Quando intorno a mezzogiorno arriveranno in pista Barbora Kucianová e Martin Bidař, avremo meno dubbi su come chiamarli. Martin Bidař è stato il campione del mondo giovanile sette anni fa, adesso ne ha venticinque. Pattinava in coppia con Anna Dušková, vinsero pure l’argento ai Giochi giovanili del 2016. Una coppia con un grande futuro davanti. Martin è il figlio di un’allenatrice di pattinaggio artistico [Iveta Bidařová], anche suo fratello minore e le sorelle hanno preso la stessa strada. Quando Anna Dušková parlava delle loro gare, diceva che all’inizio era imbarazzante perché erano abituati alle gare in singolo e invece dovevano tenersi per mano. «Eravamo giovani e timidi».
Dopo un infortunio di lui e dopo le Olimpiadi di Pyeongchang, senza troppe spiegazioni, Anna e Martin si sono separati. Succede. Agli Europei di pattinaggio artistico che iniziano in giornata a Kaunas, per la prima volta in Lituania, Martin farà coppia allora con Barbora Kuciánová. Quando Martin ha imparato a pattinare, lei non era ancora nata. Non ha compiuto neppure 17 anni, il compleanno viene in aprile. Faranno la loro esibizione su Burning di Yeah Yeah Yeahs – una canzone che parla del passato, di come liberarsene, di come e trasformarsi – e su Wicked Game di Chris Isaak, dove lui dice di un amore non corrisposto, un grande classico. Ma non è questo il punto. Il punto è che Barbora è České Budějovice. Sui documenti: Repubblica Ceca. Qualcuno dice: Boemia meridionale. Qualcun altro la chiama Cechia.
Questa cosa deve essere diventata un piccolo grande tormento. Non per Barbora. Per il governo di Praga. Così qualche settimana fa è arrivata una circolare dal ministero degli Esteri per fare chiarezza. Quale forma del nome del paese – Cechia Boemia o Repubblica Ceca – è la preferita per l’uso internazionale, in quali contesti possiamo usare ciascun nome?
Ora è chiaro che vi state appassionando. Innanzitutto è importante ricordare che sia il nome breve [geografico] che quello formale [politico] fungono da nomi ufficiali del paese. Sia Repubblica Ceca [Česká republika] sia Cechia [Česko] sono presenti nei database delle Nazioni Unite La base per il riconoscimento giuridico delle forme brevi dei nomi dei paesi nella comunità internazionale è un processo che segue alcune norme. Il nome Cechia era già stato standardizzato nel 1993 ma è entrato gradualmente nell’uso informale dopo la disgregazione dell’ex Cecoslovacchia. Un ostacolo sono state le traduzioni in lingua straniera, assenti dai database per oltre vent’anni. Il governo ceco ha posto rimedio a questa situazione il 2 maggio 2016 con la risoluzione numero 403 per l’inserimento di Česko negli ambiti di ONU, UE, NATO e OCSE. Comunque sia, il ministero raccomanda di utilizzare il nome formale nei trattati internazionali e in altri documenti ufficiali, il nome breve quando sui siti web, sulle targhette nelle sale conferenze, negli eventi legati al commercio e all’economia [mostre, fiere], presentazioni culturali, sociali, scientifiche, economiche, in sostanza nella comunicazione informale, ma pure nella corrispondenza, nelle opere letterarie, negli articoli di giornale, nelle interviste, sulle mappe e sugli atlanti, sui social media.
C’è un capitolo delle raccomandazioni giunte dal ministero dedicato proprio allo sport. Dice che i risultati degli atleti cechi rappresentano una parte importante della presentazione internazionale della Repubblica. I nomi dei paesi in forma abbreviata sono generalmente accettati nello sport, i nomi formali meno. Il nome abbreviato Cechia è dunque non solo tollerato, ma caldeggiato. Repubblica Ceca andrà viceversa preferito in ambito sportivo in occasione di qualche trattato, tra parti contraenti qualcosa. La forma breve deve essere usata su attrezzature, abbigliamento e maglie, nei risultati delle gare, nei commenti sportivi, nelle interviste ai media, sulle targhette nelle sale conferenze.
Quando allora intorno a mezzogiorno metteranno i pattini e scenderanno in pista – signore e signori, ecco a voi Barbora Kucianová e Martin Bidař dalla Cechia. Giusto?
Adam Siao Him Fa, i fantasmi e la bellezza
A Kaunas mancano ancora i pattini di Russia e Bielorussia. Le iscrizioni sono 216 in rappresentanza di 32 Paesi. Ci sono tutti i campioni uscenti dell’edizione di Espoo in Finlandia. Il più atteso è Adam Siao Him Fa, quasi 22enne di Bordeaux, figlio di una coppia di immigrati dalle Mauritius. Papà Daniel fa l’anestesista. Nel luglio del 2022 Adam ha apportato un cambiamento importante ai suoi programmi trasferendosi a Nizza, per lavorare con gli allenatori Cédric Tour e Rodolphe Marechal. Il trasferimento gli ha permesso di stare a più stretto contatto con il suo coreografo Benoit Richaud. Per il suo programma corto si esibisce su The Prophet. In una intevrista con il sito olimpico ha detto che gli pare di danzare con i fantasmi sul ghiaccio, mentre per il programma libero usa un medley con il quale «racconto la storia della bellezza della vita».
Scrive Céline Nony su L’Équipe di stamattina che Adam “continua a stupire con la costruzione razionale della sua carriera. In un anno non è più lo stesso. È più maturo, osa nuovi voli artistici; è più professionale, si è aperto a cambiamenti nella preparazione fisica, la preparazione mentale, l’alimentazione; ma è il suo progresso tecnico che dovrebbe permettergli di respingere gli avversari. Ha saputo evolversi artisticamente, ma anche tecnicamente, integrando il quadruplo lutz nel suo bagaglio”.
Il lutz è il salto che porta più punti [11.5] dietro l’axel [12.5]. In buona sostanza è questa cosa disegnata qua sotto [da skateworldmex]
Dopo l’oro in Finlandia del gennaio scorso, Siao Him Fa ha svoltato. Ha avuto una stagione trionfale. Al Grand Prix de France di novembre è diventato il sesto di sempre a entrare nel club 100–200–300 [così lo chiamano i nerd del pattinaggio], significa un programma corto da 100 punti, un libero da 200 e 300 in totale. Altri uomini che potrebbero infastidirlo sono il compagno di squadra Kévin Aymoz, Matteo Rizzo, e lo svizzero Lukas Britschgi.
L’Équipe dice che quando si entra nel palazzetto di Kaunas è “facile intuire che qui, sulle rive del Niemen, il cuore della città vibra soprattutto per il basket. Non devi fare altro che entrare nella tua camera d’albergo, sulla cui parete è dipinto l’affresco di un giocatore stilizzato. È allo stesso tempo kitsch e abbastanza logico: il più grande porto fluviale dei paesi baltici è orgoglioso del suo leggendario Arvydas Sabonis e del suo club, lo Zalgiris, un forte simbolo di resistenza per i lituani alla Russia sovietica. Questa settimana, però, è il ghiaccio a proporre grandi emozioni”.
IL PROGRAMMA
ore 12: corto coppie | ore 16.15: corto uomini
in tv oggi ore 12 Eurosport | 13.10 Rai Sport