La corrida gentile di Kimi Antonelli

I Sette Cilindri

 ①  ARTEFICI   Anche la fortuna ama Kimi

Kimi Antonelli è stato onesto al termine del Gran Premio di Spagna. La vittoria l’avrebbe meritata Norris. Dopo l’incidente di Stroll è arrivato l’episodio chiave della corsa. La direzione gara ha attivato il segnale di Virtual Safety Car quando Norris aveva appena superato la corsia box, mentre la Mercedes ha avuto un paio di secondi per decidere e ha fatto giusto in tempo a far rientrare Kimi. La differenza del tempo guadagnato da Antonelli nel pit-stop, che è poi quello in più perso da Norris nella sua sosta, è superiore al distacco con cui Norris ha finito la gara rispetto al vincitore.

Ma ciò non sminuisce la gara di Kimi, che ha massimizzato la sua occasione guidando come fa di solito senza alcuna imperfezione, facendo un altro passo verso il titolo mondiale. Toto Wolff ha fatto il pompiere, ricordando che le macchine di F1 sono mezzi meccanici soggetti ad avarie. Con tutti gli scongiuri possibili, Toto non ha torto. Ma la differenza rispetto a qualche gara fa è che tra qualche Gran Premio Antonelli avrà la possibilità di passare dalla modalità full-gas alla modalità gestione.

La posizione di Russell, ormai seconda guida e scudiero di Kimi fino a fine stagione, sarà fondamentale per provare a mettere al più presto entrambi i titoli mondiali nella cassaforte Mercedes. Sarà importante per George non sentirsi più trascurato, se non penalizzato dalle strategie della scuderia, che a Madrid non sono parse chiarissime, anche se alla fine Russell ha accettato il verdetto della pista. Almeno così è sembrato.

 ②  DISCUSSIONI  Cosa rimane alla stagione della Ferrari

La Ferrari stavolta ha deciso rapidamente. Quando è stata attivata la Virtual Safety Car ha fatto il contrario di tutti gli altri team, provando a giocare il jolly di una possibile ulteriore Safety Car, data per molto probabile nelle previsioni della vigilia. Far rientrare ai box l’unica macchina rimasta, copiando i suoi avversari, aveva poco senso. Leclerc in quel momento era quarto con poche speranze di podio.

Ma c’è un aspetto interessante nei 31 giri in cui Charles è rimasto in testa.

Leclerc al comando ha tirato fuori il massimo, la leadership si è trasformata in un antidepressivo che ha massimizzato la sua abilità alla guida. L’unico dubbio rimasto era sul momento in cui il muretto avrebbe dovuto far rientrare la Ferrari numero 16 per il cambio gomme, divenuto ormai obbligatorio, visto che la mescola dura ce l’aveva sin dal semaforo verde. Aspettare fino all’ultimo per provare ad afferrare l’obiettivo podio o difendersi dal ritorno impetuoso di Russell?

I fatti alla fine hanno dato ragione alle strategie della scuderia di Maranello, con il rientro di Charles giusto in tempo per evitare il sorpasso di George. Un quarto posto che non è un podio, ma non è da buttare.

Resta però il bicchiere mezzo vuoto di un risultato al di sotto del potenziale che la macchina ha mostrato in gara. Leclerc era solo perché Hamilton è rimasto in pista per soli sei giri, prima che la sua Ferrari manifestasse dei problemi ai freni che lo hanno costretto al ritiro. Si è trattato del primo zero per Lewis, il quarto per la scuderia che, pur mantenendo il secondo posto in classifica costruttori, ha perso 14 punti dalla Red Bull e 7 dalla McLaren. I 101 punti di distacco tra Hamilton e Antonelli chiudono qualsiasi velleità mondiale, facendo sì che gli obiettivi in casa della Rossa si debbano concentrare sull’ottenere qualche altra vittoria stagionale e mantenere il secondo posto tra i costruttori.

 ③  ZOOM  Tribolando Norris

Norris è stato il pilota più veloce del weekend pur senza vincere il Gran Premio. Con la solita serenità, la McLaren, attraverso le parole di Stella, non ha recriminato contro la decisione della direzione gara di attivare la Virtual Safety Car un attimo dopo che Lando aveva superato l’ingresso in pit-lane. Stella è stato però chiaro e, pur convenendo che la FIA applica il regolamento esistente senza guardare cosa accade in classifica, ha indicato le modalità con cui nelle prossime occasioni la FIA potrebbe garantire maggiore equità tra tutti i concorrenti. Per esempio, che sia garantita una durata sufficiente della Virtual o della Safety affinché tutti i piloti siano soggetti alle stesse condizioni di pista, o che la Virtual Safety Car duri almeno un giro completo, così da dare a tutti i piloti le medesime possibilità di scegliere se rientrare ai box oppure no.

Il caso è da sempre il convitato di pietra nelle competizioni sportive, però Stella non ha torto quando afferma che esso non dovrebbe avere un peso così enorme nel decidere chi vince e chi perde. Norris chiude così la gara con il suo quinto podio stagionale, fallendo l’aggancio al terzo posto in classifica di Hamilton.

Piastri prosegue invece nel suo anonimato, ottavo in gara senza gloria alcuna e settimo in classifica mondiale. Dalla sua ultima vittoria a Zandvoort un anno fa ha conquistato appena cinque podi, contro gli undici del suo compagno di scuderia, sulla stessa macchina. Il conteggio dei punti nello stesso periodo è ancora più impietoso: 221 punti per Oscar, contro i 334 di Lando. Recuperare Piastri deve diventare un obiettivo fondamentale per la McLaren, per ricostruire quella scuderia che per due anni ha dominato la Formula Uno.

