# 1 giorno alla Gand Wevelgem
► Novak Djokovic si è qualificato per la finale del torneo di Miami: sfiderà il giovane ceko Jakub Mensik. Oggi Sabalenka vs Pegula per il titolo femminile ◇ Mathieu Van der Poel ha vinto la Harelbeke, il piccolo Fiandre, con un minuto e mezzo di vantaggio su Pedersen e Ganna ◇ Dani Alves è stato assolto in appello in Spagna dall’accusa di violenza sessuale ◇ Zlatan Ibrahinmovic è tornato a Milanello dopo tre settimane. Ha avuto un’influenza come quelle che un tempo venivano al Cremlino, ma si è ripreso ◇ Michela Moioli ha vinto il Mondiale di snowboard, il titolo che ancora le mancava
Che cosa stanno leggendo in Europa
prima di tutto
Buondì Tudor. La prima Juventus dopo Motta
Dusan Vlahovic torna titolare dopo 31 giorni. Davanti al portiere che su e giù cammina come sentinella sta la difesa a tre. Un altro mestiere bussa al citofono di McKennie, esterno a sinistra. Così, un’ora dopo le famose cinque delle sera di Garcia Lorca, anche la Juventus oggi avrà sudore di neve, ossa e flauti che suonano nelle orecchie, un’esperienza di morte da respingere, un lamento da allontanare.
È il giorno della prima di Tudor, e solo il tempo dirà se si sia trattato di un nuovo giorno o di un giorno nuovo [ma questo è Baglioni – che peraltro a Lorca pensava quando nella sue Fotografie un orizzonte di cani abbaia da lontano].
Per rendere sereno il cielo sopra il terzino, il consiglio di amministrazione si è impegnato con un rafforzamento patrimoniale supportato da Exor, l’azionista di riferimento della società. È accantonata la disponibilità per un versamento almeno pari a 15 milioni di euro, una specie di paracadute in attesa degli eventi, dove per eventi si intende la qualificazione o meno alla prossima Champions.
Ha tutta l’aria di un cerchio che si stringe intorno a Cristiano Giuntoli e alle sue responsabilità, il potere di firma messo sotto i 234 milioni spesi per 13 acquisti come ricorda stamattina Matteo Nava sulla Gazzetta, con una foto in cui Giuntoli pare Ivano Fossati, quello che cantava “lui si guarda intorno e non ha già più terra dove andare, lui si guarda i piedi e non ha scarpe adatte per continuare a ballare, lui se guarda il cielo non ha santi a cui telefonare, lui se guarda il cielo, il cielo gli fa segno di andare”.
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testimonianze
Non toccate quei friarielli. Un thriller con la regia di Ruud Gullit
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➣ Reijnders domani sarà protagonista in Napoli-Milan, la partita che nel 1988 ha regalato a lei il primo scudetto. Cosa ricorda di quel match?
«È stata una grande avventura (ride, ndr) perché non ero mai stato a Napoli nella mia vita. Il sabato, prima della partenza, ero perplesso perché noi giocatori e lo staff tecnico eravamo su un aereo, mentre su un altro più piccolo c’erano diversi addetti alla sicurezza e… il cibo. Arrivati al Jolly Hotel di Napoli, occupammo tutto l’ultimo piano, blindato dalle nostre guardie del corpo e solo loro potevano avvicinarsi al cibo che veniva cucinato dai cuochi che erano partiti con noi. C’era la paura che qualcuno potesse mangiare qualcosa di non buono e poi non potesse giocare (ride, ndr)». – intervista di andrea ramazzotti, La Gazzetta dello sport
Corriere della sera: “Un incrocio pericoloso” – Conte e Conceicao potevano essere l’uno al posto dell’altro. Il Milan «rifiutò» Antonio e ci pensa per il prossimo anno. Il portoghese per una notte è stato l’allenatore del Napoli
Il Foglio Sportivo: “Il bluff degli arbitri parlanti” – All’arbitro spetterà solamente la possibilità di comunicare la motivazione della decisione, che comparirà in sovraimpressione sui maxischermi dello stadio. Sarà soltanto un piccolo passo, aspettando il Var a chiamata
prospettive
Un altro giovanotto in federazione
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Prossimo ai settant’anni, Claudio Prandelli o forse Cesare sta per tornare in Nazionale. Fu il cittì di una stagione nuova. Portò uno stile diverso in squadra: era tredici anni fa. Si dimise per l’eliminazione ai gironi nel Mondiale 2014: era undici anni fa. Fu la cassandra della mancata qualificazione per Russia 2018 quando disse che in federazione c’erano degli scheletri dentro gli armadi, erano scheletri di carta custoditi dentro delle cartelline e dicevano che l’Italia avrebbe presto fallito l’accesso a un Mondiale. Aveva ragione ma si sbagliava. Non era un Mondiale, erano due. Ma onestamente anche il Caso ci ha messo la sua mano – come sempre, sempre, sempre.
