Il tiro da 4 nel basket, il tempo effettivo nel calcio, il tennis con un servizio: il NYT si converte a Sportify

discussioni
Il tennis con un solo servizio e il tiro da 4 nel basket
Il New York Times si è convertito a Sportify

 

  “In tutti gli sport, gli atleti e le squadre usano il timeout per mettere a fuoco delle strategie e ripartire. Correggono le debolezze e modificano i piani di gioco. Ora che l’intero mondo dello sport ha avuto il suo massimo timeout, arriva un’occasione irripetibile per riconsiderare tutto prima che il gioco riprenda. Questo è il momento di audaci miglioramenti – o anche di stravaganti. Come dovrebbe ogni sport ripensare se stesso andando avanti?”.
Sono parole del New York Times
Che evidentemente si è messo a giocare a Sportify. Hanno raccolto un po’ di idee – effettivamente audaci, effettivamente stravaganti, “per migliorare baseball, pallacanestro, football, hockey, tennis, golf e calcio”.

 


 

riassunto delle puntate precedenti

 

Nella sua traccia generale, l’idea del New York Times punta a ridefinire i campionati su base geografica per eliminare i voli lunghi, in generale i viaggi. Un girone solo della California, uno solo di New York, noi dovremmo immaginare una Serie A divisa in nord e sud, oppure una Champions per conference. 
L’aspetto più puramente filosofico legato a Sportify sarebbe soddisfatto – scrivono – “modernizzando la fruizione televisiva e andando oltre le vedute laterali e il rumore attutito della folla che abbiamo avuto per decenni. Mettendo più telecamere aeree. Mettendo minuscole camere sui giocatori e persino sugli arbitri. Microfoni su tutti. Immergere i tifosi in modo innovativo. Semplificare le regole e riscriverle per il tifoso medio che non le capisce.  Cambiare le dimensioni del campo e il numero dei giocatori per squadra perché sono parametri che risalgono a un’era in cui gli atleti non erano così veloci, così grossi, così bene allenati”.

 

  baseball | Un roster da 26 uomini è troppo lungo. Perché non avere un elenco ridotto di convocati, come in NFL e NHL, si chiede il New York Times. Inoltre, scrive, “non c’è motivo per cui i lanciatori non possano essere buoni battitori”. Alcuni suggerimenti, sono scritti in tono spiritoso e paradossale, ma hanno l’aria di essere seri o di introdurre comunque un tema, un ragionamento, un dibattito. “Se sei il proprietario di una squadra che termina ultima nella divisione per tre anni consecutivi, tu e la tua famiglia dovete disinvestire”. Andatevene. In Serie A, mi viene in mente, si potrebbe introdurre per le proprietà delle squadre che non migliorano il loro piazzamento in classifica di almeno cinque posizioni nell’arco di un triennio. Se le leghe devono avere un salary cap, riprende il NYT, devono avere un limite anche i prezzi dei biglietti, e se la squadra è all’ultimo posto la birra deve costare solo un dollaro. Sì alla tecnologia per le chiamate degli arbitri e anche per il lancio della palla meccanizzato. 
Chi non ce la fa, può scrollare e andare avanti. Perché ora viene il bello e bisogna tenersi forte.

 

  basket | Possono gli ultimi 2 minuti di una partita durare 20 minuti effettivi? La risposta è sottintesa. Limitazione dei timeout, allora. Ma soprattutto: considerato che “giocatori come Damian Lillard e Stephen Curry hanno allungato il campo e l’immaginazione, diventando marcatori efficienti da oltre nove metri” vanno premiati. Come? Con il tiro da 4 punti. Il NYT auspica da tempo una seconda competizione da affiancare al campionato, un torneo a eliminazione diretta: qualche anno fa durante l’All Star Game giunse a fare l’elogio della Coppa Italia. Propone che si chiami Kobe Bryant Cup. Altra proposta paradossale: chi schiaccia attaccandosi all’anello, resta là, non può rientrare in difesa. Così impara. Più seriamente, arriva la proposta di ridisegnare il tabellone dei play-off NBA dopo ogni turno, in modo da rispettare le gerarchie di chi resta in corsa. 

