Lo Slalom del 24 ottobre | Cosa leggere, sapere e vedere

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  • LE NOTTI IN NBA  Cosa aspettarsi dal secondo anno di Wembanyama
  • TENNIS  Ciao Thiem, quello dell’ombrello e del machete: adesso si dà all’imprenditoria ecologica
  • L’ULTIMO SCROLL  I fumetti del giovedì: Max Sirena è Calimero, Antoine Dupont è Astérix, Tevita Tafutu è Obelix, Alexander Aamodt Kilde è Paperino, Il nuovo c.t. della Nazionale francese di pallamano è Barbapapà
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giovedì 24 ottobre 2024

#3 giorni al GP del Messico

 

 

 

IN CIMA AI PENSIERI

Il commissariamento governativo del calcio inglese

Oggi il governo inglese presenta alla Camera dei Lord il disegno di legge sulla governance del calcio e finalmente capiremo a quale grado, a quale livello si spingerà il commissariamento statale della Premier League. 

 

  L’istituzione di un ente di regolamentazione indipendente per supervisionare il calcio maschile d’élite in Inghilterra era un impegno preso dal manifesto laburista di governo, basato però su piani elaborati dai conservatori. Il disegno di legge redatto dai Tories voleva che le decisioni dell’ente regolatore sui futuri assetti dei club o sui loro proprietari considerassero gli obiettivi della politica estera e commerciale del governo del Regno Unito. È stato questo il punto più controverso del progetto, un punto su cui l’UEFA si è messa di traverso. Con l’Europeo 2028 affidato in modo congiunto alle federazioni di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda, non è stato difficile trovare argomenti per una moral suasion che spingesse Londra a considerare una corposa retromarcia. 

Keir Starmer ha detto ai giornalisti il ​​mese scorso di essere stato in trattative con la UEFA per placare le sue preoccupazioni. Il primo ministro ha suggerito che le proposte non avevano bisogno di essere cambiate e che l’organismo calcistico europeo aveva «leggermente ridotto le sue preoccupazioni con il passare del tempo». In realtà, come dice stamattina il Guardian l’ipotesi di questa mescolanza di interessi fra governo e Premier League è stata ritrattata. I ministri si sono ritirati nel loro alveo. 

Nel 2022 era stato proprio il Guardian a rivelare i dettagli del progetto di Boris Johnson e le sue pressioni sulla Premier League affinché approvasse la controversa acquisizione del Newcastle United da parte del Fondo di investimento pubblico dell’Arabia Saudita. 

 

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24 FEBBRAIO 2023

Alcuni sms trapelati durante questo mese lasciano intendere che Mohammed bin Salman, il principe ereditario dell’Arabia, fosse fortemente coinvolto nell’acquisizione. La Premier League ha insistito questa settimana che non ci sono motivi per la revisione legale dell’accordo, controverso – ricorda il Guardian – a causa dei diritti umani in Arabia Saudita. Un rapporto della CIA ha concluso che Bin Salman ha approvato l’omicidio del giornalista del Washington Post e dissidente saudita Jamal Khashoggi a Istanbul nel 2018. Il principe ereditario nega il suo coinvolgimento personale. Oliver Brown sul Telegraph dice che i messaggi WhatsApp trapelati e visionati dal Telegraph suggeriscono che Bin Salman, lungi dall’essere un osservatore distaccato, è stato un protagonista centrale nell’acquisizione dei sauditi, una trattativa che definisce una pietra miliare allarmante del futuro, e dunque la gente merita di conoscere la verità

I sostenitori del piano che attribuiva all’ente regolatore di tener conto della politica estera dicono ora che l’intento era impedire a individui sanzionati di possedere degli asset nel Regno Unito. Altre forze in campo hanno chiesto di vietare del tutto le proprietà straniere nel calcio inglese. Durante il periodo di consultazione dell’anno scorso, alcuni club della Premier hanno esercitato a loro volta pressioni sul governo perché impedisse ai fondi di investimento degli stati nazionali di entrare nelle proprietà. 

Tra i poteri acclarati dell’ente regolatore ci sarà il monitoraggio delle finanze dei club e il sostegno a interventi per un maggiore coinvolgimento dei tifosi. I club dovranno consultarli prima di modificare i prezzi dei biglietti o prima di trasferire il loro stadio altrove. Inoltre i tifosi potranno supervisionare i pagamenti del paracadute versato ai club retrocessi dalla Premier League. I club dovranno anche stabilire azioni per migliorare l’uguaglianza, la diversità e l’inclusione come parte del nuovo codice di governance. Ogni club che volesse vendere lo stadio a società collegate o terze avrà bisogno dell’approvazione dell’autorità e le richieste saranno accolte solo se il club potrà dimostrare che la vendita rappresenta un vantaggio a lungo termine.  Ci sono voci favorevoli dentro la Premier sul nuovo disegno di legge, altre che si dicono preoccupata per i «poteri senza precedenti e non testati nella distribuzione dei ricavi della Premier League»

Il Guardian presenta stamattina anche un commento dello storico del calcio Jonathan Wilson. Il calcio è ancora governabile? si domanda. Secondo la visione di Wilson, i proprietari dei club moderni, dagli stati agli oligarchi, hanno tutti un potere finanziario tale da costringere l’organismo a sottomettersi. 

