
A inizio stagione era impensabile che Max Verstappen e la sua Red Bull battessero in qualifica le due McLaren. Con la pole in Arabia siamo già a due volte su cinque GP, chiaro sintomo di una forza mentale che condiziona i due piloti papaya prima ancora di iniziare la Q3. Mancano 7 mesi e mezzo e 20 Gran Premi alla fine del mondiale, ma strappare quel numero 1 dalla livrea di Max sarà un’impresa durissima.
Intanto Norris ci ha messo tanto di suo andando a sbattere nella fase decisiva delle qualifiche, sarà costretto a partire dalla quinta fila. Una sola pole position in 5 Gran Premi è un bottino scarso per un pilota che al volante della macchina migliore aspira a vincere il mondiale. Lando deve stare molto attento, perché a Jedda potrebbero cambiare le gerarchie interne, mandando in soffitta le regole papaya, almeno fino a quando non dimostrerà una maggiore solidità mentale, qualità che il suo compagno Piastri sembra possedere in dosi più che sufficienti.
Diamo a Oscar quel che è di Oscar, anche se un secondo posto in qualifica su una McLaren è quasi sempre una mezza sconfitta, ma l’altro fenomeno della griglia è sempre più Russell. Anche George, come Verstappen, ottiene sempre il massimo dalla sua Mercedes. A Jedda partirà di nuovo terzo, anche se in Bahrain aveva fatto segnare il secondo miglior tempo prima di essere penalizzato. È la dimostrazione che può dire la sua in ogni qualifica e ogni gara, soprattutto grazie alla sua bravura nella guida.
Leclerc non è stato da meno, anche se nel suo caso il distacco dalla pole è un po’ più alto. Il quarto posto è ottimo, ma dopo le qualifiche è difficile ipotizzare un podio Ferrari, anche se in gara le temperature, gli pneumatici e le strategie potrebbero cambiare molte carte in tavola.
Alla fine il distacco tra i nove piloti che hanno terminato le qualifiche in Q3 è stato di appena un secondo. E iniziano a delinearsi chiaramente le gerarchie all’interno dei team, almeno in termini di velocità sul giro secco. Se l’equilibrio continua a regnare in McLaren, 3 a 2 per Piastri nelle qualifiche, in Williams, 3 a 2 per Albon su Sainz, e in Haas 3 a 2 per Ocon su Bearman, in altre scuderie è l’estremo opposto, con le prime guide che hanno finora dominato i loro compagni di squadra con un netto 5 a 0. Russell ha sempre battuto Antonelli sulla stessa Mercedes, e hanno fatto altrettanto Gasly con Doohan in Alpine e Alonso con Stroll in Aston Martin. Vale lo stesso per il 4 a 1 di Hulkenberg su Bortoleto in Kick Sauber, mentre naturalmente Verstappen batte qualsiasi compagno di squadra gli si metta affianco, che si chiami Tsunoda o Lawson. A proposito, Liam ha finalmente battuto un compagno di squadra in qualifica, quell’Hadjar che finora ne aveva vinte 3 su 4 tra Tsunoda e Lawson.
Gran parte di queste sfide a senso unico hanno un perché, trattandosi spesso di scuderie in cui un pilota molto rodato è affiancato da un compagno molto meno esperto. Dove i conti tornano meno è in Ferrari, dove il 4 a 1 di Leclerc su Hamilton è sorprendente, non solo per il curriculum e il palmares dei due piloti, ma soprattutto per i distacchi che Charles sta imponendo a Lewis. Più di mezzo secondo in Arabia, ma anche sei decimi in Bahrain, e tre in Giappone. E soprattutto un netto 4 a 0 in gara, ufficialmente un 3 a 0 per la doppia squalifica in Cina. Problemi di adattamento, si dice. Ma l’ingaggio di Sir Lewis inizia a diventare sempre più ingombrante alla luce dei risultati.
La gara ci dirà tutto, come sempre. E attenzione alle eventuali Safety Car o Virtual Safety Car. Nelle quattro precedenti occasioni è sempre successo di averne almeno una. Le strategie studiate a tavolino potrebbero essere rivoluzionate all’improvviso.
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