Lo Slalom del 10 maggio | Cosa leggere, sapere e vedere

 

      

Si va via per tornare

Dacia Maraini

 

     

►  IL GIRO d’Italia è partito dall’Albania e ha assegnato la prima maglia rosa a Tirana in volata. L’ha vestita il danese Mads Pedersen. Oggi una cronometro ancora nella capitale.

◇  Marc Marquez ha fatto il miglior tempo e il record della pista a Le Mans nelle prequalifiche del venerdì. Alle sue spalle ancora il ritrovato Fabio Quartararo e terzo Francesco Bagnaia. Oggi qualifiche e Sprint Race. 

◇  Agli Internazionali d’Italia di Roma sono scese in campo le prime teste di serie. Sono uscite in : il francese Humbert, il bulgaro Dimitrov battuto da Francesco Passaro, l’americano Michelsen, il canadese Shapovalov, l’australiana Kasatkina, la croata Vekic, l’americana Anisimova. Avanti Musetti e Paolini, Alcaraz e Zverev, Sabalenka Andreeva e Gauff. 

◇  Il Milan ha vinto in rimonta per 3-1 l’anticipo della serie A contro il Bologna, in una sorta di anticipo della finale di Coppa Italia. La Juventus avrebbe offerto 85 mln al Napoli per farsi dare Osimhen, ma De Laurentiis piuttosto ne incassa 75 e lo manda in Arabia: lo scrive il Corriere dello sport-stadio

◇  È  morto Gianni Vasino, uno dei volti più popolari di Novantesimo Minuto negli anni Ottanta

◇  La Nazionale femminile di pallavolo è stata battuta 3-1 in amichevole dalla Germania ma senza le campionesse di Parigi: si aggregheranno al gruppo il 19 in vista della Nations League. 

◇  Xabi Alonso ha annunciato che stavolta non resta al Bayer Leverkusen. Lo aspetta il Real Madrid. 

◇  Il Corriere dello sport-stadio conferma le simpatie romaniste di papa Leone XIV, ma Cristiano Gatti spiega che Prevost non va all’Olimpico dal 2019. 


 

  

#6 giorni alla Diamond League di Doha

 

   

 

Posso stringerti le mani

Marta Kostyuk è una delle tenniste ucraine che da tre anni a questa parte non stringe la mano a un’avversaria russa o bielorussa che le tocca affrontare. Ma ieri a Roma l’ha fatto con Daria Kasatkina dopo averla sconfitta per la prima volta. Perché la numero 15 del mondo ha cambiato passaporto e nazionalità sportiva in marzo, decidendo di giocare per l’Australia e dichiarando in una intervista al Guardian: – Se volessi vivere una vita libera e aperta, non potrei farlo in Russia. Kasatkina ha ottenuto la residenza permanente a Melbourne un mese fa dopo aver criticato le leggi russe anti-LGBTQ+ e l’invasione dell’Ucraina. «È sempre bello stringere la mano a qualcuno che rispetto» ha detto Kostyuk dopo la partita, aggiungendo di sperare che Kasatkina possa parlare ancora contro la guerra, ora che ha la libertà di farlo.

 

Innamorarsi con il tennis

 

  

 Che cosa stanno leggendo in Europa

 🟨   In Inghilterra la fine della collaborazione tra Lineker e la BBC – In Spagna l’accordo tra il Real e Xabi Alonso – In Italia il campionato e le trattative estive – In Francia la corsa a un posto in Europa

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La torre dell’orologio di Tirana fu costruita dai turchi ottomani e in origine aveva una campana di Venezia. Segnava il tempo ogni ora. Il tempo a Tirana per molto tempo è rimasto fermo, anche quando il Comune aveva nel frattempo comprato un orologio nuovo in Germania. Andò distrutto dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale e fu sostituito di nuovo nel 1946 con un altro che veniva da una chiesa di Scutari e aveva i numeri romani. Nel 1970 il turnover ne portò uno dalla Cina e altri lavori di ristrutturazione ci sono stati nel 1981, nel 1999, nel 2016. 

In questa città che insegue il tempo altrui, il Giro scava oggi i primi distacchi slegati dagli abbuoni con una cronometro di 14 km. C’è una sola breve salita sul percorso. Nessuno dei due corridori che hanno vinto una cronometro al Giro dello scorso anno – Filippo Ganna e Tadej Pogačar – sono nel gruppo 2025. Secondo la rivista Rouleur il favorito è Josh Tarling, britannico, uno specialista su questo tipo di terreno, ex campione europeo a cronometro, all’UAE Tour di febbraio ha battuto anche Pogačar . Ma è un’occasione anche per Van Aert, mentre tra gli uomini di classifica dovrebbe avvantaggiarsi Primož Roglič.

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La solitudine del cronoman

È un’arma devastante, la cronometro”, sosteneva Mario Fossati, mentre per Gianni Mura, “nelle cronometro non serve alcuna tattica se non quella di andare forte, in solitudine”. Nella solitudine del cronoman ha indagato Gian Luca Favetto in Italia provincia del Giro [Mondadori, 2006], dove scrive che i ciclisti non portano in faccia le età di mezzo. Hanno volti giovani o vecchi che non dipendono dagli anni. Volti che si segnano e si sciupano tutti in un momento, in una salita, dopo una vittoria o una sconfitta, durante una cronometro. È una gara per ossessivi, la cronometro, per marziani. Il velocista è come il portiere nel calcio, non deve pensare quando scatta, deve uscire a valanga alla conquista della vittoria.

