Le coppe del giovedì, la fiaccola olimpica a Marsiglia. Diario del 9 maggio

 

EUROGOL.

Il Bayer Leverkusen ancora imbattuto

Sono 49 adesso le partite di imbattibilità stagionali del Bayer Leverkusen, ma la Roma è andata vicinissima a batterlo sul suo campo e addirittura ha sperato nei supplementari, in vantaggio per 2-0 fino a otto minuti dalla fine. La squadra di Xabi Alonso ha sommato 98 tiri in porta nelle sue ultime tre partite in casa di Europa League: 33 contro il Qarabag, 33 contro il West Ham, 32 contro la Roma.

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello sport-stadio, inveisce contro l’autogol di Mancini dell’1-2, uno stupidissimo autogol, fa suonare la sveglia che non avevi nemmeno caricato e il sogno bruscamente si interrompe. Si chiama sfiga – e pure atroce – perché stavi compiendo qualcosa che nessuno aveva avuto il coraggio di mettere in conto, un autentico miracolo calcistico: ci stavi riuscendo con due rigori, certo, ma anche con una condotta di gara coraggiosa e lucida.
Nel suo commento Zazzaroni dice che la Roma è stata capace di limitare a lungo l’“ingiocabilità” del Leverkusen, difendendosi con le unghie e riuscendo a correggere la maggior parte degli errori commessi all’andata. Le volte in cui il meccanismo di Daniele è andato in crisi da superiorità tecnica dei tedeschi è stato Svilar, con almeno quattro strepitosi interventi, a tenere in partita la squadra: Mile sta mostrando una sicurezza impressionante e trasferisce ai compagni la fiducia che mancava”.

Stefano Carina sul Messaggero sottolinea però che nasce da lui, proprio dal portierino, l’errore decisivo. 

"La Roma di ieri è stata quasi perfetta. Purtroppo l'avverbio in questo caso fa tutta la differenza del mondo. E conferma come il calcio oltre ad essere lo sport più strano del mondo è anche il più crudele. L'errore che regala il biglietto per Dublino a Xabi Alonso è di Svilar, fino a quel momento un muro, una saracinesca con la S di Superman stampata sul petto. Un'uscita a vuoto a 7 minuti dal termine sull'ennesimo corner calciato dai tedeschi fa carambolare il pallone su Mancini e conclude la sua corsa in rete. È la fine del sogno".

La qualificazione alla Champions della Roma passa due volte dall’Atalanta: dallo scontro diretto di domenica a Bergamo, alla speranza che Gasperini vinca l’Europa League e lasci il posto libero.

La Germania ha vinto una sola volta questa Coppa negli ultimi 25 anni, con l’Eintracht Francoforte nel 2022. 


EUROGOL.

L’Atalanta in finale di Europa League

ARTEFICI

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Tre gol al Marsiglia e per la prima volta nella sua storia l’Atalanta giocherà una finale europea. Nel 1988 si era fermata davanti al Malines in semifinale di Coppa delle Coppe. Avrà per avversario il Bayer Leverkusen. L’ultima “prima volta” di una finalista era stata del Dnipro nel 2015. 

L’Italia non vince l’ex Coppa UEFA dal 99 con il Parma – che nel frattempo ha fatto in tempo a cambiare proprietà, vedersi togliere la licenza UEFA, fallire, ricominciare dalla serie D e ritornare in serie A. Per il calcio italiano del quale ci piace dire sempre male, sono cinque finali di Coppa su sei nelle ultime due stagioni. Può darsi che spunterà lo stesso qualcuno a dire che si tratta di un risultato estemporaneo.  C’è un allenatore italiano in ciascuna finale di Coppa [Ancelotti, Gasperini, Italiano], c’è la possibilità di portare nove squadre nelle Coppe e sei nella prossima Champions XL. 

L’Atalanta è il picco di tutto questo, l’Atalanta più forte di sempre – secondo Luigi Garlando sulla Gazzetta dello sport.

