IL TORNEO
Le maratone di Melbourne
Certo, grugnire per quattro ore deve costare una certa fatica. Questo sta succedendo a Melbourne, c’è in giro una febbre sorprendente da maratona del tennis. Nel primo turno è stato contato un numero senza precedenti di 20 partite arrivate fino al quinto set. In sette di esse erano impegnati degli australiani, Il record precedente era di 16 e risaliva agli Australia Open nel 1996 e del 1998, l’anno dell’esordio di un sedicenne Lleyton Hewitt, arrivato in carriera a giocarne 57. Il record in un Grande Slam dell’era Open resta di 21, stabilito al Roland-Garros di un anno fa. Delle 64 partite giocate nel singolare maschile di quest’anno a Melbourne, solo 20 sono state decise in tre set. Trentuno partite sono andate oltre le tre ore di gioco, di cui undici oltre le quattro ore. Cinque delle partite finito al quinto set si sono chiuse al tie-break.
[Tip: il sito del torneo]
ITALIANISMI
Sinner e Cobolli al terzo turno
Due italiani avanti e due a casa. Rivedremo Sinner e Cobolli al terzo turno, per Arnaldi e Musetti se ne riparla da qualche altra parte. Jannik ha dato un triplce 6-2 a Jesper De Jong. Prossimo avversario Sebastian Baez. Non ha concesso nessuna palla-break all’olandese nel giorno della sua 40esima vittoria in un torneo dello Slam. È diventato il ventesimo giocatore più giovane dell’era Open a riuscirci. Attenzione: 18 degli altri 19 hanno vinto almeno un titolo. L’unico che non ci è riuscito è stato l’ucraino Andrei Medvedev. [Letta su Punto de Break]
Con la vittoria su Jesper de Jong, Sinner è diventato l’italiano con la migliore percentuale di successi negli Slam [71.4%], con due decimi di punto davani a Matteo Berrettini.
A proposito della vittoria di Cobolli su Kotov, Giorgio Spalluto, voce di Supertennis, ha parlato di “tennis oltremodo spettacolare”, mentre Damian Kust di Last Word on Tennis ha citato la “tanta energia, gli svolazzi per il campo e i contrattacchi con tiri spettacolari. Che enorme salto di qualità sul cemento”.
ZIBAL-BOURNE
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CANGURI Il balzo nel futuro di Mirra Andreeva
Quando Mirra Andreeva si presentò da quindicenne nel gennaio scorso a Melbourne, veniva descritta come una ragazzina metodica. Nella sua stanza d’hotel all’Albert Park, si svegliava un’ora e mezza prima del passaggio della navetta. Faceva colazione con uova strapazzate e salsa di pomodoro, salsicce di pollo, anguria, melone, succo d’ananas. Era intorno al 300esimo posto della classifica WTA e si faceva allenare da Jean Christophe Faurel, l’ex di Cori Gauff. Adesso che gli anni sono 16 [con l’aggiunta si 263 giorni], Mirra è diventata la seconda giocatrice più giovane nella storia dell’Australian Open ad aver eliminato una delle prime-8 teste di serie. Ha dato 6-0 6-2 a Ons Jabeur, non proprio la prima che passa. Dentro la borsa, insieme con le racchette, si porta tre finali di Slam giocate – ahimé tutte perse. Solo Jelena Dokic fu una sorpresa maggiore e più precoce, quando diede 6-2 6-0 a Martina Hingis – Martina Hingis – nel 1999 a Wimbledon. Imprese a ridosso di Mirra Andreeva sono state quelle di Steffi Graf a Wimbledon 1987 contro Pam Shriver, di Chris Evert contro Dürr al Roland-Garros nel 1973. Proprio Chris ha twittato per lei: “Mirra Andreeva is GOOD… Only 16, keep an eye on her!