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Il Corriere della sera racconta la storia di Eugert Zhupa, corridore professionista tra 2015 e 2019, quattro Giro d’Italia in carriera, tutti conclusi fino alla tappa finale, miglior risultato: 130° nel 2016. Luca Delli Carri ha scritto che ora, nove anni dopo, è arrivata per lui la breve notorietà preconizzata da Andy Warhol: perché Eugert è stato il primo e unico albanese della storia ad avere corso il Giro d’Italia che è alle prese oggi con la sua seconda tappa in Albania. Anche se la notorietà, confessa, ce l’ha più in Italia che in patria.

«Qualche giorno fa – parole di Zhupa – sono arrivato in Albania e ho chiesto al tassista che mi portava in albergo: Sapete che arriva il Giro d’Italia, vero? E lui mi ha risposto: Cos’è il Giro d’Italia?». Intervistato da Cosimo Cito per Repubblica ha detto che il Giro è in Albania per «un progetto politico che prescinde dallo sport. Ho partecipato a quattro Mondiali: le spese me le pagavo io. La Federazione non ha mai investito su nulla. Mio padre e mio zio arrivarono con le prime navi di migranti in Puglia, mio zio era sulla Vlora quel giorno a Bari. Vedevamo la Rai in tv e l’Italia ci sembrava il paradiso».

 

 

Grosso colpo della Gazzetta che ha stanato Urbano Cairo, presidente e a.d. di RCS Mediagroup, è riuscita a vincere la sua riservatezza e lo ha convinto per una volta a parlare. Il giornale dedica a questa grossa occasione una bella pagina sormontata da una foto di Cairo che fa una carezza a Pedersen e gli dice di portarla ai suoi bambini, di dirgli che questa è la carezza di Cairo. Dinanzi alle domande che lo incalzano, Cairo concede una rivelazione: «Posso dirvi una cosa. Nel 2018 ho fatto una foto con Nibali prima della Sanremo, che qualche ora dopo avrebbe vinto. Una delle sue vittorie più iconiche. Oggi ho fatto una foto con Pedersen prima della partenza. Vuol dire che porto fortuna».

 

   

Lo sprint per il quarto posto in Champions

Quattro squadre erano rinchiuse ieri nel giro di un punto e così sono rimaste dopo la sconfitta del Bologna a San Siro, rimontato dal Milan che si sta specializzando nel ribaltare le partite dopo essere andato sotto. Due gol di Santi Gimenez e Sebastiano Vernazza sulla Gazzetta ha scritto: Quanti pensano che il messicano sia un mezzo bidone, sono serviti: questo ragazzo ha la porta in testa, 6 reti in 17 presenze. Alberto Polverosi sul Corriere dello sport-stadio dice che se a casa sua chiamano Sergio Conceiçao cavalheiro reviravolta, cioè signor rimonta, una ragione c’è. Ma poi si domanda: Qual è la ragione che spinge una squadra a lasciare una prateria mentre è in vantaggio, mentre la Champions è lì, a un passo, e manca solo un quarto d’ora alla fine?

Stasera la classifica sarà più lunga e uno scontro chiave si gioca a Roma tra la Lazio e la Juventus. Pare che allo stadio andrà pure Carlos Alcaraz, amico di Patric, ignorando il ritorno di Sinner. 

È un rischiatutto, dice la Stampa Emanuele Gamba su Repubblica ha scritto: Tudor alla Lazio durò 79 giorni, poi tolse il disturbo perché quello, a un certo punto, aveva cominciato a sentirsi: un disturbo. In campo fece ampiamente il suo dovere, vale a dire 18 punti in 9 partite. Da un paio di settimane il croato ha perso gli slanci delle prime: è capitato quando ha cominciato a distinguere con spietata precisione i contorni di una squadra fragile, imperfetta e assai problematica. Gli infortuni non l’hanno aiutato (oggi recupera Vlahovic e Gatti per la panchina, ma gli assenti restano otto) e l’effetto-scossa si è via via diluito. Perciò, della sua vigilia, sono state più significative le cose che non ha voluto dire di quelle che ha detto. ha lasciato cadere ogni discorso sulle necessità future (la domanda poteva essere imbarazzante e riguardava quanto mancasse alla Juve per tornare vincente) ma anche sui problemi su cui si sta scornando quotidianamente

 

  ADDII   Nel ricordo di Gianni Vasino scritto per Repubblica, Maurizio Crosetti parla della popolarità enorme vissuta da quel manipolo di raccontatori tv di cose di pallone. Gianni Vasino – ha scritto – era di un’altra stirpe, quasi aristocratico nel raccontare le partite, quelle stesse da San Siro che alla Domenica Sportiva , qualche ora più tardi. Beppe Viola avrebbe reso monologhi da cabaret. Per tutti loro, il ricordo è una carezza al tempo che fu.

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  10 GENNAIO 2020

 

     

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