Le tappe del Giro 2026 | Praia a Mare-Potenza

È una tappa dura e lunga, irregolare, molto più da fuga e da uomini di classiche che da velocisti. E’ il primo giorno di Giro  in una geografia più aspra, con 203 km, 4.100 metri di dislivello, partenza da Praia a Mare e arrivo a Potenza. Il sito ufficiale la presenta come una tappa “molto movimentata” tra entroterra calabrese e Basilicata.

Il percorso lascia il mare e sale verso l’interno. Dopo la partenza da Praia a Mare, la corsa entra nel Parco del Pollino e affronta il GPM di Prestieri, salita lunga — oltre 12 km, circa 13-14  secondo alcune analisi — ma non durissima come pendenza media. Poi c’è un lungo tratto più scorrevole, tra valle del Sinni e valle dell’Agri, ma non piatto: falsopiani, contropendenze, paesi che si susseguono e il ritmo che si rompe.

La salita che decide il tipo di tappa è la Montagna Grande di Viggiano: 6,6 km al 9,1%, con punte fino al 15%. È la prima salita veramente selettiva del Giro 2026, almeno per durezza concentrata. Dopo Viggiano si resta in quota, con una ventina di chilometri ondulati e altri strappi prima della discesa vera verso Potenza.

Dentro Potenza ci sono ultimi chilometri nervosi: prima una salita in città, poi una discesa verso l’ultimo chilometro, infine il traguardo in leggera salita, tra il 2 e il 5%, con rettilineo finale di circa 700 metri. Con uno strappo a circa 4 km dall’arrivo, 1,3 km al 7% con punte al 12%; Cyclingstage parla di una rampa iniziale di 300 metri al 12% nella parte urbana.

Non è una tappa da scalatori puri, ma nemmeno una tappa da velocisti resistenti. Pare una tappa da corridori che sanno stare nelle fughe, passare salite dure senza esplodere, guidare bene in discesa e avere ancora un colpo nel finale. Ai tempi di De Zan si chiamavano finisseur, adesso la lingua del ciclismo li ha fatti diventare i puncher, uomini da classiche, gli attaccanti con la gamba da media montagna. Cicloweb la definisce un “vero assaggio di alta montagna”, pur dicendo che un attacco serio dei big sarebbe forse più un sogno che una previsione realistica.

Se la fuga parte con uomini credibili, può arrivare. Il dislivello è tanto, le squadre dei velocisti non hanno grande interesse a controllare, e le squadre dei big potrebbero non voler spendere troppo prima del Blockhaus. Però la Montagna Grande di Viggiano è abbastanza dura da creare movimento anche dietro, soprattutto se qualcuno vuole testare gambe, gregari o maglia rosa.


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