1 giugno 1984
A Napoli in questi giorni tutti conoscono Antonio Tagliamonte. Se non direttamente, tutti hanno un parente, un amico, un vicino che conosce Antonio Tagliamonte. E tutti gli parlano, tutti hanno saputo, tutti hanno sentito. “L’ha detto Tagliamonte” è il nuovo certificato di garanzia. Tagliamonte è certo che. Tagliamonte è sicuro di. Tagliamonte, Tagliamonte, Tagliamonte.
Antonio Tagliamonte, “commerciante all’ingrosso dai robusti chèques”. Così lo ha definito Mimmo Carratelli sul Guerin Sportivo uscito ieri, c’è in copertina Socrates con la maglia viola e nell’angolo in alto a destra Maradona, ancora con le strisce azul y grana del Barcellona. Carratelli ha scritto un pezzo ironico e sfottitore su questa trattativa, un pezzo in cui ci crede e non ci crede, dove ci sono Ferlaino e san Gennaro, perché le carte in tavola cambiano ogni minuto e un settimanale non si può sbilanciare.
Il Guerin Sportivo riferisce la voce del popolo. È Tagliamonte la chiave dell’acqua. È lui, “non la Juventus di cui si è fantasticato” il grande finanziatore dell’operazione da 13 miliardi di lire per portare Diego Maradona in maglia azzurra. “Non ci sono soldi bianconeri nell’affare – scrive Carratelli – non c’è il «parcheggio» di Maradona per due anni a Napoli e poi, addio mia bella addio, l’amato se ne va (a Torino). Tagliamonte, uomo di eccellenti disponibilità, sarebbe il vero finanziatore dell’operazione. Egli avrebbe così scavalcato tutti i più fedeli consiglieri di Ferlaino offrendo al presidente-ingegnere, romanticamente pragmatico, non solo il suo cuore ma anche il portafogli. In cambio di che cosa? Della successione alla presidenza del Napoli, lontana ma comunque inevitabile un giorno”.
Il punto è che stamattina si stanno imbrogliando le lingue. Tutto l’ottimismo di un paio di giorni fa è scomparso. La Gazzetta parla di misteri e di operazione che si sta complicando. Ora il Napoli teme di veder sfumare tutto. Il Barcellona intendeva sostituire Maradona con il gallese Rush, ma la partita giocata dal centravanti del Liverpool in finale di Coppa dei Campioni contro la Roma ha raffreddato gli spagnoli, “che starebbero rimangiandosi la promessa fatta al Napoli e vorrebbero trattenere Maradona”. Questo scrivono stamattina i due inviati della Gazzetta nei luoghi dove accadono le cose: Rosario Pastore a Barcellona, Alberto Cerruti nel New Jersey, dove si trova Diego con il club catalano per un quadrangolare. Juliano è subito volato di nuovo in Spagna, dove ha avviato una serie di colloqui per chiarire la situazione. La Gazzetta non esclude che il Barcellona stia soltanto cercando di alzare il prezzo pattuito. Ad aggiungere confusione si è inserito dall’Argentina anche il Boca Juniors, che vanta ancora crediti nei confronti della società catalana.
LA TV PRIVATA
C’è questa tv privata napoletana, Telelibera 63, che ha mandato un suo giornalista in Spagna, Pier Paolo Paoletti. Ogni sera telefona da lì per dare gli ultimi aggiornamenti. È diventata la voce da cui i napoletani attendono la buona novella. Intorno a mezzanotte, mezzanotte e mezza, spesso arrivano dettagli d’informazione con una strisciolina in sovrimpressione durante un film scollacciato. Sono notizie che i giornali non fanno in tempo a pubblicare, ma che diventano l’argomento del giorno dopo. Tagliamonte ha detto. Telelibera ha detto.
Ieri sera girava la voce che di fronte a queste nuove resistenze catalane, Juliano si è impegnato a pagare subito 6 milioni di dollari. Il cattivo della storia è il vicepresidente Gaspart, il pessimista, l’oppositore, l’uomo del no nel clan intorno al presidente Nunez.
