DISCUSSIONI
La marcia indietro del rugby italiano
Poveri noi, stavolta non ce lo diciamo da soli. In Francia sono parecchio preoccupati per lo stato di salute del rugby italiano, dopo aver visto la nazionale naufragare in quel mondo contro i Blues. Come siamo messi dopo l’eliminazione di ieri sera dai Mondiali
Renaud Borel ha scritto su L’Équipe: “Lo ripetiamo ancora una volta, qui, che la stagnazione, anzi, scusate, il peggioramento del rugby italiano non è una buona notizia per nessuno”.
È tornata lontanissima la sensazione che il rugby italiano si fosse incamminato verso la risalita. Finanche la vittoria storica sull’Australia va rivista a questo punto sotto un’altra luce, considerato il pessimo Mondiale giocato dai signori Down Under.
◍ CHE ALTRO C’È NEL PEZZO Le analisi di Domenico Calcagno, Massimo Calandri e Stefano Semeraro per Corriere della sera, Repubblica e Stampa
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FIGURINE
Non ci siamo annoiati con Evenepoel-Pogacar e Roglic al Giro di Lombardia. Ma un occhio lo abbiamo tenuto sulla coda del gruppo. Per gli ultimi km nella carriera di Thibaut, l’uomo che metteva una bellezza selvaggia nelle sue sconfitte
È una definizione che di lui diede il nostro vecchio caro Jacques Sedenteur. Durante il Tour del 2020 scrisse da Loudenvielle: “Il mio Pinot ha una faccia grigia come una nuvola cattiva. Si capisce dalle sue labbra secche che non arriverà in cima insieme agli altri. Sono le labbra dei ciclisti che bisogna guardare, non le gambe, il passo, l’andatura, il ritmo. I compagni lo sanno e gli stanno attorno, gli danno una pacca sulla spalla, lo aiutano a deporre armi e armature, in questo lungo andare per montagne che ha la bellezza selvaggia della sconfitta. Pinot si è contorto sulla bici sentendo di nuovo per intero il dolore della caduta di Nizza e della maledizione che al Tour si porta addosso. Quando Pinot fallisce, noi francesi ce ne addoloriamo. Perché sappiamo che per un altro anno ci toccherà intervistare Hinault. Se è in una perenne incertezza che si riflette il volto di un popolo, Pinot ci sta raccontando questa mia nuova Francia smarrita”.
◍ CHE ALTRO C’È NEL PEZZO Una magnifica intervista fatta a gennaio a Pinot da Alexandre Roos per L’Équipe
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CADUTE
Raccontano in Francia che qualche mese fa, di fronte al gip, Rafaela Pimenta abbia confessato di ritenere Paul Pogba distrutto emotivamente. Il ragazzo da 105 milioni è ora finito al minimo di stipendio, 2mila euro al mese. Ma i suoi tormenti sono altri.
◍ CHE ALTRO C’È NEL PEZZO Le suggestioni del derby di Torino. La sfida a distanza nel giro di cinque ore tra le due milanesi per il primato in classifica.
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I PIÙ LETTI SUL SITO A SETTEMBRE
ATTESE
L’attesa per il titolo di Max Verstappen
Non è la Formula Uno il posto giusto dove cercare qualche novità. Max Verstappen s’è preso la pole position per il GP del Qatar e soprattutto gli bastano oggi pomeriggio 3 punti per vincere il Mondiale. Possono arrivare tra poco nella gara sprint, dove è partito in pole position Oscar Piastri. Sintesi: come fare qualcosa di storico senza che paia una novità. Leclerc quinto e Sainz 12esimo. Yawn. Per Verstappen è la decima pole position dell’anno, la trentesima in carriera, più di Fangio.