Il fatto che esista un ente regolatore – dice Wilson – non significa che le normative siano rispettate, come dimostra fin troppo chiaramente l’industria idrica. Molto più importante di qualsiasi clausola individuale nel disegno di legge è il potere che il regolatore avrà nella pratica. Forse nel calcio esistono individui esperti, intelligenti, sensibili e di buona volontà, ma il regolatore avrà abbastanza fondi per poterseli permettere? O c’è il pericolo, come è successo in altri settori, che coloro che vengono regolamentati abbiano tasche più profonde di coloro che regolano, e quindi possano offrire un lavoro alle persone migliori del regolatore? Questa è la domanda esistenziale che si pone al gioco moderno: è davvero governabile? È vero che alcuni club sono sempre stati più ricchi di altri. Ma la novità è che i proprietari moderni, che siano stati, oligarchi o i più ricchi fondi di private equity, hanno il potere finanziario per intimidire gli amministratori del calcio fino alla sottomissione. Potrebbero persino fare causa al regolatore. L’unico modo per resistere a un potere finanziario di tale natura è con l’intervento del governo. Quindi è una terribile ironia che la UEFA e la FIFA, gli stessi organismi che non sono riusciti ad affrontare i flagelli correlati dello sportswashing e della disuguaglianza, mettano esplicitamente fuori legge l’intervento del governo. Cercare di tenere politica e sport separati – dice Wilson – ad esempio cercare di impedire a un ministero dello sport di scavalcare una federazione nazionale per nominare l’allenatore della nazionale con tutte le tangenti che ciò potrebbe comportare, è un obiettivo lodevole. Ma intervenire in questioni di controllo normativo fa il gioco dei ricchissimi e dei già potenti

Il Guardian ricorda che l’ente regolatore è sulla carta un organismo indipendente, sebbene istituito dal governo.  In realtà la prospettiva che la UEFA faccia naufragare la sostenibilità finanziaria del principale torneo internazionale è minima, ma la minaccia – scrive Jonathan Wilson – suggerisce come molti all’interno dell’establishment siano diffidenti nei confronti di una regolamentazione. Tuttavia, secondo il giornale progressista, era in effetti sconcertante aspettarsi che il calcio inglese prendesse in considerazione la politica commerciale del governo per decidere se un proprietario è appropriato o no, mentre è realistico preoccuparsi delle conseguenze di un affare se dovesse riguardare un paese con cui la Gran Bretagna ha relazioni tese.

È questo il teatro mondiale su cui si muove quel gigantesco affare che ancora chiamiamo football. In qualsiasi altra epoca – scrive il Guardian – sembrerebbe ridicolo. Edward Heath ha aiutato l’Iran dello Scià ad acquistare il Coventry City. Eppure siamo qui. Il calcio inglese è diventato un palcoscenico su cui si gioca la politica globale. Questa cosa ha inevitabilmente un impatto sull’integrità, e lo sport senza integrità non è niente. Non è una faccenda che riguarda solo i sauditi, Johnson e il Newcastle. Una richiesta di accesso alle informazioni effettuata un anno fa ha dimostrato che il governo del Regno Unito era stato in contatto con l’ambasciata britannica ad Abu Dhabi per discutere le potenziali ricadute delle accuse della Premier League contro il Manchester City, ma le e-mail sono state fermate perché la loro pubblicazione avrebbe potuto pregiudicare i rapporti del Regno Unito con gli Emirati Arabi Uniti

Si tratta di questioni enormi, che vanno oltre i nostri sabati e le nostre domeniche passate sul divano a guardare i gol, vanno finan che oltre i la portata dei poteri delle autorità calcistiche, e secondo il Guardian probabilmente oltre la stessa portata di un ente regolatore. Se il regolatore ha effettivamente il mandato e le risorse per affrontare questioni come il prezzo dei biglietti e la sostenibilità – conclude WIlson – allora il suo arrivo è da accogliere con favore. Ma nessuno pensi che un regolatore sia una panacea. Francamente, per quanto riguarda il problema più grande che affligge il gioco del calcio, quello della ricchezza ingovernabile, potrebbe essere già troppo tardi.