Così, mentre la Juventus ha quasi preso Giordano e Manfredonia, promettendo alla Lazio quattro miliardi più Limido, Galderisi, Prandelli, Bivi dal Catanzaro e uno fra Gentile e Vignola, il Napoli sta ballando senza alcuna certezza di poter chiudere l’operazione così ambiziosa. Ferlaino ieri è andato a Roma per disinnescare l’opposizione della federcalcio. Il presidente Sordillo si stava impuntando. Non gli piacciono i particolari economici della complessa trattativa aperta con il Barcellona. Ferlaino è apparso soddisfatto. Ha detto: «Non mi aspettavo certo una immediata approvazione, per me era importante conoscere quali garanzie il Napoli deve fornire alla federazione. Sono convinto, per il resto, che entro la fine della settimana ci sarà un incontro anche con gli spagnoli».
LE REGOLE
Le norme del Consiglio federale per il tesseramento di nuovi stranieri dicono che la richiesta va depositata in lega entro il 30 giugno. Devono essere allegati una convenzione preliminare o condizionata sottoscritta dalla società cedente e dal giocatore; un documento che attesti la situazione patrimoniale al 30 giugno 1983; un preventivo degli oneri patrimoniali, gestionali e finanziari che il tesseramento del nuovo straniero comporterebbe; la dimostrazione contabile delle disponibilità finanziarie per aumenti di capitale o versamenti di soci senza interesse ed a restituzione postergato. Ma può essere sostituita da una garanzia fidejussoria presso un banca. A quel punto la Lega esamina la richiesta attraverso il Comitato tecnico composto dagli avvocati Pesce, Tortora, Figoli, Gerini, ed esprime il proprio parere positivo o negativo, trasmettendolo alla federazione. Una volta ottenuto il sì, i club devono rivolgersi al Ministero del Commercio con l’estero per ottenere l’autorizzazione ad esportare la somma fissata nel contratto. Il principio è che una società non deve indebitarsi ulteriormente per comprare un nuovo calciatore.
CHE COSA DICE MARADONA
E Diego? “In attesa di conoscere il proprio destino – scrive Cerruti sulla Gazzetta – Maradona dorme beato e tranquillo. Anche ieri mattina si è svegliato quando mezzogiorno era passato da un pezzo. Si è presentato nella hall dell’albergo dove è alloggiato, soltanto alle 13.30, sorridente, disponibile. Un fotografo ha approfittato del suo buonumore, per proporgli un’istantanea con la maglia del Napoli. Maradona non l’ha indossata, se l’e soltanto appoggiata davanti sul petto, per posare con la maglia azzurra di quella che potrebbe essere presto la sua nuova società. L’idea di trovarsi nel campionato italiano con Zico e Platini lo esalta. Maradona sa che Juliano ieri si è trasferito di nuovo a Barcellona. Un elemento in più per sperare ma per brindare è ancora presto. Purtroppo”.
«È vero – dice Maradona alla Gazzetta – speravo che tutto si definisse entro oggi, ma a questo punto non mi resta che aspettare. Non sono preoccupato, ma stanco mentalmente sì. Non vedo l’ora di andare in vacanza. per non pensare più a niente. Se tutto saltasse, per me sarebbe una delusione, ma sicuramente sarebbe peggio per i tifosi napoletani. Io non rimarrei senza calcio, perché ho un contratto con il Barcellona. Loro, invece, rimarrebbero senza di me e dopo le grandi feste, sarebbe
un dispiacere enorme».
È apparso scoraggiato. Comincia a essere più prudente nelle dichiarazioni. «Non posso fare i capricci – dice – e quindi rispetterei il mio contratto. E poi c’è il mio amico Migueli che mi difende. Non avrei problemi. Non mi faccio illusioni».
Invece ne alimenta il sindaco Enzo Scotti, che stamattina ha dato un’intervista al Mattino. «Maradona al Napoli? E perché no?». Avrà parlato con Tagliamonte.