OGGETTI DI SCENA
La trombetta ad aria compressa
L’atletica usa la pistola. Pam. La boxe una campana. Deng. Il nuoto in piscina ha un sonaglino buffo, una cosa che pare il mezzo belato di una pecora uscito dal pulsante di un quiz di Mike Bongiorno. Meeh. Il canottaggio ha un impulso simile però più secco, forse più breve, qualcosa nei paraggi del più classico Bip.
Il ciclismo non fa rumore. Quando una gara deve cominciare, c’è un signore con i capelli bianchi che si sporge dal tettuccio di una macchina e abbassa una bandiera, così dietro tutti capiscono che quello è il segno, c’è strada davanti e si va.
Anche al Palio di Siena fanno tutto a voce alla partenza, si sente il calpestio dei cavalli sulla piazza, c’è il mossiere che chiama il Nicchio, il Bruco, l’Onda, lui grida e dice calma, la folla lo sa quando i cavalli sono pronti, quando i quindici chili di canapi stanno per cadere, allora si eccita e rumoreggia – la folla, non il mossiere – e le funi vanno giù, la giostra comincia. Ma il Palio non è uno sport, forse per questo il suono viene aggiunto alla fine della gara, non all’inizio, quando la prima contrada arriva al traguardo e tutta Siena sente i colpi dei petardi. Tum. O forse è un Trac.
Nelle acque libere di Doha, il nuoto adopera alla partenza un aggeggio che in genere si incontra negli stadi, sta in mano ai tifosi, se te ne capita uno di fianco ti viene voglia la prossima volta di farti l’abbonamento a una pay-tv. Ci si tuffa nel mare al porto vecchio con il suono della vecchia tromba ad aria compressa. Peee. Il meccanismo è noto. La membrana viene fatta vibrare dal getto d’aria a pressione. Certe volte ne montano una anche i tir [non Anquetil], i camion e i trattori [ops]. Maggiore è la lunghezza della tromba, più basso e potente sarà il suono emesso. Gli esperti giurano che per segnalazioni robuste occorra un dispositivo dalla lunghezza di una sessantina di centimetri.
Oh, queste trombette possono essere anche bitonali o tritonali. Non è questo il caso. In commercio si trovano modelli economici da 10 euro, altri più raffinati da 70. Se ne comprate una in rete, gli algoritmi vi suggeriranno pure l’acquisto di un inaffiatoio di plastica e di un pennarello a vernice bianca. Chi ha ordinato questo oggetto – è così che vi circuiscono – si è interessato pure a un adattatore con filettatura. Non si sa mai.
È un discreto shock scoprire che la tromba ad aria compressa può essere detta pure tromba turca. È uno shock perché Clacson, trombette e pernacchi era una commedia di Dario Fo che la Turchia decise di proibire, e poi – diciamo la verità – perché quel turco napoletano di Totò al massimo la trombetta la prevedeva in bocca.
La gara
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Il freddo che sentono in Germania
C’è una parola che ai titolisti nei giornali viene facile. Shock. Come flop. Come tilt. Occupano poco spazio e danno l’idea. Certo, diventano shock un mucchio di cose. Tipo questa. La contemporanea sconfitta nella 10km di fondo di Florian Wellbrock e Leonie Beck – sei mesi fa a Fukuoka medaglie d’oro. “Le loro performance sollevano interrogativi” ha detto la Süddeutsche Zeitung pubblicando le foto di lui con la bocca spalancata e lei che beve qualcosa in mezzo al mare, per riprendersi. Sebastian Winter racconta: “Il vento soffiava a 34 nodi attraverso l’area che un tempo era il vecchio porto di Doha – ora è un colorato paesino delle meraviglie per i turisti, con ciottoli, musei, gallerie, il mercato del pesce e del caffè, container trasformati in ristoranti. Temperatura dell’acqua: 19.9 gradi. Forse va bene per una breve nuotata nei giorni di festa, ma per Florian Wellbrock faceva troppo freddo”.
Wellbrock, si sa, ama le acque più calde. È diventato due volte campione del mondo e una volta campione olimpico nella 10km a Gwangju, a Tokyo e a Fukuoka – tre volte in Asia – quando le temperature erano fra i 29 e i 30 gradi. Quando al via ha visto che il termometro segnava 19.9 gradi ha capito che non era giornata. Due anni fa è cambiata la regola sulla muta. Fino ad allora era consentita sotto i 20 gradi, adesso devono essercene meno di 18. Ma Wellbrock non è una taglia forte, quando fa freddo trema. Dopo la metà della gara è andato alla deriva. Il suo allenatore Bernd Berkhahn dice che è successo in un modo inspiegabile.
