Pasticcio o frittata. Il Milan si è sformato

2-2 Bisogna solo decidere se si tratta di un pasticcio o di una frittata. Dolce o salato. Ma il Milan è ormai sformato, lontano sia dalla meraviglioso aspetto che aveva nell’anno dello scudetto, sia dalla figurina che prometteva di diventare in estate.

Non sembra aver dubbi Sportellate. Nelle tradizionali considerazioni post-partita, accosta al Milan una sorta di sindrome Nanni Moretti. Alessandro Giura cita il continuiamo così, facciamoci del male che sei sente in Bianca quando è partita la differenza tra Sacher e Montblanc. E il Milan di Pioli – si legge su Sportellate – ormai sembra proprio un Montblanc, retto da un equilibrio delicato rappresentato dalla fragilità muscolare dei suoi giocatori

È interessante la ricostruzione fisiologico-psicologica di Giura. Quello successo al 63esimo minuto di Salernitana-Milan sembra uno scenario già visto: Tomori si accascia a terra tenendosi il flessore. L’ennesimo infortunio di questo primo scorcio di stagione, il 26esimo complessivo. Una cosa scioccante. Talmente scioccante che viene da pensare abbia indotto Maignan a commettere un errore sul tiro da fuori di Candreva. Una cosa non da lui, sul suo palo e a seguito di una conclusione lontana e per nulla precisa. È l’episodio chiave della partita caotica dei rossoneri in casa della Salernitana. Ha ricordato molto l’infortunio di Thiaw e il successivo gol subito contro il Borussia Dortmund un mese fa, che ha di fatto chiuso il percorso in Champions del Milan

| È severo il giudizio di Carlos Passerini sul Corriere della sera, dove parla di pareggio che serve solo a muovere la classifica. Niente di più. Moralmente, vale come una sconfitta. Per il risultato, ma soprattutto per l’atteggiamento. La vittoria in trasferta adesso manca da due mesi e mezzo. Inguardabile il secondo tempo di Leao, che non segna in campionato da tre. Nervoso, pasticcione: così serve a poco

| Sebastiano Vernazza la chiama una sconfitta travestita da pareggio. Il Milan ci è ricascato, altra prestazione deludente ai limiti dello sconcertante, Se è sopravvissuto, deve ringraziare anche Filippo Inzaghi, bravo fino alla mezz’ora della ripresa, quando, per proteggere il 2-1, ha ordinato un cambio triplo ed è passato un 5-3-2 ultra-difensivo. La Salernitana si è abbassata di 20-30 metri

| Luigi Garlando, ancora sulla Gazzetta, è definitivo. Trova che il Milan 2023-24 sia ormai una squadra ripetutamente ferita nei muscoli, in affanno anche con le piccole (Udinese), tatticamente irrisolta, incapace di difendere un vantaggio importante e di pareggiare la rabbia agonistica degli avversari.  Le stelle che non si accendono mai. La magia non deve trasmetterla Ibracadabra dalla tribuna, ma Leao in campo, che è il più bravo di tutti e partite così deve deciderle da solo. E invece anche ieri ha trascinato per il campo la sua talentuosa indolenza. Un assist e qualche spruzzo di classe non bastano. Chiedersi cosa intenda fare dei doni esclusivi che ha ricevuto dalla natura sembra lesa maestà, ma è ora che il ragazzo cominci a dare delle risposte serie. Segnare al Sassuolo e portarsi le mani alle orecchie non basterà. Deve mostrare continuità e voglia di soffrire per la squadra in difficoltà. E deve fare gol. Siamo a Natale e Rafa è stato raggiunto a quota 3 gol in campionato da un difensore (Tomori) e da uno che non gioca mai (Jovic). Non esiste. Discorso analogo per Theo, ieri il peggiore.

 

 

L’ILLUSIONISTA Walter Sabatini

È bastato evocare il suo nome per risvegliare la Salernitana. Serve una rimonta assai meno miracolosa dell’altra volta con Davide Nicola, per salvarsi. Antonio Giordano sul Corriere dello Sport-Stadio ha scritto: Aspetti il Milan e trovi la Salernitana. Inzaghi sa che c’è vita oltre queste tenebre. Passerini dice che Pippo, il vecchio idolo che con questo pari — amaro, per come si era messa — salva il posto e può ora guardare avanti con i nervi meno tesi. Il ritorno del d.s. Sabatini potrà aiutarlo.

 

  IL CERCHIO DI FUOCO  Provedel, stavolta portiere

Il Corriere dello Sport-Stadio attribuisce al portiere della Lazio una buona dose del successo a Empoli. Franco Recanatesi scrive: Compattezza, palleggio rapido, contropiede nel secondo tempo, che poi è la manovra più gradita dei giocatori. L’umiltà e la buona disposizione al sacrificio sarebbero stati però inutili se Provedel non avesse strozzato le grida, provocato il languore nei tifosi toscani, che il portierone avevano ammirato in maglia empolese per due anni (2027-2019). Tre parate strepitose (prodigiosa quella su Cambiaghi) hanno protetto l’1-0, allontanando le ombre di una rimonta che i biancocelesti spesso hanno subito quest’anno. Alla destra del portiere, sul podio, sale Matteo Guendouzi, ventiquattrenne con i polmoni d’acciaio e i piedi educati.

 

IL GIOCOLIERE Kouamé

La seconda vittoria di fila senza Nico Gonzalez, il quarto posto provvisorio. Slalom insiste: a Firenze sta nascendo qualcosa. Matteo Dovellini su Repubblica Firenze pala di una squadra che nelle difficoltà e nell’emergenza dimostra di essere prima di tutto un gruppo. Che si unisce, che non perde la bussola del suo credo: giocare, dominare, offendere, arrivare al risultato tramite il palleggio. Elogi per Kouamé [uno dei migliori in campo: nella pulizia delle seconde palle, nei duelli arei, nell’arte di non dare punti di riferimento e di servire quanto più possibile i compagni negli spazi] e ancora per Arthur [il brasiliano ha mostrato tutto il suo talento ed è stato sostituto soltanto nel finale una volta esaurita la benzina a disposizione]. 

 

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