Dunque i Mondiali di ginnastica sono finiti con Simone Biles che ha portato a 30 le sue medaglie in carriera, di cui 23 d’oro. Gli ultimi due sono arrivati alla trave e al corpo libero, la specialità in cui aveva vinto a 16 anni nel 2013 davanti a Vanessa Ferrari. “Può permettersi anche di arrivare fuori linea nella penultima diagonale” ha scritto il Corriere della sera. Argento e bronzo per il Brasile con Andrade e Flavia Saraiva. Il super esercizio al volteggio è finito con una caduta di schiena in atterraggio: argento. Il peggior piazzamento è stato un quinto posto alle parallele asimmetriche, la gara che proprio non riesce a farsi piacere.
Martina Paganelli su Ginnasticando ha introdotto un tema di discussione: la banalizzazione di Simone Biles. Dice che a uno sport di nicchia nicchia fa sempre piacere vedere allargato lo spettro dell’interesse. E però.
“Fa discutere il caso della presentatrice televisiva e attrice comica Luciana Littizzetto, la quale ha condiviso sul suo profilo Instagram l’impresa compiuta da Biles, aggiungendovi un commento che ha scatenato uno scontento generale da parte di numerosi amanti del settore: L’idea di fondo della Littizzetto sembra essere quella di attuare una retorica e di mandare, quindi, un messaggio che ha certamente alla base le migliori intenzioni; allo stesso tempo può suonare denigratorio nei confronti dell’entità del gesto compiuto dalla Biles e proprio per questo necessita di una contestualizzazione più attenta e precisa. Citando le parole della Littizzetto, quali “Orgogliosa di te bambina”, molti si sono opposti a tale connotazione. In effetti, occorre precisare che Simone è una donna, sposata, che all’età di 26 anni è già la ginnasta più forte di tutti i tempi, nonché una vera e propria sopravvissuta alle numerose e spiacevoli vicende che la vita le ha posto lungo il cammino. Che si sia d’accordo o meno, va sottolineato che chiunque ha una propria storia, più o meno difficile agli occhi degli altri. Che si sia presentato un nuovo salto mortale nella ginnastica, come definito dalla signora Littizzetto, o che questo salto faccia parte della quotidianità di ogni donna. Ogni donna, ogni giorno, affronta le proprie difficoltà e i propri “salti mortali”, ciò non determina la prevalenza di uno sugli altri”.
LEGGI ANCORA Ecco Biles II. Come un sequel, come una regina, come una papessa