Stefano Mancini su La Stampa dice: “Nel caso qualcuno pensasse che il re è sazio, ecco il primo atto che può portare alla terza incoronazione. Pochi hanno vinto con tanto anticipo il Mondiale. Se SuperMax finirà il lavoro nella sprint di stasera, gli resteranno sei Gran premi per arrotondare primati: per esempio, comincerebbe eguagliando quello di Michael Schumacher, premiato in luglio a Magny-Cours nel 2002 a sei tappe dalla fine. Cinque sono gli anticipi di Mansell nel ’92 alla guida della Williams, quattro quelli ancora di Schumacher (2001 e 2004) nella golden age ferrarista, e altrettanti di Vettel con la Red Bull nel 2011”
Daniele Sparisci sul Corriere della sera stappa la bottiglia: “Che la festa cominci. Il palco regale è già prenotato. Ieri, a Losail — circuito di tradizione motociclistica dove la F1 aveva corso una volta soltanto: nel 2021, l’anno del primo sudatissimo titolo dell’olandese — le espressioni degli sconfitti non erano troppo diverse da quelle di otto mesi fa, la differenza è che ormai ci hanno fatto l’abitudine al predatore orange”.
Un neologismo per Jude Bellingham
Di rientro da Napoli dove ha stupito in Champions, l’inglesino non si ferma. Ha segnato pure in campionato per il Real contro l’Osasuna. Per lui è arrivata stamattina una nuova definizione, un neologismo che supera la liquidità del tuttocampista. L’ha coniato Jorge Valdano, dalle colonne di El Pais nella sua rubrica del sabato. Bellingham è un vagacampista, un vagabondo del centrocampo. Dice Valdano che nella partita di Napoli è stato “bellissimo vedere quel talento andare in giro con la sicurezza di sé tipica di un ventenne, la sufficienza implicita nei suoi gesti. Siamo di fronte a uno di quei giocatori di livello superiore che non avrebbe bisogno di un allenatore, perché con la sua intelligenza sa rispondere spontaneamente a tutti i problemi. Essendo potente può permettersi di giocare in un campo d’azione molto ampio. Essendo tecnicamente bravo, difficilmente lo vedremo perder palla. Poiché conosce i segreti del gioco, sa sempre trovarsi nelle vicinanze della zona in cui accadono cose sorprendenti. Sapere cosa richiede il gioco in ogni zona del campo e in ogni momento della partita è ciò che distingue le stelle. So cosa sto dicendo” accenna Valdano, compagno di Diego nella nazionale argentina al Mundial in Messico. Questo vagacampista, gli pare che a Napoli maradoneaba. Ma sì: maradoneggiava.
C’è uno scontro diplomatico fra Polonia e Olanda per colpa del calcio. È successo che Josué Pesqueira e Radovan Pankov, due giocatori del Legia Varsavia, siano stati presi in custodia dalla polizia dopo la partita di giovedì sera contro l’AZ Alkmaar, in Conference League. Sono sospettati di aver colpito una guardia di sicurezza dello stadio, trasferita in ospedale con un gomito rotto e una commozione cerebrale. Il procuratore generale Digna Van Boetzelaer ha spiegato che la decisione del pubblico ministero non è stata presa alla leggera ed è stata discussa in anticipo con la polizia. Nel pomeriggio di ieri, l’arresto è stato revocato e i due sono tornati in Polonia, ma rimangono sotto inchiesta.
Secondo i giornalisti polacchi, gli incidenti sono iniziati quando la polizia e i servizi di sicurezza olandesi hanno deciso di chiudere lo stadio al termine della partita, per evitare scontri con gli ultrà del Legia. Quando alla squadra polacca è stato impedito di tornare al proprio autobus, sono iniziati gli spintoni. Secondo i media olandesi, invece, parte della delegazione polacca è entrata con la forza e ha buttato giù la porta dell’autobus per salire. A quel punto è intervenuta la polizia antisommossa per arrestare Joshua e Pankov. Nei video che circolano sui social, ce n’è uno ripreso dall’interno dell’autobus, nel quale si vede il presidente del Legia, Dariusz Mioduski, spintonato dalla polizia. Mioduski è anche il vicepresidente di Nasser al-Khelaïfi all’ECA. Stava registrando tutto con il suo telefonino, caduto a terra e andato in frantumi.
La vicenda ha assunto una dimensione diplomatica fra i due Paesi, L’Équipe ricorda che si tratta di due Stati non proprio allineati in politica, anzi abituati a scontrarsi a livello europeo. Il presidente del Consiglio dei ministri polacco, Mateusz Morawiecki, partito conservatore, ha chiesto un’azione diplomatica urgente. Ieri ha espresso ufficialmente la sua protesta contro il comportamento brutale della polizia olandese al suo omologo Mark Rutte, partito liberale, durante il vertice europeo di Granada.