 

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FRANCIA

UN VERTICE PER LA SICUREZZA IN LIGUE 1

  Il calcio francese è stato richiamato all’ordine. È la formula adoperata da L’Équipe per raccontare il vertice convocato per oggi al ministero dell’Interno dopo i cori omofobici ascoltati sabato al Parco dei Principi e le violenze a margine della trasferta del Marsiglia a Montpellier, domenica. Un’altra giornata di Ligue 1 che ha lasciato sconcertati. Quando si verificano eccessi dentro e intorno agli stadi – ha scritto Étienne Moatti – la prima reazione delle autorità pubbliche è quella di indignarsi, per poi convocare urgentemente una tavola rotonda e risolvere il problema. Non sembra la posizione di qualcuno che immagina possa venirne fuori qualcosa di utile. 

Bruno Retailleau, il ministro, è andato a scriverne su Twitter o come si chiama adesso. Cori omofobi, scontri tra tifosi, attacchi della polizia, non possiamo più sopportare che ogni settimana lo sport sia teatro di atti intollerabili, ha detto indignato. Ha coinvolto il ministero dello Sport e la  segretaria di Stato contro la discriminazione, ha riunito le autorità del calcio e annuncia l’adozione di misure necessarie per ripristinare l’ordine negli stadi. Capiremo. 

  Corriere della sera: “Prove di intesa fra Figc e serie A, resta il nodo del peso politico” – La riforma dello statuto

 

Le partite di Champions

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   L’ATALANTA BLOCCATA

Marina Belotti sul Corriere della sera la definisce una vittoria buttata al vento. E i punti, persi così, pesano ancora di più. Il quadrifoglio che a Dublino aveva portato fortuna all’Atalanta, questa volta benda la Dea che non vede la porta nonostante i 22 tiri totali, dei quali 6 nello specchio. Gli scozzesi sono poca cosa, 33% di possesso palla e solo un paio di lampi. Così fa più male che con l’Arsenal, quando Retegui aveva sbagliato un rigore. Andrea Elefante sulla Gazzetta spiega: Il “giochismo” predicato dal suo tecnico Rodgers si è visto molto poco, un po’ come la pericolosità del suo solitamente rapidissimo trio d’attacco, ieri con l’irlandese Idah preferito a Furuhashi. Del primato mondiale di marcatura a uomo assegnato dal tecnico nordirlandese all’Atalanta, ieri gli uomini di Gasperini hanno avuto pochissimo bisogno.

 

  IL LILLE AMMAZZA MADRID 

Perché nasconderlo e non dirselo? L’arbitro ha aiutato sul secondo gol ma il Lille ha mostrato un’enorme forza di carattere. Così scrive L’Équipe accogliendo le proteste che arrivano da Madrid [Un rigore inspiegabile, El Mundo], ma celebrando la squadra del meraviglioso nord di Francia che ha battuto l’Atlético dopo aver fatto lo stesso con il Real. No, non sogniamo. Sono i calciatori del Lille a esultare, alzano le braccia in uno stadio con l’aria condizionata dopo il terzo gol di Jonathan David e ringraziano i loro tifosi per i lunghi minuti trascorsi in cima a una tribuna. Il LOSC non ha fatto ingelosire nessuno a Madrid. Il Lille ha ingoiato due mostri europei, due squadre imbattute in Spagna. Ha una sorta di X Factor in Bruno Genesio, un ragazzo capace di recuperare gli scalpi degli allenatori più blasonati in Europa. Non aveva mai giocato contro Diego Simeone? Eccone uno in più nella sua borsa, dopo quelli di Pep Guardiola, Carlo Ancelotti e José Mourinho

Stavolta si è inventato una maglia per Ousmane Toure, ragazzo locale, 19 anni, non un minuto da titolare fra i professionisti, un quarto d’ora di assaggio contro il Fenerbahce al posto di Bafode Diakitė, il capitano. Non è tutto. Inizialmente aveva lasciato in panchina pure Jonathan David ed Edon Zhegrova per dare spazio al debuttante in Champions Mohamed Bayo, come a ricordare che non stava bluffando all’annuncio che la formazione sarebbe cambiata in risposta alla decisione della Ligue di programmare il derby con il Lens di sabato e non di domenica.

In realtà, al piccolo Ousmane Toure L’Équipe ha dato un bel 2 in pagella, anche per un giallo preso con un intervento su Griezmann, e a Mohamed Bayo un sontuoso 3. Otto invece per il portiere Chevalier, il centrale difensivo algerino Mandi e l’allenatore Genesio, il quale dice che questa vittoria è superiore a quella ottenuta tre settimane fa contro il Real Madrid. 