Wellbrock aveva nuotato quattro dei sei giri nel gruppo di testa, ma senza dare l’idea che avrebbe dominato anche stavolta. Sono arrivati poi i crampi ai glutei e alle cosce. Ha lottato per rientrare, negli ultimi giri ha perso definitivamente contatto.
Leonie Beck ha nuotato in acque leggermente più calde, da 20.2 gradi, ma è arrivata 45 secondi dietro la nuova campionessa del mondo, l’olandese Sharon van Rouwendaal. Anche lei ha sentito freddo. Di buono c’è che l’uno e l’altra sono già qualificati per i Giochi.
Wellbrock non è ancora stato in ritiro in quota. Ha completato solo un terzo dei 3.900 km di allenamento previsti, ma è diventato inquieto perché la temperatura nella Senna sarà tra i 18 e i 19 gradi.
Gregorio Paltrinieri si presenterà invece tomo tomo, fresco fresco. Giulia Zonca su la Stampa ha scritto nei giorni scorsi della rinuncia alla 10km, parlando di amministrazione di energie che non toglie “un grammo di ambizione ai suoi programmi, anzi. Uno che vince almeno un oro a ogni Mondiale dal 2015 [compreso i raddoppi di edizione per recupero Covid] e mette insieme tre medaglie olimpiche in due partecipazioni può fare quello che crede. Paltrinieri ha testa, fisico e talento per cimentarsi in due specialità diverse, in due ambienti molto differenti e in competizioni che non si somigliano affatto. Nella selvaggia Senna che nulla ha di balneabile, nonostante i milioni spesi e nelle ordinate corsie dell’impianto da archistar in cui si definiranno i podi dell’altro nuoto. Ha diritto di inseguire successi in entrambi i posti a pochi giorni di distanza, quello che forse ha capito, o meglio sentito, è che testarsi sullo sfinimento non ha senso. Ci sono momenti, come questo, in cui non si deve rischiare”.
Nella gara femminile Giulia Gabbrielleschi e Barbara Pozzobon.
ore 8.30 5km femminile [con Giulia Gabbrielleschi, Barbara Pozzobon] | 11 5km maschile [con Domenico Acerenza, Gregorio Paltrinieri]
in tv su Rai Sport e Rai Play
IL MONDIALE È TUTTO UN
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FURORE Un mucchio selvaggio di gol
Un’altra giornata di punteggi travolgenti nel torneo femminile di pallanuoto, con i 16 gol di scarto dalle USA al Brasile, i 23 dell’Olanda al Kazakistan, il 39-2 dell’Ungheria su Singapore, il 20-5 del Canada alla Gran Bretagna, il 25-3 del Setterosa al Sudafrica. Cinque gol di Giustini, quattro di Bianconi e Marletta, il 100 percento di trasformazioni in superiorità numerica. Un test irrilevante. L’Italia si gioca giovedì contro il Canada il passaggio ai quarti di finale, chi perde dovrà passare dai play-off.
#Doha2024
🤽♀️ #pallanuotoItalia-Sudafrica 25-3
Il #Setterosa travolge la nazionale africana sfruttando le tante opportunità di controfuga concesse e ora guarda al Canada
5 reti Giustini
4 Bianconi e Marletta
3 Avegno e CergolServizio di Dario Di Gennaro#7rosa #AQUADoha2024 pic.twitter.com/7XanYXxSWq
— RaiSport (@RaiSport) February 6, 2024
JACKPOT Un oro canadese e il primo podio senza bandiera
La gloria di Jacqueline Simoneau era sempre rimasta dentro il perimetro dei Giochi panamericani. La migliore nuotatrice artistica della sua area. Prima di Doha non aveva mai vinto una medaglia ai Mondiali, ma questi sono Mondiali semi-folli, lanciano baci alla cieca. Così dopo l’argento nel Tecnico è arrivato anche l’oro nel Solo Libero, al rientro dopo due anni di riflessione. Cosa faccio, cosa non faccio. Simoneau fa da mentore alle atlete studentesse del Quebec. È ambasciatrice della Make-A-Wish Foundation, di AthletesCAN e della Foundation of Stars, un’organizzazione senza scopo di lucro che fa ricerca pediatrica, oltre che di Fast and Female, associazione che lavora per far crescere la fiducia e la leadership nelle ragazze attraverso la partecipazione sportiva. Ha 28 anni e ha risolto il derby fra greche di nascita. Negli ultimi otto Mondiali era sempre successo che l’oro del Solo libero e del Solo tecnico fossero finite nello stesso paese. Evangelia Platanioti ci faceva affidamento, Vasiliki Alexandri [col passaporto austriaco] pensava che la regola potesse comunque riguardarla, invece è sbucata lei dal Canada e da un preliminare che aveva chiuso in terza posizione. Si è esibita sul tema Cruella De Vil, con il numero più difficile in apertura, un elemento che deve averle dato quella sicurezza che nel suo volontariato cerca di trasmettere a chi le sta intorno.
