
Jonathan Milan si è fatto rimontare dal francese che era andato in maglia rosa il primo giorno, quel Paul Magnier che Ciro Scognamiglio sulla Gazzetta invita a non trattare più come una sorpresa. Cosimo Cito su Repubblica spiega che “l’arrivo era perfettamente piatto, ma ai 200 metri iniziava uno strano lastricato giallognolo, con fessure paurose in certi punti. Sarebbe bastato mettere lo striscione 200 metri prima, perché no? C’era un precedente lontano, un Giro della Bulgaria di 35 anni fa. Arrivo sullo stesso rettilineo, con pioggia, un’ecatombe. Il cielo ha voluto bene stavolta ai corridori, nessuno è caduto. Per un velocista non vincere è come per un centravanti non fare gol”.
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