 

  COME FLICK HA RIPORTATO IL BARCELLONA SULLA MAPPA DELL’EUROPA

Questa goleada al Bayern cambierà la storia del Barcellona. Addirittura. Ne sono convinti a Relevo, dove Jordi Cardero ricorda che sono passati dieci anni da quando è stata vinta l’ultima Champions League. Dieci anni di cadute, cicatrici, traumi. Doveva arrivare una nuova generazione, una generazione che non ha vissuto le notti nere, per iniziare a scrivere un nuovo capitolo. Raphinha, il capitano, ha portato a termine una vittoria che potrebbe cambiare la storia del Barça. Con Cubarsí, Lamine, Balde, Casadó o Fermín come bandiera. I giocatori delle giovanili sono maturati di dieci anni in 90 minuti. Ci saranno un prima e un dopo, dopo questa vittoria. Soprattutto per come è arrivata. Alberto Blaya, ancora su Relevo, parla di cambiamento climatico al Barcellona, mai così evidente come a Montjüic, dove Hansi Flick ha trasformato una notte autunnale, di reumatismi e di bandiere a mezz’asta, in una di quelle notti primaverili che tanto mancavano ai culé

Il direttore del Mundo Deportivo, Santi Nolla, lancia un neologismo e parla di Reyphinha per quei tre gol segnati all’Oktober Fest del Montjüic. È stato un re . Il Barça sembrava il Bayern e il Bayern sembrava il Barça. Per sconfiggere la bestia nera tedesca, il Barcellona ha ceduto il possesso palla in casa propria: 39,5 a 60,5 e con soli quattro tiri in porta ha segnato quattro gol. Lamine si è affermato come uno dei migliori giocatori d’Europa; Fermín ha piazzato la sua candidatura a un posto da titolare con grinta, verticalità e assist. Casadó ha sublimato la sua posizione a centrocampo accanto a un ottimo Pedri. L’intervento di Lewandowski, il più anziano, è un altro esempio di come il Barça sia una squadra più che una somma di individui. Flick sta lasciando il segno, si legge stamattina nell’editoriale del giornale che è la voce della catalanidad. 

Quel che Flick non sa ma forse immagina è che se dovesse perdere il Clásico, lunedì mattina potrebbe leggere considerazioni che sono l’esatto contrario. Anche da Madrid si arrendono, ci sono momenti in cui la faida viene dichiarata sospesa. Dopo Real-Borussia, riedizione della finale 2023, il giornale catalno Sport ieri mattina titolava che Barcellona-Bayern, questa sì, era la prima grande vera finale anticipata. Da Marca non replicano con lo stesso strumento, anzi, Luis F. Rojo riconosce che adesso sì, adesso il Barcellona è davvero tornato. La vittoria sul Bayern dimostra che può competere contro qualsiasi avversaria.  Marca parla di una vittoria inappellabile in una partita che era molto di più di una partita. Ci sono molte ragioni per cui il Barcellona è cambiato e offre un’immagine completamente diversa. Flick ha ideato un sistema difensivo efficace. Ha avanzato la linea difensiva come mai prima d’ora, senza lasciare spazio di manovra ai rivali. È vero che si tratta di un sistema non adatto ai deboli di cuore, perché gli avversari rasentano sempre il fuorigioco e spesso riescono a presentarsi da soli davanti al portiere. Ma finora sta funzionando. Flick ha moltiplicato l’apporto di due giocatori che nella stagione precedente non si erano affatto divertiti, senza la completa fiducia dell’allenatore. Lewandowski e Raphinha sono gli esempi più chiari del cambiamento. Senza Flick forse non sarebbero al Barcellona e in questo momento sono una macchina da gol. Il polacco ne ha segnati 15, Raphinha nove con otto assist

Su La Vanguardia, altro baluardo dell’identità locale, Joan Josep Pallàs, dice ragazzi, guardate che questa cosa del Barcellona non è banale, mentre Sport aggiunge che si è trattato di un’ode al fútbol. Joan Vehils ha scritto: Ebbene sì, visto quello che abbiamo visto, Il Clasico di domenica prossima sembra più emozionante che mai. Il Barça è inarrestabile e al Bernabéu, se mostrerà questa versione, continuerà a esserlo. Dobbiamo ringraziare Hansi Flick per il lavoro svolto. Questa squadra ricorda il Barça di Guardiola che schiacciava i suoi rivali e la squadra di Luis Enrique che non si arrendeva mai. È vero che è ancora molto presto e non è stato vinto nulla, ma i culé ora si divertono di nuovo con la loro squadra