Nella stessa gara è arrivata la prima medaglia dei Mondiali che batte bandiera bianca, la bandiera neutrale delle atlete e degli atleti indipendenti. Il bronzo del Solo Libero è andato a Vasilina Khandoshka, bielorussa, in acqua sul tema After Dark.
LASCIA O RADDOPPIA I 10 della coppia cinese e lo 0 del britannico Laugher
Macché lasciano. Le cinesi non lasciano niente. L’oro nel trampolino da 1 metro dell’australiana Alysha Koloi si spiega con la loro assenza. Quando ci sono loro, vincono. Soprattutto Quan Hongchan e Chen Yuxi, prima e seconda nella gara individuale dalla piattaforma da 10 metri e adesso oro nel sincronizzato dalla stessa altezza. Una dinastia. Sono 23 anni che la Cina non perde questa gara. Quan e Chen hanno anche preso tre 10 dai giudici, chiudendo con 43 punti di vantaggio sulle seconde [l’anno scorso furono 72], Kim Mi Rae e Jo Jin Mi – colpo di scena – arrivate dalla Corea del Nord dopo cinque anni di assenza del paesedalla scena internazionale, sette dall’ultimo Mondiale disputato.
Bronzo alla Gran Bretagna che prosegue nel suo storico assalto a podi femminili con l’ascesa di Andrea Spendolini Sirieix, 19 anni, londinese, figlia dell’albergatore francese Fred Sirieix – maître d’hôtel di First Dates su Channel 4 – e della sua ex compagna italiana Alex Spendolini. È la sua terza medaglia a Doha questa settimana.
È successo un fatto assai curioso dalla piattaforma. Tutte le coppie sul podio hanno eseguito gli stessi cinque tuffi e nello stesso identico ordine. Nessuna tra loro ha dichiarato di voler modificare il programma per i Giochi.
LUI | Tra gli uomini, le cose ai britannici sono andate maluccio. Jack Laugher ha tre medaglie olimpiche in qualche cassetto, compreso un oro preso a Rio nel sincronizzato dal trampolino di 3 metri. Dopo il quinto posto col compagno Harding, nella prova individuale è stato un disastro. È uscito in semifinale prendendo zero nel doppio e mezzo avanti carpiato con tre avvitamenti. Jack ha una bella storia. Si è interessato ai tuffi all’età di 7 anni durante una visita di famiglia alla piscina idroelettrica di Harrogate, dove un bagnino gli disse di andare a prendere una lezione di prova. Quando ne aveva 14 invece si ruppe un braccio durante una gara dal trampolino elastico e da allora porta una placca di metallo all’osso dell’omero.
Qui Jack sta facendo la fila per allenarsi. The Queue. Come se fosse a Wimbledon
The queues for springboard training this morning 😯
The Men’s 3m Springboard prelims are getting underway now, with 7️⃣0️⃣ divers involved @_rosshaslam and @JackLaugher are in action for 🇬🇧 and looking to progress to tomorrow’s semi-finals 👍
▶️ https://t.co/IRrlC7RtKw pic.twitter.com/H4pJfljI9x
— British Swimming (@britishswimming) February 6, 2024
COSA GUARDARE OGGI
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NATI PER VINCERE Due finali nei tuffi
Ci aspettano due finali spettacolari di tuffi. La gara del sincronizzato femminile dai 3 metri si può riassumere in Cina vs Resto del mondo, 18 coppie contro le formidabili cinesi Chang Yani e Chen Yiwen, favorite per il loro terzo titolo mondiale consecutivo. Chang ha vinto nche nel 2017 con una partner diversa. La Cina non perde dal 2001. La finale dei 3 metri dal trampolino maschile dovrebbe essere un derby fra tra il campione del mondo 2017 e 2019 Xie Siyi e il campione olimpico Wang Zongyuan. Dal Messico sperano in Osmar Olvera Ibarra: la Cina vince al 2007. Ibarra è stato oro dal trampolino di 1 metro qualche giorno fa.
