Era da quattro anni che un tennista non batteva Djokovic per due volte di fila e per due volte nelle ultime tre partite. C’era riuscito Rafa Nadal. Era da sei anni e da 33 partite di fila che Djokovic non perdeva a Melbourne, il suo giardino di cemento. Solo due volte gli era accaduto di mettere insieme appena tre game nei primi due set di uno Slam, a Melbourne nel 2005 contro il russo Marat Safin e a Parigi nel 2020 contro Rafa Nadal. È la prima volta che Djokovic chiude una partita dello Slam senza aver avuto una palla-break, la prima volta in 414 match [gli era successo anche in United Cup qualche settimana fa contro de Minaur]. Possono essere i segni di un cambio della guardia oppure le cifre di una mattina incredibile. Comunque sia, Jannik Sinner è diventato il terzo tennista a battere Djokovic al Masters, in Coppa Davis e in uno Slam. Gli altri due sono Federer e Nadal, la differenza è che a lui è capitato tutto in due mesi. Ha vinto nove degli ultimi dieci scontri diretti con un top-10. È merito suo se per la prima volta dopo 19 anni la finale degli Australian Open si terrà senza i Tre Tenori, l’ultima volta era accaduto con Marat Safin e Lleyton Hewitt nel 2005. Se domenica mattina dovesse vincere il torneo, Sinner salirebbe al terzo posto della classifica mondiale.
È stata una sopraffazione tecnica. Nei primi 70 minuti di partita, Djokovic ha sbagliato 14 rovesci non forzati in 14 game, con 27 errori gratuiti complessivi.
Per la 37esima volta in carriera ha lasciato i primi due set in una partita al meglio dei cinque, in otto occasioni era riuscito a ribaltare la situazione. Mai a Melbourne. Neppure stavolta. Nel caldo rovente del pomeriggio di Melbourne, alle sette del mattino da noi in Italia, Djokovic si è giovato di una sosta all’ombra sul 5-5 40-40. Ha avuto un lampo d’orgoglio quando ha cancellato un match-point avuto da Sinner nel tie-break del terzo set [da 2-4 a 6-5]. Ha mostrato il pugno alla folla passata dalla sua parte nella speranza di vedere un altro pezzetto di partita, e in quel pugno stava serrato tutto lo spavento vissuto. Ha fatto ricorso alla solita pausa-bagno, qualcuno dice che vada a fare meditazione. Ma alla terza ora di gioco, ormai al quarto set, deve aver capito che non sarebbe andata come altre volte. Ha provato a trasformare la partita in uno scambio di sguardi feroci. Ha messo due volte la mano davanti alla bocca per nascondere il labiale mentre gridava qualcosa nella sua lingua verso il proprio angolo al coach Goran Ivanisevic. Aveva gli occhi di fuori, Sinner gli aveva appena fatto il break rimontando da 0-40 e poco dopo gli ha alzato pure un pugnetto sotto il naso. Negli scambi fino a quattro colpi Sinner ha conquistato quasi il doppio dei punti lasciati [80 a 43], dai cinque colpi in su è stato nei paraggi della leggendaria resistenza del serbo [55-48 per Novak].
Era un anno olimpico quando Adriano Panatta volò da Roma a Parigi per mostrarsi imbattibile sulla terra rossa e prendersi il titolo al Roland-Garros. Mancavano un mese e tre giorni ai Giochi di Montreal 1976. Panatta rischiò di uscire al primo turno, dovette annullare un match point a Hutka. Anche lui dovette eliminare il numero uno [Borg ai quarti di finale], vinse la finale in quattro set contro l’americano Harold Solomon. L’Italia dell’epoca aspettava uno Slam da 16 anni, l’ultimo era stato di Nicola Pietrangeli sempre a Parigi, 1960 – un anno olimpico pure quello. L’attesa adesso è arrivata a toccare i 48 anni. Anche Matteo Berrettini giocò la sua partita per il titolo a Wimbledon in un’estate con i Giochi, erano Olimpiadi fuori programma, slittate dal 2020 al 2021 per la pandemia. A sei mesi da Parigi la stessa circostanza passa dalle parti di Sinner.
«Non so cosa dire. Ho iniziato la stagione con un paio di partite di esibizione cercando di arrivare il più preparato possibile. La fiducia accumulata alla fine dello scorso anno – ha detto Sinner al microfono di Jim Courier – mi ha sicuramente dato la convinzione di poter giocare con i migliori giocatori del mondo. Sono davvero felice di poter giocare domenica la mia prima finale. Vediamo come va. Ma sono davvero felice. Vengo con un sorriso. Farò del mio meglio».
Djokovic era spiazzato: «Mi ha completamente travolto. Sono rimasto scioccato dal mio livello. È stata una delle peggiori partite che abbia mai giocato in un torneo dello Slam. Almeno così ricordo».
How about that? 👐
The moment @janniksin reached his maiden Grand Slam final after dispatching Djokovic on Rod Laver Arena!#AusOpen pic.twitter.com/9uFtPtJuv8
— Tennis TV (@TennisTV) January 26, 2024
TI POTREBBERO INTERESSARE