Il viceministro degli Esteri polacco Pawel Jablonski ha detto che i servizi stanno analizzando se la polizia olandese e i dipendenti del club AZ Alkmaar hanno infranto la legge contro cittadini polacchi. Al ministero è stato convocato per chiarimenti l’ambasciatore a Varsavia. Tra otto giorni in Polonia si terranno le elezioni. Da parte loro, le autorità olandesi – pubblico ministero, municipio, polizia e club – hanno pubblicato un comunicato stampa congiunto per disapprovare seriamente il comportamento del Legia.
L’Équipe ricorda che gli ultrà polacchi hanno una fama sulfurea. I 1.100 attesi giovedì nel settore ospiti hanno dovuto presentare un voucher con un documento d’identità per ritirare il biglietto dello stadio. Secondo i media olandesi, solo un centinaio di loro hanno rispettato il protocollo. Gli altri hanno preso d’assalto il cancello d’ingresso e sono entrati in forze.
Dopo la Virtus Bologna, anche l’Olimpia Milano ha aperto l’Eurolega con una sconfitta. Ma dalla natura differente. Come scrive Marca dalla Spagna, Mirotic è già il leader di Milano con i suoi 27 punti e gli 11 rimbalzi: subito una doppia-doppia nella prima gara europea. Ha pure sfiorato il canestro che avrebbe mandato la partita al secondo supplementare. Quarantotto i punti complessivi con il campione del mondo Voigtmann.
Marco Marini su Backsood Podcast parla di Mirotic da capogiro. “Non una partita perfetta per il montenegrino, che comunque ha mancato qualche volta in lucidità, ma una prestazione che rende l’idea di quello che l’ex Barça può apportare a questa squadra. Spesso messo in gioco attraverso un blocco sul lato debole da parte del piccolo di turno (Pangos/Flaccadori) per concedergli un facile mismatch spalle a canestro, Mirotic ha comunque mostrato ancora una volta di possedere un arsenale pressoché infinito di soluzioni. In post, in uscita dai blocchi, a rimbalzo, in difesa anche su più ruoli: avere un giocatore di questo tipo è un lusso incredibile per Ettore Messina. Fattore più importante di tutti: la freddezza e la “clutchness” nei momenti più pesanti, qualcosa che forse a questa squadra mancava”.
Andrea Tosi per la Gazzetta lo definisce “il migliore in campo per dispersione”.
Eppure, il graffio finale è stato di Wilbekin, all’ultimo tiro. Nell’analisi di Eurodevotion: “Messina schiera un quintetto con quattro ali – Shields, Mirotic, Voigtmann e Melli – e Flaccadori come handler. È però il capitano a portare palla nella maggior parte dei casi, quindi la manovra si sviluppa con uscite verticali degli esterni e la ricerca sistematica della profondità offensiva. Una pallacanestro concreta e molto redditizia senza bisogno di un creatore primario. Tant’è che anche con l’ingresso di Pangos la solfa non è cambiata: il play canadese molto raramente parte palla in mano. Questo finché l’ingresso delle rispettive panchine non comincia a sparigliare le carte. Milano perde ordine e punti di riferimento, mentre Guduric e Wilbekin danno una scossa al Fener. È il talento delle due stelle turche a cominciare a riportare in vita i gialloblù”.
Comunque Pangos maluccio. Alla fine 19 palle perse da Milano. Nel Baskonia esordio di Nico Mannion contro il Real Madrid da 13 punti e 3 assist in 19 minuti.
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Piccola guida allo sport in tv
SIMONE BILES AI MONDIALI
Stava inciampando. Ma se hai superato i twisties e molto peggio prima, cosa vuoi che sia un piede storto. Simone Biles ha vinto l’oro nel concorso generale ieri sera e ha sorriso tanto. Da oggi ai Mondiali di Anversa cominciano le finali di specialità, con cinque titoli: volteggio e parallele asimmetriche per le donne; corpo libero, cavallo con maniglie e anelli per gli uomini.
Simone è la favorita nel volteggio. Chissà se ripete il Biles II, l’esercizio nato dallo Yurchenko al quale ha aggiunto il doppio carpio e mezzo. Lo ha eseguito solo in qualifica. Dubbi su Jessica Gadirova, ieri ha rinunciato all’ultimo minuto alla finale del concorso.