Chris Goldsmith ha parlato di “una partita praticamente priva di errori” ma anche di “una mediocre Ons Jabeur, dominata in tutti i settori”. Mirra sale al 34esimo posto nella classifica WTA in tempo reale. Ha spiazzato la platea quando l’abbiamo vista giocare slice e palle-corte contro la regina degli slice e delle palle-corte. Alla fine del match ha detto al microfono: «Mi sento più matura». «Hai solo 16 anni», le hanno risposto. E lei: «Sì, ma l’anno scorso ne avevo quindici». Candidata a frase dell’anno.
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Mirra Andreeva • #AusOpen • #AO2024 pic.twitter.com/I63TwW2Nw0
— #AusOpen (@AustralianOpen) January 17, 2024
SURF La disinvoltura di Cori Gauff
Chi non sembra più una teenager è Cori Gauff, giunta alla nona vittoria di fila nel tabelloni di uno Slam, prima Under-20 a riuscirci dopo Chris Evert, Tracy Austin, Monica Seles e Serena Williams. Non è una brutta compagnia. Pure lei comincia a stupire per l’armamentario più ricco con cui si è presentata a Melbourne. Andy Roddick si è offerto di potenziarle il servizio, così le abbiamo visto mettere una prima a 197 all’ora. Adesso ci promette una gran partita al terzo turno contro Alycia Parks, americana pure lei, e pure lei dichiaratamente figlioccia di Serena Williams. Gauff ne ha parlato con toni dolcissimi. «La conosco da quando avevo nove anni, ci allenavamo insieme nella zona di Delray Beach. So che sarà una partita molto complicata, dovrò essere ancora più aggressiva. Ho margini di miglioramento in questo, posso diventare una tennista che risolve i punti in pochi colpi. Avrò bisogno della mia versione migliore per battere Parks». È sincera. L’ha messa nelle cinque giocatrici più potenti del circuito insieme con Switek, Sakkari, Sloane Stephens e sé stessa. Parks ha eliminato Leylah Fernandez, finalista a New York nel 2021.
PONTE Beatriz l’ammazza-teen
Chi non si lascia commuovere dalle ragazzine è Beatriz Haddad Maia, la brasiliana che ha fatto fuori Linda Fruhvirtova al primo turno e Alina Korneeva al secondo [nata nel 2007]. Facendole un mucchio di complimenti. «È una grande giocatrice. Ha un buon servizio. Avrà un grande futuro. Le auguro il meglio».
PINGUINI L’uscita di scena di Caroline Wozniacki
Appena fuori dalla zona teen, a vent’anni Maria Timofeeva ha ottenuto la vittoria più grande della sua carriera risalendo da 1-6 0-2 e palla-break, fino a battere la ex numero 1 del mondo Caroline Wozniacki. È la terza giocatrice che arriva dalle qualificazioni e batte una ex detentrice del titolo. Lo avevano fatto Angelica Gavaldon contro Hana Mandlikova nel 1990 e Klara Koukalova contro Monica Seles nel 2003
ORNITORINCHI Il soccer e Taylor Fritz
Grande eccitazione fra gli americani per la vittoria di Taylor Fritz. Aveva tanto penato nel primo turno, invece ha risolto il secondo salvando una sola palla-break e battendo Gaston lasciandogli 4 game in tutto. Ha chiuso in 88 minuti. “Più breve di una partita di calcio”, dice Tennis TV.
BOOMERANG Le aspettative su Djokovic
Novak Djokovic è al terzo turno come tutti s’aspettavano che accadesse, ma proprio come all’esordio ha lasciato il secondo set all’avversario. Ora. Nel primo match avrà pure trovato di fronte una sé una stella futura [«Mi pareva di giocare contro me stesso allo specchio»], ma stavolta comn Popyrin stanno storcendo la bocca in tanti. È arrivato alla 30esima vittoria, ma non era mai accaduto che passasse due turni a Melbourne lasciando due set agli avversari. Vuol dire qualcosa?