#2 giorni a Bologna vs Juventus
► OPS MA guarda: pare proprio che andare a giocare Milan-Como a Perth sia stata giudicata una cosa azzardata quasi quanto giocare Perth-Melbourne a Como. Ufficialmente il motivo è una divergenza tra la serie A e la federcalcio asiatica. Un’altra meravigliosa scena da aereo più pazzo del mondo. Bussi alla cabina del pilota e dentro non c’è nessuno.
◇ La serie A ha fatto un figurone con la sua alta borghesia nelle Coppe del giovedì: il Bologna ha vinto sul campo del Celta Vigo, la Roma ha battuto il Celtic Glasgow in Scozia e la Fiorentina si è riaccesa davanti alla Dynamo Kiev. Il distacco dalla Germania nel ranking annuale UEFA che assegna alle prime-due un posto in più nella prossima Champions è calato un pochino rispetto a mercoledì sera ma è cresciuto rispetto alla settimana scorsa.
◇ L’olimpionica svizzera Michelle Gisin è caduta nell’ultima prova della libera di St.Moritz e in ospedale le hanno diagnosticato lesioni al polso, a un ginocchio e alla colonna cervicale. Sarà operata a Zurigo, per fortuna muove braccia e gambe. La Svizzera ha già perso per i Giochi Lara Gut-Behrami e Corinne Suter è in dubbio.
Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano, per sempre
George Orwell
Dammi la tua password e io ti darò il visto
Come si entrerà negli USA per vedere i Mondiali
C’è un’idea di viaggio che ha sempre accompagnato il turista per sport, quello che prenota un viaggio guardando il calendario di un’Olimpiade o di un Mondiale di calcio. È l’idea di attraversare un confine per una partita, una città, una notte che non tornerà. Ora, per chi volerà negli Stati Uniti nell’estate del 2026, quel viaggio rischia di iniziare prima ancora dell’aeroporto, dentro un modulo online che chiede non solo chi sei, ma chi sei stato, cosa hai scritto, che cosa hai condiviso, quali tracce di te e delle tue idee hai lasciato in giro negli ultimi cinque anni. I Mondiali rischiano di cominciare non allo stadio, ma in una stanza virtuale di sorveglianza, di tifosi che si chiedono se per vedere una partita valga davvero la pena rinunciare a qualcosa che dovrebbe restare intoccabile.
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Le analisi
Édith Piaf canta Karim Benzema
Karim Benzema parla come corre: senza fretta, ma con la sensazione costante di avere il controllo del tempo. A Dubai, dove prepara la seconda parte di stagione con l’Al-Ittihad, appare più asciutto che mai, quasi a voler smentire l’anagrafe prima ancora dei difensori. Sta per compiere 38 anni, eppure il tema delle sue parole – in una monumentale intervista con L’Equipe – non è il declino, ma l’ostinazione: lavorare ancora di più per durare ancora un po’.
Gerry & The Pacemakers cantano Arne Slot
You’ll Never Walk Alone, e qui lo sanno bene. Liam Carragher ha sentito cantare quella canzone centinaia e centinaia di volte, la sua voce nel caso Salah era molto attesa – ed eccola qui che arriva sul Telegraph, dove dice che Salah ha perso una battaglia culturale. Mentre Slot l’ha vinta incarnando i valori del club e difendendoli contro una icone. Il vero vincitore della è Slot. Nel momento più delicato del suo percorso ad Anfield, esce più forte e più protetto di prima. Mohamed Salah ha commesso un errore di lettura fondamentale: non ha capito come funziona Liverpool.
I Rolling Stones cantano il Real Madrid
Non c’è molto da fare. Quando vai ad allenare il Real Madrid, you’ll never farai pipì alone. Insomma. Per capirsi. È la tesi di Daniel Verdú su El Pais. Il Real non è un laboratorio d’autore, ma una forza storica che assorbe tutto. Al Bernabéu puoi provare a essere te stesso. Ma prima o poi è il Madrid che decide e scrive i capitoli a modo suo.
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Dai campi
eurogol
Le Coppe del giovedì
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Alex Frosio racconta la vittoria della Roma in Europa League senza parlare davvero di Glasgow, né del Celtic, e nemmeno solo della Roma che vince. Sulla Gazzetta parla in fondo di identità che riaffiorano quando il contesto lo permette. La sua cronaca racconta una Roma che lontano dal campionato e dalle sue frizioni si riconosce: aggressiva, alta, feroce negli anticipi, coerente con l’idea del suo allenatore. In Europa, scrive Frosio, è Roma vera perché il calcio di Gasperini funziona quando può divorare campo e pallone senza mediazioni. E al Celtic Park, che all’inizio sembra una cattedrale, “si siede come a teatro” appena la partita comincia.
7. Gli uomini fuori rotazione con cui l’Olimpia Milano ha vinto comunque una partita di Eurolega contro il Panathinaikos [96-89], una candidata al titolo. Sette assenze che diventano il cuore del racconto di questa squadra, non un limite stavolta, ma una misura della crescita. Per la squadra di Peppe Poeta, 26 punti di Brooks con 8 su 14 da tre.
21. I punti di Alessandro Michieletto per Trento al debutto in Champions nel 3-0 su Lubiana, mai davvero in discussione [25-23, 25-23, 25-21]. I punteggi sembrano tirati, ma è un equilibrio solo di punteggio: Lubiana è rimasta aggrappata, ha avuto in Stern il riferimento più solido, è stata anche avanti nel terzo set, ma Michieletto ha sempre rimesso le cose a posto. Con l’attacco, con quattro ace che hanno spezzato la ricezione slovena, con giocate che hanno indirizzato il flusso della gara più dei numeri stessi. È una partita che Trento ha vinto soprattutto con la battuta – nove ace di squadra – e con una continuità offensiva che si riflette anche nel 61% in attacco finale.