Ramón Besa su El Paìs ha scritto che finalmente l’orco Bayern è stato divorato. Parla di orco perché il Barcellona ha perso contro i tedeschi 11 partite, aveva vinto solo nel 2009 e nel 2015. Attorno alla sua figura, il Barça ha costruito una squadra in stato di grazia. Il Barça è una squadra tedesca che gioca con la tecnica de La Masia. Potrebbe benissimo competere in Bundesliga grazie al suo senso del ritmo, alla capacità di pressare molto in alto e difendere in avanti, per essere sempre di fronte alla porta avversaria. La squadra di Kompany conosceva benissimo il valore del Barcellona di Flick. Entrambi sono allenatori arrivati ​​da poco in due squadre che si somigliano, condividono le stesse convinzioni calcistiche e hanno lo stesso gusto per l’avventura e il rischio, per la fortuna del pubblico che riempie stadi come il Montjuïc

 

  COSA NON E’ PIACIUTO DELL’INTER IN SVIZZERA

Simone Inzaghi aveva detto che «non saremo  distratti dalla gara con la Juve». Forse non era distrazione, ma la partita è stata decisiva all’ultimo sospiro. Paolo Tomaselli sul Corriere della sera scrive: Chissà Einstein, che qui elaborò la teoria della relatività, come se la sarebbe cavata con la gestione scientifica del turnover: l’Inter passa col brivido grazie a un gol di Thuram, un attimo prima che lo sfacciato Young Boys le sbatta la porta in faccia. L’azione decisiva al minuto 93, che regala ad Inzaghi tre punti fondamentali per consolidare la posizione fra le migliori 8 in attesa del trittico durissimo contro Arsenal, Lipsia e Leverkusen, la impacchettano i tre panchinari di lusso, in una scena vecchio stile, del genere «arrivano i nostri»

Luigi Garlando sulla Gazzetta parla di ricamo di vera Inter per l’azione decisiva  e precisa: Il primo tempo è stata la peggiore interpretazione stagionale dei nerazzurri, forse anche più di Monza. E il turnover c’entra fino a un certo punto. Ora si va verso Inter-Juventus. Garlando dice: Rientriamo nel nostro cortile di Serie A. Ma non dimentichiamo di chiederci perché quelli fuori corrono e lottano sempre più di noi.

Alberto Polverosi sul Corriere dello sport-stadio avanza l’ipotesi che si siano associate un po’ di circostanze. Ha scritto: L’assenza di Calhanoglu toglie molto all’Inter, al centro deve spostarsi Barella e non è la stessa cosa, non è la stessa regìa. Non solo, oltre alla mancanza della qualità del turco viene a mancare anche l’impulso atletico dello stesso Barella. E in ogni caso non càpita spesso di vedere la squadra di Simone soffrire la fisicità degli avversari, in Italia accade quasi sempre il contrario

 

  TITOLI

  • La Gazzetta dello sport: L’Europa è una fatica, ma il Milan e poi l’Inter tengono su l’Italia – Fabio Licari ha scritto: Ci tengono in piedi le milanesi
  • Times: Vinícius Jr può incidere sul calcio europeo come Di Stéfano e Ronaldo” – La prestazione ipnotizzante dell’attaccante brasiliano nel 5-2 del Real Madrid sul Borussia Dortmund è stata di puro virtuosismo: nemmeno Jude Bellingham e Kylian Mbappé hanno la sua influenza[QUI]
  • Corriere della sera: Camarda, ritorno a scuola. Il Milan è il suo futuro ma non dimentica i compiti” – Il suo mondo: la famiglia, la ragazza, il calcio e il liceo linguistico
  • La Gazzetta dello sport: Leao e i tormenti Milan” – Rafa è deluso, il club chiama in aiuto Fonseca per sostenerlo. La società vuole recuperarlo e cerca conforto nell’allenatore. Ma per sabato il ballottaggio con Okafor è aperto |  “Leao deve ritrovarsi, altrimenti in estate meglio il divorzio
  • Repubblica: L’americano tranquillo ha conquistato il Milan. Dribbling, assist e tiri, la firma su ogni gol– Viene dal calcio a 5, il suo idolo era Figo. Emanuele Gamba ha scritto: Se cercate Pulisic, lo troverete dentro un gol del Milan. E se guardate dentro un gol del Milan ci troverete Pulisic, perché non c’è partita (salvo la prima contro il Torino e quella di Leverkusen, l’unica senza reti rossonere) in cui l’americano non abbia segnato o fatto segnare
  • Times: Pep Guardiola non troverà mai un altro lavoro come al Manchester City. Ecco perché è così difficile andarsene” – Tra l’attrattiva competitiva della Premier League e la sua influenza senza pari al Manchester City, non c’è da stupirsi che il manager voglia restare: nemmeno le accuse della federazione lo scoraggeranno.
  • La Stampa: Cantiere aperto” –  La Juve dominata dallo Stoccarda è il segnale di una crescita lenta Motta: “Ora liberare la testa”. E lascia un giorno libero ai giocatori

