
La Formia-Blockhaus è la settima tappa del Giro 2026, venerdì 15 maggio, ed è la prima tappa in cui il Giro smette di proteggere i favoriti. Parte dal mare e arriva nella Majella, dopo quasi 245 chilometri, con una salita finale lunga abbastanza per togliere le maschere alla corsa, dura abbastanza per non lasciare alibi.
Il percorso parte dal mare, da Formia, poi attraversa il basso Lazio e risale verso l’Appennino centrale. La prima metà non è selettiva come il finale, ma la distanza lavorerà sulle gambe. Dopo Venafro, intorno a metà tappa, la strada comincia a cambiare: prima a Roccaraso, GPM di seconda categoria, poi un tratto di discesa e avvicinamento, infine con il Blockhaus.
Il Blockhaus viene affrontato dal versante di Roccamorice, quello duro. La salita finale misura 13,6 km all’8,4% medio, con punte fino al 14%; dislivello 1.141 metri, il tratto più severo arriva attorno al nono chilometro di salita.
Il Blockhaus dopo più di 230 chilometri cambia tutto. Non premia soltanto chi ha il picco migliore in salita, ma chi ci arriva ancora integro. La differenza può farla la gestione: mangiare, bere, non spendere nel tratto verso Roccaraso, non restare scoperti nella parte di avvicinamento, avere ancora compagni quando la strada comincia a impennarsi.
Per la classifica è il primo esame serio. Prima del Blockhaus si poteva ancora parlare di Giro in assestamento: abbuoni, tappe mosse, cadute, maglie prese con opportunismo. Qui i corridori da generale devono cominciare a misurarsi. Il primo arrivo in quota capace di dare uno scossone alla classifica.
Il Blockhaus ha storia. È la montagna dove Eddy Merckx vinse la sua prima tappa al Giro, era il 31 maggio 1967.

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