Ora il 72enne Gabriele Gravina, presidente per un altro quadriennio, sta per richiamare Prandelli con il ruolo di direttore tecnico della federazione. La federazione è quel posto dal quale ogni tanto si alza una voce contro i club che non si affidano ai giovani.
Le immagini della giornata di ieri
I gol del Bayer Leverkusen alla ripresa della Bundesliga
francia
L’obiettivo del PSG: un anno da imbattuti
La Ligue è ricominciata ieri sera a Strasburgo e s’avvia verso la conclusione con un solo tema: l’imbattibilità del PSG. Nessun club francese è mai riuscito a realizzare l’impresa. Ci andò vicino il Nantes di Jean-Claude Suaudeau, sconfitto alla 33esima giornata del campionato 1994-1995. Era un torneo a 20 squadre anziché a 18, ma “non sosterremo che una serie da invincibile sia molto più facile da raggiungere oggi con 34 giornate anziché 38 – scrive Vincet Duluc su L’Équipe – perché le due squadre in meno sono teoricamente le più deboli”.
Anche quel Nantes di Suaudeau aveva una forte identità collettiva, dice il giornale francese, era tornato a poggiarsi sui giovani del vivaio dopo anni di grosse spese da parte di Max Bouyer, presidente tra il 1986 e il 1992. Al PSG senza stelle di Luis Enrique restano ancora tre partite da giocare per far meglio del PSG di Zlatan Ibrahimovic, sconfitto per la prima volta alla 28esima giornata sul campo del Lione nel 2015-2016. Poi attaccherà il record del Nantes. Ma Luis Enrique non ha ancora manifestato interesse per il record.
Essere un tennista o Ronaldo e fregarsene dei diritti umani
Gli atleti e lo sportswashing: “Moralmente inaccettabile”
Per quasi sei anni, Agnès Callamard è stata relatrice speciale alle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali. La segretaria generale di Amnesty International racconta la sua esperienza nel libro Une enquêtrice à l’ONU, in uscita in Francia il 9 aprile, dove parla di sportswashing e di quei paesi che attraverso lo sport cercano di nascondere i difetti in materia di diritti umani. Ne ha parlato in una intervista con L’Équipe Magazine dove dice che se gli atleti non si impegnano in questo senso, lo sport perderà la sua anima.
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Il record di triple alla March Madness
Ci sono delle situazioni in cui essere un prof di matematica aiuta pure nel basket. Nate Oats, per esempio. Ha insegnato la materia al liceo prima di allenare la squadra del college di Alabama, la nuova detentrice del record di triple segnate in una partita NCAA. Ne hanno messe dentro 25, quattro in più dei Loyola Marymount nel 1990. Si sono guadagnati in questo modo la chance di affrontare la favoritissima Duke stasera per un posto nelle Final Four.