Una partita che è stato il manifesto degli otto anni d’oro di Gasperini. A cominciare da lui, dal Colleoni di Grugliasco, dalle sue idee, dal suo coraggio. Chi, aggrappandosi alla fortuna del Borussia Dortmund, ha teorizzato la vittoria come unica necessità e il calcio speculativo come essenza del gioco, si specchi in questa Atalanta e ci dica se non prova imbarazzo. Per noi, l’essenza del gioco è questo spettacolo qui. A Dublino vanno con pieno merito i Percassi, illuminati e sapienti architetti del sogno. Ci va la città più ferita dal Covid. La curva vuota pare un monumento a ricordo di un dolore mai superato che l’Atalanta, in qualche modo, ha contribuito a lenire con le sue vittorie. È l’ora della gioia e dell’orgoglio“.

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I Have a Dream attacca Marina Belotti sul Corriere di Bergamo, mentre Xavier Jacobelli sul Corriere dello sport-stadio sottolinea il secondo gol di Ruggeri, 21 anni, bergamasco della Val Brembana.

Ruggeri, Zappacosta, Scalvini, Carnesecchi sono i figli di Zingonia, come lo sono stati prima Antonio e poi Luca Percassi, nel solco di una storia che parte da lontano, ricordano Achille e Cesare Bortolotti, Ivan Ruggeri, Mino Favini, per arrivare ai Percassi dei quali si parlerà anche fra cent’anni. Tutto si tiene in questa Atalanta che suggella la partita perfetta con El Bilal Touré, 22 anni, l’acquisto più caro nella storia societaria, fermato per sei mesi dal grave infortunio patito in precampionato e ora tornato a mostrare il suo talento. Tutto si tiene in questo che non è un miracolo italiano, ma una straordinaria impresa italiana che dimostra come un altro calcio sia possibile

Il calcio delle possibilità illimitate sta invece di nuovo ripiegando alla ricerca di spiegazioni per un nuovo fallimento. Mélisande Gomez firma su L’Équipe un editoriale dedicato alla caduta del PSG, amplificata dalla mancata carezza di consolazione che la Ligue1 si aspettava di ricevere dal Marsiglia.  

La fiamma – scrive – è arrivata in terra francese mercoledì sera ed è atterrata giusto in tempo per tenere accesa la luce, perché l’altra fiamma si è spenta senza una scintilla a Bergamo, veloce come un fiammifero al vento. Solo tre giorni fa tutte le speranze erano alte per il calcio francese, con la speranza di vedere due squadre qualificate per le finali di Coppa, ma l’entusiasmo è crollato bruscamente, prima raffreddato da un PSG che non smette mai di ripetere gli stessi errori, poi completamente congelato dai limiti del Marsiglia contro contro un’Atalanta superiore ovunque. Eccoci qui stamattina con la delusione e l’amarezza di constatare che di finali non ce ne capitano spesso, a cercare come ogni volta le ragioni del fallimento, con questa sorprendente capacità dei parigini di credere di essere arrivati in cima, ancora prima di aver iniziato la salita. I marsigliesi si sono accontentati di un 1-1 al Vélodrome, contro un’Atalanta dipinta come un mostro a undici teste, ma hanno capito giovedì sera di cosa dovevano aver paura. Duelli ovunque, avversari soffocanti, veloci, taglienti

In una parola: l’Atalanta. 

 

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VITE OLIMPICHE .

La nuova dimensione di Leo Fabbri: intervista alla Gazzetta

ARTEFICI

Ο  Leo, come si sta lassù?
«Benone: non mi aspettavo già una misura del genere. Ma non è arrivata per caso: negli ultimi mesi sono maturato molto e i tre periodi di un mese trascorsi a Stellenbosch, in Sudafrica, da metà novembre al 21 aprile con coach Paolo Dal Soglio e Zane eir, sono stati utilissimi».

Ο  Dove state quando siete là?
«In un appartamento che ci affitta Cor Booysen, lanciatore ai tempi di Paolo. Da lì andiamo a piedi alla pedana di allenamento, collocata sotto un albero in un campo brullo. L’ombra, soprattutto a gennaio, quando da loro è estate, è indispensabile».

Ο  Insieme ai 25 kg persi in due anni e alle letture ispirate a buddhismo e zen, è questo il segreto dei recenti exploit?
«Uno dei tanti: evitare l’umido del nostro inverno è fondamentale. Dopo il bronzo iridato al coperto sono stato fermo dieci giorni per un fastidio a un adduttore. Là, il caldo e il secco, mi hanno subito guarito».

