Lo Slalom del 4 agosto | Cosa leggere, sapere e vedere

 

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# 2 giorni a Nizza vs Benfica preliminare di Champions

►  PARTIRE DALLA prima fila non è bastato a Charles Leclerc per vincere all’Hungaroring. Lando Norris e Oscar Piastri hanno fatto finire la corsa come in Ferrari temevano. Sul podio la Mercedes di Russell, Leclerc quarto e furioso con il muretto per l’ultimo stint. 

◇  Nel rally di casa sua in Finlandia, Kalle Rovanperä non si è lasciato sfuggire l’occasione di conquistare la seconda vittoria stagionale. Dietro di lui e Takamoto Katsuta, si è èpiazzato Sébastien Ogier correndo da contabile. Nella classifica generale è ora a 13 punti dal leader Elfyn Evans, a cinque gare dalla fine.

◇  James Maddison è stato portato via in barella durante la partita fra Tottenham e Newcastle. Si è infortunato al ginocchio dopo che il suo capitano Son Heung-min ha ricevuto un commosso saluto dal pubblico per la sua ultima partita con gli Spurs.

◇  La Nazionale maschile di pallavolo non ha eguagliato il risultato della femminile in Nations League. La Polonia ha vinto nettamente la finale per 3-0 [25-22, 25-19, 25-14] e ha fatto il bis del primo titolo vinto nel 2023. I Mondiali cominciano il 12 settembre, quelli femminili il 22 agosto. 

◇   Ademola Lookman ha scosso la prima domenica d’agosto di calciomercato scrivendo sui social che non ne può più dell’Atalanta. Ha chiesto la cessione. A Lookman è sfuggito in queste ore che l’Atalanta in effetti vuole esattamente la stessa cosa. Vuole venderlo. Non è che gli abbiano messo le catene. Solo che l’Atalanta ha la facoltà di stabilire in un prezzo in virtù di un contratto che porta pure la sua firma. È da un po’ che nel calcio funziona così più o meno dappertutto, si sarà distratto. 

◇   Franco Baresi, vicepresidente onorario del Milan, è stato operato per asportare una nodulazione polmonare. “Mi ci vorrà un po’ di tempo per rimettermi in forma”. 

 

Un mistero ungherese ammantato di rosso

L’enigma Ferrari dietro le McLaren 

DI ROBERTO LIBERALE

 

① PANORAMA  La centralità degli ingegneri di pista

C’era una volta il pallosissimo Gran Premio di Ungheria. Una gara identificata come il simbolo della Formula Noia, un Gran Premio che tra il 2015 e il 2020 visse su così pochi cambi di posizione che si potevano contare con una mano sola. Questa volta all’Hungaroring sono stati numerosi, e anche se il risultato finale non è sorprendente il ruolo delle strategie ha avuto un peso più importante del solito. Gli studi stanno diventando sempre più raffinati, i calcoli spaccano il centesimo di secondo. 

Per chi non è addetto ai lavori può risultare difficile capire, ma il ruolo degli ingegneri di pista è ormai primario, anche se alla fine è il pilota a correre. Oltre alla scelta di effettuare uno, due o tre pit-stop, scelta studiata a tavolino ma a volte indotta dall’andamento della gara in funzione dell’usura degli pneumatici, gli ingegneri chiedono ai piloti di adottare stili di guida particolari in certe condizioni di gara. Manovre come ad esempio fuel saving e lift and coast, sono sempre più familiari ai telespettatori.  La prima significa risparmiare carburante per evitare di finire la gara sottopeso, un pilota che si trova in condizioni critiche di consumo non può più spingere al massimo. 

La seconda, pur essendo molto simile alla prima, si differenzia perché serve a ricaricare la batteria ibrida, ed è usata anche per ridurre le temperature del motore per evitare sovra-riscaldamenti. Tutto avviene attraverso un’azione particolare nella quale il pilota alza il piede qualche decimo prima dell’effettiva staccata, con inevitabili impatti sulla prestazione. 

È superfluo dire che i piloti non sono felici di ricevere questo tipo di ordini, creano spesso dissapori e controversie con i box. Per un pilota di Formula Uno rallentare è una bestemmia. Ma una vittoria ormai passa quasi sempre attraverso una strategia impeccabile e i piloti si stanno rassegnando a una lenta ma costante perdita di autonomia decisionale. Non vuol dire per forza meno spettacolo. La perfetta sinergia tra pilota e muretto sarà la chiave dei successi dei futuri campioni del mondo, come lo è stato nei casi delle coppie Hamilton-Bonnington (Bono) e Verstappen-Lambiase.

