

Un altro Loco si aggira per l’Europa. Si chiama Íñigo Pérez, e solo per scrivere correttamente il suo nome ci vuole la mano di Dio, pazienza e tempo, bisogna andare in simboli, caratteri speciali, prendere la I maiuscola con l’accento, ritornare là e cercare la n con la tilde. È l’allenatore basco di 38 anni che siede sulla panchina del Rayo Vallecano, la squadra del quartiere operaio di Madrid di cui si parlava qui qualche settimana fa.
Antoine Simonneau su L’Équipe lo incorona erede di Marcelo Bielsa. Íñigo Pérez ha iniziato a fare l’allenatore a un certo livello solo due anni fa e ha infilato un miracolo dietro l’altro con una squadra dal budget ridottissimo, cinque volte inferiore a quello del Crystal Palace suo avversario di stasera nella finale di Conference League.Nel 2024 è subentrato a stagione in corso e ha salvato il Rayo dalla retrocessione in Liga in soli tre mesi. Nel 2025 l’ha qualificato per le Coppe europee, oggi lo accompagna alla sua prima finale internazionale.
Pérez da giocatore era un centrocampista mediocre, si è formato all’Athletic Bilbao, e la sua vita è cambiata quando a Bilbao è sbarcato Marcelo Bielsa
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