L’atletica leggera insegue i record in ogni modo
L’atletica indoor viaggia verso Europei e Mondiali a ritmi vertiginosi. In una decina di giorni sono già caduti undici record mondiali. Jakob Ingebrigtsen ne ha battuti due nella stessa gara, sui 1.500 di passaggio verso il primato del miglio [3:29.63 e 3:45.13] fatto il 13 febbraio a Liévin. Il primato precedente è durato cinque giorni, 3:46.63 di Yared Nuguse a New York, sulla pista dei Millrose Games dove nello stesso giorno Grant Fisher ha corso i 3.000 in 7:22.91. Sempre Fisher il 14 febbraio ha poi abbassato a Boston di 5 secondi il tempo dei 5.000 [12:44.09]. Francesco Fortunato ha battuto quello di marcia sui 5km sabato agli Assoluti di Ancona [17:55.65] e qualche giorno prima il giapponese Toshikazu Yamanishi si era preso quello della 20km. Jacob Kiplimo ha voluto esagerare. Ha tolto quasi un minuto a quello della mezza maratona sulle strade di Barcellona [56:42] e di passaggio ha fatto pure quelli della 15km e della 20km.
I più affezionati seguaci alle ossessioni di Slalom sanno che la faccenda è legata da molto tempo alle super scarpe, più di recente alle lucine che fanno da lepri a bordo pista, qualche tempo fa si è scoperto che il bicarbonato di sodio è diventato una sorta di pozione magica. Nei giorni scorsi Il Post ha ricapitolato tutto questo, citando pure un servizio del Wall Street Journal che fa riferimento alle piste elastiche – dove non si corre ma ormai si rimbalza: “Sono state progettate per spingere i corridori come mai prima d’ora”. Quella di NY per esempio “permette di assorbire gli urti e dà un eccellente ritorno di energia ai corridori”. Ai Giochi di Tokyo non era molto diversa quella preparata dalla Mondo, la pista del 9.80 di Jacobs.
IL SALTO IN LUNGO SENZA NULLI ► È rimasto piuttosto nell’ombra invece l’esperimento lanciato da World Athletics, la proposta sul salto in lungo che ha indignato i puristi. A Düsseldorf si è tenuta la prima gara che ha sperimentato la zona di decollo al posto dell’asse di battuta. Drop zone si chiama. Al commissario tecnico della nazionale tedesca di salto in lungo Ulrich Knapp è piaciuto. Si aspetta meno infortuni e un incremento delle distanze. Più record. Ecco. Ne ha scritto Deutschlandfunk, il sito della radio pubblica tedesca.
Funziona così. Anziché saltare dalla classica pedana di stacco, ci si lancia da una zona di decollo lunga 40 centimetri e si misura la distanza reale, dalla punta del piede al momento dello stacco fino all’atterraggio. I nulli sono ridotti a zero, la competizione è più allettante – dice Deutschlandfunk.
Ulrich Knapp ha detto che la gara gli è parsa emozionante e divertente. I nulli non sono scomparsi. Ce ne sono stati tre o quattro. Ha vinto Malaika Mihambo con la misura di 6,87. Malaika Mihambo è la saltatrice che probabilmente più si giova del nuovo metodo. È la regina dei nulli. O meglio: la regina delle rincorse sballate. O stacca 20 centimetri prima della plastilina o ci finisce con i tacchetti dentro. Knapp dice che anche il lavoro dei tecnici diventa più semplice. La zona di decollo potrebbe favorire prestazioni di 10-15 centimetri superiori. La decisione è ancora in sospeso. L’innovazione è stata testata una seconda volta al meeting di Berlino del 14 febbraio e ha vinto Pauline Hondema con la misura del tutto ordinaria di 6.65. Mmm.