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Che cosa stanno leggendo in Europa

🟨  In Francia la celebrazione del Tour di Pauline Ferrand-Prévot – In Inghilterra: il cricket –In Spagna e in Italia il calciomercato

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I temi del giorno

 

Come sono andati i Mondiali di Singapore per l’Italia

La diciannovesima e ultima medaglia è arrivata da una ragazza di vent’anni al suo quinto podio consecutivo nella storia dei Mondiali. È la ragazza che un’estate fa un certo boomerismo fuori tempo e fuori mano provò a spacciare per una mezza sciroccata, un’Alice nel paese delle meraviglie senza fame e senza sostanza. Benedetta Pilato aveva avuto il torto di definire la giornata più bella della sua vita quella in cui si era piazzata quarta all’Olimpiade, senza medaglia per un centesimo di secondo. Colse tutto un altro ventenne, quel ragazzino che vive al Quirinale e arriva dentro casa nostra a Capodanno con i suoi discorsi. Fate così, disse alla squadra italiana reduce da Parigi, venite al buffet pure voi che siete arrivate al quarto posto, mi sa che ve lo meritate, così può darsi che in giro si capisce. 

Ecco, questa stessa Benedetta Pilato ieri s’è inventata una nuova definizione da ricordare chiamando il suo bronzo «una ciliegina senza torta», una medaglia cioè fiorita dal nulla, in mezzo a un’altra stagione di sofferenza fisica e di ricerca dell’equilibrio ormonale nel contrasto alla sindrome dell’ovaio policistico. Lascerà Torino e si trasferirà al circolo Aniene di Roma per sistemare un po’ di cose compreso questa. Los Angeles 2028 le viene incontro: nel programma ci saranno per la prima volta anche i 50 rana. Può essere un invito a concentrarsi su quelli: si vedrà. 

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Le immagini della giornata di ieri

 Gli Assoluti di atletica leggera

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Dai campi

I primi tre nelle gare della notte ai Trials USA

Joe Kovacs fuori dai Mondiali

Salto con l’asta femminile: Sandi Morris 4,83 [primato personale], Katie Moon 4,73, Amanda Moll 4,73

Lancio del disco femminile: Valarie Allman 71,45, Laulauga Tausaga-Collins 64,86, Gabi Jacobs 63.33

Salto triplo maschile: Russell Robinson 17,15, Salif Mane 17.15, Will Claye 17,09

Salto in alto maschile: Tyus Wilson 2,27, Shelby McEwen 2,22m JuVaughn Harrison 2,22

800 femminili: Rosin Willis 1:59.26, Maggi Congdon 1:59.39, Sage Hurta-Klecker 1:59.48

800 maschili: Donovan Brazier 1:42.16 [primato personale], Copper Lutkenhaus 1:42.27 [primato del mondo Under-18], Bryce Hoppel 1:42.29

400 ostacoli femminili: Dalilah Muhammad 52.65, Anna Cockrell 52.89, Jasmine Jones 52.23

Getto del peso maschile: Josh Awotunde 22,47 [primato personale], Payton Otterdahl 22,35, Tripp Piperi 22,29 [primato personale] – 4° Joe Kovacs 22,07

400 ostacoli maschili: Rai Benjamin 46.89, Caleb Dean 48.45, Christopher Robinson 48.56

5.000 maschili: Cole Hocker 13:26.45, Grant Fisher 13:26.75, Nico Young 13:27.05

200 femminili: Melissa Jefferson-Wooden 21.84 [primato personale], Anavia Battle 22.13, Gabby Thomas 22.20

200 maschili: Noah Lyles 19.63 [miglior temo mondiale dell’anno], Kenny Bednarek 19.67, Robert Gregory 19.80 – 4° Courtney Lindsey 19.82, 5° Erriyon Knighton 19.97, 6° Christian Coleman 20.02

5.000 femminili: Shelby Houlihan 15:13.61, Elise Cranny 15:14.26, Josette Andrews 15:15.01

110 ostacoli maschili: Ja’kobe Tharp 13.01 [primato personale], Cordell Tinch 13.03, Dylan Beard 13.04


E guardo il mondo da un oblò: lo sport mentre succede

La sconfitta di Cobolli a Toronto da monsieur Rocambole

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Interpreti

 

Il futuro di Pauline Ferrand-Prévot

Raccontano che da bambina, nella casa dei genitori a pochi km da Reims, Pauline Ferrand-Prévôt andava a sedersi sul divano di famiglia tra il fratello maggiore e la sorella minore ogni volta che arrivava l’estate. L’estate non comincia il 21 giugno. L’estate comincia quando comincia il Tour de France. Di ritorno dal Reims Université Club, dove durante le vacanze sperimentava una serie indefinibile di sport diversi, guardava il ciclismo in tv e comprava le figurine dei ciclisti. A sua madre Sylviane strabiliata da tanta ossessione ripeteva sospirando che le sarebbe piaciuto nascere maschio».