Ο  Schio è la Stellenbosch italiana?
«Anche qui le condizioni sono ideali. È la città di Paolo, dove facciamo base da settembre. A lui devo tanto, praticamente tutto. È un fenomeno, ogni giorno mi sorprende con qualcosa».

Ο  Per esempio?
«Beh, il suo progetto dell’attrezzo da allenamento è geniale».

Ο  In cosa consiste?
«In un peso a matrioska, con otto sfere una nell’altra che vanno da 6,0 a 7,8 kg (in gara si usa quello da 7,2, ndr). Sta cercando di brevettarlo: il neozelandese Walsh ha creato una linea sua: è simile, ma non all’altezza».

Ο  A proposito: avete risolto il problema che ai Mondiali indoor di Glasgow vi ha impedito di usare il vostro da gara?
«Lo abbiamo stuccato così da levare la bozza che, a loro dire, lo rendeva irregolare: assurdo… Per non correre rischi ne ho ordinati due nuovi. Sono in arrivo, spero presto, dal Giappone. Sono i migliori, in ghisa e non in acciaio e perfettamente calibrati: sembra pesino un kg in meno. Solo che, nuovi, sono molto lisci e quindi, prima di portarli in gara, vanno “consumati” in allenamento».

Ο  Quanto costano?
«Tra i 500 e i 600 euro l’uno».

Ο  Siete talmente cresciuti che il gran 21.93 di Weir a Modena è passato quasi inosservato…
«Mi è spiaciuto avergli fatto ombra. A parti inverse mi sarei un po’ risentito. Ma quel che stiamo facendo è soprattutto per noi».

[intervista di andrea buongiovanni, La Gazzetta dello sport]


VITE OLIMPICHE .

Il primo tedoforo verso Parigi: Basile Boli

CORIANDOLI

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VITE OLIMPICHE .

Italia fuori dai Giochi nella lotta greco-romana

CADUTE

Sedici anni dopo l’oro di Andrea Minguzzi a Pechino, la lotta italiana resta fuori dai Giochi nella specialità greco-romana. Al torneo di qualificazione di Istanbul sono tutti usciti al primo turno Andrea Setti (67 kg), Riccardo Abbrescia (77 kg), Mirco Minguzzi (87 kg) e Nikoloz Kakhelashvili.

Domani tocca alle donne con 6 atlete: Emanuela Liuzzi, Fabiana Rinella, Aurora Russo, Elena Esposito, Dalma Caneva e Enrica Rinaldi. Mai una ragazza italiana si è qualificata ai Giochi nella greco-romana. I soli precedenti: Diletta Giampiccolo e Katarzyna Juszczak ai Giochi di Atene nella lotta libera. 


TENNIS..

La fatica romana di Nadal

RIPARTENZE

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Rafa Nadal non perde due partite di fila sulla terra battuta dal 2002. Così dopo l’uscita di scena da Madrid, si è risollevato a Roma. Ha passato il primo turno  ma con più di un affanno contro il belga Zizou Bergs, rimontando il primo set di svantaggio,

Un tempo le statistiche andavano a contare quanti Slam avessero vinto i Tre Maghi da soli, senza intrusi.  Poi abbiamo cominciato a contare da quanto tempo non si giocava un Roland-Garros o un Wimbledon senza l’uno, senza l’altro, senza l’uno e l’altro, senza l’uno l’altro e l’altro ancora.

Adesso siamo al salto di specie, adesso siamo al punto che contiamo da quanto tempo non erano di nuovo presenti insieme. Djokovic e Nadal, per esempio. Non giocavano lo stesso torneo da giusto un anno, gli Internazionali di Roma del 2023. Se questa è la cornice, da loro possiamo solo aspettarci che siano entrambi alla ricerca di sensazioni nell’ultimo Masters 1000 prima del Roland-Garros, come dice L’Équipe che dedica ai vecchi sovrani un paginone tra rimpianti, ricordi, prospettive, ambizioni.

Con il suo staff del tutto rinnovato, Djokovic sta riducendo al minimo il numero di presenze nei tornei per massimizzare i giorni da dedicare alla preparazione. È la prima volta da poco più di quattro anni [Cincinnati-US Open-Shanghai 2019] che manca la finale in tre Slam/Masters 1000 consecutivi. 