0. I set concessi in tre partite da Scandicci alla prima apparizione al Mondiale dei club. Ha passato il girone e si è qualificata per le semifinali ruotando le giocatrici e gestendo bene Kate Antropova, cambiando regia e schiacciatrici, senza perdere mai il controllo. È uno zero che racconta solidità più che brillantezza, maturità più che entusiasmo, la capacità di essere padrone del torneo anche con il volume basso. Antropova è comunque la miglior realizzatrice con 54 punti, con la libertà di poterla togliere dal campo senza che la squadra tremasse. Scandicci giocherà in semifinale con Praia Clube.
1002. Milledue giorni senza perdere una partita internazionale: questa è diventata Conegliano. Non è solo la vittoria in 68 minuti sul Praia Clube, né il primo posto nel girone davanti a quasi duemila brasiliani. È la continuità assoluta a strabiliare. In questi 1002 giorni ci sono Champions e Mondiali per Club, c’è una squadra capace di dominare anche senza Fahr al centro, di orchestrare il gioco con Wolosz e colpire con Gabi, Zhu e Haak come strumenti perfettamente accordati. È un numero che spiega perché per Conegliano ogni partita è l’atto naturale di una supremazia costruita nel tempo.
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Tendenze
Il mestiere di insegnare a battere le punizioni

I calci piazzati sono pause brevi e ricorrenti, interruzioni che punteggiano la liturgia settimanale del pallone, mai come in questa stagione sotto l’occhio degli osservatori per la loro capacità di decidere le partite. Soprattutto in Premier League. “Riempiono la testa di fantasticherie: trame studiate, finte elaborate, saette dai trenta metri”. Nella maggior parte dei casi nascono dal caos – “un pallone spazzato in modo sgraziato, un tuffo teatrale” – e non producono altro che “una piccola macchia sulla tela sacra del campo”. Ma ogni tanto, “diventano pure colpi di genio che si fissano nella memoria come il Padre Nostro”.
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Discussioni
La vita di Robinho in prigione in Brasile
Robinho pensava che il tempo, la distanza e il Brasile fossero una protezione sufficiente. A 36 anni, quando nel 2020 ha chiuso la carriera, si era convinto che la condanna italiana — nove anni di carcere per uno stupro di gruppo commesso a Milano nel 2013 — non lo avrebbe mai raggiunto. Lontano dall’Italia, senza accordi di estradizione, la prigione sembrava un’ipotesi astratta. “La sua idea di futuro era fatta di investimenti immobiliari, partite di futevolei, barbecue sul mare e musica a tutto volume” dice France Football in un pezzo che ricostruisce invece i giorni della detenzione.
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Interpreti
Quelli che si rifanno una vita giocando a freccette
Le freccette sono tornate e Jonathan Liew sul Guardian racconta la prima gironata dei Mondiali per quello che sono diventati, un rito stagionale inevitabile, “un addobbo natalizio indispensabile che, come il Natale stesso, arriva ogni anno un po’ prima”. Tornano i cliché, le formule rituali e torna soprattutto Luke Littler, che a due ore dal match è già alla lavagna di allenamento: un dettaglio minimo che dice molto di lui.
I lavori che gli italiani non vogliono più fare
➣ Castellini, le piace il calcio di oggi?
«Non fa più per me, ma bisogna accettare la nuova generazione, i tatuaggi, i codini, i balletti, i giocatori che vanno a salutare il pubblico quando perdi: noi scappavamo dalla vergogna. Voglio bene ai giovani, ho due nipotini, ma è difficile dargli un’impronta».
➣ Qual è la differenza più grande rispetto ai suoi tempi?
«Sono tante. Adesso il gioco è più veloce, ma tanti tocchi, troppi. A Rivera, che non era rapidissimo, bastava uno stop per l’assist vincente. Ma qualcosa sta cambiando».
➣ Lei quale consiglio darebbe al Torino?
«Sogno undici italiani in campo, o comunque una presenza molto più massiccia. Così forse capirebbero cos’è il Toro, il suo senso di appartenenza. Ma è un discorso che si può estendere ad altre squadre». [a francesco manassero, La Stampa]
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Oggi
Si potrebbe andare a vedere Julia Simon
Dopo un mese di sospensione disciplinare, il biathlon accoglie il ritorno silenzioso e carico di tensione di Julia Simon in Coppa del mondo. Non è un rientro trionfale né mediatico, più una cosa in punta di piedi, osservato da tutti e commentato da nessuno, in un ambiente che sembra trattenere il fiato. La vicenda è nota e se ne parlava qualche giorno fa qui. Julia Simon è stata condannata a tre mesi per furto e frode della carta di credito della compagna di squadra Justine Braisaz-Bouchet.
Méline Nocandy nella semifinale ai Mondiali di pallamano
Non in campo, ma dentro una stanza chiusa, lontane dallo staff e dalle telecamere, le ragazze della Nazionale francese di pallamano si sono ritrovate. Dopo la sconfitta contro l’Olanda, una partita che l’Equipe definisce “senza conseguenze ma preoccupante”, la squadra si è fermata e ha fatto ciò che fa da anni quando sente che qualcosa si sta incrinando: una riunione solo tra giocatrici, diventata ormai un rituale identitario.
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