Vent’anni dopo Berlino, cos’è successo al calcio italiano dal Mondiale 2006
E poi non è successo tutto all’improvviso, la crisi non è arrivata per caso, per una maledizione. Il Mondiale del 2006 è forse arrivato quattro anni dopo di quando avrebbe dovuto. È stato la chiusura gloriosa di un ciclo. Berlino ha funzionato come un abbaglio. Abbiamo pensato di essere ancora una potenza, invece avevamo vinto con l’ultima raccolta di una semina precedente, con una serie di campioni [Buffon, Cannavaro, Nesta, Pirlo, Totti, Del Piero, Toni] nati e cresciuti nel calcio italiano degli anni Ottanta e Novanta, quando la serie A era il centro del mondo. Dopo, lentamente, è venuto giù tutto quello che il Mondiale aveva coperto, con dei magnifici bagliori come la finale europea del 2012 e il titolo del 2021. Dopo Calciopoli, la serie A ha perso denaro, attrazione e autorevolezza. Ha continuato a produrre allenatori, qualche finalista europea ogni tanto, dei club competitivi fino a un…
Dal dominio all’irrilevanza, il dilemma delle McLaren
① PANORAMI Gli scenari impensabili di Maranello La Ferrari è tornata alla vittoria dopo appena tre settimane, e lo ha fatto nella maniera più sorprendente per chi pensava che a Maranello non ci stessero capendo nulla. In realtà, e su queste pagine ne abbiamo scritto, l’impressione è che i tecnici della Rossa non stessero brancolando nel buio. A Vasseur erano scappate alcune frasi che lasciavano intendere che un’idea ce l’avessero, ma la vittoria di Leclerc, anche se propiziata dagli inconvenienti capitati ad Antonelli e dal mancato rientro della Safety Car nel finale di gara, va comunque oltre ogni rosea aspettativa. Chiaramente la prudenza è d’obbligo, ma il risultato dell’intero weekend, con le due macchine sempre nelle prime due file in entrambe le qualifiche Sprint e gara, con annessa pole position, una vittoria e tre podi totali, restituisce la sensazione di una Ferrari pronta a lottare per…
I derby dei re e delle regine: due monarchie in semifinale ai Mondiali
DI ROBERTO LIBERALE Negli ottavi di finale, il ranking è stato rispettato 6 volte su 8. Eccezioni sono state la Norvegia e la Svizzera, che avevano una classifica FIFA peggiore di Brasile e Colombia all’inizio dei mondiali. Questi invece i ranking ai quarti: QUANTE VOLTE AI QUARTI DI FINALE Solo per la Norvegia si tratterà della prima presenza ai quarti di finale dei mondiali. Le uniche due nazionali che poi non sono andate oltre sono naturalmente la stessa Norvegia e la Svizzera. Nel caso di vittoria nei quarti, per loro sarà la prima volta tra le quattro migliori al mondo. Le altre sei ci sono riuscite almeno una volta. In basso le precedenti partecipazioni ai quarti di finale delle otto squadre qualificate in questa edizione. QUANTE PRIME SECONDE E TERZE Ai quarti di finale arrivano 6 prime classificate nei gironi e 2 seconde. Non ci sono più terze ripescate…
Galibier, Tourmalet, due volte l’Alpe d’Huez: tutti contro Pogacar al Tour
Ventuno tappe, 3.320 chilometri e 54.000 metri di dislivello. Il Tour de France parte da Barcellona e arriva il 26 luglio sugli Champs-Élysées, dopo essere passato da Montmartre. In mezzo ci sono il Tourmalet, il Galibier e una doppia scalata dell’Alpe d’Huez, dentro un percorso costruito in crescendo per evitare che Tadej Pogačar possa mettere subito la corsa al sicuro. Il favorito resta lui, lo sloveno alla ricerca del quinto successo. Jonas Vingegaard è l’unico corridore al via che abbia già dimostrato di poterlo battere al Tour. Attorno a loro c’è quasi tutto il meglio del ciclismo mondiale: nove dei primi-10 e quindici dei primi-20 della classifica UCI. La partenza da Barcellona Il Tour comincia con una cronometro a squadre, ma con una particolarità: nella classifica generale ogni corridore riceverà il proprio tempo individuale. Non sarà quindi sufficiente tagliare il traguardo insieme. Chi avrà le gambe per accelerare potrà…