hanno incollato il campo. Intorno al campo è stata costruita un’ulteriore tribuna. Solo pochi stadi in Germania possiedono i requisiti per un’operazione di questo tipo. Die Welt racconta quest’atmosfera di eccitazione [Tutto è pronto per lo spettacolo] ma ci avverte che è in corso uno sciopero del sindacato ferrovieri, si protrae fino a venerdì sera e rischia di mettere in difficoltà l’arrivo di qualche tifoso. Deutsche Bahn è partner dell’evento e offre tariffe speciali durante il torneo per chi ha comprato un biglietto degli Europei: un viaggio di sola andata costa 28,90 euro in seconda classe e 38,90 euro in prima per gli spettatori e giornalisti.

Il record che stasera cadrà è del 2014, pure allora fu necessario convertire alla pallamano uno stadio di calcio: 44.189 spettatori andarono a Francoforte per la partita tra Rhein-Neckar Löwen e Amburgo. Uwe Gensheimer, Patrick Groetzki, Hans Lindberg, Kentin Mahé e Torsten Jansen c’erano allora e ci saranno pure stasera. L’affitto dello stadio, montare e smontare il campo, costa 750mila euro. Finanziariamente non ne vale la pena, ma la federazione tedesca l’ha accettato consapevolmente. Un record è un record. L’organizzazione non corre alcun rischio. Il budget per ospitare il torneo è di 28 milioni di euro. Il pareggio di bilancio era fissato con la vendita del 50% dei biglietti. Sono andati esauriti già per il 66 percento. La prova generale è stata fatta un anno fa con l’organizzazione della Coppa del Mondo U-21 

L’Europeo è spalmato in sei città: Düsseldorf, Colonia, Mannheim, Monaco, Berlino e Amburgo. Tutti i palazzetti possono contenere più di 11.000 spettatori. In Germania lo chiamano il campionato più bello di sempre. L’enfasi non è nuova. Il sito della radio pubblica tedesca ricorda che la Bundesliga ha di sé l’immagine di miglior campionato del mondo. Secondo Michael Allendorf, direttore sportivo dell’Assia MT Melsungen, la squadra sorpresa, spiega che la sua eccezionalità sta nell’equilibrio. Chiunque può battere chiunque. Negli ultimi dieci anni ci sono state quattro squadre diverse capaci di vincere lo scudetto  – il Kiel, il Magdeburgo, il Rhein-Neckar Löwen e il Flensburg-Handewitt – ma soprattutto le prime due hanno anche vinto la Champions. Sono le tedesche che nel 2020 e nel 2023 hanno spezzato l’egemonia del Barcellona. Ora in federazione sta montando il proposito di far nascere un Deutschland Team, una squadra di U-21 di interesse nazionale da far giocare tutti insieme per un anno, come da noi accade con il Club Italia nella pallavolo femminile. C’è qualcuno che però si oppone all’idea di cedere in prestito per un anno i propri giovani migliori a una diretta concorrente.

 

Sì, ma chi gioca

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La grande favorita è la Danimarca, campione del mondo nel 2019, 2021 e 2023. L’Équipe dedica stamattina tre pagine al torneo che inizia, e assegna cinque stelle ai danesi [debuttano domani contro la Repubblica Ceca, anzi la Cechia]. È la nazione guida. 

La sua icona, Mikkel Hansen, e l’eterno portiere Niklas Landin, cinque titoli di miglior giocatore del mondo in totale, sono ancora qui, scortati dalla formidabile nuova generazione di Mathias Gidsel (24 anni) e Simon Pytlick (23 anni). Sono già qualificati per i Giochi di Parigi. 

Cinque stelline anche per la Francia, non per sciovinismo. All’età di 39 anni Nikola Karabatic sta giocando la sua stagione finale prima dell’addio. È un fratello maggiore di lusso per i fantastici Nedim Remili (28 anni) e Dika Mem (26 anni), oltre che per tutta una serie di talenti. Solo la posizione del portiere rappresenta un grosso punto interrogativo, vista l’assenza di Vincent Gérard (pubalgia), ma la difesa dei campioni olimpici offre comunque solide garanzie. La Francia non vince gli Europei da 10 anni. 

Quattro stelline per la Svezia, detentrice del trofeo, vinto faticosamente due anni fa a Budapest dopo vent’anni di frustrazioni. L’Équipe parla di solida cultura di gioco, un grande direttore d’orchestra (Jim Gottfridsson), un terribile portiere (il parigino Andreas Palicka) e un tiratore eccezionale (Eric Johansson). Un anno fa la grande delusione del quarto posto ai Mondiali di casa, senza Gottfridsson infortunato durante il torneo. Cercano una rivincita e il posto alle Olimpiadi che ancora non hanno con certezza. Il cittì Glenn Solberg ha fatto a meno di giocatori famosi come Jerry Tollbring (Füchse Berlin), Gustav Davidsson o il portiere Mikael Appelgren (entrambi Rhein-Neckar Löwen). Dei 18 giocatori in rosa, però, 17 giocano le coppe europee, tra Champions League e European League. Tutti insieme sommano 1.100 partite internazionali. Tre stelline per la Spagna, due per la Germania, una per la Norvegia. 

 

  IL PROGRAMMA

merc 10 ore 18: Francia-Macedonia del Nord | ore 20.45 Germania–Svizzera

 

 

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