IL PERSONAGGIO

Cosa aspettarsi dal secondo anno di Wembanyama in NBA

 

  Non potendo diventare più alto dei suoi 2 metri e 24 [o sì?], non potendo allargare la sua apertura alare oltre i due metri e mezzo [o forse sì?], Victor Wembanyama ha messo chili e forza sul suo celebratissimo corpo da unicorno. Entra nella sua seconda stagione con gli Spurs con un guadagno muscolare che dovrebbe aiutarlo a resistere meglio alle sfida fisiche richieste dalla NBA. Aveva già aggiunto tra i 4 e i 5 kg al fisico quando è apparso per la prima volta con la maglia degli Spurs nello scorso ottobre. Un aumento di massa muscolare è ancora più visibile quest’anno, all’alba dell’anno che comincia con San Antonio. Quanto esattamente? Secondo il sito ufficiale della NBA, sarebbe passato da 95 a 106 kg, undici in più sulla bilancia negli ultimi dodici mesi. Lui replica che si tratta di notizia falsa. «È impossibile guadagnare 11 kg in così poco tempo senza farsi male» parlando di un guadagno tra l’1 e il 5%. L’Équipe stamattina parla di sviluppo fisico seguito da vicino dagli Spurs, che dispongono di infrastrutture e attrezzature all’avanguardia, all’interno di un reparto dedicato a prestazione e benessere con quattro preparatori fisici, tra cui il francese Guillaume Alquier

«Ci ​​siamo concentrati molto negli ultimi mesi sul rafforzamento muscolare, soprattutto nella zona addominale, per resistere meglio al contatto fisico», ha spiegato Wembanyama, per il quale questo aumento di peso «avviene come conseguenza naturale» del lavoro. Non cercatelo in palestra – scrive il corrispondente del giornale francese dal Texas – non cercatelo a fare sessioni di panca. Il suo rafforzamento fa parte di un lavoro più globale, nel quale gli esercizi di mobilità hanno un posto essenziale. Wemby conferma: «Non è il mio stile lavorare solo su esercizi che mettono peso sul corpo». Zach Conllins, compagno di squadra, dice che «ora sta molto meglio sulle gambe, più pesante e più grosso, si dà maggiori possibilità di dominare i suoi avversari vicino al canestro». Editoriale: Salute. Fine dell’editoriale. 

Devono ingrossarsi pure gli Spurs intorno a lui, dopo un anno di molte sconfitte e rare soddisfazioni. San Antonio deve riscoprire la cultura della vittoria, dice L’Équipe. Gregg Popovich, 75 anni, allenatore iconico che non se non definisci iconico lui allora chi lo sarà mai, ha radicalmente cambiato i toni dopo 60 sconfitte in 82 partite. Dice di aver imposto molta più disciplina fin dall’inizio del ritiro, più responsabilità professionale per correggere certi errori che si sono ripetuti regolarmente. Un cambiamento culturale, dice il giornale francese, avvertito anche dal ventenne Sidy Cissoko, l’altro francese degli Spurs: «Ho l’impressione che tutti siano cambiati, sia lo staff sia i giocatori», dice. Una metamorfosi favorita dall’arrivo di Chris Paul quest’estate. Ai suoi 39 anni viene chiesto di svolgere un ruolo decisivo dentro e fuori dal campo. 

«È intelligente e ha molta esperienza. A volte sono affascinato nell’ascoltarlo mentre dice delle cose ai compagni. Mi dico: – Cavolo, avrei dovuto pensarci io», gli ha fatto un signor complimento, Gregg Popovich, una cessione di autorevolezza e credibilità. Dopo solo poche settimane a San Antonio – sottolinea infatti L’Équipe – abbiamo già l’impressione che CP3 faccia parte dello staff degli Spurs

      TITOLI

The Athletic: Dopo una stagione memorabile della WNBA, cosa succederà ora che il basket femminile continua a crescere?” – Ben Pickman scrive: Quattro anni dopo un momento di crisi esistenziale, la WNBA è salita nello zeitgeist pubblico come mai prima. È stata la stagione regolare più vista di sempre sulle piattaforme ESPN con una media di 1,19 milioni di spettatori, la partecipazione del pubblico è aumentata del 48 percento, le vendite del merchandising sono cresciute del 601 percento presso i WNBA Store, sulle piattaforme dei social media ci sono state quasi 2 miliardi di visualizzazioni video prima dei play-off. Il nuovo accordo storico sui diritti tv varrà più di 2 miliardi di dollari nei prossimi 11 anni. Ma le giocatrici hanno anche affermato che l’impennata di popolarità di questa stagione ha portato a un aumento delle molestie e delle minacce online