Altro imbarazzo nella federazione ginnastica
Dall’inchiesta della procura di Monza sugli abusi nella federazione della ginnastica – 350 pagine di atti – spuntano stamattina nuove intercettazioni pubblicate dal Corriere della sera e dalla Gazzetta dello sport. In una telefonata il presidente federale di allora, Gherardo Tecchi, si sfoga con un tale Andrea, trascrivono gli inquirenti. Si tratta di Andrea Facci, dallo scorso 1° marzo il nuovo presidente e a quel tempo il team manager della Nazionale maschile.
Dopo aver riferito i passaggi delle intercettazioni, Claudio Lenzi sulla Gazzetta dice che “i contenuti sessisti e gli insulti emersi tra le pieghe dell’indagine di Monza non sono significativi per le accuse di maltrattamenti che hanno portato all’imputazione coatta dell’ex direttrice tecnica Maccarani, ma raccontano di una certa continuità di “stile” tra le due gestioni della federazione, nonostante il neoeletto presidente Facci – da candidato unico – abbia basato tutta la campagna elettorale sulla discontinuità, dimostrando stupore e disagio per i fatti di Desio. Tanto da licenziare con effetto immediato la stessa Maccarani, con il voto unanime del nuovo consiglio (a proposito, che cosa penseranno adesso la vicepresidente Fabrizia D’Ottavio e la consigliera Marta Pagnini?). La ginnastica italiana non trova pace e le Farfalle nemmeno: anche ieri non si sono allenate”.
E poi c’è l’imbarazzo della staffetta 4×100
Che cosa c’è dietro le medaglie di Andy Diaz, Mattia Furlani, Larissa Iapichino e Andrea Dallavalle. Fausto Narducci ha intervistato per il Foglio Sportivo Paolo Camossi, nuovo responsabile di settore per la federazione. «Ho avuto fortuna – dice -mi sono messo in un angolo e mi sono goduto lo spettacolo».
Camossi parla anche di Jacobs [Sulla strada di un tecnico capita una sola volta il fuoriclasse vero e quando capita basta giocare bene le carte e non sprecare il dono che ti è arrivato. Penso di averlo fatto] e del caso dello spionaggio del fratello di Tortu, seguito dalla convocazione di papà Salvino per il prossimo raduno dello sprint a Roma. [«Ho pensato di essere al Truman show, un film non sportivo, ancora non me ne rendo conto. Diciamo che al raduno azzurro a questo punto ci saranno più giornalisti che atleti…»]
Che sta succedendo a Bagnaia
Sarà pure un circuito anomalo, quello di Austin. Sarà pure l’unico dove la Ducati nel 2024 non ha vinto. Ma è pure il circuito dove Marc Marquez è arrivato per 7 volte primo e non pare ancora sfamato abbastanza. Ha fatto il miglior tempo nelle pre-qualifiche davanti alla coppia VR46 Di Giannantonio-Morbidelli: oggi pomeriggio le qualifiche, alle 21 la Sprint Race, domani alle 21 la gara lunga. Con il dilemma di Francesco Bagnaia, qualificato per la Q2 con il decimo tempo ma che ne sarà di lui.
Paolo Lorenzi per Sky dice che “serve una sterzata per raddrizzare un campionato cominciato di rincorsa (nonostante un punteggio in classifica migliore dell’anno scorso). Deve superare lo scoglio di Austin, senza cedere troppi punti a Marc, magari rimettendosi nella sua scia e mettendosi dietro le altre Ducati. Sarebbe già un mezzo successo. Fin qui ha faticato a ritrovare il feeling con la Desmosedici. S’era persino ipotizzato un passo indietro, riprovare la moto dell’anno scorso, ma lui ha smentito (anche se ha riprovato il vecchio forcellone)”
Di Bagnaia scrive stamattina anche L’Équipe ricordando che da quando ha messo la tuta ufficiale della Ducati a novembre, Marc Marquez non è mai stato superato da lui: nei test, nelle prove o nelle gare. Randy De Puniet, ex pilota e ora consulente di Canal+, dice che il venerdì è il giorno più grigio per Bagnaia da un anno a questa parte perché fatica a trovare le giuste impostazioni mentre Marc si adatta a tutto e compensa i problemi. Forse dipende dal fatto che Marquez ha trascorso anni a cercare soluzioni per una Honda complicata da guidare. Ora che ha la moto migliore in griglia, sa come reagire pure quando qualcosa non va come vorrebbe. Sostiene Pol Espargaro, ex compagno di squadra di Marquez e ora collaudatore della KTM, che questo dominio non sorprende nessuno e che quando duelli contro Marquez devi essere umile, devi accettare di avere di fronte un pilota che ha qualcosa in più. «Bagnaia, soprattutto, non deve farsi mangiare il cervello».