Per Nadal è tutto perfino più drammatico. Roma è il suo giudice di pace, la sua ultima udienza prima della sentenza nella definizione del giornale francese. A quasi 38 anni, con sole nove partite giocate in una stagione e mezza, Rafa ha seppellito le certezze lontane. Usa le parole con prudenza, come posture yoga senza pericolo. Dice le cose senza proclamarle, circonda frasi e sentimenti con mille e una precauzione. Perché siamo alla ultima traversata [ancora L’Équipe], dove Roland-Garros e Giochi Olimpici sono come gli ultimi due porti magici, la Laver Cup di settembre non conta. Ma nel suo desiderio di arrivare fino in fondo, Nadal non vuole danneggiare nulla.  

Zizou è sul punto di entrare fra i primi-100 al mondo grazie al suo rendimento nel challenger. Ha vinto otto tornei in quel circuito, compreso quello più recente in Florida, dove aveva raggiunto una finale a Sarasota prima di alzare il trofeo a Tallahassee. Prima che a Nadal aveva strappato un set a Stefanos Tsitsipas, Holger Rune e Ben Shelton.

Il belga è una star di TikTok, dove realizza brevi video sulla vita da tennista. Dopo un infortunio a un polso, per tre mesi ha giocato il rovescio esclusivamente in slice, pur di non operarsi. Racconta di essere stato ispirato dal francese Corentin Moutet che adottò la stessa soluzione per un problema simile.

All’età di 15 anni, Bergs è stato in viaggio in Burundi e da allora dona vestiti, scarpe, racchette, a chi ne ha bisogno.

 


 RUOTE..

Una tappa alla Spagna dopo cinque anni

GIRO D’ITALIA

Sulle strade sterrate della Toscana è arrivata la prima vittoria nel World Tour per il 24enne Pelayo Sanchez. La Spagna non vinceva una tappa al Giro d’Italia da cinque anni.

Pelayo aveva per compagno di fuga Julian Alaphilippe, secondo, due volte campione del mondo, il messaggero della nuova età dell’oro che viviamo, il precursore, e adesso per la prima volta al Giro per ritrovarsi. Dice che fa male arrivare tanto vicino alla vittoria e non trovarla, ma sente di avere ancora intatto l’orgoglio.

Giovanni Battistuzzi sul Foglio sta conducendo un esperimento ciclo-letterario, pubblica ogni giorno un intervento con un numero di parole pari ai km della tappa: ieri 180. Ha scritto:

La polvere ha avvolto, tra gli altri, Julian Alaphilippe. Ed è accaduto qualcosa di inaspettato: è riuscita a sabbiare la ruggine che aveva ricoperto il telaio delle sue gambe, a imbolsirle, rallentandone la velocità ascensionale.  Tra gli sterri toscani, Alaphilippe ha riscoperto l’effetto che fa la testa del gruppo, cosa vuol dire farsi inseguire. Si è accorto che tutto ciò gli mancava, che a tutto ciò non si era mai davvero disabituato

Carlos Arribas su El Pais dice che Alaphilippe è stato battuto da Pelayo Sánchez, un ragazzo che porta il nome di un irredento asturiano di Teyego, borgo da 75 abitanti, perché sulla salita finale non è stato né un combattente pazzo né un combattente puro, ma saggio, un veterano e un freddo stratega, calmo, senza tremore nelle mani, come se fosse un cane vecchio, esperto e astuto, e non un ragazzo che ha appena compiuto 24 anni.

Yohann Hautbois su L’Équipe racconta che la cosa più sorprendente degli sterrati non è la polvere che travolge spettatori e corridori per poi sputarli imbiancati, con gli occhi arrossati da una miscela di particelle sospese e polline. No, la cosa più sorprendente è il suono che fanno la ghiaia e la selce quando colpiscono il telaio e i raggi delle ruote delle biciclette, come palline della lotteria che girano in una grande gabbia di ferro”.