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15 LUGLIO 2024

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6 GIUGNO 2024

 

TENNIS

Ciao Thiem, quello dell’ombrello e del machete
Adesso si dà all’imprenditoria ecologica

 

I tennisti non lo sanno quando l’ultima partita è davvero l’ultima. Quella di Dominic Thiem che aveva deciso di ritirarsi dopo il torneo di Vienna è arrivata al primo turno, contro Luciano Darderi. El Confidencial dalla Spagna lo celebra come un grande giocatore arrivato a contendersi il trono degli Slam ai Tre Grandi, avrebbe potuto essere il quarto in lizza se non fosse stato per un maledetto voodoo che lo ha lasciato fuori dai giochi per troppi mesi, senza consentirgli mai più di recuperare il suo ottimo livello di prima. Un addio prematuro da parte di un tennista che avrebbe potuto segnare un’epoca, riconosce Rubén Rodríguez. 

Il dominio dei Tre Re Maghi negli albi d’oro è stato totale per 19 anni. Dominic Thiem ha avuto il merito di essersi infilato tra le righe vincendo gli US Open 2020, unico giocatore nato negli anni Novanta insieme con Daniil Medvedev a prendersi uno Slam. È stata la decade con meno campioni di sempre. Thiem fece suo il Flushing Meadows della pandemia, quello con le tribune completamente vuote per il covid. Lui lo chiama «un po’ uno specchio della mia carriera». Quella vittoria in quella condizione lo mandò in disequilibrio, prima ancora che un infortunio a un polso lo limitasse anche nel braccio, meraviglioso braccio, meraviglioso rovescio, capace di portarlo fino al numero 3 del mondo. Fece in tempo a innamorarsi di lui anche Gianni Clerici. Di Thiem ha scritto: Viene da un Paese di sciatori. Ebbe un grande coach, Gunter Bresnik, che lo costrinse a lavorare da boscaiolo per farsi i muscoli, muscoli che si vedono nel diritto e nel rovescio liftatissimi. Su questo colpo una volta aggiunse: Possiede un liftaccio da togliere addirittura pelo alla palla, un’eredità non facile da ottenere dal suo allenatore, un’eredità che dovrebbe mettere in guardia chi giochi diritto piatto e servizio non troppo tagliato. E ancora un’altra volta: Ho visto tante volte l’austriaco giocare a tutto braccio la palla di rovescio, quasi avesse in mano un ombrello spalancato, e sul diritto un machete

 

«Non importava la superficie, hai sempre trovato il modo di battermi con i tuoi rovesci favolosi. Ma, cosa più importante, lo hai sempre fatto con grazia e sportività» | Roger Federer

 

I suoi tonanti rovesci a una mano non si vedranno mai più scrive Stuart Fraser sul Times. Contro i Big Four, includendo anche Murray nella crema della crema, Thiem ha registrato un record impressionante, vincendo 18 delle 40 partite giocate: 5-2 contro Federer, 5-7 contro Djokovic, 6-10 contro Nadal e 2-3 contro Murray, quando il solo compito di stare di fronte a questi titani era abbastanza impegnativo per la maggior parte degli altri giocatori dice il Times. 

Ora si occuperà di ambiente, la sua altra grande passione. Thiem ha utilizzato parte del suo montepremi da 23 milioni di sterline per creare due aziende che portano il suo nome. Una è la Thiem Energy, che mira a sviluppare energia solare. L’altra è la Thiem View, che produce occhiali da sole con materiali sostenibili. Non è la strada più convenzionale per un giocatore in pensione – dice il Times – ma una strada che alla fine potrebbe avere un impatto più significativo per il mondo rispetto a palline che vengono colpite avanti e indietro su una rete.  

 L’ULTIMO SCROLL

I FUMETTI DEL GIOVEDÌ 

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  CALIMERO MAX SIRENA

Da Luna Rossa a Calimero piccolo e nero. Max Sirena si è confessato stamattina in una intevrista con Gaia Piccarsi sul Corriere della sera. Titolo grafico: «Io non dormo più». Il Corriere parla di tormenti: «Non riesco a darmi pace, sono ancora il capo giusto?». Nell’intervista Sirena dice:   «Devo capire. Ancora non ho una risposta. Nello sport, a volte, succede. «Voglio dedicare tempo a me stesso per capire cosa e dove ho sbagliato. C’è una domanda che mi faccio in continuazione: sono ancora la persona giusta per questo lavoro?».