Questo racconta stamattina L’Équipe nel celebrare come Gutenberg comanda [7 pagine] la maglia gialla della signora francese della bicicletta. È un altro racconto che non farà piacere a Jeannie Longo. Non solo la trentatreenne Pauline ha cassato dalla memoria collettiva di un paese le sue imprese, ora sappiamo che neppure la bambina Pauline le considerava abbastanza. Voleva essere Jalabert, non lei. 

Quando a casa crollarono e le diedero una bici da corsa, Pauline cominciò a battere regolarmente i maschi. Durante le gare, raccontano adesso i genitori, se gli altri bambini la vedevano arrivare e scendere dalla macchina, abbassavano la testa. A cinque anni pareva che si volesse dare al pattinaggio artistico. La nonna le aveva preparato una meravigliosa divisa. Arrivò ultima, la prese male e quella sera stessa disse a sua madre che la bicicletta, quella sì, la bicicletta voleva. 

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Andrej Jokanovic

Oh, alla fine i Mondiali Under-19 di pallavolo – quelli che hanno mostrato l’epifania della pallavolo del Pakistan – sono stati vinti dalla Francia. Difendeva il titolo e aveva eliminato l’Italia nei quarti di finale. Il mvp del torneo è stato lo schiacciatore Andrej Jokanovic, 2 metri d’altezza, compirà 18 anni a novembre. È il figlio di Rajko, ex palleggiatore, oggi un influente agente di giocatori con un passato di 203 partite nelle nazionali di Jugoslavia e Serbia. Dopo aver avuto una carriera di grande successo alla Stella Rossa di Belgrado, Rajko emigrò in Germania e chiuse la sua carriera a Nizza. Andrej ha cominciato a giochicchiare al Cannes, e adesso eccolo qua, pronto a mettersi tra le mani di Andrea Giani per i Giochi di Loa Angeles 2028. Ai Mondiali giovanili di Tashkent ha segnato 158 punti in nove partite, con 126 schiacciate, 16 muri e 16 ace, con un’efficienza di quasi il 47%. Insieme a lui nel quintetto ideale del torneo sono entrati altri tre francesi: l’attaccante Noa Duflos Rossi, il centrale Daniel Lyegbekedo e il libero Guillaume Respaut. Duflos Rossi. Il polacco Madej Drag è stato nominato miglior palleggiatore, Tymoleusz Lenik è l’altro dei centrali prescelto. Lo spagnolo Cesar Irache si è aggiudicato il premio di miglior opposto [38 punti nella finale per il bronzo contro l’Iran]. Jokanovic è andato in doppia cifra in ogni partita e ha segnato 24 punti nella finale contro la Polonia. Esatto: quella Polonia che negli ottavi di finale ha dovuto annullare due match point ai sensazionali ragazzini del Pakistan. Non dite che nessuno vi aveva avvertito. 

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Oggi

 

Chris Froome in Polonia

Tre corridori fra i primi-50 della classifica mondiale UCI sono al via della corsa: l’olandese Olav Kooij [4 successi di tappa in passato], il francese Paul Magnier, lo sfizzero Stefan Kung. In tre fra gli iscritti hanno il loro nome nell’albo d’oro: il britannico Ethan Hayter e i totem di casa Michal Kwiatkowski e Rafal Majka ormai prossimo al passo d’addio. Matthew Brennan è il più giovane alla partenza con i suoi vent’anni meno due giorni, mentre spicca come il veterano dei veterani il 40enne Chris Froome, davanti ai nostri Alessandro De Marchi [39] ed Elia Viviani [36]. Uno zaino pieno di km portano addosso pure gli olandesi Bauke Mollema e Steven Kruihswijk. Pello Bilbao potrebbe avere chance di classifica, per l’Italia c’è pure Diego Ulissi. Il più in forma è lo svizzero Jan Christen, battuto sabato da Giulio Ciccone alla Classica di San Sebastian.


Guida allo sport in tv di oggi

I quarti di finale dei Masters 1000 in Canada

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