In effetti si tratta di un messaggio per Pogacar
Quando Mathieu van der Poel era già da solo da 6-7 km, quando ormai il resto del gruppo aveva smesso di tenergli la ruota dopo l’Oude Kwarament, lungo il Karnemelkbeekstraat, un tipo a bordo strada con una birra in mano si è accostato e gli ha sputato addosso. Non è la prima volta che succede in Belgio [le immagini]. È accaduto negli anni scorsi. È accaduto in inverno durante le corse di ciclocross.
«Si tratta di persone che farebbero meglio a non venire» ha detto alla fine. «Io da solo non posso cambiare nulla. Ma è un fenomeno che si ripete, purtroppo». Papà Adrie considera che «identificare il colpevole non dovrebbe essere così difficile. Non è compito nostro, è compito della polizia».
Djokovic in finale a 37 anni
Sono passate la massimo un paio di settimane da quando Novak Djokovic disse di sentirsi addosso l’ineluttabile trascorrere del tempo, quando l’eliminazione a Indian Wells e la terza sconfitta consecutiva arrivata per la prima volta dopo anni e anni gli fece dire che questo è, bisogna accettare di non essere più quello di una volta.
Eccolo qua con i suoi 37 anni e 310 giorni in finale a Miami, a una partita di distanza dal torneo numero 100 della carriera, senza aver perso un solo set mentre gli sfidanti ufficiali al trono di Jannik Sinner sono stati percossi e dispersi. Adesso dice cose differenti, anzi opposte, adesso dice che in Florida sta giocando il suo miglior tennis da un po’ di tempo a questa parte e ha ritrovato pure il gusto dello scherzo e della leggerezza. «Era la prima volta che giocavo dal vivo davanti a Messi, ero un po’ nervoso» ha detto. Le stelle dello sport in effetti si sono messe in fila per lui, compresa Serena Williams in prima fila all’Hard Rock Stadium. O forse era là per Dimitrov.
Per battere il bulgaro in semifinale, Djokovic ha servito l’87% delle prime, un record personale secondo le statistiche di Tennis Abstract, superiore all’84.6% messo in campo contro Jérémy Chardy in Canada nel 2010. Giovedì il servizio era già stato decisivo contro Sebastian Korda, quando il secondo set si stava complicando [83%].
Djokovic spiega di non averci lavorato in modo particolare. È che i campi sono veloci e lui – dice – «ora so cosa significa essere un Isner o un Opelka». È diventato il giocatore più anziano a qualificarsi per la finale di un Masters 1000, superando il primato di Roger Federer e ha eguagliato la regalità dello svizzero raggiungendo una finale per la ventesima stagione consecutiva.
