Parigi 2024, la Senna inquinata e le elezioni: l’unico ottimista è Tony Estanguet

  PARIS 2024 | -21 GIORNI..

 

Mancano 21 giorni alla cerimonia d’apertura dei Giochi, e questo conto alla rovescia si accavalla con la celebrazione del centenario di un’altra inaugurazione olimpica parigina, 5 luglio 1924. 

L’Équipe se ne occupa con un’intervista a Tony Estanguet, presidente del comitato organizzatore in versione l’ottimismo è il mio lavoro. Dice: «Il mio compito è non preoccuparmi». Beato lui. Perché tutta questa fiducia è un fiore che cresce in mezzo ai marciapiedi, un contesto non sempre favorevole lo definisce il giornale francese sforzandosi di non fare il finimondo. 

«Ci stiamo preparando per dare il massimo. Un po’ come gli atleti che, fino al giorno della gara, si allenano e sanno di poter fare la differenza. Abbiamo lo stesso stato d’animo, la stessa determinazione di unire i francesi, di accogliere il mondo e di perpetuare questo spirito olimpico che ogni quattro anni, di paese in paese, di continente in continente, continua a diffondere valori forti attorno all’universalità, alla performance, al rispetto e all’eccellenza. I Giochi sono un sogno per molte persone, anche per coloro che non praticano sport di alto livello. Questa è la magia dei Giochi. Lo vediamo ogni giorno con la fiaccola, abbiamo avuto più di 4 milioni di persone ai bordi delle strade in Francia. I Giochi rappresentano qualcosa di potente, unificante. È nostra responsabilità riuscire».

 ➣  Ci sono punti in comune con Parigi 1924?

«I Giochi del 1924 avevano un aspetto innovativo con il primo villaggio degli atleti, oggi uno dei simboli più potenti delle Olimpiadi. Anche noi abbiamo cercato di innovare, cercando di dare un sapore particolare a questi Giochi. Avranno una firma particolare con la cerimonia d’apertura in città, la prima maratona aperta al grande pubblico, i primi Giochi paritari, l’ambizione ecologica» 

 ➣  Nonostante il contesto, lei si aspetta dunque che questi Giochi siano una celebrazione…

«Questo è lo stato d’animo in cui mi trovo da dieci anni: fare in modo che le Olimpiadi siano l’orgoglio dei francesi. Non siamo stati risparmiati da nulla, ci sono state tante sfide che non avremmo mai immaginato di affrontare: il Covid, le guerre, le tensioni sociali nazionali e internazionali, l’inflazione record. Abbiamo portato un tocco francese, significa che questi Giochi non assomiglieranno alle edizioni precedenti. Dovrà essere e dovrà rimanere un momento di festa, di felicità, di piacere».

 ➣  È preoccupato per l’organizzazione visto il contesto politico?

«Il mio compito non è preoccuparmi, è garantire il successo dei Giochi, qualunque siano le condizioni. Questa è la missione che ho accettato dieci anni fa. Negli ultimi dieci anni sono successe molte cose e continuano a succedere. Al di là delle elezioni di questo fine settimana, il mio compito è garantire che la nostra organizzazione si adatti, che continui ad andare avanti e che sia preservata la nostra capacità di tener feder alla nostra promessa, in modo che i Giochi siano un momento di celebrazione e di incontro. Resto convinto che lo saranno».

 ➣  Come ha vissuto lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale?

«Dopo la sorpresa, il mio stato d’animo è rimasto lo stesso: ci rimbocchiamo le maniche, continuiamo ad andare avanti, ci adattiamo. Corriamo fino alla fine, fino alla cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi. Nel contesto attuale, sento ancora più forte la nostra responsabilità di mantenere la nostra promessa: far brillare la Francia nel mondo, riunirci attorno a valori positivi, attorno alla squadra, combattere il pessimismo».

 ➣  Ci sono ambiti in cui la nuova situazione politica può influenzare i Giochi?

«No. Lo scriva in maiuscolo. Il 99% del nostro progetto è deciso. Siamo entrati in una fase operativa. Per quanto riguarda un eventuale cambiamento politico, sappiamo che possiamo contare sulla continuità dello Stato, attraverso i prefetti: quello di polizia, quello regionale, il delegato interministeriale ai Giochi. Sono i garanti dell’amministrazione francese al servizio dei Giochi» 

 ➣  Non crede che lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale abbia rovinato l’aria di festa?

«Quando vedo l’eccitazione attorno al passaggio della fiaccola, ogni giorno, ai bordi delle strade, sono convinto che i francesi si divertiranno. So che questo evento passerà troppo in fretta. Godiamocelo»

 ➣  Sono tanti gli atleti o ex atleti che hanno preso posizione in queste elezioni. Anche la presidente del CPSF (Comitato Paralimpico e Sportivo Francese), Marie-Amélie Le Fur. Lei no.

«No, non l’ho mai fatto. Io voto, ovviamente. Quindi ho un’opinione. Ma oggi credo che come presidente di Parigi 2024 la mia voce non riguardi solo me. Rappresenta Parigi 2024 e intervenire non mi appartiene».

 ➣  Tra le incertezze che restano, c’è la balneabilità della Senna…

«Tutto il lavoro fatto dallo Stato, in particolare da Amélie Oudéa-Castéra, dalla città di Parigi e la sindaca Anne Hidalgo sta dando i suoi frutti. In sette degli ultimi nove giorni, le gare si sarebbero potute svolgere regolarmente nella Senna. La qualità dell’acqua sta migliorando anche se abbiamo portate molto più elevate del normale. Si annuncia un abbassamento, che contribuirà a rafforzare il sistema. Siamo fiduciosi nella nostra capacità di organizzare gare nella Senna».

 ➣  Ma cosa succederebbe se così non fosse?

«Per il triathlon abbiamo dei piani di emergenza per rinviare le gare, una piano che ci permette di essere relativamente tranquilli anche in caso di pioggia. Come ultima risorsa, il regolamento prevede che si possa passare al duathlon. Anche per la maratona di nuoto abbiamo piani di emergenza con possibili rinvii, ma la situazione è diversa. Per le maratone di nuoto, per garantire agli atleti lo svolgimento delle gare, abbiamo istituito un sito di riserva, il sito di canoa e canottaggio a Vaires-sur-Marne offre tutte le caratteristiche per ospitare gli eventi. Ma oggi rimaniamo fiduciosi e concentrati sul piano A, fare il triathlon e tenere le maratone di nuoto nella Senna».

 ➣  A che punto siete con la biglietteria?

«Come per la fiaccola, anche la biglietteria riflette le aspettative del pubblico. Abbiamo venduto più di 9,5 milioni di biglietti, con acquirenti provenienti da 200 paesi. Ci sono ancora grandi opportunità per vivere i Giochi. Per le Paralimpiadi abbiamo superato la soglia del milione di biglietti venduti. Ci sono ancora posti disponibili per quasi tutti gli sport parasportivi, a partire da 15 euro». 

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