
questo ha parlato in una intervistona con L’Equipe, realizzata a Miami tempo fa. Alla domanda su come si presenterebbe a uno sconosciuto oggi, Venus risponde: “Oh, semplicemente che sono Vee. Quella che lavora duro”. Spiega che la mattina l’allenamento è un inferno fisico e che ormai lo fa per puro istinto di miglioramento. Il pomeriggio si sveste da atleta e diventa la manager e la donna d’affari nelle riunioni di design.
Il passaggio più profondo dell’intervista è quello in cui Venus spiega perché gioca ancora, nonostante perda quasi sempre. Vincere è divertente ma “nasconde le cose”. Quando vinci giocando male, non ti guardi dentro. “Quando perdi, sei obbligato a guardarti in faccia”. Così, dice, il tennis è un viaggio di scoperta interiore, di gestione dei dubbi e delle emozioni umane. “Non sono nostalgica. Il futuro è molto più eccitante di quello che ho fatto prima”. Il design è la sua nuova grande passione. Reallizza progetti continui, legge, fa ricerche, anche per cose che non vedranno mai la luce, solo per il gusto puro della creatività. E poi c’è la vita: si è appena sposata, vuole viversi la coppia, la famiglia e recuperare il tempo che ha sacrificato da quando aveva 14 anni correndo dietro a una pallina.
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