La rivista Rouleur considera questa tappa un’occasione perduta dalla Ineos e da Geraint Thomas. Si tratta di una squadra abituata negli anni passati a correre in difesa, ma oggi – quando affrontano un avversario come Tadej Pogačar,  devono  essere fantasiosi se vogliono seriamente avere la meglio su di lui e cogliere al volo le opportunità quando si presentano.  

POGAÇAR

Cosimo Cito su Repubblica raccontava prima della tappa di come Pogacar abbia un’arma segreta tra i piedi“, un dente in più sulla moltiplica anteriore della sua bici.

Oltre a «cambiare gli angoli» come si dice in gergo, ossia ad aver ridotto la misura delle pedivelle e variato la posizione in bici — ora è più avanzato, ridotte anche le dimensioni del telaio — lo sloveno ha chiesto una corona anteriore da 55 denti. E questa, come altre che toccano da vicino la maglia rosa, è una storia italiana. Di una piccola azienda bresciana, 15 dipendenti, che ha mandato in crisi il gigante Shimano. E che sta cambiando le regole del gioco”.

«La storia merita di essere raccontata dall’inizio» ha spiegato Marco Monticone a Repubblica, responsabile operativo e product manager della Carbon-Ti di Cazzago San Martino. Ha spiegato che «tutto nasce poco più di un anno fa, quando il responsabile meccanico della UAE-Emirates ci ha contattato chiedendoci di alleggerire le bici degli scalatori. Una questione solo di peso, all’inizio. Poi però durante il Tour de France Tadej ci ha chiesto di avere un rapporto più lungo, un 55, al posto del 54 prodotto da Shimano, sulla bici da salita. È una questione di equilibri delicatissimi. Siamo riusciti a progettare questa corona in fibra di carbonio dedicandoci per mesi notte e giorno. L’abbiamo consegnata prima della fine della stagione 2023».

Il dente in più sulla moltiplica serve in discesa. 


  VITE OLIMPICHE..

I portabandiera alle Paralimpiadi

CORALLI

Dopo i nomi di Gianmarco Tamberi e Arianna Errigo per le Olimpiadi, sono stati rivelati anche quelli dei portabandiera alle Paralimpiadi: Ambra Sabatini e Luca Mazzone 


  IL TELECOSLALOM..

Che cosa vedere oggi in tv

LA GIORNATA

 

VITE OLIMPICHE

9.00  Europei di tiro con l’arco, eliminatorie – in streaming su Archery Europe 

9.00  Preolimpico di lotta, qualificazioni greco-romana – in diretta streaming sul canale UWW+ 

9.15  Coppa del Mondo di tiro – in streaming sul canale YouTube della ISSF 

ACQUE

9.50  Preolimpico di canoa – in streaming sul canale YouTube di Planet Canoe 

TENNIS

11.00  ATP e WTA Masters 1000 Roma – su Sky e dalle 18 su Rai 2

RUOTE

13.00  Giro d’Italia, sesta tappa: Viareggio-Rapolano Terme – su RaiSport, Eurosport e dalle 14 su Rai 2 

PALAZZETTI E DINTORNI

19.00 Pallavolo: Italia-Svezia femminile – su Eurosport 1 

20.00 Qualificazioni Mondiali maschili di pallamano: Italia-Montenegro – su Sky 

EUROGOL

21.00 Europa League, semifinali di ritorno: Atalanta vs Marsiglia – su Sky e DAZN |  Bayer Leverkusen vs Roma – su Sky, DAZN e Rai1 

21.00 Europa League, semifinale di ritorno: Olympiakos vs Aston Villa – su Sky e DAZN 

AMERICHE 

1.00  NBA, gara-2 semifinale Est: Boston vs Cleveland – su NBA Pass

3.30 NBA, gara-2 semifinale Ovest: Oklahoma vs Dallas – su Sky


RASSEGNA..

Che cosa si dice in giro stamattina

EDICOLA

Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. In Spagna celebrano la qualificazione del Real Madrid per la finale di Coppa dei Campioni, i giornali catalani enfatizzano le proteste del Bayern per i due fuorigioco finali fischiati entrambi in favore del Bernabéu.

In Francia i titoli principali sono per l’arrivo della fiaccola olimpica a Marsiglia. In Italia celebrazione per la finale della Conference League conquistata dalla Fiorentina, e tanto tanto calciomercato.

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