Alle parallele asimmetriche manca la più attesa, la belga Nina Derwael. Qui Biles è in finale con il quinto punteggio. Secondo Enrico Spada per Oa Sport “ci potrebbe essere una sorpresa dall’Algeria con Kaylia Nemour”. Le favorite vengono dalla Cina: Qiyuan Qiu e Zhuofan Huang. “La statunitense Shilese Jones – dice Spada – ha la qualità tecnica e l’eleganza per fare saltare il banco”. È stata bronzo ieri sera, sorpassata da Rebecca de Andrade per un errore al corpo libero. Alice D’Amato, campionessa d’Europa, è caduta in qualifica.
Al corpo libero il favorito è l’israeliano Artem Dolgopyat, oro olimpico a Tokyo, qui davanti a tutti in qualifica con mezzo punto di vantaggio. C’è davvero il mondo, in finale, altro esempio di confini allargati: dal Giappone [Daiki Hashimoto, Kazuki Minami] alle Filippine [Carlos Yulo], dagli USA [Frederick Richard] al Canada [Felix Dolci], fino al Kazakistan [Milad Karimi]. Nel cavallo con maniglie duello tra il britannico Max Whitlock e l’irlandese Rhys McClenaghan. Pure qua il campo largo ha portato in finale il giordano Ahmad Abu Al Soud e il taiwanese Chih Kai Lee. Agli anelli si sfidano il cinese Yang Liu oro a Tokyo e il greco Eleftherios Petrounias che vinse a Rio, con un azero in finale [Nikita Simonov] e un austriaco [Vinzenz Hoeck].
quando | ore 14 in tv su Rai Sport e Rai Play
L’ATTESA PER IL TITOLO DI VERSTAPPEN
Non è questo il posto giusto dove cercare qualche novità. Max Verstappen s’è preso la pole position per il GP del Qatar e soprattutto gli bastano oggi pomeriggio 3 punti per vincere il Mondiale. Possono arrivare già oggi nella gara sprint. Sintesi: come fare qualcosa di storico senza che paia una novità. Leclerc quinto e Sainz 12esimo. Yawn. Per Verstappen è la decima pole position dell’anno, la trentesima in carriera, più di Fangio.
Stefano Mancini su La Stampa dice: “Nel caso qualcuno pensasse che il re è sazio, ecco il primo atto che può portare alla terza incoronazione. Pochi hanno vinto con tanto anticipo il Mondiale. Se SuperMax finirà il lavoro nella sprint di stasera, gli resteranno sei Gran premi per arrotondare primati: per esempio, comincerebbe eguagliando quello di Michael Schumacher, premiato in luglio a Magny-Cours nel 2002 a sei tappe dalla fine. Cinque sono gli anticipi di Mansell nel ’92 alla guida della Williams, quattro quelli ancora di Schumacher (2001 e 2004) nella golden age ferrarista, e altrettanti di Vettel con la Red Bull nel 2011”
Daniele Sparisci sul Corriere della sera stappa la bottiglia: “Che la festa cominci. Il palco regale è già prenotato. Ieri, a Losail — circuito di tradizione motociclistica dove la F1 aveva corso una volta soltanto: nel 2021, l’anno del primo sudatissimo titolo dell’olandese — le espressioni degli sconfitti non erano troppo diverse da quelle di otto mesi fa, la differenza è che ormai ci hanno fatto l’abitudine al predatore orange”.
ore 15 e 19.30 in tv su Sky
INGHILTERRA-SAMOA
Galles e Inghilterra chiudono nel pomeriggio i loro gironi ai Mondiali, essendo passate “dalle fatiche ai sorrisi in pochi mesi” come scrive L’Équipe stamattina. Georgia e Samoa sono le ultime avversarie, la qualificazione ai quarti di finale è già sicura, dove il Galles sfiderà Argentina o Giappone, l’Inghilterra avrà le Fiji.
Tutt’e due erano state “messe alla berlina prima dell’inizio della Coppa del Mondo”. Così, scrive il quotidiano francese che “la seconda vita inizia quando capiamo di averne solo una. Possono permettersi il lusso di guardare avanti, entrambe sognano già la semifinale, una tappa ben lontana da ogni immaginazione solo poche settimane fa”.