④  PROSPETTIVE  Max Verstappen e il darwinismo della F1

Più Verstappen si lamenta di questa Formula Uno e più fa risultato. Ormai non si sa se lo dica per scaramanzia o davvero ritenga questa F1 inadeguata. Nico Rosberg in TV ha provato a dire la sua a Sky Sport: “I migliori piloti sono quelli capaci di adattarsi meglio ai nuovi regolamenti”. E ultimamente pare che, al di là delle critiche, Max lo stia facendo. Quarto podio in cinque gare, sesto totale in stagione, il numero più alto di un pilota non-Mercedes. Verstappen è solo sesto in classifica piloti, ma il terzo posto di Hamilton è distante 46 punti, non un’enormità. La Red Bull sembra funzionare meglio, come il sesto posto di Lawson ha dimostrato e Max ha dato filo da torcere un po’ a tutti, come capita quasi sempre quando si trova nel gruppo di testa. Ci si chiede solo se vincerà almeno una gara, visto che tra i primi sei in classifica è l’unico a non esserci ancora riuscito. Una stagione senza vittorie sarebbe la seconda in carriera dopo il 2015, anno del suo esordio a 18 anni non ancora compiuti. Dopo di allora, dieci stagioni consecutive con almeno una vittoria, fino alle 71 attuali, l’ultima nel GP di Abu Dhabi 2025, gara di chiusura dello scorso mondiale.

⑤  MAPPE  Il deserto della Spagna

La Spagna che domina nelle moto è invece al suo punto più basso nella sua storia recente in Formula Uno. Un pilota spagnolo non vince un Gran Premio dal 27 ottobre 2024, quando Sainz trionfò in Messico al volante della Ferrari dopo aver conquistato anche la pole position. L’ultimo podio spagnolo risale al terzo posto di Sainz in Qatar a bordo della Williams il 30 novembre dello scorso anno. L’ultimo podio di Alonso è invece del 5 novembre 2023, GP di São Paulo nella sua prima stagione in Aston Martin. L’ultima vittoria di Fernando è vecchia di tredici anni e quattro mesi, quando proprio in Spagna chiuse al comando il GP di casa, corso allora a Barcellona, nel suo penultimo anno in Ferrari.

Proprio in Spagna si è consumato un duello nelle retrovie con tanto di contatto che ha quasi messo fuori gioco entrambi i campioni spagnoli, finiti poi uno col ritirarsi (Sainz) e l’altro penultimo tra i piloti al traguardo, doppiato due volte (Alonso). Parliamoci chiaro, le macchine guidate dai due piloti iberici hanno la maggior parte di responsabilità nei risultati scarsissimi di entrambi, che dopo 14 Gran Premi sommano 9 punti in due.

È il sesto anno consecutivo in cui Alonso e Sainz rappresentano insieme la Spagna in F1, e un risultato così povero di punti non si era ancora visto. Appena un anno fa la somma dei punti dei due piloti dopo 14 GP era di 87 punti e nel 2023, dopo Monza, 14esimo Gran Premio stagionale, Fernando e Carlos erano rispettivamente terzo e quinto in classifica piloti con 287 punti totali, miglior risultato complessivo in questi sei anni.

Quello del Madring è stato anche il peggior risultato in casa dal 2008, anno in cui Alonso, unico rappresentante per il suo paese, fu costretto al ritiro al volante della Renault.

⑥  SCENARI  Colapinto e le altre Minions

La 14esima tappa del mondiale degli altri ha visto un’altra ottima prestazione della Alpine che, grazie al settimo posto di Colapinto, ha rosicchiato altri quattro punti alla Racing Bulls e ora è ad appena nove punti dalla scuderia di Faenza. Solo tre scuderie Minions hanno preso punti al Madring: oltre alle due già citate in alto, anche l’Audi ha preso un punto con Hulkenberg.

Il totale dei punti delle squadre dal quinto all’undicesimo posto è di gran lunga inferiore al punteggio della sola quarta in classifica, la Red Bull: 197 punti contro i 230 della scuderia guidata da Laurent Mekies.

Una forbice larghissima, molto più che in passato. Infatti, dopo il 14esimo Gran Premio della scorsa stagione, la somma dei punti delle squadre dal quinto al decimo posto era inferiore solo ai punti della squadra allora in testa, la McLaren, ma superiore a quelli della seconda in classifica, la Ferrari: 273 punti contro i 260 della Rossa.

 ORIZZONTI  L’Europa che verrà

Il campionato mondiale saluta l’Europa e la rivedrà tra poco meno di nove mesi, a meno che non intervengano fatti nuovi (Imola) rispetto alla sostituzione dei GP di Qatar e Abu Dhabi, tuttora in dubbio per la attuale situazione geopolitica mondiale.

Nel 2027 la potenziale riduzione dei GP europei dovuta all’uscita del GP d’Olanda e l’alternanza di Barcellona sarà probabilmente compensata dall’ingresso di Turchia e Portogallo, ma la percentuale di GP in Europa resterà sotto il 50%. Quella che fu la culla della Formula Uno prova a resistere, ma è fin troppo chiaro che i grandi capitali sono altrove.

Al di là di qualche commento tra l’ironico e il polemico, il circuito di Madrid ha offerto uno spettacolo all’altezza della tradizione della F1. Alcune piccole modifiche tese a favorire la possibilità di sorpassare potrebbero rendere il Madring ancora più interessante, anche se tra i circuiti presenti in calendario non sono molti quelli che offrono spazio per sorpassare. Le piste cittadine aumentano di anno in anno.

L’obiettivo principale della FIA e di Liberty Media sarà invece quello di garantire un calendario non soggetto a fattori esterni. Ma purtroppo la situazione mondiale non induce all’ottimismo e dobbiamo prepararci a una Formula Uno che nel 2027 potrebbe rinunciare a una parte di circuiti a rischio.

 

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