


Un uomo lava il piazzale davanti a un caseificio con una canna verde. L’acqua trascina paglia e fango verso il fosso. Dentro, il latte caldo fuma ancora nelle vasche d’acciaio. Un ragazzo con gli stivali bianchi rompe la cagliata con un bastone lungo. Sul banco, le mozzarelle appena fatte hanno il colore dei monumenti all’alba, sono di un bianco vivo, quasi irreale.
Davanti ai templi, una donna apre il negozio di souvenir. Appende calamite con Poseidone, cartoline, vende pure bottiglie di limoncello in miniatura. Accanto a lei un faticatore passa lentamente una scopa tra le pietre del parco archeologico. Faticatore, qui si dice così. Fa lo stesso gesto da anni. Sposta la polvere di una civiltà morta. In effetti è una fatica. I templi restano lì.
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Tutti i pezzi di Amira Iozzi Bouderbala