A che si deve questa resurrezione? Secondo l’Équipe si deve ai cambiamenti in panchina che hanno funzionato [il ritorno del neozelandese Warren Gatland per il Galles, la sostituzione di Eddie Jones con il giovane Steve Borthwick per l’Inghilterra] e a uno stile di gioco votato al “pragmatismo, pragmatismo, pragmatismo”. Tecnicamente significa un ricorso al calcio più frequente della media.
ore 15 e 17.45 in tv su Sky
È stata la finale ai Mondiali del 90 e prima ancora la semifinale nel 78, quando in televisione una generazione scoprì la pallavolo prima della Generazione dei fenomeni. Italia-Cuba stasera vale di meno, ma solo in apparenza. La nazionale di De Giorgi s’è messa nella condizione di non poter sbagliare. Sarà pure campione del mondo, sarà pure reduce dalla finale europea, ma una sconfitta metterebbe a rischio la qualificazione diretta ai Giochi. Tutta colpa della partita persa con la sorprendente Germania.
Enrico Spada su Oa Sport ricorda che un anno fa l’Italia ha battuto Cuba nell’ottavo di finale mondiale. È un’avversaria dalle “potenzialità fisiche elevatissime ma ancora tante difficoltà dal punto di vista tecnico e un’amalgama non perfetta”, una squadra piena di facce note. Herrera e Yant giocano in Superlega e “riuscire a limitare questi due attaccanti di palla alta o anche solo uno dei due per la formazione italiana potrebbe voler dire incanalare la partita sui binari giusti”.
Il cittì Nicolas Ernesto Vives Coffigny non ha invece chiamato Robertlandy Simon, centrale di Civitanova. Sta facendo i buchi a terra Miguel Angel Lopez, schiacciatore del Cruzeiro. I due palleggiatori [Livian Taboada e Christian Manuel Thondike Mejias] esercitano in Romania.
Altri verdetti: la Polonia campione d’Europa è qualificata in campo maschile dopo le donne, l’Argentina può andare ai Giochi solo con il ripescaggio del ranking, il Giappone ce l’ha fatta surclassando la Slovenia, gli USA con il 3-0 alla Serbia. Occasione per il Belgio di Emanuele Zanini. Ha messo sotto il Canada e passa a Parigi battendo la Bulgaria con qualsiasi punteggio .
ore 18.30 in tv su Sky
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Lo sport a Cuba dopo il castrismo
Slalom 18 aprile 2021
VIA ALLA A1 FEMMINILE
Impiegheremo poco a capire se la malinconia che circonda la nazionale avrà un riflesso pure sul campionato che inizia stasera. La prima giornata è dedicata ai derby o alle partite con trasferte brevi. Primo: perché molte giocatrici sono fresche di rientro dalle vacanze. Secondo: perché la giornata di ritorno è fissata per il 26 dicembre. Si comincia con Casalmaggiore-Bergamo e Micha Hancock per esempio è appena tornata dagli USA dopo aver saltato il preolimpico per un problema al collo. C’è subito una delle azzurre di Mazzanti in campo, la palleggiatrice Giulia Gennari a Bergamo, arrivata per subentrare a Federica Stufi, in gravidanza. Giuliana Lorenzo sul Giorno dice che stasera cominciamo a misurare le outsider.
Ma stiamo tutti aspettando in realtà la partita di domani pomeriggio tra Milano e Busto Arsizio, la squadra allenata da Julio Velasco contro quella in cui torna Paola Egonu. Nei giorni scorsi la candidatura di Super Julio è molto girata per la panchina della nazionale, lui si è molto contrariato, ma intanto Paola è andata a salutarlo in palestra, ufficialmente passava di là per caso. Gianmario Bonzi, voce di RDS Serie A e telecronista di Eurosport, sulla sua pagina facebook ha scritto: “Pretattica. Anche se per me l’ideale sarebbe il blindato Santarelli. Velasco molto suggestivo, ma non sono certo sia la soluzione migliore. Cambiare però adesso è inevitabile, pur ricordando che Mazzanti ha vinto moltissimo a livello di club e ha rilanciato alla grande la Nazionale femminile. Diciamo che poi la squadra si è mantenuta ai vertici senza fare il salto definitivo di qualità auspicabile nel 2018”.
Ma ne parliamo per benino domani mattina sul sito. Vale come un Coming Soon.
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A cura di Angelo Carotenuto.
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