
Sette settimane dopo aver licenziato Darvin Ham, i Los Angeles Lakers hanno scelto il loro prossimo allenatore, JJ Redick, il veterano NBA, da 15 anni podcaster. Avrà un contratto quadriennale da 8 milioni di dollari a stagione. Redick ha sostenuto un colloquio con il vicepresidente e direttore generale Rob Pelinka di circa due ore durante la settimana del 13 maggio, all’NBA Draft Combine di Chicago, secondo le informazioni di The Athletic. È stato in sede una prima volta il 15 giugno per incontrare di nuovo Pelinka, così come i proprietari Jeanie, Joey e Jesse Buss. Le fonti della rivista americana riferiscono di un incontro nel quale Redick ha fatto una magnifica impressione, spiegando la sua filosofia del basket, del gioco d’attacco e della difesa, mostrando tutta la sua passione per lo sport e la piena volontà di immergersi nelle ore di lavoro pressoché senza fine, richieste dal profilo di un allenatore moderno.
Redick ha descritto quale sistema di gioco avrebbe sviluppato attorno al roster attuale, concentrandosi su un maggior coinvolgimento di Anthony Davis, in particolare nel finale di partita, e su una riduzione dei compiti di gestione della palla per LeBron James: da tenere il quasi 40enne più a riposo durante la stagione regolare è uno degli obiettivi dichiarati.
The Athletic dice allora che Redick ha la statura giusta e rispettabile dell’ex giocatore, ha una sua credibilità, ma il modo in cui gestirà il roster rimarrà cruciale per il suo lavoro. Austin Reaves farà parte dei giochi a tre in attacco, l’intenzione è far crescere ulteriormente giocatori come Rui Hachimura, Max Christie e chiunque arrivi alla franchigia attraverso il draft. La vera prova sarà la gestione dei rapporti con i giocatori e il controllo dello spogliatoio.
“Redick – chiarisce The Athletic – ha avuto un’ascesa mediatica fulminea da quando si è ritirato dalla carriera di giocatore nel 2021, gestendo la sua rete di podcast, avviando lo spettacolo “Mind the Game” con LeBron James e lavorando da commentatore durante le finali NBA, tutto inseguendo contemporaneamente il progetto di lavorare come capo allenatore. Redick aveva sostenuto dei colloqui nel 2023 con i Toronto Raptors e gli Charlotte Hornets. Non ha mai allenato: la sua unica esperienza fino a questo momento è stata con la squadra giovanile di suo figlio.
Prima di lui, Pelinka aveva incontrato James Borrego dello staff dei Pelicans a Los Angeles il 20 maggio. Diversi altri candidati – Sam Cassell di Boston, Micah Nori del Minnesota, David Adelman di Denver e Chris Quinn di Miami – hanno condotto colloqui da remoto. Con Dan Hurley c’era qualcosa di più. Gli era stato offerto un contratto di sei anni da 70 milioni di dollari. Quando è tornato a casa nel Connecticut per riflettere sulla decisione da prendere, ha preferito restare legato agli Huskies. Il suo nuovo contratto con lUConn lo renderà l’allenatore più pagato nel basket universitario: sei anni a oltre 50 milioni di dollari, secondo fonti della lega. Dopo il suo no, l’11 giugno i Lakers sono andati dritti su Redick. Così adesso girano paragoni con il giovane Pat Riley, passato dal campo alla cabina da telecronista, e poi alla panchina, sebbene Riley avesse trascorso prima due anni come assistente dei Lakers.
“Los Angeles – si legge su The Athletic – è fiduciosa che Redick possa essere la sua versione di Erik Spoelstra o Steve Kerr, un creatore di cultura che possa crescere con la franchigia nell’arco di un decennio. Tuttavia, ci sono stati molti più ex giocatori e allenatori alle prime armi che non sono riusciti a soddisfare le aspettative, rispetto a quelli che ce l’hanno fatta: gli esempi più recenti sono Steve Nash a Brooklyn, Derek Fisher ai Knicks , Jason Kidd ancora a Brooklyn.
Buona fortuna, JJ. Che gli vuoi dire.