Perché stanno picchiando Caitlin Clark

Caitlin Clark è un bersaglio. Ce l’ha come dipinto dietro la canotta. Pam. La abbattono e lei si rialza. Fino al prossimo colpo. La campagna WNBA da rookie del fenomeno venuto dall’Iowa è iniziata così, all’insegna del bullismo. Pare che non sia un problema. Potrebbe farsi male. Potrebbe essere costretta a saltare delle partite. È la stella del campionato. Le sue assenze allontanerebbero i tifosi.  

Da quando la guardia delle Chicago Sky, Chennedy Carter, ha tirato nello scorso fine settimana un colpo a tradimento alla più ricca e famosa delle debuttanti, le interpretazioni sui motivi fioccano [si dice ancora: fioccano?]. Chi ne fa una questione sportiva, chi ne fa una questione sociale, chi ne fa una questione di genere, chi ne fa una questione razziale. Comunque sia, l’allenatore delle Indiana Fever, Christie Sides, è furioso. Clark era stata accolta come il motore del cambiamento nella WNBA prima ancora che mettesse a segno una sola tripla. 

Jason Gay è l’editorialista americano che ha preso una posizione più decisa, sul Wall Street Journal. Ha scritto: Il colpo di Carter su Clark è stato davvero basso e gli arbitri hanno sbagliato. Non mi interessa se le due giocatrici erano state impegnate a strattonarsi in precedenza. Colpire un’avversaria che guarda dall’altra parte è inaccettabile a qualsiasi livello. Non sono sicuro di cosa stessero pensando gli arbitri, quando lo hanno giudicato un modesto fallo di gioco. Chiunque cerchi di giustificarlo come un normale scontro nel basket è in fede. Ho sentito gente sostenere che questi episodi creano una rivalità, e le rivalità fanno bene allo sport, ma c’è una differenza tra la competitività a muso duro e colpire in modo sleale

Il punto vero è che Clark – insiste il Wall Street Journal – è un mezzo di attrazione per nuovi fan – lo testimonia il tutto esaurito alle partite delle Fever, in casa e fuori – e non vanno certo al palazzetto per vedere la loro eroina accartocciata a terra. Clark appare in più spot pubblicitari di Pat Mahomes, arriva in un momento di svolta per gli investimenti negli sport femminili, la WNBA ha appena iniziato a consentire alle squadre di prendere voli charter. Sta portando più partite in TV in prima serata, dove tutte possono farsi vedere, non solo lei.

Tuttavia, ci sono ragioni del cuore e della testa che i gomiti non vogliono ascoltare. Tutti gli sport – dice Gay – sono pieni di professionisti veterani che vedono come un loro dovere quello di rendere la vita quanto più miserabile possibile a qualsiasi debuttante assai pubblicizzato. Le veterane della WNBA avevano avvertito Caitlin Clark prima che fosse ingaggiata: ricordate quando Diana Taurasi dichiarò che Clark avrebbe presto scoperto la dura realtà? Tutto vero. Si potrebbe pensare che la cosa più egoistica da fare sarebbe lasciare segnare a Caitlin Clark 40 punti a partita. Non lo faranno mai, perché sono prima di tutto due avversarie

Non è una novità, dice il Wall Street Journal, e porta le prove. Dirk Nowitzki ha segnato una media di poco più di otto punti nel suo anno da rookie. Kobe Bryant da adolescente ne faceva 7.6. Eppure, perfino all’interno di questo perimetro di accanimento, Clark è la debuttante WNBA più veloce ad aver mai segnato 150 punti, 50 assist e 50 rimbalzi. Perfino nella partita in cui è stata picchiata, le Fever hanno vinto. Non ho idea – aggiunge Gay – di cosa significhi questo per le Olimpiadi. Se lo guardiamo dal punto di vista della visibilità, chiamare Clark nel Team USA per Parigi sarebbe un gioco da ragazzi: diventerebbe il nome più in vista della squadra, una giocatrice che attirerebbe un nuovo pubblico. Dal punto di vista del basket, tuttavia, dovrebbe affrontare un sacco di concorrenza stagionata e Clark sicuramente non vuole far parte della squadra per nessun motivo diverso dalla sua bravura in campo. Essere una novellina è difficile. Probabilmente diventerà ancora più difficile. Ma è una storia già vista. Caitlin Clark è troppo brava.  

  PUZZLE  

CHE COSA SI DICE IN GIRO

Candace Buckner sul Washington Post difende la guardia delle Chicago Sky, Chennedy Carter, l’autrice del fallo considerato più cattivo, diventata oggetto di brutti discorsi da allora, discorsi che presuppongono una fragilità di Clark e un’accusa di malvagità che pende sulle avversarie. Carter ha fatto una mossa che Draymond Green probabilmente avrebbe deriso perché troppo lieve. Eppure, quel gesto viene presentato come la prova che alle veterane della WNBA non piace Caitlin Clark, e la starebbero intenzionalmente malmenando

Buckner ha scritto che il gesto viene amplificato come prova incriminante che le brutali donne nere sono gelose della presunta salvatrice della lega e quindi preferirebbero picchiarla anziché mostrare apprezzamento. Buckner definisce allora Caitlin Clark come la star commerciabile con il colore della pelle e la sessualità gradevoli, l’eroina sul cavallo bianco che non deve, non può subire un contatto duro. 

Nel raccontare allora quanto sta accadendo intorno a Caitlin Clark, al New Yorker  è parso opportuno ricordare che la WNBA ha sempre fatto fatica a commercializzare Taurasi, che è gay, come molte delle stelle nere della lega. È facile immaginare perché non tutte le giocatrici vogliono mettersi in fila per ringraziarla. Le discussioni che circondano Clark – tocca il punto il New Yorker – sono intrecciate con le difficili discussioni su razza e genere in questo paese, sono storie che toccano tutti. Ci sono solo 144 posti nella WNBA, rispetto agli oltre 400 nella NBA. La cosa divertente è che Clark somiglia molto a Taurasi: sangue freddo, spietata, arrogante. Se Clark vuole diventare la più grande giocatrice di sempre, dovrà lottare per il titolo contro Taurasi. Taurasi non glielo cederà mai. Quel che mi fa pensare che Clark abbia una possibilità di farcela è che lei stessa non vorrebbe che lo facesse

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.