Innamorarsi con il tennis

Mary Carillo racconta il suo colpo di fulmine

Mary Carillo, newyorkese, non è mai andata oltre un terzo turno a Wimbledon nei tornei dello Slam, ma una Coppa l’ha vinta nel doppio misto al Roland-Garros con John McEnroe, anno 1977, lei aveva vent’anni e lui diciotto. A quel tempo stavano anche insieme. Storie da ragazzi. 

Oggi Mary Carillo è considerata la migliore commentatrice di tennis che ci sia in America. Per la newsletter della rivista Racquet ha raccontato un saporito aneddoto sui giorni in cui per via del tennis si innamorò. No, non di McEnroe. Mary Carillo parla di quando s’è innamorata fino a sposarsi. 

So perché ho sposato mio marito. So il momento in cui l’ho capito. Insegnavamo entrambi tennis in Florida – racconta – alla Harry Hopman International Tennis Academy. Bill Bowden era uno dei migliori di noi. Insegnava, non allenava. Se doveva smontare un dritto o cambiare la presa di un servizio, investiva tempo e pazienza per sistemare le cose. È una vera rottura di scatole cambiare la presa di un ragazzo. Quando torni dall’altra parte della rete, loro hanno già di nuovo la vecchia presa. Mentre tutti gli studenti di Bill miglioravano, confesso che il più delle volte i miei si stancavano e basta. Quindi ero piena di ammirazione e rispetto per questo bel ragazzo, e stavo iniziando a provare dei sentimenti seri per lui. Poi è successo. 

Una mattina, al deposito palline, osservai il signor Hopman parlare a bassa voce, con tono serio, all’oggetto del mio crescente affetto. Bill annuì, poi spinse un carrello della spesa pieno di palline fino al Campo Uno, dove fu accolto da tre bambini biondi. Il più grande aveva probabilmente otto anni, il più piccolo forse quattro. Il papà era un uomo molto ricco, un pezzo grosso, e i figli avrebbero giocato a tennis per la prima volta. Era una giornata molto calda. Il più piccolo se ne andò in giro a cercare di catturare una lucertola. La distrazione è l’incubo per eccellenza di ogni allenatore. Un’altra cosa: la famiglia era tedesca. Nessun bambino in campo capiva l’inglese. Come aveva potuto il signor Hopman fare tutto questo al mio ragazzo? 

Quel giorno a me fu assegnato un campo pieno di ragazzini affamati, ma la mia attenzione continuava a spostarsi sul Campo Uno. Bill sapeva che era necessario far andare i bambini a rete perché potessero sentire quanto fosse dolce il contatto tra la palla e la racchetta. Gli impostò le impugnature, mostrò loro come piegare le ginocchia, li allineò a rete, ma quelli non stavano fermi. Il più piccolo continuava a interessarsi alle lucertole. Così Bill prese il calcio della racchetta e iniziò a grattare la terra battuta. Che diavolo stava facendo? Stava forse lanciando un SOS? Stava disegnando zampe di dinosauro. Così quelli capirono cosa fare e gli sorrisero. Così la lezione ebbe inizio. 

Fu l’inizio della lezione di tennis più intelligente e gentile che avessi mai visto. Riesco ancora a rivederli mentre sorridono, come se fossi là. Li vedo mentre tirano i loro primi colpi, innamorandosi del tennis come io mi innamoravo del loro insegnante. Il signor Hopman aveva scelto l’uomo giusto. Anch’io l’ho scelto. Ora non siamo più sposati, ma le cose vanno bene a entrambi. È ancora un tesoro. E che gran padre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.