LUNA PARK Il Settebello contro l’Ungheria
Piovono gol in maniera indiscriminata nei gironi preliminari di pallanuoto, ma questa è una partita che si vince con le difesa, sia a uomini pari sia in inferiorità numerica. L’Italia si gioca contro l’Ungheria campione del mondo in carica il primato nel gruppo e un cammino migliore nel torneo – valido pure per la qualificazione ai Giochi. Il cittì Sandro Campagna ha parlato stamattina con Repubblica, di questo [«Sarà una bella sfida, una sofferenza, un crocevia. Secondo me ci siamo, dobbiamo fare il nostro gioco e tenere fuori tutto il resto, senza pensare che è così importante per il pass olimpico. Dobbiamo superare solo quello che è ancora un nostro limite: non avere stabilità verso l’eccellenza»] e pure di altro. Di Sinner, per esempio. «Il rischio di bruciarsi è enorme. Da Jannik ci si aspettano solo vittorie. Invece la cosa più importante è che continui a crescere. Deve isolarsi, non deve pensare alla fama, e noi dobbiamo lasciarlo libero. Lo pensa anche mia madre. Amelia, 80 anni, casalinga e pensionata, nata a Lerici per sbaglio, mio nonno era ufficiale di Marina. Cresciuta a Palermo e trasferita a Siracusa quando si è sposata. È una malata di tennis come me. Non perde una partita. E mi telefona per segnalarmi, che so, il torneo di Cincinnati. È una fan di Sinner, anch’io lo seguo da quando ha vinto Sofia. Ma mia madre di lui sa proprio tutto, dove e come si allena. Ha una passione per lo sport, da ragazza faceva atletica leggera. Mi ha spinto lei alla pallanuoto, mio padre voleva che facessi calcio».
IL PROGRAMMA DI MERC 7 FEB
ore 7.30 Preliminari Duo femminile [con Linda Cerruti, Lucrezia Ruggiero] | 18 Finale Solo Libero maschile [con Giorgio Minisini]
torneo maschile ore 7 Francia-Cina (Gruppo B) | 8.30 Grecia-Brasile (Gruppo B) | 10 Stati Uniti-Giappone (Gruppo C) | 11.30 Australia-Sudafrica (Gruppo A) | 14 Kazakistan-Romania (Gruppo D) | 15.30 Serbia-Montenegro (Gruppo C) | 17 Spagna-Croazia (Gruppo A) | 18.30 Ungheria-Italia (Gruppo D)
ore 8 Semifinale trampolino 3 metri maschile [con Lorenzo Marsaglia] | 11 Finale trampolino sincro femminile [con Elena Bertocchi e Chiara Pellacani]
in tv su Rai Sport e Rai Play
QUANDO LI VEDIAMO
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Benedetta Pilato
➣ Esiste una generazione Sinner nello sport italiano?
«Decisamente sì. Mi ha fatto particolarmente piacere la vittoria agi Australian Open, soprattutto il progresso mostrato. Sinner ha sempre saputo di avere numeri speciali, è da tempo chiaro al pubblico che era destinato al successo, ma ha comunque avuto bisogno di un percorso. Sono felice che quella traiettoria sia evidente a tutti».
➣ Ci si rivede?
«Mi ci sento vicina, anche io ho vissuto il rinnovamento del mio sport, la sensazione di vivere ambizioni ed emozioni in modo diverso da chi c’era prima. I rinnovamenti non sono semplici e si rischia di ritrovarsi addosso obiettivi altrui».
➣ Iscritta a biologia. Come procede?
«Quest’anno l’ho messo un filo in pausa anche perché l’organizzazione è più complessa del previsto. Mi ritrovo. a tratti, abbandonata, un problema italiano a quanto sento: essere atleta professionista e studente non è semplice, mi ci metterò con più determinazione dopo le Olimpiadi. Mi dicono che i professori a scienze motorie sono più abituati a interagire con i nostri calendari: non capisco che vuol dire e comunque a me piace la mia facoltà». [intervista di giulia zonca, la Stampa]
lun 12 e mart 13 nei 100 rana | giov 15 e ven 16 nei 50 rana