Le parole di Clerici
Gianni Clerici diventa un sito. Lo annuncia Repubblica con un pezzo di Carlo Annovazzi. Sarà “un luogo digitale, perché la sua opera possa arrivare a più persone possibili, soprattutto ai giovani che non hanno avuto la fortuna di leggerlo e frequentarlo. Lo scriba del tennis, così si chiama il portale e a dedicarglielo è l’università Cattolica, sede di Brescia. È l’approdo naturale di un percorso cominciato negli ultimi anni di vita di Clerici, scomparso nel 2022. La volontà del giornalista scrittore di assicurare un futuro al suo tempo passato, l’incontro con Francesco Rognoni — professore ordinario di Letteratura inglese e americana nelle sedi di Brescia e Milano — che stava studiando uno scrittore, Sergio Ferrero, che Clerici conosceva, l’illuminazione di Pierangelo Goffi, responsabile della Biblioteca e del centro Raccolte storiche dell’università. Nel 2023 è stato trovato l’accordo, il materiale della biblioteca nella casa sul lago di Como è passato all’università, a poco a poco è cominciato il lavoro di catalogazione”.
Sarà tutto online da giovedì 3 aprile a questo indirizzo qui
L’incredibile ritorno di Alysa Liu
Ehm. No. Amber Glenn – ve la ricordate la Amber Glenn di ieri – ecco, come dirlo, Amber Glenn non ce l’ha fatta. Non aveva mai perso una gara in questa stagione e ieri ha perso i Mondiali. Li ha strapersi. Quinto posto. Nonostante il lavoro mentale fatto sulle insicurezze che si manifestano nei suoi pensieri quando si esibisce sul ghiaccio nei momenti che contano.
Ma il ghiaccio di Boston racconta lo stesso una grande storia, quella dell’impossibile ritorno di Alysa Liu davanti ai 15mila spettatori del TD Garden. Uno immagina che Liu possa presentarsi in pista con un pezzo degli Alunni del Sole, magari ingigantita su un falsopiano, invece si è presentata con un pezzo di Donna Summer confezionato direttamente negli anni Settanta, quando cioè Donna Summer era la vedova dietro il feretro del turista che si era bagnato due volte nel Golfo di Napoli e al suo funerale si faceva accompagnare da Giorgio Moroder, i fratelli La Bionda, Dalla e De Gregori – tutto questo ovviamente nel mondo alternativo e surreale degli Squallor in Tutto il morto minuto per minuto, trasmissione presentata da “Trecchia, il whisky che si beve non con la bocca ma con l’orecchia”. Tutto questo stranamente il Washington Post non lo riferisce, si tratta di un flusso di coscienza che potete trovare in esclusiva su Slalom e addirittura neppure scritto in prima persona, com’è invece ormai uso fare ovunque, in ossequio alla religione dell’autofiction.
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Corriere della sera: “Cortina, la pista bob provata da 60 atleti. Superati i primi test, si finisce a novembre”
Gli eterni progetti della pallacanestro a Napoli
La Gazzetta dello sport racconta che “Napoli diventa a stelle e strisce” anticipando la possibilità che la squadra sia rilevata da Matt Rizzetta, l’italo-americano che è anche il patron del Campobasso calcio.
Mario Canfora racconta: “Attualmente in mani non italiane ci sono Varese, Trieste e Pistoia. Appassionato di Nba e tifoso dei Nets, Rizzetta è titolare della North Sixth Group, con diverse attività in vari settori media, marketing, sport e dell’intrattenimento. L’acquisto del club non è subordinato alla permanenza della categoria, cambierebbe solo la quotazione data al club e al valore dei titoli sportivi di A e A-2, quindi Rizzetta rileverebbe Napoli anche nel caso di retrocessione nella seconda serie. «È una piazza strategica e c’è la possibilità di sviluppare un grande progetto, ci sarà anche un nome famoso, ex Nba, che mi aiuterà», ha confidato ad alcuni amici molisani ostentando fiducia per l’operazione. Nel progetto c’è naturalmente anche la nascita di un nuovo palazzetto dello sport, ma è pur vero che sono quasi trent’anni che se ne parla, per cui conoscendo la situazione generale italiana la realizzazione rappresenterebbe un vero e proprio miracolo napoletano”
Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30.
Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link
Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. A cosa serva non si sa, però pare che fa molto fico.