 

  calcio | Ce n’è anche per noi europei. Il fuorigioco scatta solo se tutto il corpo è al di là dei difensori. Il vecchio concetto della luce tra le linee. Basta con questa storia che l’arbitro è l’unico a sapere quanto tempo è rimasto. Mettiamo l’orologio al centro del villaggio. Oppure via libera al tempo effettivo di 60 minuti.  Tra cartellino giallo e cartellino rosso, serve una via di mezzo. Un cartellino arancione, per falli gravi ma non così gravi, punibili come nella pallanuoto, con una espulsione temporanea di 10 minuti. Il NYT propone poi una deregulation per il calcio femminile “che sta vivendo ora il suo boom, non c’è motivo perché adotti strutture e regole create dagli uomini in epoca vittoriana. Volete modificare alcune regole? Fatelo. Volete avere Superleghe come nella NBA? Provate”. Con le 5 sostituzioni, una potrebbe essere usata a tempo, e riutilizzata, per esempio per non lasciare in 10 una squadra che sta curando un calciatore a bordo campo per infortunio. Entra un altro al posto suo, dopo esce e tutto continua come se nulla fosse accaduto. I rigori? Troppo facili. Si segnano nel 75 per cento dei casi. Bisogna trovare un modo per rendere la percentuale 50 e 50. Infine – ma qui gli americani ci stanno prendendo in giro, sanno quanto siamo conservatori noi calciofili – alla scadenza di ogni due minuti di un tempo supplementare, ogni squadra perde un giocatore e viene messo in gioco un altro pallone, finché qualcuno segni.

 

  tennis | Un solo servizio anziché due, come nel tennis tavolo. Tre set su cinque sempre, anche in campo femminile, ma il quinto set è un super tie-break. Basta chiedere scusa quando la palla tocca il nastro, basta con gli asciugamani dopo ogni punto, e casomai ve li prendete da soli (come durante la pandemia). Via i giudici di linea. I giocatori si chiamano da soli le palle sulle righe e casomai c’è il challenge per sfidare la decisione e per correggerla. Così, scrive il New York Times, si aggiunge drama. Questo è il punto. Drama. 
Benvenuti a Sportify.

 

 

  Eccolo, allora. 
Patrick Mouratoglou non ha finito il suo lavoro.
Dieci giorni dopo la vittoria finale di Matteo Berrettini su Stefanos Tsitsipas, il coach di Serena Williams ha messo in piedi vicino Nizza una seconda edizione dell’Ultimate Tennis Showdown, nel prossimo week-end. Con Grigor Dimitrov (19 ATP) e Fernando Verdasco (52) che si uniscono ai sei già noti: Benoit Paire (22), Richard Gasquet (50), Feliciano Lopez (56), Corentin Moutet (75), Alexei Popyrin (103) e Dustin Brown (239). 
La novità è il torneo femminile. Con la partecipazione di Anastasia Pavlyuchenkova (30), la francese Alizé Cornet (59), la spettacolare tunisina Ons Jabeur (39) e – fermi tutti: colpo di scena – la tredicenne ceca Brenda Fruhvirtova
Tredicenne, esatto. 
A qualcuno potrà sembrare una mossa spericolata. Come scritturare la donna barbuta o l’uomo cannone: ci sarebbe spazio e materia per un gran dibattito, per chi ne avesse voglia. Brenda Fruhvirtova ha pochissimo tennis tradizionale alle sue spalle ma già sperimenta quello alternativo. Il tennis del futuro pensato per piacere ai ragazzi come lei. Brenda Fruhvirtova non è che possa decidere liberamente se andare a giocare o no. Di Mouratoglou è un allieva. Decisamente brava. La settimana scorsa ha battuto in due set (7-6 6-1 in 90 minuti) Katerina Siniakova che è la 54esima tennista al mondo in un torneo esibizione. A febbraio ha battuto sua sorella Linda nella finale del torneo mondiale Under 14. Eh sì, Brenda ha pure una sorellina brava quanto lei. Così il tennis, dopo Cori Gauff, si strofina le mani perché può promuoversi con le sorelle Fruhvirtova. Dopo le Williams. 

 

Social  facebook | instagram | twitter  | telegram 

 

 

Ogni mattina, nella tua casella di posta, una selezione ragionata dei temi e dei protagonisti del giorno, con contenuti originali o rielaborati, con brevi estratti degli articoli più interessanti usciti sui quotidiani italiani e stranieri, i siti, i blog, le newsletter e le riviste specializzate, con materiale d’archivio, brani di libri e biografie. Una guida e un invito alla lettura e all’approfondimento.
Orson Welles diceva: il montaggio è tutto.
A cura di Angelo Carotenuto.
*
Per supporto tecnico: digital@loslalom.it
Per segnalazioni sui contenuti e per suggerimenti: angelo.carotenuto@loslalom.it

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.