«Avevo promesso a Bertelli che gli avrei portato la Coppa. Non ho mantenuto la parola».

«Cercherò di essere onesto, per il rispetto che devo a Patrizio e a chi ha lavorato con me. Sennò si rischia di diventare ridicoli. Perdere lo metto in conto, figuriamoci. Ma c’è una delusione cocente con la quale non riesco a venire a patti».

«Cambieranno delle cose. Gli Ac75 volanti richiederanno persone sempre più abituate a interfacciarsi con la tecnologia: quindi i giovani».

«Con la tecnologia ci siamo spinti molto oltre, è vero. Se per ottenere più azioni sulla barca significa metterci più velisti e meno ciclisti, togliendo una parte di produzione di energia, mi sta bene».

ASTERIX  ANTOINE DUPONT

La Francia riabbraccia uno dei suoi eroi olimpici. Antoine Dupont rientra in Nazionale, la Nazionale a quindici, dopo l’esperienza nella versione a sette che ha prodotto un oro a Parigi. Torna con i Blues per i test di novembre, in una selezione dove ci sono otto giocatori con zero partite, ma sei di loro vengono dalle due ultime finaliste del campionato. Non c’era suspense – spiega L’Équipe – ma vedere il nome di Antoine Dupont nell’elenco dei quindici di Francia è una buona notizia, soprattutto nel contesto dell’esperienza fatta in Argentina con una disastrosa tournée. Ha recuperato anche il suo vecchio amico Anthony Jelonch, pure lui assente dalla Francia dai quarti di finale mondiali persi contro il Sudafrica un anno fa, a gennaio vittima di un nuovo grave infortunio al ginocchio. Il suo ritorno riproporrà la questione della folta concorrenza in terza linea. Ci sono 11 giocatori del Tolosa e 9 del Bordeaux fra i chiamati senza Ntamack (polpaccio). Baille (caviglia), Depoortere (frattura dello zigomo), Marchand (ginocchio). 

OBELIX TEVITA TAFUTU

La novità mediaticamente più rilevante nella Nazionale di rugby francese si chiama invece Tevita Tatafu, 22 anni, pilone destro esplosivo. È la realizzazione del sogno di suo padre, che dall’altra parte del mondo, nelle isole Tonga, non si perdeva mai nessuna partita della FRancia ha scritto Karim Ben Ismail su L’Équipe. Centoquarantacinque kg in un corpo da 1,85. Guillaume Manificat, ricercatore di Bayonne, spiega che in termini cinetici è come trovarsi di fronte e dover respingere all’improvviso una pressione di 400 kg. Oppure bisogna immaginare l’impatto di un ragazzo che salta sulla vostra spalla da un trampolino di 3 metri. L’editoriale è lo stesso di prima. 

 

PAPERINO  ALEKSANDER AAMODT KILDE

Vittima di una caduta in gennaio a Wengen, dove si è lacerato il polpaccio e si è lussato la spalla sinistra già operata due volte, Aleksander Aamodt Kilde ha annunciato che non parteciperà alla Coppa del Mondo di sci quest’inverno. La stagione si apre nel fine settimana a Solden in Austria. Kilde ha vinto la Coppa nel 2020 e vanta 21 successi in circuito. «Dopo la mia caduta e alcune settimane complicate, le cose sono migliorate. A giugno ho anche potuto sciare di nuovo. Purtroppo a luglio ho avuto un’infezione alla spalla che ha causato complicazioni. Dopo dieci settimane di antibiotici, presto dovrò sottopormi a un’altra operazione, significa che non potrò correre quest’inverno. Sono già concentrato sulla riabilitazione per tornare più forte»

  Repubblica: Intervista a Mikaela Shiffrin: “Stufa di correre come un pollo senza testa. Basta discese libere”

 

BARBAPAPÀ IL NUOVO C.T. DELLA NAZIONALE FRANCESE DI PALLAMANO

Come se in panchina fosse Johan Cruyff, Sebastien Gardillou in panchina ha un rituale. Porta un lecca lecca, anzi un Chupa Chups. Così, per la sua prima panchina da capo allenatore della Nazionale francese di pallamano, l’ex assistente del cittì Olivier Krumbholz ne regalerà uno a tutto lo staff. I vicecampioni olimpici sfidano in amichevole l’Ungheria a Tolone. Lu idice che il Chupa Chupd è un momento di complicità, una scusa per sorridere. Questo la dice lunga sul suo senso di comunità, un’abitudine acquisita in vista del Mondiale 2023spiega L’Équipe stamattina. 

 

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